Sono viva!

TwinDue

Miei cari amanti del rock’n’roll,

vi sono mancata? Perché voi si, molto. Sto avendo un periodo non dei migliori, abbastanza denso di varie cose, però mi sono ripromessa di tornare a essere attiva sul blog poiché non mi piace lasciarlo da solo per così tanto tempo. Nel frattempo, vi aggiorno con un po’ di novità, come facevo un tempo e poi, non so come mai, ho smesso di fare. Forse perché sono diventata una persona noiosa? E’ probabile!

  • Sta per ricominciare Twin Peaks! Vi piace? lo seguivate/avete visto? Ma soprattutto, per chi come me è povero e non ha Sky, ci sarà la possibilità di vederlo in streaming oppure David Lynch ci farà uno dei suoi soliti tiri?
  • Con maggio inizia la stagione dei matrimoni-comunioni-battesimi e feste religiose varie. Per il momento mi sono salvata (evviva le unioni civili!) e a voi invece come sta andando?
  • Nella mia incapacità di trovare tempo per leggere roba che non sia di studio-lavoro, ho letto un libro assurdo intitolato “Come me non c’è nessuno” di un certo Antonemilio Krogh, un avvocato napoletano. Questo libro ha il pregio di leggersi in un pomeriggio ed affascina tipo dicotomia peccato-vergogna perché narra la vicenda personale di questo avvocato la cui esistenza è segnata da RITA PAVONE. E la cosa più bella è che, nonostante nella sua vita venga a contatto con musica assai qualitativamente migliore, egli rimane uno sfegatato fan di RITA PAVONE. Terrificante.
  • Ho voglia di fare molto shopping e di acquistare tanti vestitini fiorati e leggeri, purtroppo però le vacanze sono quanto mai lontane e con tale abbigliamento, rischierei solo di passare per una pazza. Ma avete già fatto una wish list di abiti estivi?
  • Si parla ancora della questione vaccini. Io dico solo che è innegabile che questi abbiano salvato tante e cotante vite umane e non comprendo come mai il popolo bue si lasci sobillare da pagine web scritte da gente che forse non ha neppure la terza media, figurarsi una laurea in medicina e quindi scelga il rischio di non vaccinare i propri figli perché poi “diventano autistici”. Mi rendo anche conto che esistono persone che, vuoi per ignoranza, vuoi per altri fattori su cui non metto bocca, hanno ravvisato problemi nei figli in contemporanea alla somministrazione di vaccini e capisco il dolore e la pena di chi deve crescere un figlio con gravi problemi ma francamente, fare terrorismo psicologico non cambierà la loro condizione e di certo, non troverà una cura per la loro povera creatura.

E voi? Come procede? Aggiornatemi!

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A tutte le mamme

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Dall’essere figlia all’essere mamma è solo un passo.

Auguri a tutte le mamme del mondo, perché anche se è dura è la cosa più bella del mondo.

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Beauty Cues: Speciale Correttori

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Miei cari,

oggi grande ritorno in tutti i sensi, perché mancavo da un po’ qui ad allietare le vostre vite (???) tramite queste intangibili pagine e perché torna la rubrica Beauty Cues con uno speciale tutto dedicato ai correttori, sempre in collaborazione col mio ottimo Pier.

Per nascondere il dolore basta un po’ di correttore.

Immanuel Casto

I correttori che prenderemo oggi in esame sono tre, ovvero:

  • Coleur Caramel numero 8
  • Wycon Magic Lux Concealer numero 5
  • Lady Lya Biologica numero 437

Generalmente mi regolo in questo modo: per il make up quotidiano del viso prediligo prodotti bio o comunque dal buon inci e senza siliconi che ahimé mi fanno venire i brufoli, dunque utilizzo i correttori Coleur Caramel e Lady Lya, mentre per le occasioni “speciali” ed in generale, quando ho voglia di qualcosa di molto performante, utilizzo il correttore di Wycon ed in generale, prodotti dall’inci non proprio immacolato (tra cui anche la palettina di correttori Make up artist di Wycon, di cui se volete vi parlerò, perché non  ricordo se l’ho già descritta in passato).

Iniziamo dai correttori bio:

Coleur Caramel numero 08: si tratta di un correttore molto blasonato tra gli amanti del bio (qui l’inci) e che io ho atteso molto prima di comprare perché il suo prezzo di oltre 15 euro mi faceva un po’ piangere il portafogli, dal momento che mi capita spesso di acquistare correttori causa occhiaie galoppanti. Il numero 8 si chiama “beige albicocca” perché è appunto aranciato ed ideato per coprire le occhiaie. Non vi spaventate, però: non è un arancionazzo terrificante, tra l’altro si sfuma molto bene anche se come me avete la pelle molto chiara. E’ un correttore in crema, che è possibile applicare con l’utilizzo del pennello oppure con le dita. Ha una buona coprenza mentre non è particolarmente stratificabile, perché l’eccesso di prodotto tende ad accumularsi nelle pieghette attorno agli occhi. Ha una bella texture cremosa ed idratante, che si lascia sfumare facilmente e che è perfetta per chi ha un contorno occhi secco; questo prodotto potrebbe essere usato anche come primer per l’ombretto ma se come me avete la palpebra oleosa NON fatelo, perché altrimenti il risultato sarà davvero pietoso, tutto il vostro povero ombretto entrerà nelle pieghe e sarete affascinanti come me quando mi sveglio al mattino. Per questo motivo, credo anche che per me sarà impossibile utilizzarlo nel periodo estivo. Aggiungo che io applico sempre la cipria dopo aver steso il correttore di qualsiasi marca che Dio mandi sulla terra, perché ho la pelle tendenzialmente grassa e ho sempre il timore che i prodotti mi durino lo spazio di un mattino.

Conclusioni: mi è piaciuto molto, fa benissimo il suo dovere e ad oggi è uno dei miei correttori bio preferiti. Ha un ottimo rapporto qualità-prezzo perché alla fine ne basta poco per coprire decentemente le occhiaie e quindi anche se costa abbastanza, non si consuma alla velocità della luce come altri suoi fratelli (Neve Cosmetics, sto parlando con te). Prezzo: 15, 40 euro circa per 3, 5 grammi.

Correttori

Swatches (pessimi) senza flash

Lady Lya Biologica: questo correttore è stato un graditissimo regalo di Pier in seguito al mio sconvolgimento morale per il mio odio nei confronti dei correttori in matita. In passato avevo infatti provato e odiato un correttore di questa guisa di Alverde, che ancora giace nei meandri di qualche cassetto. Sicuramente i correttori in matita non possono essere morbidi come quelli in crema e magari è preferibile utilizzarli quando fa caldo, però devo dire che questo Lady Lya mi ha davvero convinto. Inoltre, volevo provare questa marca da molto tempo, perché come sapete amo il genere bio. Ho testato questo matitone più volte, sia in autunno e inverno che adesso che fa più caldo e come vi dicevo, secondo me è perfetto per le stagioni più miti. Il colore è chiaro, si fonde molto bene con la mia carnagione, qui trovate invece l’inci. Ha una texture non troppo morbida ma comunque confortevole, che fa sì che sia molto buono soprattutto per coprire segni e piccole imperfezioni, infatti l’ho usato per mascherare alcuni brufoli della peste di don Rodrigo con una certa soddisfazione. Si sfuma con facilità ed è anche abbastanza stratificabile, anche se mi raccomando, mai eccedere. Mi piace anche utilizzarne un po’ come illuminante sull’arcata sopracciliare, agli angoli del naso o sugli zigomi ma in qualsiasi modo io lo usi, al solito lo fisso con la cipria per precauzione, anche se forse non è necessario se avete la pelle secca. Mi dicono sia anche valido come base ombretto però non ho mai provato.

Conclusioni: pienamente promosso, se ne trovassi uno aranciato lo utilizzerei volentieri per le occhiaie in estate. Ottimo anche il rapporto qualità prezzo, che è di circa 4 euro per 3 grammi di prodotto.

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Come sopra, ma col flash (ps si, ho i peli GRIGI)

e last but not least, il correttore NON BIO

Wycon Lux Concealer numero 5: questo correttore fa parte di una limited edition di Wycon (la Electro Carousel) ed è da tenere presente perché probabilmente presto sarà mandato in saldo, quindi potrete averlo a meno, il che non è mai male. Dopo averne letto su diversi blog, mi sono convinta a prenderlo quando una gentile commessa di Wycon me lo fece provare, lasciando guadagnare al mio sguardo buone 3 ore di sonno. Dal sito leggiamo infatti che è un correttore-siero con effetto anti-fatica e anti-age, grazie alla vitamina B3, all’estratto di frassino (occhio vampiri!) e di vite rossa. E’ liquido ed ha un applicatore a spugnetta, che evita la fuoriuscita eccessiva del prodotto. Ho scelto una colorazione bella aranciata che mi aiutasse con le occhiaie ma devo dire che si sfuma facilmente e non fa alcuno stacco strano. La texture è molto morbida e cremosa, basta poco prodotto per coprire tutta l’area ma comunque la coprenza non è alta, anche se il prodotto è abbastanza stratificabile, non entra nelle pieghette e si sfuma agevolmente . Anche se si può notare un certo effetto “riposante” non è un correttore che fa miracoli, nel senso che se avete occhiaie galoppanti purtroppo non farà granché. Personalmente lo stendo prima con un pennello da correttore e poi do qualche tocco ulteriore con quello del fondotinta per mescolare il tutto. Qui c’è l’inci, che non è assolutamente bio nè accettabile.

Conclusioni: è un prodotto carino ma che non mi ha fatto impazzire, perché a parità di siliconazzi, in giro c’è sicuramente qualcosa di meglio, probabilmente anche ad un prezzo analogo. Lo consiglio solo se avete occhiaie molto marcate e soprattutto se lo trovate in saldi, perché in quel caso ne vale sicuramente la pena. Prezzo: 9, 90 euro per 7ml di prodotto.

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Bonus track:

Pennello viso 207 Wycon: per stendere il correttore, utilizzo sempre questo pennello Wycon che oramai ho da un po’ di tempo e che è stato ideato proprio per applicare i prodotti in crema, anche se adesso non è più in produzione (penso ci sia qualcosa di analogo). Costituito da setole fitte e abbastanza rigide, è effettivamente valido nello stendere i prodotti e per sfumarli anche se non si ha una mano molto esperta (come me), sebbene per i tocchi finali preferisca sempre il pennello da fondotinta che mi consente di conferire al tutto un’aria più naturale. Il prezzo era di circa 8 euro, non eccessivamente caro insomma. Anche se non si trova più, se vi capita vi consiglio comunque di dare una chance ai pennelli Wycon perché hanno un ottimo rapporto qualità-prezzo (presto vi darò nuove notizie in merito!).

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E voi? Avete mai provato questi prodotti? Non dimenticate di fare una capatina dal buon Pier!

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Ma a noi, veramente, che importa?

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Miei cari,

dopo questo lungo ponte in cui ho lavorato parecchio ma di cui poi vi parlerò, alla luce di diverse cose che ho visto, anche se non mi sono successe direttamente, mi è rimasto un dubbio: perché diamo tanta importanza a ciò che fanno gli altri?

E’ successo che sul solito social network blu, una mia amica si lamentasse del fatto che alcune persone che in modo manifesto non la sopportano, continuano a tenerla tra i propri contatti. Probabilmente sarà successo qualcosa di molto simile anche a voi, perché capita poi un po’ a tutti di avere tra i contatti qualcuno che non sopportiamo che però è lì perché è un collega-amico di vecchia data-amico di amici o verosimilmente, perché è qualcuno che in qualche modo ci serve e che quindi conviene tenerci buono. Il più delle volte ci conviviamo pacificamente, interagendoci il minimo indispensabile, anche perché in fin dei conti, i social non sono la vita reale, quindi non è che se sei mio amico su facebook significa che nella vita stiamo tazza e cucchiara.

Poiché la vita procede ad intrecci, come c’è chi ci ignora c’è anche chi, vuoi per noia, vuoi per curiosità o addirittura malignità, durante la sua giornata dedica ampio spazio a spiare – o lurkare – i profili altrui nella speranza di carpirne qualcosa – qualsiasi cosa- che serva a fargli fare quattro risate sul momento, giusto per perdere un po’ di tempo o all’occorrenza, a fornire elementi denigratori verso questa o quell’altra persona. Anche qui, sarà capitato un po’ a tutti di scoprire che alcune persone conoscevano presunti e fantasiosi dettagli delle vostre vite derivati da post di Facebook, foto di Instagram, Retweet su Twitter, varie ed eventuali.

Personalmente, ho sempre trovato questa forma di intrattenimento, se così possiamo chiamarla, molto noiosa, sebbene nella società odierna fornisca non pochi spunti da un punto di vista sociologico. Che cosa spinge una persona sana di mente a passare ore sui profili social di tizio o caio, cercando di individuare chissà quale verità rivelata o mistero irrisolto tramite un link condiviso un po’ a casaccio, la foto di un cesto di frutta o di un quadro del Masaccio? Qualsiasi sia il problema con essa, non sarebbe meglio affrontarla direttamente, senza perdere tempo dietro a queste cose?

Anni fa, un ragazzo che avevo frequentato per un certo periodo mi rivelò che in seguito alla nostra rottura, una sua amica riprendeva tutto ciò che pubblicavo sul mio profilo Facebook o qui sul blog per denigrarlo insieme a lui, poiché sosteneva che così avrebbe reso “più lieve” la nostra rottura. Quando invece ero nei primi mesi della gravidanza e lo avevo detto solo a poche persone, una mia ex collega che aveva notato la mia panzella incontrandomi per strada, iniziò a dire a destra e a manca che ero incinta, ovviamente senza minimamente peritarsi di farmi gli auguri, non so, oppure chiedermi conferma del fatto. Confesso che inizialmente queste cose mi avevano anche ferita, soprattutto nel secondo caso, perché non comprendo cosa ci sia di così criminoso in una gravidanza ma poi, superata la perplessità iniziale, decisi in entrambi i casi di non intervenire in nessuna maniera, d’altronde se una persona ha una esistenza così vuota da doverla riempire con ciò che accade in quella altrui, non è certo un mio problema.

In conclusione, mi chiedo e vi chiedo cosa ne pensate della cosa, se vi è mai capitato di affrontare una situazione del genere ma soprattutto vi invito a riflettere su due cose:

1 – Il coraggio: Qualcuno vi ha fatto un torto? Diteglielo. Non avete compreso un suo comportamento? Non vi nascondete, fatevi avanti e parlategliene, potreste scoprire che le cose sono diverse da quelle che sembrano e che magari, sono molto più semplici di come appaiono.

2 – Vivi e lascia vivere: Ma è veramente interessante la vita di una persona che conosciamo poco, con cui nemmeno ci andremmo a prendere un caffè? Il fatto che sia esecrabile o filogrillina ci toglie davvero qualcosa dalla tasca? Disprezzare può andar bene ma vale davvero la pena di rompere il tasto f5 per essere il primo a rivolgere uno sguardo carico di odio alla prossima scemenza che condividerà? Che senso ha tutto questo?

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Passeggiando per il Mann di Napoli

Miei cari,

oggi post culturale per parlarvi di uno dei miei musei preferiti al mondo, ovvero il Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Se non lo avete mai visitato dovete subito rimediare, perché oltre a essere il mio preferito è anche un museo importantissimo al livello internazionale, il terzo al Mondo per il valore dei tesori che custodisce. All’interno, infatti, è possibile visitare le collezioni di Ercolano e Pompei, la collezione Farnese che contiene una serie di reperti di epoca romana – il MANN è infatti considerato il museo più importante al mondo per quanto concerne proprio i reperti di questo periodo – e la collezione Egizia, recentemente restaurata ed anch’essa molto importante. Il Museo ospita anche un festival artistico-musicale che si tiene ad Aprile, oltre a diversi concerti solitamente di musica classica e jazz. Attualmente, in concomitanza col Comicon, al MANN è anche possibile visitare la mostra “Cyborg Invasion”, che vede alcune delle statue più celebri della galleria rivisitate in chiave futuristica da diversi artisti.

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Francesco Motta intervistato nella sala del Toro Farnese durante il Festival Mann

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Cyborg Invasion!

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Questa fa Abbastanza paura…

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E voi? Siete mai stati in questo museo? Vi piacerebbe visitarlo?

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Cucina con Rory: Pane alla canapa

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Miei cari,

altro giorno, altra rubrica! Oggi è la volta di Cucina con Rory per parlarvi di una ricetta che mi è piaciuta tantissimo e quindi ci tenevo a condividerla qui con voi. E’ un pane realizzato con la farina di canapa, perché la cannabis sativa non è solo roba da fumare (!!!) ma anche buonissima da mangiare. La particolarità di questo prodotto è che in ogni ricetta ne va utilizzato massimo il 20% (per dire, su 100 grammi di farina dovete fare una proporzione con ad esempio 80 grammi di farina 00 e 20 di canapa) ma anche se è poca, da un grande sapore – e colore – ad ogni preparazione.  Oltre al pane, ci si può fare un po’ di tutto. Io ci ho preparato anche il casatiello ma credo lo utilizzerò anche per altre preparazioni, magari dolci, tipo i biscotti, come mi ha suggerito la mia amica Claudia.

Ingredienti 

Farina 00 210 grammi + farina per la spianatoia

Farina Manitoba 250 grammi

Farina di Canapa 40 grammi

acqua 250ml

mezzo panetto di lievito di birra fresco (circa 17, 5 grammi)

1 cucchiaino di zucchero

1 cucchiaio raso di sale

Olio evo 40 ml

 

Preparazione

  1. Mettete subito un pezzo a tema, come l’immancabile Canapa dei Punkreas. In una ciotola ampia, mischiate bene le farine ed il sale. Nel frattempo, fate intiepidire l’acqua; in un bicchiere scarso di questa fate sciogliere il lievito e lo zucchero, quindi fatelo riposare qualche minuto.
  2. Aggiungete l’acqua col lievito alle farine iniziando ad impastare piano. Aggiungete poi la restante acqua, continuando ad impastare e poi ancora l’olio. Se l’impasto vi sembra troppo molle, aggiungete un po’ di farina 00, se vi sembra invece duro, aggiungete ancora un po’ di acqua.
  3. Impastate ancora fino ad ottenere un impasto liscio, sodo ed omogeneo, se volete potete aiutarvi con una impastatrice ma a me da una certa soddisfazione farlo a mano. Coprite quindi la ciotola con della pellicola trasparente e ponetela a lievitare per circa 2-3 ore o fino al raddoppio in un luogo caldo, come ad esempio in forno caldo a circa 30-50 gradi.
  4. Una volta raggiunta la lievitazione, riprendete l’impasto e ponetelo su una spianatoia leggermente infarinata con la solita farina 00. Reimpastate qualche minuto, quindi date la forma che desiderate. Volendo potete aggiungere in cima qualche semino di papavero, girasole, lino o quel che più vi aggrada. Sistemate la forma ottenuta su una teglia foderata di carta forno e ponete a lievitare sempre in luogo caldo ancora un’altra ora.
  5. Una volta trascorso il tempo, infornate in forno statico preriscaldato a 180 gradi per circa mezz’ora o fino a quando il pane sarà ben dorato e infine servite.

 

 

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Beauty Cues: Skin Care routine della fredda primavera

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Tutto qui? Ma certo che no!

Miei cari,

oggi torna per la vostra giuoia e il vostro gaudio la premiata rubrica Beauty Cues, in collaborazione con l’ottimo Pier! Oggi parleremo della nostra skin care del periodo, ovvero di questa primavera molto ma molto invernale (almeno qui a Napoli, fortuna che è la città “dò sole”).

A proposito di questo e di un po’ di stress, la mia pelle si sta comportando in maniera un po’ anomala. Considerando che è mista a tendenza acneica, attualmente è piuttosto secca soprattutto nella zona degli occhi mentre il naso è zeppo di punti neri (sigh) che sto combattendo a furia di scrub anche se credo dovrò cambiare strategia, per esempio andando a vivere alle Hawaii, non so, anche perché il mio corpo non sa se avere la rinite allergica oppure il raffreddore ed il catarro, quindi comprenderete le mie difficoltà.

Ad ogni modo, la mia routine del periodo è questa:

Mattina:

  • Clarisonic con spazzola delicata, utilizzando come detergente la saponetta struccante di Alkemilla.
  • Tonico
  • Crema idratante e contorno occhi (che vedete nella foto qui sopra)

Sera:

  • Struccaggio con salviette
  • Passaggio di panno in microfibra bagnato e ben strizzato
  • Tonico
  • Crema idratante e contorno occhi

Due volte alla settimana: Scrub purificante

Devo ammettere che ho fregato la saponetta struccante di Alkemilla a mia sorella, che l’aveva acquistata tempo fa perché è un’amante delle saponette. Non ve la mostro in foto ma sul sito ufficiale (click) potete trovare la descrizione, l’inci ed il prezzo. Ha un profumo molto delicato di rosa e fa una bella schiuma densa, ideale secondo me per passarci sopra la spazzolina del Clarisonic e devo dire che infatti la combo mi piace parecchio, lascia la mia pelle pulita e profumata, forse a volte un po’ secca ma non è un problema dato che poi vado di crema idratante. Francamente non l’ho mai utilizzata esclusivamente come struccante – la uso appunto più come detergente – però penso che, se come me avete gli occhi delicati, sia sempre meglio usarla in combinazione con un altro prodotto come un’acqua micellare o un bifasico. Il tonico è il mio classico Glenova, che trovate qui perché lo uso praticamente da sempre e mi pare inutile angustiarvi ancora con le sue proprietà.

La crema idratante che sto utilizzando è invece la crema giorno Densalift di Giardino Cosmetico, ovvero una crema idratante antiage con Uva orsina del Piemonte, ribes e tante bellissime cose. Qui trovate l’inci anche se è vecchio, mi pare che attualmente sia diventata infatti vegan. L’ho pagata circa 10 euro presso un punto vendita Crai e devo dire che mi ci sto trovando bene, si assorbe velocemente, non da problemi se dopo ci si deve truccare e ha un profumo delicato e gradevole, appena percettibile, oltre a una bella consistenza “soda” e trovo sia  molto adeguata a questi tempi di incertezze metereologiche, anche se forse non la utilizzerei in pieno inverno perché non è sufficientemente ricca per il freddo intenso.  Non avevo mai provato i prodotti di questo marchio ma devo dire che mi hanno incuriosito e credo che se mi capita, testerò ancora qualche altra cosa.

Quando la brava Giulia Cova mi truccò, utilizzò su di me l’Elisir contorno occhi di Alkemilla che mi piacque subito e approfittando di uno sconto, decisi di acquistare. Si tratta di un contorno occhi roll-on che premette di essere decongestionante per borse e occhiaie e antiage, qui trovate inci e descrizione del prodotto fatta per bene, mentre il prezzo è di circa 13, 50 euro. Molte persone hanno avuto problemi con l’applicatore, perché il prodotto non sempre esce ed effettivamente ho riscontrato anche io qualche volta questa cosa, soprattutto quando ho iniziato ad usarlo ma ora va decisamente meglio. E’ una crema leggera, rinfrescante, che si stende con facilità ed effettivamente conferisce una certa distensione allo sguardo e devo dire mi piace parecchio. Come già detto, ho qualche problema di secchezza nella zona contorno occhi, quindi mi capita di metterne tanto perché sento il bisogno di una forte idratazione, perciò aspetto poi di vedere come si comporterà in una situazione più “normale” ma ora come ora, mi sento di consigliarvi di dargli una chance perché non è male per nulla ed ha anche un prezzo onesto.

Avendo bisogno di una scossa vitaminica, come una vera gonza mi ero fatta intortare da una commessa e avevo acquistato il Fresh Pressed daily booster alla vitamina C di Clinique, cioè a dire un siero ad alta concentrazione appunto di vitamina c da addizionare alla propria crema idratante per illuminare e rinforzare la propria pelle… peccato che contenga i miei odiati siliconazzi, anche se la commessa giurava di no e così io ho dovuto smerciarlo a mia mamma! Tutta questa presenza di siliconi nel mondo è altamente ingiusta. Ad ogni modo, il prodotto è in offerta lancio a 15 euro, il che non è male, perché effettivamente la percentuale di vitamina C è buona:

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Concludo l’idratazione del viso con una piccola menzione al balsamo labbra che sto usando attualmente, la cera labbra al Neroly di Antos, che mi era stata regalata tempo fa ed infatti e pure scaduta (!) anche se non ha un cattivo odore e fa ancora un discreto lavoro (ecco perché la uso, sperando non mi uccida lentamente…), nel senso che fa ciò che promette, ovvero proteggere e idratare le labbra screpolate e delicate come le mie senza appiccicarle o ungerle troppo e infatti mi sta piacendo molto, magari la ricomprerò e la utilizzerò prima che scada. Magari.

Passiamo ora allo struccaggio. Tempo fa, approfittando di un’offerta, presi delle salviette struccanti Wycon da tenere per le emergenze, perché pur essendo un amante della praticità, preferisco poi usare l’acqua micellare perché ritengo faccia un lavoro più delicato soprattutto sugli occhi. Ad ogni modo, avendole trovate CASUALMENTE (???) aperte chissà da chi, ho iniziato ad utilizzarle perché nonostante abbiano la chiusura in plastica, si sa che queste cose non hanno mai una durata straordinaria. Si tratta di salviette bifasiche che promettono di eliminare anche il make up waterproof oltre a detergere ed idratare la pelle di viso e occhi. La cosa particolare è che sono quasi… saponose. Ogni pezzo è intriso di prodotto, ha proprio una sorta di schiumetta attorno, non so se si riesce a vedere:

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Una volta che la passate sul viso, la salvietta perde poi questa schiuma, eliminando effettivamente con poca fatica tutto il trucco e lasciando la pelle fresca e non unta, sebbene poi io proceda sempre con un risciacquo e col già citato panno in microfibra. Hanno un prezzo molto conveniente (3, 90 euro) per 72 pezzi, perciò mi sento effettivamente di consigliarle a patto che non siate amanti del bio perché qui mi sa che siamo ben lontani anche solo da un inci accettabile ma se non vi fate di questi problemi e cercate una confezione grande di salviette che strucchino in rapidità, da usare per esempio in viaggio o in vacanza, direi che queste sono da tenere in considerazione.

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Scrub purificanti

Come sempre, sto usando la Maschera Purificante Geomar, che se vi interessa trovate già recensita in questo lido qui. Stesso discorso anche per uno degli scrub, che sarebbe quello di Omia che sto cercando di finire visto che è con me già da parecchio tempo ed infatti anche di lui parlo qui. La vera novità è un campioncino Lush che mi aveva regalato mia sorella e che io ho usato diverse volte sul viso prima di capire che si trattava invece di uno scrub corpo, infatti questo ve la dice molto lunga (!). Il discorso è che si era staccata l’etichetta che le gentili commesse pongono di solito sui pot-campioni, quindi è trascorso del tempo prima che io andassi sul sito e scoprissi che si tratta del famoso RubRubRub, uno scrub che si può utilizzare anche sui capelli per donare loro lucentezza, oltre che sul corpo per esfoliare. Francamente non mi ha dato grossi problemi in viso, anzi, non è particolarmente aggressivo, mi lasciava giusto la pelle leggermente secca, il che mi ha spinto a documentarmi meglio sulla sua natura e quindi a decidere di utilizzarlo solo sul corpo, dove mi ha dato una buona mano ad eliminare le cellule morte nella speranza – prima o poi – che la bella stagione arrivi e che riusciamo tutti a prendere un po’ di colorito sano. Il suo prezzo è di circa 15 euro per 330 grammi, nella media di Lush insomma anche se sono indecisa sul comprarlo o meno, vorrei valutare anche altre opzioni.

Prodotti corpo

Sulla scia della mia ricerca di un deodorante che non contenga troppe schifezze, mi sono imbattuta in questo Dove Pure, che promette di farvi profumare senza parabeni-alcol-porcherie varie.

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la foto fa pena ma ecco l’inci

Effettivamente ha un profumo delicatissimo, davvero di pulito e appena si applica dura una sensazione di freschezza che resiste anche durante tutta la giornata, senza andare ad irritare la pelle anche se depilata da poco, il che mi ha stupito molto in positivo. Credo che il vero banco di prova di un deodorante sia tuttavia l’estate, infatti penso che continuerò a testarlo ma ora come ora mi sta piacendo parecchio, tra l’altro anche il prezzo – circa 1, 50 euro – è molto allettante, perciò se lo trovate in giro dategli una possibilità.

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Da buona poraccia, per il corpo sto usando ben due campioncini usciti da riviste, ovvero l’Aloe Crio Gel Anticellulite di Equilibra e la Crema corpo nutrizione prodigiosa di Biopoint.

Per quanto riguarda il gel di Equilibra, ho appena finito il primo dei due tubetti che avevo acquistato, perciò aspetto ancora a parlarne con precisione, perché lo ho utilizzato per un mesetto scarso. Come si evince dal nome, è un gel freddo a base di aloe dalla consistenza fresca e leggera che dovrebbe combattere la cellulite; l’azienda consiglia di usarlo due volte al giorno ma francamente lo utilizzo soltanto una, quindi evidentemente su di me i risultati non si vedranno mai. A onor del vero, noto già un certo effetto compattante oltre a quello di refrigerio, che mi piace molto e lo rende molto adatto all’estate, infatti penso proprio che se la trovo acquisterò la full size.

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Sto usando invece da tempo la crema  Biopoint perché ne avevo preso sempre due confezioni ed essendo piccola e pratica, la porto con me anche in palestra. Ha un odore molto tenue, non è molto grassa quindi si stende con facilità e consente di vestirsi subito dopo perché non è untuosa e si assorbe rapidamente; non vedo onestamente tutto questo prodigio d’idratazione, nel senso che mi sembra una crema valida sì ma niente di particolare, come ne esistono molte in commercio e dubito che possa avere un buon effetto su chi ha la pelle particolarmente secca. Insomma non mi ha colpito molto, sicuramente non è malvagia e in caso di bisogno, se non trovassi proprio nient’altro, la comprerei ma senza grossa convinzione. Il prezzo della fullsize è di circa 9-10 euro per il formato da 500 ml.

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Se avete curiosità su qualche prodotto, chiedete pure! Fatemi sapere se abbiamo qualche cremina in comune, se avete qualche suggerimento e non dimenticate di andare anche a trovare Pier!

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