Passeggiando per il Mann di Napoli

Miei cari,

oggi post culturale per parlarvi di uno dei miei musei preferiti al mondo, ovvero il Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Se non lo avete mai visitato dovete subito rimediare, perché oltre a essere il mio preferito è anche un museo importantissimo al livello internazionale, il terzo al Mondo per il valore dei tesori che custodisce. All’interno, infatti, è possibile visitare le collezioni di Ercolano e Pompei, la collezione Farnese che contiene una serie di reperti di epoca romana – il MANN è infatti considerato il museo più importante al mondo per quanto concerne proprio i reperti di questo periodo – e la collezione Egizia, recentemente restaurata ed anch’essa molto importante. Il Museo ospita anche un festival artistico-musicale che si tiene ad Aprile, oltre a diversi concerti solitamente di musica classica e jazz. Attualmente, in concomitanza col Comicon, al MANN è anche possibile visitare la mostra “Cyborg Invasion”, che vede alcune delle statue più celebri della galleria rivisitate in chiave futuristica da diversi artisti.

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Francesco Motta intervistato nella sala del Toro Farnese durante il Festival Mann

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Cyborg Invasion!

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Questa fa Abbastanza paura…

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E voi? Siete mai stati in questo museo? Vi piacerebbe visitarlo?

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Cucina con Rory: Pane alla canapa

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Miei cari,

altro giorno, altra rubrica! Oggi è la volta di Cucina con Rory per parlarvi di una ricetta che mi è piaciuta tantissimo e quindi ci tenevo a condividerla qui con voi. E’ un pane realizzato con la farina di canapa, perché la cannabis sativa non è solo roba da fumare (!!!) ma anche buonissima da mangiare. La particolarità di questo prodotto è che in ogni ricetta ne va utilizzato massimo il 20% (per dire, su 100 grammi di farina dovete fare una proporzione con ad esempio 80 grammi di farina 00 e 20 di canapa) ma anche se è poca, da un grande sapore – e colore – ad ogni preparazione.  Oltre al pane, ci si può fare un po’ di tutto. Io ci ho preparato anche il casatiello ma credo lo utilizzerò anche per altre preparazioni, magari dolci, tipo i biscotti, come mi ha suggerito la mia amica Claudia.

Ingredienti 

Farina 00 210 grammi + farina per la spianatoia

Farina Manitoba 250 grammi

Farina di Canapa 40 grammi

acqua 250ml

mezzo panetto di lievito di birra fresco (circa 17, 5 grammi)

1 cucchiaino di zucchero

1 cucchiaio raso di sale

Olio evo 40 ml

 

Preparazione

  1. Mettete subito un pezzo a tema, come l’immancabile Canapa dei Punkreas. In una ciotola ampia, mischiate bene le farine ed il sale. Nel frattempo, fate intiepidire l’acqua; in un bicchiere scarso di questa fate sciogliere il lievito e lo zucchero, quindi fatelo riposare qualche minuto.
  2. Aggiungete l’acqua col lievito alle farine iniziando ad impastare piano. Aggiungete poi la restante acqua, continuando ad impastare e poi ancora l’olio. Se l’impasto vi sembra troppo molle, aggiungete un po’ di farina 00, se vi sembra invece duro, aggiungete ancora un po’ di acqua.
  3. Impastate ancora fino ad ottenere un impasto liscio, sodo ed omogeneo, se volete potete aiutarvi con una impastatrice ma a me da una certa soddisfazione farlo a mano. Coprite quindi la ciotola con della pellicola trasparente e ponetela a lievitare per circa 2-3 ore o fino al raddoppio in un luogo caldo, come ad esempio in forno caldo a circa 30-50 gradi.
  4. Una volta raggiunta la lievitazione, riprendete l’impasto e ponetelo su una spianatoia leggermente infarinata con la solita farina 00. Reimpastate qualche minuto, quindi date la forma che desiderate. Volendo potete aggiungere in cima qualche semino di papavero, girasole, lino o quel che più vi aggrada. Sistemate la forma ottenuta su una teglia foderata di carta forno e ponete a lievitare sempre in luogo caldo ancora un’altra ora.
  5. Una volta trascorso il tempo, infornate in forno statico preriscaldato a 180 gradi per circa mezz’ora o fino a quando il pane sarà ben dorato e infine servite.

 

 

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Beauty Cues: Skin Care routine della fredda primavera

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Tutto qui? Ma certo che no!

Miei cari,

oggi torna per la vostra giuoia e il vostro gaudio la premiata rubrica Beauty Cues, in collaborazione con l’ottimo Pier! Oggi parleremo della nostra skin care del periodo, ovvero di questa primavera molto ma molto invernale (almeno qui a Napoli, fortuna che è la città “dò sole”).

A proposito di questo e di un po’ di stress, la mia pelle si sta comportando in maniera un po’ anomala. Considerando che è mista a tendenza acneica, attualmente è piuttosto secca soprattutto nella zona degli occhi mentre il naso è zeppo di punti neri (sigh) che sto combattendo a furia di scrub anche se credo dovrò cambiare strategia, per esempio andando a vivere alle Hawaii, non so, anche perché il mio corpo non sa se avere la rinite allergica oppure il raffreddore ed il catarro, quindi comprenderete le mie difficoltà.

Ad ogni modo, la mia routine del periodo è questa:

Mattina:

  • Clarisonic con spazzola delicata, utilizzando come detergente la saponetta struccante di Alkemilla.
  • Tonico
  • Crema idratante e contorno occhi (che vedete nella foto qui sopra)

Sera:

  • Struccaggio con salviette
  • Passaggio di panno in microfibra bagnato e ben strizzato
  • Tonico
  • Crema idratante e contorno occhi

Due volte alla settimana: Scrub purificante

Devo ammettere che ho fregato la saponetta struccante di Alkemilla a mia sorella, che l’aveva acquistata tempo fa perché è un’amante delle saponette. Non ve la mostro in foto ma sul sito ufficiale (click) potete trovare la descrizione, l’inci ed il prezzo. Ha un profumo molto delicato di rosa e fa una bella schiuma densa, ideale secondo me per passarci sopra la spazzolina del Clarisonic e devo dire che infatti la combo mi piace parecchio, lascia la mia pelle pulita e profumata, forse a volte un po’ secca ma non è un problema dato che poi vado di crema idratante. Francamente non l’ho mai utilizzata esclusivamente come struccante – la uso appunto più come detergente – però penso che, se come me avete gli occhi delicati, sia sempre meglio usarla in combinazione con un altro prodotto come un’acqua micellare o un bifasico. Il tonico è il mio classico Glenova, che trovate qui perché lo uso praticamente da sempre e mi pare inutile angustiarvi ancora con le sue proprietà.

La crema idratante che sto utilizzando è invece la crema giorno Densalift di Giardino Cosmetico, ovvero una crema idratante antiage con Uva orsina del Piemonte, ribes e tante bellissime cose. Qui trovate l’inci anche se è vecchio, mi pare che attualmente sia diventata infatti vegan. L’ho pagata circa 10 euro presso un punto vendita Crai e devo dire che mi ci sto trovando bene, si assorbe velocemente, non da problemi se dopo ci si deve truccare e ha un profumo delicato e gradevole, appena percettibile, oltre a una bella consistenza “soda” e trovo sia  molto adeguata a questi tempi di incertezze metereologiche, anche se forse non la utilizzerei in pieno inverno perché non è sufficientemente ricca per il freddo intenso.  Non avevo mai provato i prodotti di questo marchio ma devo dire che mi hanno incuriosito e credo che se mi capita, testerò ancora qualche altra cosa.

Quando la brava Giulia Cova mi truccò, utilizzò su di me l’Elisir contorno occhi di Alkemilla che mi piacque subito e approfittando di uno sconto, decisi di acquistare. Si tratta di un contorno occhi roll-on che premette di essere decongestionante per borse e occhiaie e antiage, qui trovate inci e descrizione del prodotto fatta per bene, mentre il prezzo è di circa 13, 50 euro. Molte persone hanno avuto problemi con l’applicatore, perché il prodotto non sempre esce ed effettivamente ho riscontrato anche io qualche volta questa cosa, soprattutto quando ho iniziato ad usarlo ma ora va decisamente meglio. E’ una crema leggera, rinfrescante, che si stende con facilità ed effettivamente conferisce una certa distensione allo sguardo e devo dire mi piace parecchio. Come già detto, ho qualche problema di secchezza nella zona contorno occhi, quindi mi capita di metterne tanto perché sento il bisogno di una forte idratazione, perciò aspetto poi di vedere come si comporterà in una situazione più “normale” ma ora come ora, mi sento di consigliarvi di dargli una chance perché non è male per nulla ed ha anche un prezzo onesto.

Avendo bisogno di una scossa vitaminica, come una vera gonza mi ero fatta intortare da una commessa e avevo acquistato il Fresh Pressed daily booster alla vitamina C di Clinique, cioè a dire un siero ad alta concentrazione appunto di vitamina c da addizionare alla propria crema idratante per illuminare e rinforzare la propria pelle… peccato che contenga i miei odiati siliconazzi, anche se la commessa giurava di no e così io ho dovuto smerciarlo a mia mamma! Tutta questa presenza di siliconi nel mondo è altamente ingiusta. Ad ogni modo, il prodotto è in offerta lancio a 15 euro, il che non è male, perché effettivamente la percentuale di vitamina C è buona:

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Concludo l’idratazione del viso con una piccola menzione al balsamo labbra che sto usando attualmente, la cera labbra al Neroly di Antos, che mi era stata regalata tempo fa ed infatti e pure scaduta (!) anche se non ha un cattivo odore e fa ancora un discreto lavoro (ecco perché la uso, sperando non mi uccida lentamente…), nel senso che fa ciò che promette, ovvero proteggere e idratare le labbra screpolate e delicate come le mie senza appiccicarle o ungerle troppo e infatti mi sta piacendo molto, magari la ricomprerò e la utilizzerò prima che scada. Magari.

Passiamo ora allo struccaggio. Tempo fa, approfittando di un’offerta, presi delle salviette struccanti Wycon da tenere per le emergenze, perché pur essendo un amante della praticità, preferisco poi usare l’acqua micellare perché ritengo faccia un lavoro più delicato soprattutto sugli occhi. Ad ogni modo, avendole trovate CASUALMENTE (???) aperte chissà da chi, ho iniziato ad utilizzarle perché nonostante abbiano la chiusura in plastica, si sa che queste cose non hanno mai una durata straordinaria. Si tratta di salviette bifasiche che promettono di eliminare anche il make up waterproof oltre a detergere ed idratare la pelle di viso e occhi. La cosa particolare è che sono quasi… saponose. Ogni pezzo è intriso di prodotto, ha proprio una sorta di schiumetta attorno, non so se si riesce a vedere:

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Una volta che la passate sul viso, la salvietta perde poi questa schiuma, eliminando effettivamente con poca fatica tutto il trucco e lasciando la pelle fresca e non unta, sebbene poi io proceda sempre con un risciacquo e col già citato panno in microfibra. Hanno un prezzo molto conveniente (3, 90 euro) per 72 pezzi, perciò mi sento effettivamente di consigliarle a patto che non siate amanti del bio perché qui mi sa che siamo ben lontani anche solo da un inci accettabile ma se non vi fate di questi problemi e cercate una confezione grande di salviette che strucchino in rapidità, da usare per esempio in viaggio o in vacanza, direi che queste sono da tenere in considerazione.

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Scrub purificanti

Come sempre, sto usando la Maschera Purificante Geomar, che se vi interessa trovate già recensita in questo lido qui. Stesso discorso anche per uno degli scrub, che sarebbe quello di Omia che sto cercando di finire visto che è con me già da parecchio tempo ed infatti anche di lui parlo qui. La vera novità è un campioncino Lush che mi aveva regalato mia sorella e che io ho usato diverse volte sul viso prima di capire che si trattava invece di uno scrub corpo, infatti questo ve la dice molto lunga (!). Il discorso è che si era staccata l’etichetta che le gentili commesse pongono di solito sui pot-campioni, quindi è trascorso del tempo prima che io andassi sul sito e scoprissi che si tratta del famoso RubRubRub, uno scrub che si può utilizzare anche sui capelli per donare loro lucentezza, oltre che sul corpo per esfoliare. Francamente non mi ha dato grossi problemi in viso, anzi, non è particolarmente aggressivo, mi lasciava giusto la pelle leggermente secca, il che mi ha spinto a documentarmi meglio sulla sua natura e quindi a decidere di utilizzarlo solo sul corpo, dove mi ha dato una buona mano ad eliminare le cellule morte nella speranza – prima o poi – che la bella stagione arrivi e che riusciamo tutti a prendere un po’ di colorito sano. Il suo prezzo è di circa 15 euro per 330 grammi, nella media di Lush insomma anche se sono indecisa sul comprarlo o meno, vorrei valutare anche altre opzioni.

Prodotti corpo

Sulla scia della mia ricerca di un deodorante che non contenga troppe schifezze, mi sono imbattuta in questo Dove Pure, che promette di farvi profumare senza parabeni-alcol-porcherie varie.

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la foto fa pena ma ecco l’inci

Effettivamente ha un profumo delicatissimo, davvero di pulito e appena si applica dura una sensazione di freschezza che resiste anche durante tutta la giornata, senza andare ad irritare la pelle anche se depilata da poco, il che mi ha stupito molto in positivo. Credo che il vero banco di prova di un deodorante sia tuttavia l’estate, infatti penso che continuerò a testarlo ma ora come ora mi sta piacendo parecchio, tra l’altro anche il prezzo – circa 1, 50 euro – è molto allettante, perciò se lo trovate in giro dategli una possibilità.

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Da buona poraccia, per il corpo sto usando ben due campioncini usciti da riviste, ovvero l’Aloe Crio Gel Anticellulite di Equilibra e la Crema corpo nutrizione prodigiosa di Biopoint.

Per quanto riguarda il gel di Equilibra, ho appena finito il primo dei due tubetti che avevo acquistato, perciò aspetto ancora a parlarne con precisione, perché lo ho utilizzato per un mesetto scarso. Come si evince dal nome, è un gel freddo a base di aloe dalla consistenza fresca e leggera che dovrebbe combattere la cellulite; l’azienda consiglia di usarlo due volte al giorno ma francamente lo utilizzo soltanto una, quindi evidentemente su di me i risultati non si vedranno mai. A onor del vero, noto già un certo effetto compattante oltre a quello di refrigerio, che mi piace molto e lo rende molto adatto all’estate, infatti penso proprio che se la trovo acquisterò la full size.

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Sto usando invece da tempo la crema  Biopoint perché ne avevo preso sempre due confezioni ed essendo piccola e pratica, la porto con me anche in palestra. Ha un odore molto tenue, non è molto grassa quindi si stende con facilità e consente di vestirsi subito dopo perché non è untuosa e si assorbe rapidamente; non vedo onestamente tutto questo prodigio d’idratazione, nel senso che mi sembra una crema valida sì ma niente di particolare, come ne esistono molte in commercio e dubito che possa avere un buon effetto su chi ha la pelle particolarmente secca. Insomma non mi ha colpito molto, sicuramente non è malvagia e in caso di bisogno, se non trovassi proprio nient’altro, la comprerei ma senza grossa convinzione. Il prezzo della fullsize è di circa 9-10 euro per il formato da 500 ml.

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Se avete curiosità su qualche prodotto, chiedete pure! Fatemi sapere se abbiamo qualche cremina in comune, se avete qualche suggerimento e non dimenticate di andare anche a trovare Pier!

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Basta poco per fare molto

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Miei cari,

per una volta abbandonerò la mia vis disimpegnata in favore di qualcosa che mi sta molto a cuore e che per questo motivo, ci tengo a condividere su questo piccolo spazio con voi che mi seguite e anche con chiunque si trovi a passare di qui. Mi riferisco a tutti coloro che hanno malattie terminali e naturalmente, alle loro famiglie, a chi sta loro vicino e li assiste. Mi sento in grande difficoltà dinnanzi a tutto questo: è difficile affrontare questioni del genere, si rischia di cadere nel banale e nell’irrispettoso, perché effettivamente puoi comprendere una situazione esclusivamente se la stai vivendo.

Spesso tutto quello che si può fare dall’esterno è empatizzare con gli ammalati, capendo solo molto marginalmente quanto si possano sentire soli e quanto sia complicato il venire a patti, il provare ad accettare il male di cui si soffre. Questo senza contare anche il dolore dei congiunti del malato, che devono fare i conti col rispettivo malessere e al contempo, fare forza e sostenere il loro caro, nei casi più complicati avvalendosi magari di una struttura che sappia supportarlo e aiutarlo a gestire con efficacia la malattia, nel tentativo di migliorarne la qualità di vita.

A dare una mano a tutti coloro che versano in questo frangente dal 1987 esiste l’Associazione Antea, una Onlus nata a Roma per volere di Giuseppe Casale proprio per garantire assistenza domiciliare gratuita 24 ore su 24 ai pazienti con gravi problemi di salute. Inoltre, dal 2000, Antea Onlus ha anche istituito l’hospice Antea, dedicato ai malati con problematiche abitative e sociali che non rendono possibile l’assistenza a domicilio, che attualmente conta 24 camere singole dotate di ogni comfort. Immersa nel verde del parco di Santa Maria della Pietà in Roma, l’hospice è una struttura di 3000 mq comprendente una sala per la riabilitazione, il day Hospice, una ludoteca e l’area di Antea Formad, il centro di Formazione e Ricerca in Medicina Palliativa e Terapia del Dolore.

Il tipo di assistenza fornito da Antea si basa appunto sulle Cure Palliative, che non comprendono esclusivamente l’assistenza di una preparata equipe medica ma anche e soprattutto supporto psicologico, sociale, la gestione del dolore ma anche spirituale e legale sia al paziente che alla sua famiglia. I principi del lavoro di Antea sono semplici ma incisivi: secondo l’Associazione no profit, l’accesso alle palliative care è un diritto umano inviolabile che deve essere sempre garantito per la persona, a prescindere dalla propria condizione economico-sociale; la dignità dell’individuo non deve essere cancellata da sofferenza e abbandono; i pazienti con malattie in fase avanzata sono persone in grado di condividere un messaggio unico nel suo genere. Grazie al fundrising promosso da Antea Associazione Onlus e alla raccolta fondi della Regione Lazio e dell’ASL RME, tutti i servizi offerti dall’U.O.C.P. sono completamente gratuiti. Il paziente che si affida all’UCP Antea (Unità Cure Palliative) si avvale di un programma di assistenza creato ad hoc, nel rispetto delle sue esigenze, della sua volontà e dignità, restando appunto nella propria casa o trasferendosi nell’hospice del Centro Antea. L’Associazione è insomma un baluardo della buona pratica clinica per tutta la sanità italiana.

Ma le attività di Antea non si fermano soltanto all’assistenza delle sue unità di cure palliative; collegate all’Associazione ci sono infatti numerose iniziative e progetti di diverso genere. Al livello di formazione, Antea è motore di Antea Formad, il  già citato Centro di Formazione in Medicina Palliativa e Terapia del Dolore, specializzato nella progettazione didattica e nell’organizzazione di corsi di formazione, convegni, seminari e Master Universitari per i professionisti del settore socio-sanitario. Risale al 2008 invece la nascita del Comitato di Bioetica Antea, il cui obiettivo è tutelare e promuovere i valori della persona. Inoltre, Antea profonde anche grande impegno nel campo della ricerca medica, nell’intento di creare una rete nazionale di esperti in Cure Palliative per migliorare sempre di più la qualità della vita e naturalmente l’assistenza ai malati; grande importanza è anche data alla ricerca dell’accrescimento delle evidenze scientifiche relative a prevenzione e gestione dei sintomi collegati alle malattie in stadio avanzato.

I servizi offerti da Antea sono totalmente gratuiti ma per chi lo desidera è possibile effettuare una piccola donazione del 5×1000 tramite il codice fiscale di ANTEA: 97055570580.
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Buona Pasquetta (e Pasqua)!

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Buona Pasqua a tutti voi! Che questo sia un momento di resurrezione vera per tutti, ve lo auguro di cuore!
Grazie a chi mi segue sempre con affetto e tanta pazienza!

Auguri!

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Cucina con Rory: Pancake light

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La versione sfigata dei pancake che fanno le persone amanti del fitness!

Miei cari amanti del rock’n’roll e anche della dieta (!!!),

anche se la foto non è bellissima perché io sono impedita fortemente nel girare frittate e affini, volevo condividere con voi la mia ricetta dei pancakes light perché vi assicuro che sono veramente buoni e (abbastanza) sani, perfetti anche se siete amanti del fitness e cercate una colazione/marenna leggera.

L’impasto è abbastanza base, potete arricchirlo come volete, mettendo all’interno altra frutta come banane o frutti di bosco o mettendoli invece al di sopra, magari con un po’ di sciroppo d’acero o una salsa al caramello, mi raccomando sempre senza grassi eh che sennò si muore.

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All’interno sono leggermente cremosi perché ho usato una sorta di formaggio spalmabile tipo philadelphia al posto del classico yogurt!

Ingredienti (per un grosso pancake come quello nella foto):

100 gr. circa di farina d’avena macronizzata alla banana (ma anche quella d’avena normale va benissimo, dovrete solo avere l’accortezza d’aggiungere qualche cucchiaio di zucchero, meglio se di canna)

90 gr. di albumi

2/3 cucchiai circa di latte

125 gr. di yogurt magro/formaggio spalmabile light

3 cucchiaini di lievito per dolci tipo Paneangeli

frutta a scelta: 1 banana/2-3 fragole/etc

Preparazione:

  1. Mettete una hit anni Novanta che è sempre necessaria. In una ciotola non grandissima ma ampia, versate la farina e amalgamante piano gli albumi con l’aiuto di una forchetta o una frusta a mano. Aggiungete a poco a poco lo yogurt ed infine, il latte. Regolatevi in base alla morbidezza dell’impasto: deve essere liscio e omogeneo, di una consistenza tra il cremoso e il liquido ma non eccessivamente molle.  Aggiungete infine il lievito per dolci e mescolate bene.
  2. In una padella abbastanza ampia e perfettamente antiaderente (mi raccomando, o salta tutto) versate qualche goccia d’olio e con l’aiuto di un fazzoletto, spargetela per bene per tutta la superficie della padella, bordi compresi. Mettetela a scaldare sul fuoco vivo per qualche minuto, quindi versatevi l’impasto all’interno e subito dopo, se volete, mettete sull’impasto la frutta in modo che vi scivolerà lentamente dentro. Coperchiate e lasciate cuocere per circa tre-cinque minuti.
  3. Trascorso questo tempo, verificate delicatamente la cottura staccando piano il pancakkone (!!!) ai lati. Rigiratelo piano, con l’aiuto del coperchio e ultimate la cottura per altri tre-cinque minuti fino a cottura ultimata.
  4. Farcite a piacere e magnate tutto!
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Sondaggione: come abbinereste questo vestito?

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Miei cari,

oggi post molto girlie (ma vaaaa) per parlarvi dell’ultimo acquisto da cui mi sono fatta tentare, ovvero questo vestito di HM che è protagonista dello spot col quale il colosso svedese ci sta uccidendo le sinapsi in ogni dove, tanto da convincere anche una specie di darkettona attempata come me ad acquistare un abito bianco e fiorato (!) BIANCO E FIORATO!

Ad ogni modo, il discorso è che, pur avendo preso una taglia lilliputiana, mi è comunque largo di seno e sopratutto, è molto scollato di schiena e dato che non se ne parla di girare senza reggiseno onde evitare di essere fermata da qualche ex adepto della squadra del buon costume, non so bene come abbinarlo e così ho pensato sia di torturare il povero Pier mandandogli mille foto riguardo ipotetici abbinamenti e poi di fare un sondaggio qui sul blog per chiedervi come lo abbinereste!

La t-shirt bianca: come da sito, l’idea più semplice è quella di metterci sotto una classica t-shirt bianca, in modo anche da sdrammatizzare un po’ l’effetto romantico dell’abito.

Il reggiseno in pizzo: l’idea opposta è invece quella di mettere della biancheria a vista, in modo tale da togliere totalmente il problema del reggiseno che si deve nascondere. Per questo mi è venuto in mente il nuovo reggiseno Miami di Tezenis (non è un markettone, giuro) che è stato creato proprio per questo scopo:

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La bralette: Un po’ come sopra ma lievemente più coprente sulla schiena ed in generale, all’uopo potrei abbinarvi una bralette, di quelle che vanno tanto di moda attualmente. Non essendo una patita della biancheria intima non avevo mai pensato di acquistarne una, quindi non saprei nemmeno benissimo dove procurarmela ma siccome è un capo molto trendy, non penso incontrerei troppe difficoltà:

bralette

Bonus track

Detto questo, avrei pensato di indossare sopra un chiodo grigio effetto camoscio (ovviamente sinteticissimo) tipo questo qui di Zara per intenderci mentre per le scarpe, non volendo mettere dei sandali col tacco perché fa ancora freddo e poi vorrei sfruttarlo anche per occasioni quotidiane dove i tacchi li vedo al massimo addosso alle altre, avevo pensato di optare per uno stivaletto basso alla caviglia come questo.

 

Che ne pensate? Come mi consigliate di abbinarlo? Pensate che io sia totalmente senza speranza?

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