Quote of the day #31

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Miei cari,

oggi per la rubrica Quote of the day ho pensato a questa frase di Gandhi perché viviamo un periodo particolarmente duro, tra violenze di ogni tipo e secondo me dovremmo tutti riscoprire figure come quelle di Gandhi, che per la pace si è battuto fino alla fine.

La frase che ho scelto è sull’ansia, perché è una condizione che mi accompagna da sempre ma in effetti, essendo io credente, non dovrei avere tutto questo terrore, questa oppressione al petto, perché sarà quello che sarà e certe volte io credo davvero che ci sia un disegno più grande e incomprensibile, a cui dobbiamo solo affidarci per poterne fare parte al meglio, non so se rendo l’idea.

Quindi, anche se non credete, vi consiglio di affidarvi di più al destino e di farvi cogliere meno dall’ansia, anche perché in ogni caso, il malanimo che genera non ci aiuterà a risolvere proprio niente.

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Aggiornamenti sparsi

guido

Miei cari,

è tempo di qualche piccolo aggiornamento per voi che fedelmente seguite la mia ignobile e tormentata esistenza (marò, che esagerazione)!

Partiamo, ordunque, dalle cose importanti!

  • la mia bimba cresce fortunatamente abbastanza bene. Mi somiglia poco, per volto e carattere e forse è un bene, sicuramente ho il timore di capirla sempre meno, soprattutto quando crescerà ma d’altronde, chi è che si sente veramente capito dai propri genitori?
  • Vi ricordate il contratto da addetta stampa che avevo avuto? Bene, si è trasformato in un contratto da meno ore e nel quale non mi occupo più dell’ufficio stampa ma della traduzione di testi (molto basilari) in inglese. A parte il dispiacere per questo cambio di rotta, generato dalla poca volontà da parte dell’azienda di mettermi alla prova (anche perché di contro incensano gente che non sa manco scrivere l’italiano), la cosa più grave è che mi devono ancora pagare lo stipendio di dicembre perché hanno problemi di liquidità. Al paese mio, questo è spesso il preludio di un fallimento, motivo per cui, se continuano a non corrispondermi le mensilità, penso che lascerò la nave prima che affondi e tanti cari saluti. Comunque è uno schifo e se posso darvi un consiglio, se lavorate con privati ANDATECI SEMPRE COI PIEDI DI PIOMBO.
  • Ho un altro lavoro, stavolta per una media company che produce soprattutto servizi video e web. E’ un lavoro abbastanza impegnativo ma sono contenta perché rappresenta una sfida molto più allettante sotto il profilo giornalistico e francamente spero che prosegua bene, anche perché, rispetto all’altro lavoro, qui mi sento stimata, sia come essere umano che come professionista e ricordiamo che non è poco.
  • La mia vita sociale è praticamente estinta perché si può dire che lavoro solo. Però, come dice sempre un caro amico, c’è una stagione per tutto, quindi forse questa è la mia stagione per il lavoro? Speriamo bene.
  • Prosegue anche il mio master, anche qui abbastanza faticosamente perché cambiare lavoro ed entrare nei nuovi ritmi non è (sempre) semplicissimo, però spero di fare bene anche qui.
  • La verità è che a me manca organizzazione. Torno tardi di sera e sono travolta dalla bimba che ovviamente vuole le mie attenzioni ma io sono cotta e non riesco nemmeno a connettere certe volte. Praticamente avrei bisogno di una tata per lei e di una badante per me. Se avete consigli su come organizzare la propria vita tra lavoro full time e bimbi piccoli, vi prego aiutatemi!

E voi? Che news avete per me?

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Tangle Teezer Blow Styler: ne vale la pena?

Miei cari,

oggi finalmente (???) torno con una nuova recensione, ovvero quella della spazzola Tangle Teezer Blow Styler, mio oggetto del desiderio da tempo che finalmente ho potuto provare.

Innanzi tutto, la spazzola è disponibile presso vari rivenditori, ovviamente anche online e su Amazon, dove spesso si trova anche in offerta, infatti io la trovai a circa 14 euro.

Si tratta di una spazzola piatta, disponibile in due grandezze (half e full paddle), da utilizzare sui capelli bagnati esclusivamente per lo styling, dunque non è consigliata per spazzolare i capelli. Come le sorelle della famiglia Tangle, ha dentini di diverse grandezze e sfalsate, per contrastare l’effetto crespo, che spesso si viene a creare quando si asciugano i capelli.

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La utilizzo proprio come facevo con la mia vecchia spazzola piatta (che ha fatto brutta fine), ovvero passandola tra i capelli mentre li asciugo allegramente e devo dire che in effetti smorza un po’ l’effetto crespo ma chiaramente non fa miracoli, di certo già disciplina abbastanza la mia criniera, così dopo risulta più rapido passare la piastra o comunque acconciarli con qualche altro tool. La cosa che adoro è che poi si pulisce facilmente ed è completamente lavabile, perché oramai le spazzole in stoffa o altro materiale che mi sa di acaro e zozzimma mi fanno venire le lacrime agli occhi.

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i miei capelli asciugati con la suddetta

In sintesi: se volete una spazzola piatta e non sapete cosa comprare, questa è una buona alternativa, specie se trovata in offerta a 13-16 euro, perché è un prezzo congruo per un simile oggetto. Se però volete un oggetto unico, con cui spazzolarvi anche i capelli nel quotidiano, allora lascerei stare perché appunto non è ciò che fa per voi.

Francamente penso che sia una buona spazzola, resistente e di qualità, sicuramente non fa miracoli, però rispetto a spazzole simili io noto che davvero tira meno i capelli e fa meno “male”, un fattore che io considero sempre quando faccio di questi acquisti. Sono stata contenta di averla provata e non sono rimasta affatto delusa, come invece mi è successo con la spazzola piatta che avevo in precedenza targata Remington, con cui mi ero trovata molto bene ma poi si è ridotta veramente uno schifo nel giro di poco più di un anno.

E voi? Avete provato questa spazzola? vi intriga?

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Piccola riflessione

Libro Cantone Palazzo san teodoro (6)

La sottoscritta col collega Fede (foto di repertorio)

Premetto che la foto non è attinente al tema del post, la ho inserita perché mi fa ridere.

Ad ogni buon conto, più invecchio più mi interrogo sul tema del credere in se stessi. Quando ero ragazzina, mi dicevano che quando sarei cresciuta avrei imparato a “credere in me” e in un certo senso, mi è successo. Piano ho imparato a capire i miei punti di forza, quelli di debolezza ma anche e soprattutto a conoscermi, a indagare i diversi lati del mio carattere, positività e negatività e a sapermi accettare per ciò che sono, dunque individuare ciò che più o meno so fare  e cercare di farlo bene, credendo appunto nelle mie possibilità.

Credo che sia qualcosa che ogni adulto dovrebbe fare, più o meno, eppure vedo attorno a me tanti, tanti adulti molto poco maturi, spesso in cerca di continue conferme, proprio perché non hanno neppure un briciolo di fiducia in loro stessi.

Ma perché succede questo? Perché una persona adulta non impara a credere in se stesso?

Credo che accada perché in qualche modo si è insoddisfatti, di cose piccole o grandi, si crede di non valere nulla perché non si è riusciti a costruire una carriera solida, ad esempio, oppure una famiglia. Tutti abbiamo una qualche frustrazione ed è innegabile ma è anche qualcosa con cui dobbiamo scendere a patti, che non ci deve svilire, perché se ci è andata male una cosa non è detto che siamo degli incompetenti totali, anzi.

Personalmente, so di non aver raggiunto chissà quali obiettivi nella vita, eppure sono abbastanza soddisfatta, perché credo che per fortuna ci sia un margine di miglioramento e che magari, impegnandomi in quello che meglio so fare (o almeno, che credo di saper fare) un domani sicuramente succederà qualcosa di positivo, non dico che andrò a lavorare per Rolling Stones (possibilmente pagata) però mai mettere limite all’umana provvidenza.

Forse diventerò pure io così a 40 anni, sarò insicura e frustrata o forse anche peggio, non lo so, intanto mi godo le possibilità che mi vengono date, giorno per giorno, perché in fondo è così che dobbiamo prendere la vita, per gli attimi che ci porta.

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7 anni di Rockeuse

Libro Cantone Palazzo san teodoro (66)

Il tempo vola, davvero. E quando hai dei figli, sembri accorgertene più facilmente. Cambiano le cose, cambiamo noi in un certo senso, perché poi l’importante è rimanere noi stessi, cioè dire, restare fedeli a come eravamo, al posto dal quale proveniamo.

E così la Rockeuse ha compiuto 7 anni. Per questo devo ringraziare chi mi segue, chi mi ha seguito, chi mi ha criticato, costruttivamente e non, chi mi ha fatto riflettere, le amicizie vere che ho trovato qui su, le cose belle che mi ha portato.

Spero di continuare a farvi ridere, magari riflettere, a tenervi compagnia, ancora a lungo.

GRAZIE A TUTTI!

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… Dicevamo? (Post riflessivo)

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C’è questa mia conoscente, perché definirla amica è troppo, che spesso sui vari social network pubblica indicibili pistolotti sul lavoro, sul fatto che non viviamo per vivere e viceversa, sul fatto che fa un lavoro per cui non ho capito se non ha studiato o comunque non le piace e via discorrendo. Generalmente quando leggo queste cose rido, innanzi tutto perché c’è tantissima gente che non lavora o che è sottopagata e si smazza, quindi se hai la fortuna di fare qualcosa che ti da da vivere dignitosamente devi solo ringraziare il tuo Dio, anche perché di questi tempi non si può andare troppo per il sottile.

Sono cresciuta in una famiglia dove tutti lavoravano, dalla A alla Z. Più volte in passato ho raccontato come mia nonna Giò si sia dovuta rimboccare le maniche e mettersi a lavorare per sostenere i suoi 4 figli dopo la morte di mio nonno, oppure come i miei genitori abbiano iniziato a lavorare giovanissimi per potersi mantenere anche agli studi, poiché altrimenti non avrebbero potuto conseguire la laurea. Quando mi sono laureata ho avuto una festa semplice ma bellissima e allegra, il mio papà è venuto da solo a laurearsi a Napoli e la mia mamma era accompagnata credo da sua zia e non sono sicura che abbiano festeggiato più di tanto. Ma quella era un’altra epoca.

Mi hanno dato la possibilità di studiare, di condurre una vita abbastanza agiata e serena. Peccato che io al giorno d’oggi arranchi terribilmente e non abbia la certezza di dare le medesime cose a mia figlia, a cui non voglio nemmeno pensare come pagherò l’università.

Ho la fortuna di fare un lavoro che amo e mi diverte moltissimo, eppure mi costringe a ritmi massacranti, in cui vedo pochissimo la piccola. E’ un paradosso: lavoro per darle un futuro eppure la vedo pochissimo nel presente e più passa il tempo meno la vedrò probabilmente. Quindi mi chiedo se faccio bene a lavorare tanto, se le capirà che in qualche modo lo faccio per lei, per noi, per poterci prendere una casetta tutta nostra, per stare bene un domani. Mi chiedo se sono padrona del mio tempo o mi faccio sopraffare da esso, diventandone una schiava.

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Aggiornamenti random

cinnamon

Miei cari,

è iniziato questo 2018. Siccome si parla tanto di buoni propositi, voglio condividere con voi una frase che mi dice sempre mio padre quando mi sento avvilita. Inizialmente credevo mi volesse far avvilire ancora di più, invece poi ho compreso che voleva essere a modo suo, uno sprone:

Faber est suae quisque fortunae – Ciascuno è artefice della propria sorte

Il succo è che se vogliamo qualcosa, cerchiamo di impegnarci per ottenerla. Ci andrà bene, ci andrà male, certo non potremo dire non aver lottato perché, sempre per citare un membro della mia famiglia, ovvero zio Leonardo, a volte anche il fare niente è deleterio.

Quindi ho deciso di impegnarmi a realizzare alcuni dei miei sogni e progetti che sono rimasti nel cassetto per fin troppo tempo e quindi, che Dio me la mandi buona.

  • Sono impegnata su più fronti anche lavorativi. Pure qui, spero che una cosa mi andrà bene. Oramai il nuovo principe azzurro è il contratto a tempo indeterminato, specie se hai famiglia.
  • Ho esigenza di tornare fissa in palestra. In realtà di fare sport in generale perché mi sono accorta di avere il fiato corto pure se faccio due rampe di scale. Avete per caso qualche allenamento anche casereccio da consigliarmi? Tipo video efficaci da youtube e similia?
  • Vorrei anche trovare un fondotinta più performante, dato che quello di Neve Cosmetics mi sta deludendo. Avete una buona proposta che non contenga gli odiati siliconi?
  • In tutto questo, ho bisogno di una vacanza. Inizierò quindi a riempire il mio porcellino (si fa per dire). Non so ancora quale meta scegliere, mi vanno bene pure solo tre giorni basta che siano di assoluto e totale relax (e silenzio).
  • Avete iniziato il giro di saldi? Io ho già beneficiato di un ricco paio di Vans Old Skool trovate in saldi al Vans Store e di qualche calzino Calzedonia (ovviamente i leggins che volevo io NON erano in saldi), però sono solo agli inizi. Vorrei un cappotto cammello soprattutto e una gonna a tubo nera, oltre a un vestitino di Marella.
  • Sondaggione: Che ne dite se mi faccio i capelli più biondi? Ho voglia di un change, non radicale, quindi avevo pensato di schiarire i capelli però non vorrei sembrare la Regina Travonia. Che ne dite?

 

E voi? Come è iniziato questo 2018?

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