Quote of the day #22

Lennon

Nell’attesa che questo momento passi (o che almeno UNA e dico UNA delle cose della mia vita inizi ad andare per il verso giusto), ho deciso di circondarmi di vibrazioni positive, per quanto mi sia possibile ovviamente. E quindi, ben venga il buon John, anche se il suo periodo maggiormente fricchettone e positivo non è dei miei preferiti perché come molti non sopporto Yoko Ono (sperando si scriva così). Only Beatles for me!

A voi invece voglio dedicare questa piccola chicca made in Naples (click!)

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5 consigli sulla maternità che avrei voluto ricevere

Preserve

Miei cari,

apriamo la settimana in bellezza – o almeno ci proviamo. Mi stanno succedendo diverse cose negative e così voglio provare ad invertire il trend, tanto per utilizzare un termine economico (!!!) concentrandomi sulle positività. Da qualche giorno ho scoperto che la mia amica Federica è incinta (sarà sicuramente femmina) e tra l’altro anche Cliomakeup aspetta una bimba e va bene che a molti non piace, però io la seguo da sempre e mi fa tanta simpatia, quindi sono felice anche per lei. Mi sto perdendo in chiacchiere.

Tutto questo perché ho pensato di produrre questo post, ovvero i cinque consigli sulla maternità che avrei tanto voluto sentirmi dire prima ma ahimé, non tutti sono giunti al momento giusto. Ad ogni modo, ringrazio chi ha detto a me queste cose e anche per render loro omaggio, ho deciso di fissarli qui a eterna memoria dei posteri e con una dedica speciale a Federica, ça va sans dire.

1 – Non ascoltare nessuno (se non te stessa). Ok, iniziare una lista di cinque consigli dicendo “non ascoltare nessuno” può sembrare un controsenso però è la prima cosa che mi è venuta in mente. Quando si ha un bimbo chiunque si sente in dovere di dirti qualcosa ma invece bisogna essere forti e seguire soltanto il proprio istinto e buon senso, perché una mamma e un bimbo hanno bisogno di fare conoscenza e di abituarsi l’uno all’altra con i loro tempi e modi, che non possono essere dettati da nessuno se non da loro stessi.

2 – Non ti scoraggiare. La gravidanza può presentare delle difficoltà, purtroppo sia fisiche che mentali. Momenti in cui si è tese per la vita che si porta dentro, si hanno mille timori talvolta anche infondati, insomma alcuni momenti non saranno semplici ma non bisogna perdere mai la speranza ed il coraggio, confidando sempre che con un po’ di pazienza, di Forza e tanto supporto da chi ci sta vicino, tutto si sistemerà.

3 – Riposa molto. In gravidanza si deve cercare di dormire il più possibile, perché poi il sonno probabilmente sarà poco e niente ce lo ridarà indietro. Meglio quindi rilassarsi prima, in modo da affrontare i primi mesi di vita del pargolo con tutta l’energia e la positività possibile.

4 – Allattare non è un obbligo. Chiariamoci: le tette sono nostre, se e come vogliamo allattare sono solo fatti nostri. Ben vengano i consigli, specie se richiesti, soprattutto di persone che se ne intendono e sono del mestiere (come le infermiere pediatriche), tutti gli altri sono cordialmente pregati di farsi gli affaracci loro. Allattare fa sicuramente benissimo ma non è un obbligo e soprattutto una madre che decide di non farlo non è una cattiva madre. Tra parentesi, non è sempre detto che chi viene allattato godrà di miglior salute rispetto a chi beve latte artificiale… mia madre mi ha allattata sei mesi ed io sono allergica a qualsiasi cosa, quindi…

5 – Dopo il parto ci si può sentire tristi (ed è assolutamente normale). Ringrazierò sempre la mia amica Alessandra per avermi detto questa cosa, perché mi ha aiutato ad affrontarla. Appena nasce un bimbo, nelle ore immediatamente successive, ci si può sentire come tristi, come se un pezzo di noi ci mancasse insomma. E’ qualcosa di assolutamente normale, che capita a tante e non ci deve far sentire in difetto, inadeguate al ruolo di madre che stiamo andando a ricoprire. Non ci si deve vergognare di dirlo, di piangere se ci fa sentire meglio, di chiedere aiuto.

Auguri a tutte le neomamme!

 

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What’s the story (morning glory)?

occhi

Non temete, sono sempre qui!

Miei cari,

una volta, una persona che è stata a me molto cara, chiacchierando mi disse una cosa tipo “i momenti brutti, come quelli belli, sono sempre destinati a passare”. Ed effettivamente, nel bene e nel male, è proprio così. Certo, ci sono momenti veramente brutti, che ci fanno disperare di poter tornare a vedere la luce e sopravvivere non è facile ma in linea di massima, col tempo si supera tutto, l’importante è appunto trovare una o più maniere per riuscire a uscirne.

Non potendo mettere nero su bianco ciò che mi affligge, perché chi ha un blog o bazzica un minimo la rete sa quanto sia in un certo senso pericoloso fare tutto questo, perché un post potrebbe sempre finire sotto gli occhi di qualcuno a cui piace azzuppare il pane e anche se non ti conosce neppure come parente prossimo, è sempre prontissimo a giudicare nel modo peggiore ogni tua parola o azione, dirò solo che per fortuna non si tratta di problemi di salute, il che già non è male.

Ma non temete, in un modo o nell’altro, prometto che ce la farò!

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Beauty Cues: hair care routine del periodo

Miei cari,

oggi torna la rubrica Beauty Cues in collaborazione con Pier che a breve sarà santificato perché mi sopporta sempre! Ad ogni modo, oggi parleremo della nostra hair care routine del periodo e cioè a dire, detto pane e puparuoli, dei prodotti per capelli che stiamo utilizzando al momento.

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Parte del malloppo

La mia sarà un po’ particolare, perché in realtà sto operando una sorta di svuota-dispensa (o dovrei dire armadietto del bagno?!) perché sto utilizzando alcuni prodotti che avevo comprato tempo fa e che avevo lasciato o intonsi oppure mezzi aperti e mai finiti. Non inserisco ovviamente a questo giro il balsamo perché è il solito di Provost, il gel henné di Phitophilos e la maschera casareccia con gli oli di ricino ed argan perché non voglio annoiarvi, dal momento che sono sempre gli stessi.

Iniziamo!

  • Shampoo Sunsilk Ricostruzione intensiva
  • Balsamo Provost Expert Reparation
  • Maschera Elvive Total Repair 5
  • Termoprotettore Sunsilk azione Termo-attiva
  • Lacca Malizia Ecologica
  • Shampoo a secco Batist
  • Bonus: Shampoo Naturaverde Bio (per la creatura)

Shampoo Sunsilk Ricostruzione intensiva: acquistato da mia sorella e abbandonato in un cantuccio, è uno degli shampii Sunsilk prodotti in collaborazione con gli hair stylist più fighi del globo (???). Questo in particolare, grazie al calcio ed alla keratina, promette una ricostruzione intensa  e un’azione detox del capello trattato e danneggiato, proprio come i miei. Dell’inci non vi parlo perché fa rabbrividire (qui), detto questo fa una buona dose di schiuma, non  ha un odore particolare, si sciacqua via facilmente e lava abbastanza bene i capelli lasciandoli abbastanza disciplinati ma onestamente, non ho visto questa grossa ricostruzione, non so se l’effetto migliori col balsamo della medesima linea ma sinceramente, non mi sembra questo gran prodotto e sinceramente, in giro c’è di meglio anche a un prezzo leggermente inferiore. Costo: circa 2 euro.

Maschera Elvive Total Repair 5: Dalla linea – miracolo di Elvive, ecco questa maschera che dovrebbe riparare qualsiasi cosa e che credo di aver già provato in passato ma non ci metterei la mano sul fuoco. Promette di rinforzare il capello, di renderlo più lucido, vitale e nutrito, il tutto con una sola noce di prodotto spalmata per le lunghezze della vostra chioma (!!!). L’inci è penoso, come spesso accade per i prodotti di questo brand, però devo dire che utilizzandola i miei capello sono effettivamente più disciplinati, morbidi e semplici da pettinare, anche se di miracoli non si parla di certo, insomma un prodotto buono, senza infamia né lode, da comprare se proprio non trovate niente di meglio ma nulla più. Ne basta effettivamente poco e si sciacqua via con facilità, il che non è male perché la confezione è abbastanza grande e dura un bel po’. Prezzo: circa 6 euro.

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Inci della maschera

Termoprotettore Sunsilk azione Termo attiva: Dico la verità, mi serviva un termoprotettore e questo fu l’unico che trovai nel mio negozietto di casalinghi di fiducia e dal momento che costava poco, ho deciso di prenderlo. Si tratta appunto di un classico termoprotettore da utilizzare sui capelli umidi e asciutti. L’applicatore è un comodo spruzzino, che consente di applicarlo in modo facile e veloce; ha un odore molto particolare, un pelo chimico, sebbene per fortuna non sia persistente. La cosa strana è che se cade sul marmo del piano e del pavimento del mio bagno, li rende stranamente scivolosi, quindi vi consiglio di fare attenzione e nel caso, di pulire immediatamente in modo da evitare simpatici ruzzoloni. Fa comunque bene il suo lavoro, costa appena 4 euro e quindi vi consiglio di dargli una possibilità a meno che non siate amanti degli inci green e questo sicuramente è tutto fuorché verde!

Lacca Ecologica Malizia: so che molti non amano la lacca ma personalmente a me piace, la utilizzo da sempre e onestamente i miei capelli non reggono per niente la piega senza! So che è un prodotto inquinante e per questo motivo, mi sono lasciata tentare da questa lacca ecologica di Malizia, che tra parentesi essendo una confezione gigante è anche molto comoda perché dura parecchio tempo. Il fatto che sia ecologica, ça va sans dire, non vuol dire che sia ecobio infatti l’inci fa abbastanza pena e a dirla tutta, avendo il sospetto che non sia nemmeno così ecologica, dubito che la ricomprerò. Detto questo, non ha un odore sgradevole ma nonostante io abbia quella a fissaggio forte, non fissa benissimo i miei capelli, anche se almeno non li appiccica, il che non è male, però insomma, non è certo un prodotto che è rimasto nel mio cuore. Come sempre, devo rammentarvi che ho i capelli molto crespi e non facilmente gestibili, perciò è possibile che per altre persone funzioni meglio. Il suo prezzo è di circa 2-3 euro.

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Shampoo Secco Batist: Sono una grande amante degli shampoo a secco, come chi mi segue ben sa e non perché io sia una persona lurida ma perché ho i capelli grassi, poco tempo e onestamente se li lavassi per più di due volte la settimana probabilmente cadrebbero ancor di più a pezzi. Come mi consigliò tempo fa la mia amica Manu, spruzzo questo shampoo secco a casaccio sulla cute mettendomi a testa in giù, poi massaggio coi polpastrelli, quindi lascio agire circa dieci/quindici minuti, passo rapidamente un’asciugamano sulla chioma per iniziare a eliminare il prodotto ed infine spazzolo tutto. Ho provato diversi shampii di Batist e mi ci sono sempre trovata bene, più che con quello l’Oreal, infatti cavallo che vince non si cambia, anche perché lo reperisco molto facilmente. Prezzo: 5 euro.

Bonus: Shampoo Naturaverde Bio Avena e Camomilla (utilizzato per DB!) Questo shampoo mi è stato regalato proprio dal caro Pier e lo sto utilizzando sulla mia piccola , vi spiego anche perché. I prodotti per bimbi con meno di 3 anni sono spesso corpo e capelli però ultimamente sto usando un prodotto di Kihel’s che, nonostante costi parecchio, a parer mio non lava bene i capelli di DB, perché all’aspetto non sono molto lucidi e non assumono un buon odore di pulito. Così mi sono orientata su questo shampoo, che utilizzo diluito e devo dire che fa ottimamente il suo dovere, non la irrita ma al contempo le lava bene i capelli che risultano morbidi, lucidi e profumatissimi. Anche se è alla camomilla, non è schiarente (e meno male), ha un odore delicatissimo, non produce molta schiuma e si sciacqua facilmente, insomma ve lo consiglio caldamente, anche se magari avete la cute delicata e volete provare qualcosa che non sia troppo aggressivo. Prezzo: circa 5 euro.

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Inci dello shampoo!

E voi? Che state usando ultimamente? Abbiamo qualche prodotto in comune? Non dimenticate di passare da Pier, mi raccomando!

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Quote of the day #21

Freud

Miei cari,

oggi per questo quote of the day ho scelto una frase di Sigmund Freud, il celebre padre della psicoanalisi che io letteralmente adoro da quando ero alle scuole medie, tanto è che avevo pure deciso di diventare come lui una psichiatra… poi qualcosa deve essere andato storto.

Secondo Freud, la creatività è il modo del nostro corpo di dare sfogo alle nostre pulsioni non scaricate. La nostra voglia di soddisfare in qualche modo i nostri desideri o pulsioni, si incanala quindi nella creatività, che può riguardare sia la sfera del sogno che quella della realtà, quindi farci venire voglia di fare un lavoro manuale (dipingere, assemblare gioielli etc…) ma anche intellettuale, come ad esempio scrivere.

Mi sono sempre considerata una persona abbastanza creativa, anche se dotata di scarsa manualità. Ho sempre infatti amato suonare strumenti musicali ma anche disegnare e come ben sapete, scrivere. Quando ero bambina, impiegavo così le mie energie – e si sa che quelle dei bambini sono proprio tante… – ero capace di riempire pagine su pagine con disegni, fumetti, caricature, oppure di scrivere storie totalmente prive di senso, un po’ come faccio adesso, che però di forze ne ho decisamente meno. Sinceramente non so se il buon Sigi avesse ragione, nel senso che non so dire se in questo modo sfogavo-sfogo dei desideri insoddisfatti, però mi piace riflettere su questo e cercare di trovare dentro di me una risposta…a patto che io ci riesca (!)

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Playlist dei primi caldi

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Il Parco di Capodimonte a Napoli

Miei cari,

giungono i primi caldi e tanto per cambiare, arriva anche la mia playlist del momento… altrimenti, che rockeuse sarei? Come sempre, mescolo brani vecchi e nuovi, nella speranza di darvi qualche suggerimento per l’ascolto di un po’ di musica diversamente bella o semplicemente di tenervi un po’ di compagnia.

G Girls – Call the Police. Si, ok, è una cafonata. E d’accordo pure che loro sono quattro strappone dell’Est non particolarmente dotate canoramente, però che ci volete fare? Sono una tamarra e questa canzone mi fa venire voglia di ballare! These boys, they don’t know me, like kryptonite (… ma che vor diii?)

Mr President – Coco Jamboo. Anche qui non siamo certo sull’elegante ma si tratta di un brano anni Novanta, decade a cui non so resistere, il cui ascolto mi suggerisce subito passeggiate in un’assolata via Mezzocannone (???) e progetti di viaggi primaverili ed estivi proprio come quando ero giovane, carina e disoccupata.

Caribou – Sun. Qui saliamo leggermente di livello, col producer Caribou (che vi consiglio assolutamente di ascoltare se non lo conoscete già). La canzone poco avrà a che fare con la primavera ma già il solo titolo mi riscalda, per non parlare del ritmo piacevolmente shoegaze.

Alberto Fracasso – Little Flower. Conosco questo dj da molti anni anche se non so se lavora ancora. E’ roba tra la minimal e la techno, quindi non è per tutti i palati però se vi piace il genere, sicuramente vi piaceranno le produzioni di Fracasso (che poi se non sbaglio, è il suo reale cognome!).

Veronica Falls – Bad Feelings. Ho conosciuto questo gruppo perché si chiama un po’ come me e fa un genere che è molto nelle mie corde o meglio faceva, perché si sono presi per un po’ una pausa. Questa canzone, nonostante il titolo, ha un motivetto allegro e non chiedetemi perché ma mi mette sempre di buon umore ed anche il video mi sa tanto di tiepida primavera inglese, di quelle che tardano ad arrivare realmente anche se si fanno sentire.

E ora, balliamo!

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L’italiano: questo sconosciuto

conteaccanto

Miei cari,

dovete sapere che in un’altra vita, quando ero una studentessa universitaria, ho frequentato tra gli altri un corso di Linguistica Italiana suddivisa in due moduli, tenuto da un uomo di cui ho ancora un’altissima stima, il professore Andrea Mazzucchi. Durante questo corso mi fu ancora più palese quanto la lingua italiana fosse bella, complicata e oramai bistrattata.

Anche se ora sono passati circa dieci anni da quei tempi, complice anche il fatto che io con la lingua – più o meno – ci lavoro, avendo scelto la vituperata professione giornalistica, oggi come ieri mi rendo conto di quanti passi indietro stiamo facendo in tal senso. Quante persone parlano un buon italiano? Quante persone soprattutto giovani? Ve lo dico io, sempre meno. Anche tra chi studia, ha studiato o svolge professioni in cui l’esprimersi è importante, noto sempre più non solo un impauperimento dei rispettivi vocabolari ma anche un mancato rispetto delle più elementari regole grammaticali.

Si perché se “lascio la borsa al piano di sopra” userò sempre il verbo lasciare, non potrò mai dire “rimango la borsa al piano di sopra”, perché non solo è una forma dialettale ma è anche profondamente scorretta. Al massimo posso dire che la mia borsa è rimasta al piano di sopra, non so se rendo l’idea, anche se il concetto è alquanto stiracchiato. Tra parentesi non è che io sia un’esimia linguista, anzi tanto avrei ancora da imparare ma semplicemente, cerco di esprimermi correttamente e di avere un minimo di proprietà di linguaggio.

Spesso guardo su Youtube gente dire che qualsiasi cosa è “SUPER SUPER”, dunque “super buona”, “super resistente”, “super tutto”. Perché utilizzare il termine super? Si potrebbe dire che è “estremamente buono” o è “particolarmente resistente”, che a parer mio è più corretto. Perché poi i ragazzini, magari pure mia figlia un domani, utilizzeranno il gergo appreso in rete, che è la nuova televisione e si esprimeranno sempre peggio e vagli a far capire che è preferibile dire “resistente” piuttosto che “super-super-super”, che manco Heather Parisi ai tempi d’oro.

E nulla, volevo sfogarmi. E ricordarvi, vi prego di non maltrattare la nostra amata lingua.

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