Le recensioni: Fondotinta Hydracoton Coleur Caramel

Miei cari,

sono tornata sul luogo del delitto (???) dopo aver ripreso in mano dopo lungo tempo il fondotinta Hydracoton di Coleur Caramel ed essermi detta “come mai non ne ho parlato sul blog?” e quindi eccomi qui.

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Il suddetto sulla mia riposatissima faccia.

Per i profani della cosmetica: si tratta di un  fondotinta in crema prodotto dalla casa francese di cosmetici naturali Coleur Caramel, che produce prodotti egobbio piuttosto cari. Questo fondo costa circa 32 euro per 30ml di prodotto, insomma non proprio alla portata di tutti, io stessa mi feci convincere in seguito a un ovvio squilibrio ormonale quando ero in fase di allattamento.

Presi questo fondotinta circa un anno fa, dopo una prova trucco con una brava e simpatica make up artist di Coleur Caramel ed assieme a lui acquistai anche il primer che giace ancora nel cassetto abbandonato perché vergognosamente non l’ho mai aperto. A mia discolpa, posso dirvi che non è che la mia vita sia granché brillante o meglio, qualche seratina allegra da quando sono diventata mamma c’è stata ma tra una cosa e l’altra ho sempre dimenticato di utilizzare il primer, truccandomi al solito a casaccio e ahimé, mi sa che finché la pulce non inizia ad andare almeno all’asilo, raramente potrò produrmi in mirabolanti basi viso.

Stando alle sue specifiche, sarebbe un fondotinta studiato per pelli miste e grasse ed ha una coprenza media, la sua composizione è idratante e nutriente, ma l’olio di cotone asciuga la pelle opacizzandola. La consistenza del fondotinta Hydracoton  è fluida e setosa e garantisce un risultato vellutato, un finish setoso e cipriato. Al suo utilizzo la pelle resta soffice e morbida, l’incarnato uniforme, leggermente opaco e il maquillage è duraturo da mattina a sera.

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La mia esperienza: L’ho acquistato per un utilizzo quotidiano, salvo poi pentirmene perché non è semplicissimo da applicare. Più che fluida, la sua consistenza è un po’ pastosa e si asciuga molto velocemente, motivo per cui conviene applicare il prodotto a poco a poco e poi lavorarlo con la spugnetta, come suggerisce Coleur Caramel o col pennello come faccio io (che uso quello di Real Techniques). Effettivamente non secca la pelle, nonostante lasci la pelle opaca. Lo fisso sempre con della cipria per sicurezza ed effettivamente, dura tutta la giornata. Il finish è effettivamente setoso, però a sorpresa devo dire che mi mette in evidenza qualche poro di troppo, tuttavia io soprattutto su una gota ho ahimé tanti pori in bellavista, quindi non posso incolpare nessuno. La coprenza invece non è altissima e il prodotto non è stratificabile, perciò se avete una pelle con molte magagne da coprire e non vi va di armarvi di correttore, non è il prodotto che fa per voi. Le colorazioni sono divise in pari e dispari, che hanno rispettivamente sottotoni gialli e rosa; ho la numero 12 Naturel, che è forse per me un pelino scura ma nulla di irreparabile. Qui trovate l’inci completo.

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Un close-up dove si vede anche che ho gli occhi veramente ma veramente scuri.

In definitiva, non posso dire che sia un prodotto cattivo perché fa il suo dovere, copre (poco), si fissa bene e dona alla pelle un bell’aspetto, di contro, come già detto, non è adatto a chi ha poco tempo ed esperienza per applicarlo in modo corretto e comunque non mi ha entusiasmata più di tanto, soprattutto per il prezzo che ha (per dire, adoro il fondotinta Clinique Chubby in the Nude che costa anche qualcosa di meno), perché sappiamo che in giro, a minor prezzo, c’è di meglio. Non lo consiglierei ma neppure sconsiglierei, nel senso che se avete la curiosità di provare un fondo di Coleur Caramel e magari lo trovate in sconto potete anche dargli una chance ma altrimenti, specie se il vostro budget è limitato, passate oltre.

Avete mai provato questo fondo? Vi incuriosisce?

 

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Valentine’s day

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Perché per me S.Valentino è da sempre la festa dell’amore e quindi di chi si ama, che sia il proprio amante, la propria fidanzata, i figli, gli amici e chiunque abbia un posto speciale nel nostro cuore.

Quando ero bambina, in occasione di questo giorno mia madre mi portava sempre un piccolo regalo perché diceva che era appunto la festa degli innamorati e che lei era innamorata di me. Anche se io tendo a essere molto cinica, ho deciso oggi di fare un piccolo omaggio a tutti voi che mi leggete con pazienza, con la speranza di portare un pizzico d’amore in più nella vostra giornata.

Con affetto,

Veronica.

David Bowie – Valentine’s Day

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Quote of the day – Monday edition

cave

Miei cari,

buon inizio settimana!
La frase di oggi viene da un brano di Nick Cave, appunto Dig, Lazarus, Dig!!! che vi consiglio di ascoltare perché è davvero molto bello e il testo, assai particolare, come spesso accade con quelli di Cave, offre numerosi spunti di riflessione. Ammetto di non essere una grande conoscitrice del buon Nick ma tutto ciò che ho ascoltato di lui mi è sempre piaciuto e quindi eccomi qui a dirvi la mia su questa frase.

Il suo significato è: “Ma cosa sappiamo davvero della morte e che importa davvero?”. Alla fine, se ci riflettete, è proprio vero: noi della morte non conosciamo nulla di certo. La luce bianca, il tunnel, l’eterno riposo sono tutte espressioni oramai quasi gergali, frasi fatte con cui si indica la morte ma che di essa in realtà non ci dicono nulla, perché da lì nessuno è mai tornato per raccontarlo (tranne loro ma va bene). A me la morte spaventa tantissimo, perché non so quando accadrà di preciso e cosa succederà e tutto ciò che è indefinito mi trasmette un senso d’ansia, so di non poterlo mai controllare e mi dona quindi una sensazione d’angoscia. Ma d’altronde, mi interessa davvero? Il sapere come e quando morirò mi aiuterà davvero a sopportare meglio la cosa? E soprattutto, cosa, dal momento che quando morirò non esisterò più e quindi non sarà certo un trauma da superare? Per dirla con Seneca, la morte è la fine di tutti i mali, quindi se ci pensate, è inutile angosciarsi circa il suo arrivo, non è una cosa importante, ciò che conta è vivere il presente al meglio delle nostre possibilità.

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Chi vincerà il festival di Sanremo?

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Poteva non esserci il mio post su Sanremo? No, vero? Comunque, drinking game a parte, quest’anno ho trovato la trasmissione ancora più fiacca dal punto di vista artistico, devo dire che nessuno mi ha emozionato più di tanto, sia tra i big che tra i giovani. Se proprio dovessi scegliere per chi tifare, direi Samuel solo perché ahimé ero fan dei Subsonica prima maniera ma non c’è molta altra scelta. Senza contare che tra i big ci sono nomi totalmente sconosciuti, non dico che a queste manifestazioni debba partecipare solo gente venuta dall’oltretomba come Albano ma mi sembra anche strano che tra i “big” ci siano nomi ignoti, roba che tra un po’ parteciperà pure il mio verdummaro. Detto questo, secondo me veramente potrebbe vincere Albano o un avanzo di reality tipo Bernabei (chi?) ma comunque, per me resta incredibile che Ermal Meta con questo nome non canti screamo o metal appunto.

 

Chi vincerà Sanremo secondo voi? State seguendo la trasmissione?

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Palestre McFit: my two cents

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Miei cari,

oggi breve post per parlarvi della mia esperienza con la catena tedesca di palestre McFit, dal momento che sento vivo l’interesse riguardo all’argomento “fitness a basso costo” (!). Negli ultimi due anni stanno spopolando le palestre che propongono un abbonamento mensile con costo contenuto (sui 20 euro), pur avendo sale grandi ed un buon numero di attrezzi moderni e ben tenuti. Non vi nascondo che per questo motivo, unitamente al fatto di aver bisogno di tornare più tonica, mi sono lasciata tentare anche io e così mi sono iscritta in palestra.

Vi dirò, ho sempre fatto sport e spesso mi sono allenata a casa, servendomi anche dei molti tutorial su Youtube, però nell’ultimo anno, sempre a causa della mia disorganizzazione, non riuscivo a fare granché e così ho pensato che avere un impegno che mi trascinasse giocoforza fuori di casa, mi incentivasse a riprendere con maggiore convinzione l’attività fisica. Alla fine, lo sappiamo: al netto della dieta, l’attività fisica è sempre necessaria, ovviamente commensurata a bisogni e possibilità della persona, perché muoversi fa bene ed è anche una forte valvola di sfogo per lo stress.

Il concept di palestre come quelle McFit è il riuscire ad abbattere i costi fornendo non corsi reali ma in video e non mettere istruttori al servizio dei clienti, come avviene solitamente nelle palestre. C’è la possibilità di farsi ideare da un trainer una scheda di allenamento ad hoc ma poi si è “soli” nell’esecuzione degli esercizi, poiché abitualmente ci sono due-tre trainer che girano per la palestra per controllare chi si allena ma non hanno poi tempo di dedicarsi al singolo. Capirete dunque che chi ha già dimestichezza col mondo delle palestre non avrà grossi problemi mentre i neofiti vanno incontro a non poche difficoltà. Certo, come già detto, ci si può far fare una scheda ma se poi non si sanno usare correttamente gli attrezzi, si rischia di danneggiare il proprio corpo e non di allenarlo.

Il mio consiglio è quindi, se siete a digiuno rispetto a come si ci allena in palestra, di farvi consigliare da qualche amico trainer se ne avete la possibilità, per capire quali esercizi possono fare al vostro caso e di investire iscrivendovi magari uno o due mesi in una palestra dove potete essere seguiti bene in modo da capire cosa vi serve e imparare ad utilizzare determinati attrezzi e poi di passare in un fitness point low cost, in modo da potervi allenare senza spendere un capitale. Vi avranno poi detto già tutti che sono necessari almeno tre giorni alla settimana d’allenamento e vi assicuro che è proprio vero, altrimenti i risultati tarderanno a venire  e lo sforzo non sarà ripagato. Sono la prima a rendersi conto che incastrare orari di famiglia-ufficio-vita e palestra può essere stressante ma credetemi, ne vale veramente la pena!

E voi? Avete mai provato questo tipo di palestre?

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Dire no al bullismo

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Oggi è la giornata nazionale contro il bullismo. E’ un tema che sento molto vicino perché come tanti, durante il periodo delle medie ed un po’ anche al ginnasio sono stata bullizzata. Se al liceo si limitavano a prendermi un po’ in giro, un po’ come accade a parecchie persone, alle medie per un periodo ci andarono giù pesante, arrivando addirittura a mandarmi spese (????) alimentari a casa, ovviamente da pagare, taxi e amenità varie. Non so realmente chi mi avesse preso di mira a quel tempo, non ne ho mai avuto la certezza, però quest’esperienza ha reso gli anni delle scuole medie un vero incubo. Allo stesso modo, non so che cosa spinga altri ragazzini ad accanirsi con i coetanei, non riesco assolutamente a capire che meccanismo c’è dietro e ne sono contenta, perché evidentemente cose come il bullismo non mi appartenevano e non mi apparterranno mai.

Per questo motivo, ho accettato l’invito di Ovs di aderire alla loro campagna #OVSBULLISNO contro il bullismo e qui trovate il mio video contributo. Su quest’argomento dovremmo riflettere ogni giorno, me ne rendo conto, così come capisco che il mio appello è una goccia nel mare, però spero realmente che iniziative come questa spingano alla sensibilizzazione collettiva.

E voi? Avete mai vissuto episodi di bullismo? Cosa ne pensate a riguardo?

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Pensieri, make up e acquisti del periodo

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La sventurata rispose: ancora Wycon e poi Mac, of course

Miei cari,

iniziamo la settimana col piede giusto, quindi con l’estetica intesa come estetismo e il becero consumismo, dunque le due ultime new entries in casa Rockeuse. Ancora una volta mi sono fatta tentare da Wycon e nella fattispecie, dalla nuova collezione ecosostenibile e vegan creata in collaborazione con Lucille, una tatuatrice che mi dicono essere molto celebre in quel di Milano. Non poteva poi mancare all’appello anche una delle nuove tinte labbra di Mac, le Retro Matte, tanto amate-odiate, tra chi le osanna e chi dice che vengono via a pezzi ma procediamo con ordine, così che io possa mostrarvi anche il make up che più sto riproducendo in questo periodo e cioé a dire, quando ho quella mezz’oretta per fare più che limitarmi a buttarmi in faccia prodotti a casaccio.

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Ta-daaan!

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Qui un particolare sul make up, con tinta Mac annessa

Prodotti viso:

Clinique – The Chubby in the nude Foundation, 06 Ivory

Neve Cosmetics – Nascondino Double Precision Medium (per le occhiaie)/ Lady Lya biologica – per illuminare/lati del naso e arcata sopracciliare

Amido di riso utilizzato a mo’ di cipria

Bottega Verde – Perle illuminanti

Occhi-sopracciglia:

W7 palette in the City – Troy su tutta la palpebra

Wycon – Caviar touch eyeshadow 04 Cocoa Pearl

Estee Lauder – Pure color Intense kajal eyeliner  Blackened Black

Neve cosmetics – Pastello Avorio

Wycon – Mascara step by step

Kiko – Precision Eyebrow Pencil 02 (è vecchia e credo che attualmente abbiano cambiato la numerazione, perché la 02 di adesso mi sembra veramente scuretta)

Prodotti labbra:

Wycon – Automatic lip liner 103 nude

Mac – Retro Matte liquid licolor – Cafè au Chic

Wycon – Veggilicious – 02 Jolie

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Il mio evidente strabismo e il rossetto Wycon

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Anche se la foto è cadaverica, i colori sono reali. Da destra a sinistra: Matita Wycon, tinta Mac, Rossetto Wycon

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L’ombretto Wycon di cui vi avevo già parlato in un post precedente!

Che cosa dire rispetto alle new entries?

Tinta Mac: Benché secchi le labbra (è sempre una tinta) non la trovo troppo scomoda, la durata è abbastanza buona a patto che non mangiate qualcosa di molto oleoso ma anchr acquoso oppure, come faccio io, non vi strofinate parecchio le labbra col fazzoletto quando siete a tavola. Il mio problema qui è stato il colore: dalla confezione sembra il color cappuccino che tanto desideravo ma poi sulle mie labbra risulta un beige grigiastro che è particolare, anche se a parer mio non importabile. Per qualcuno fa un po’ cyberpunk, per mia mamma un po’ cadavere ma a me non dispiace. Lo uso più spesso mixato ad una tinta Wycon oppure a un pizzico di lucidalabbra nude e sempre con la matita Wycon sotto, per mitigare questo colore così freddo. Non ho idea del perché le mie labbra falsino così tanto i colori ma ahimé, mi accade spesso. Devo dire che le tinte Wycon, pur essendo più economiche, poco hanno da invidiare alle più blasonate sorelle di casa Mac, perciò se non volete spendere 24 euro (o avete visto un colore che vi piace moltissimo), vi consiglio di optare per il prodotto più economico ma ugualmente valido.

Rossetto Wycon: Questo colore è un classico beige-nude di quelli che io amo molto, assai portabile e per tutti i giorni. Dura parecchio, il che è sempre un vantaggio, senza contare la graziosità della confezione che mi ha da subito attirato, ovviamente. Di certo di colori analoghi in giro ce ne sono tanti, il prezzo comunque non è eccessivo (9, 90 euro), anche se, qualora non siate delle fissate come me su packaging e novità di certi brand (sigh), in giro si trovano prodotti di ugual valore e minor prezzo, anche se magari non hanno un  buon inci o non sono vegani, che è un valore aggiunto, lo sappiamo.

Quanto invece all’ombretto, avevo già un caviar touch che però mi entrava terribilmente nelle pieghe, invece questo funziona un pelo meglio e mi piace parecchio, è un marroncino caldo con un lieve riflesso oro che dona definizione e luminosità all’occhio e visto che attualmente è pure in offerta, vi consiglio di dargli un’occhiata. Si sfuma anche molto facilmente, infatti se fossi più rapida a prepararmi potrei truccarmi così tutti i giorni ma oramai mi conosco e ho gettato la spugna. Anche il mascara che sto usando è di Wycon, il famoso Step by Step e devo dire che fa veramente il suo dovere, senza bisogno di  base-coat rende le ciglia lunghe, ben separate e non fa grumi, infatti sono rimasta favorevolmente impressionata, anche perché in passato avevo provato un mascara di questo brand che mi aveva lasciato l’amaro in bocca. Dulcis in fundo, anche la matita labbra Wycon è molto valida, io non sono una fan del genere ma questa aiuta molto anche a far durare tinte e rossetti, dettaglio che ci piace sempre.

Termino dicendo due parole sul correttore di Neve (su quello Lady Lya mi esprimerò poi, dato che lo sto ancora testando per bene, anche se al momento mi piace), visto che ho letto in giro pareri discordanti, infatti alcune persone dicono che dopo poco migra dal loro volto, senza sapere dove vada. Personalmente a me piace molto, la mina della matita è morbida e scorrevole e riesco ad applicarlo rapidamente ed in modo semplice; per mia abitudine, fisso subito la base viso con la cipria prima di fare gli occhi ed in questo modo, dalla mia brutta faccia non è mai andato via. L’unica pecca è che comunque il prodotto è poco, soprattutto per quello che costa e per chi come me ne fa un largo uso, alla fine diventa poco conveniente.

E voi? Che acquisti avete fatto in questo ultimo periodo?

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