Quote of the day #26

Wilde

Miei cari,

la frase che vi dedico oggi è dell’indimenticato Oscar Wilde, uno degli autori che preferisco anche se ultimamente viene citato un po’ troppo a sproposito. Questo è uno tra i suoi aforismi che preferisco, perché rispecchia un po’ ciò che penso su quello che accade oggi – e che evidentemente, succedeva anche ieri – rispetto ai libri.
Fateci caso: tutti ne scrivono, anche i personaggi più impensabili ma nessuno li legge, tanto che hanno dovuto anche lanciare la campagna #ioleggoetu, tanto vituperata dai social.

Il discorso è che oramai scrive libri anche chi non ha nulla da dire o ne ha molto poco, come gli Youtuber che scrivono autobiografie a 18 anni (ma che devi raccontare? Del trauma subito all’asilo quando ti fregavano la merenda) o instantbook zeppi di marchette per pubblicizzare questo o quell’altro. E intanto, nessuno legge se non appunto questi libri leggeri e privi di sostanza, che non invitano certo alla lettura gli adolescenti, che se acquistano il volume (???) di Benji e Fede non è detto che vogliano sciropparsi “Guerra e Pace”.

E quindi? Come si fa? Come si può invogliare a leggere un classico della letteratura piuttosto che un libro-spazzatura? Non lo so, miei cari, non lo so. Forse dovremmo rifletterci tutti.

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Scelte consapevoli: i detersivi Ecobio

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La sottoscritta (solo che io ho gli occhietti neri)

Miei cari,

questa evidentemente è la settimana della casalingua disperata (!), anche se in realtà non c’è alcun motivo cosmico per il quale io abbia deciso di parlarvi della mia scelta di utilizzare detersivi Ecobio.

In realtà, l’idea mi è venuta chiacchierando con una signora proprio in un negozio di detersivi, poiché mi chiese delucidazioni vedendomi acquistare ben due prodotti green della linea Winni’s. A proposito, piccolo disclaimer: questo post non è prezzolato in alcun modo, cioé tutto ciò di cui vi parlerò è stato acquistato da me, perciò qui leggerete soltanto la mia opinione schietta è sincera.

Molte persone non hanno grande fiducia nei prodotti ecobio per la detersione della casa, pensando probabilmente che poiché sono prive di agenti altamente inquinanti non siano altrettanto buone oppure che siano troppo care ma non è assolutamente così. Esistono diversi brand che producono detersivi ecologici e tutti hanno un prezzo piuttosto abbordabile, praticamente analogo a quello dei detergenti tradizionali, con la differenza che questi non inquinano terribilmente il pianeta, perché anche le loro confezioni sono riciclabili, senza contare che molti hanno anche le ricariche, che sono una soluzione ottimale per risparmiare e non inquinare.

Personalmente, ho utilizzato detergenti di quattro marche: Winni’s, Green NaturaleEcor (in vendita al NaturaSì) e Chanteclaire Vert.

Winni’s e Chanteclaire Vert hanno il grande pregio di essere prodotti di grande distribuzione, quindi è veramente facile trovarsi. Tra i due, Winni’s è leggermente più economica e forse ha una gamma più vasta di prodotti (tra cui anche quelli per la detersione personale) e tutto ciò che ho provato di questo marchio è veramente valido, infatti è praticamente il mio preferito, perciò vi consiglio di dargli una chance perché merita davvero.

Green Natural è invece un marchio che trovo più che altro nelle bioprumerie, quindi non è semplicissimo da trovare. Il lato positivo è che si tratta di detersivi alla spina, il che secondo me è ottimo perché abbatte sia il costo della confezione che il suo impatto ambientale. E’ leggermente più caro dei due marchi citati più su ma è ugualmente ottimo e soprattutto, ha delle profumazioni veramente ottime. Anche qui, vi consiglio di provarlo se ne avete la possibilità.

Ecor (brand del Naturasì) infine è un marchio che si trova nei supermercati Naturasì. Rispetto agli altri è più caro, anche se la differenza di prezzo non è marcatissima. Ho provato il detersivo per i piatti, quello per capi baby e delicati e quello per la lavatrice e devo dire che li ho trovati abbastanza buoni ma non al livello di quelli Green Natural e Winni’s, anche per una questione di rapporto qualità prezzo, quindi non li preferisco. C’è di positivo che in alcuni punti vendita Naturasì si possono trovare anche questi alla spina, fattore comunque molto positivo.

In conclusione, se non ci avete mai pensato, vi invito caldamente a provare i detersivi ecologici perché, oltre a fare del bene al nostro vituperato pianeta, sono prodotti ottimi che non vi faranno rimpiangere quelli tradizionali.

 

E voi? Avete mai provato prodotti green per pulire casa? Pensate che io sia una casalinga disperata?!

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Quando il sottovuoto salva il tuo armadio

Miei cari,

oggi volevo condividere con voi un trucchetto che ho imparato credo con 15 anni di ritardo ma come si dice, meglio tardi che mai… no? Con questo escamotage, sono riuscita a conservare meglio i capi invernali durante l’odiato cambio di stagione (!), proteggendoli bene dalla polvere e soprattutto dalle odiate tarme, contro le quali combatto una crociata pluriennale. Tutto questo preambolo per introdurvi i sacchetti per il sottovuoto, meraviglia del creato che gira tra gli spot delle reti private da oltre un decennio ma alla quale ho voluto dare una chance soltanto adesso, scioccamente perché mi hanno veramente risolto tanti problemi.

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Questi sono quelli che ho utilizzato io (al costo di circa 1,50 euro l’uno) ma in commercio ce ne sono moltissimi

Utilizzarli è semplicissimo: basta inserire all’interno del sacchetto capi d’abbigliamento/coperte/cappotti/biancheria insomma ciò che volete conservare, ben piegato e mi raccomando lavato prima di essere messo via (!), quindi chiudere il tutto e infine aspirare l’aria con l’aspirapolvere (va bene qualsiasi tipo! Io ho usato la scopa elettrica) tramite l’apposita valvola che poi andrà richiusa et voilà, il gioco è fatto!

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Poiché questo sacchetto era troppo grande (fallimento critico) ho inserito gli abiti soltanto in una metà.

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Mentre aspirate l’aria per creare il sottovuoto, potete schiacciare il sacchetto con le mani per aiutarvi.

Potete conservare il sacchetto nei classici scatoloni della biancheria o anche così, tout court, nell’armadio. Quando vi servirà di nuovo il suo contenuto, basterà aprire la valvola per far rientrare l’aria ed eliminare l’effetto sottovuoto.

E voi? Avete mai usato questi sacchetti? Che cosa ne pensate?

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Playlist d’inizio estate

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Miei cari,

è venerdì e quindi cosa c’è di meglio di una bella playlist di inizio estate molto elegante e raffinata (!!!) in stile Rockeuse? Niente, vero?! Come al solito troverete canzoni del momento, brani vecchi e un po’ trash, il classico mix che mi contraddistingue, da buona wannabe dj. E quindi, bando alle ciance ed iniziamo!

  1. Hollywoody – Felix da Housecat Remix. Questa è una canzone che ho scoperto grazie a YT o meglio, è il remix di una canzone ad opera di un dj piuttosto famoso, ovvero Felix da Housecat. Nonostante non sia eccessivamente tamarra la trovo molto ballabile e leggera, ideale come colonna sonora per i tramonti estivi. Ah come sono poetica.
  2. I put a spell on you – Nina Simone. Adoro questo brano, che conosco da sempre (in effetti è un po’ datato…), so che non ha una particolare connessione con l’estate, però ho realizzato che lo ascolto spesso in questo periodo e non manca mai nelle playlist che preparo per accompagnarmi durante le vacanze.
  3. Give me a break – Joy Salinas. Qui c’è poco da vantarsi, perché ho conosciuto questo pezzo grazie al film Panarea (!) e da allora lo ascolto spesso in estate, perché mi fa pensare alle innumerevoli staggggioni che ho trascorso alle isole Eolie, dove c’è sempre un pezzettino del mio cuore.
  4. Where’s the Revolution – Depeche Mode. Non possono mancare nella mia playlist i Depeche Mode col loro ultimo singolo. Conosco da sempre questa band ma ho iniziato ad apprezzarla soltanto negli ultimi tre anni, non ho idea del perché. Questo è un brano che mi è piaciuto molto ed è entrato di diritto nella mia playlist estiva.
  5. Be Yourself – Audioslave. Sono molto legata a questo pezzo. L’anno in cui uscì, a proposito di Playlist, lo inserii subito in uno dei cd che preparavo appunto prima di andare in  vacanza (come già detto, alle isole Eolie). Mi piacque subito, soprattutto per il significato, in cui mi ritrovo ogni qualvolta che la ascolto, specie se sono in un momento di difficoltà. Quando uscì io avevo 19 anni e anche se adesso ne ho qualcuno in più, mi piace ascoltarlo ancora, sperando che il futuro mi porti ancora tante sorprese.

 

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Mamme che abbandonano i figli e altre storie

Miei cari,

in questi giorni non si fa che parlare – giustamente – della mamma che ha dimenticato la figlia in macchina, l’ultimo in ordine cronologico di drammatici episodi del genere che affollano i giornali da che ne ho memoria. Non voglio fare tiratoni moraleggianti di catoniana memoria (!) o angosciarvi eccessivamente con quello che penso io ma semplicemente, vorrei che questo post fosse in qualche modo un luogo di scambio e riflessione su tematiche del genere, di cui, appunto, si parla ma spesso solo in modo superficiale.

Lungi da me discolpare la madre o alleggerirne la pena, anche perché leggera non sarà mai: sopravvivere a un figlio è forse quanto di più terribile possa esistere. Semplicemente, prima di scagliarci su di lei o su chi ha commesso la stessa terribile dimenticanza, credo che si debba fermarsi un attimo a pensare. A pensare a quanto la vita quotidiana possa essere usurante, a quanto stress accumuliamo ogni giorno, a quanta tensione, a quante frustrazioni non ci permettono di stare sereni, a quante volte, specie se si è mamma di un bimbo piccolo, ci troviamo a sospirare perché avremmo bisogno di più tempo per noi, per finire quella determinata cosa lasciata in sospeso, per lavorare di più e fare più carriera o anche semplicemente per farci uno shampoo in tranquillità. Allora finisce che per la tensione, la fretta, ci dimentichiamo i fari della macchina accesi o di comprare i tovaglioli di carta per due settimane, di essere certi di aver detto qualcosa a qualcuno quando non è assolutamente così, che sono cose seccanti ma banali e sicuramente non troppo gravi. Ma da una dimenticanza piccola a una più grande, il passo può essere tristemente breve.

Prima di giudicare, prima di elevarsi a moralizzatori, soprattutto tanti webeti dovrebbero tacere e passare qualche minuto (o ora) in più a riflettere, piuttosto che dare fiato alle inutili trombe.

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Cucina con Rory: Avocado dressing

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Guacamole su di me

Miei cari,

oggi ancora un appuntamento con Cucina Con Rory per parlarvi di uno dei miei condimenti preferiti di sempre (e soprattutto d’estate), ovvero l’Avocado Dressing! E’ facilissimo da preparare e se vi piace l’avocado, è la salsa che fa per voi! Potete mangiarla da sola con dei crostini o per condire insalata o verdure varie, vi assicuro che è una delizia!

Ingredienti

1 avocado maturo

3 cucchiai di yogurt greco (se volete, anche magro)

olio, sale, pepe qb, una spruzzata di limone o lime

Preparazione

  1. La musica non può mai mancare, mi raccomando (clic qui). Per questa ricetta, potete sia servirvi di un frullatore a immersione, sia fare tutto con la forchetta, dipende da quanto genio avete. Tagliate l’avocado e ricavatene la polpa, che taglierete a pezzetti grossolani e sistemerete nel bicchiere del frullatore oppure in un piatto.
  2. Aggiungete lo yogurth, l’olio (io ne metto un cucchiaio), il limone il sale e il pepe. Mescolate o frullate molto bene per amalgamare il tutto, che deve essere appunto una bella salsina fluida, quindi sarà pronta per essere servita o conservata in frigo per un paio di giorni.

 

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Cucina con Rory: Insalata di farro light

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Miei cari,

oggi torna la rubrica Cucina con Rory (si vede che sto cucinando spesso?!) con un piatto che amo molto fare d’estate, perché è facile, veloce, si può preparare in anticipo e soprattutto è… LIGHT! Si tratta infatti di un’insalata fredda a base di farro, antico frumento dalle celebri proprietà salutari, del quale era una grande fan anche Santa Ildegarda di Bingen.

Ingredienti (per 2-3 persone)

200 gr di farro decorticato

4 zucchine medie

olio, menta, basilico, pepe, sale qb (ma potete aggiungere ciò che più vi aggrada)

2 confezioni di salmone al naturale (o tonno, o sgombro)

Preparazione

  1. Al solito, mettete una bella canzone che vi aggrada. Ricordate che il farro, prima di esser cotto, va messo a bagno per una mezz’ora, quindi regolatevi di conseguenza. Cuocetelo in acqua salata per circa 30 minuti dall’ebollizione, non deve esser troppo cotto o sarà una poltiglia! Una volta cotto, scolate e lasciate freddare.
  2. Nel frattempo, preparate le zucchine: tagliatele a quadrotti e cuocetele in acqua salata a cui avrete aggiunto un po’ di aceto finché saranno morbide. Una volta cotte, scolate e lasciatele intiepidire appena, prima di unirle al farro.
  3. Mescolate appena farro e zucchine, quindi unite l’olio (io ne metto due o tre cucchiai), la menta, il basilico, il pepe ed infine il salmone, avendo cura di mescolare ancora il tutto con delicatezza. Lasciate raffreddare prima di porre in frigo.

Potete preparare l’insalata anche il giorno prima di consumarla, inoltre si mantiene bene per almeno un paio di giorni, naturalmente conservata in frigorifero. E’ un’ottima idea anche per portarla ad un pic nic o al mare a mo’ di pranzo al sacco!

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