Out of my mind… back in 5 minutes

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Parto per andare nel mio buen retiro estivo. Un bacino a tutti, buone ferie a chi ha la fortuna di poterle fare, buon lavoro a chi invece è ancora impegnato!

Fate i bravi!

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Cucina con Rory: pesce al cartoccio light

Della serie, quando troppo e quando niente!
Nuovo giorno, nuova ricetta, anche questa volta light… si vede che sono a dieta? Si tratta di un modo di cucinare i pesci come merluzzo/spigola/coccio in maniera veloce, sana, leggera… e senza nemmeno sporcarsi le mani! Insomma, il mio metodo preferito. Per la cottura, potete sia cuocerlo a microonde (cottura normale, circa 15 minuti) che nel forno standard, personalmente utilizzo il primo perché con questo caldo preferisco non accendere il forno che riempie di calore tutta la cucina.

Iniziamo!

Ingredienti (x 4 persone)

1 kg di pesce spigola/coccio/merluzzo già puliti

10 pomodorini

1 limone

1 ciuffo di prezzemolo

pepe macinato o in grani (a piacere)

 

 

Preparazione

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  1. Al solito, iniziate a mettere una bella hit estiva di vostro gradimento. Lavate i pomodorini, il limone e il prezzemolo, che metterete momentaneamente da parte. Tagliate in due i pomodorini e il limone a fettine.
  2. Adagiate in una teglia dal fondo ampio un foglio di carta da forno; mi raccomando, deve essere bello lungo perché poi dovrete chiuderlo per fare il cartoccio. Sul fondo del foglio, sistemate le fettine di limone alternandole ai pomodorini, in modo da creare uno strato, sul quale sistemerete i vostri pesciozzi.
  3. A questo punto, sminuzzate il prezzemolo e aggiungetelo sui pesci, se volete potete metterlo anche all’interno ma a me fa un po’ senso aprirli (lo so, è ridicolo ma è così) quindi preferisco sistemarlo sopra, quindi aggiungete una bella manciata di grani di pepe (oppure una spolverata di pepe macinato), chiudete il cartoccio ed infornate.
  4. Una volta che la cottura sarà ultimata (il pesce diverrà bianco), siete pronti per servirlo.

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Zalando Privé: la mia esperienza

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Miei cari,

oggi piccolo post di servizio per parlarvi della mia esperienza con Zalando Privé, cioé le vendite cosiddette “private” offerte dal sito Zalando. Sostanzialmente, si tratta della vendita di alcuni capi/accessori di determinati brand che il sito offre periodicamente agli iscritti a questo servizio, un po’ come fanno diversi altri portali. Iscriversi è molto semplice, lo si può quasi in automatico se già avete un account su Zalando e poi una volta sul sito, potete scorrere le varie offerte e crearvi un reminder per quelle che vi interessano, in modo da stare sempre sul pezzo. Ho comprato varie volte dal suddetto (qui la mia esperienza) ma non avevo mai usufruito di questo servizio e così, complice un’offertissima sulle scarpe Birkenstock, ho voluto subito approfittarne. Premetto che in generale non ho mai partecipato a queste vendite private, quindi ero abbastanza a digiuno di tali meccanismi, perciò se siete meno niubbi di me non riscontrerete i miei stessi problemi.

Ok, so che le Birkenstock sono scarpazze oscene, i sandali dei tedeschi insomma, però io li ho rivalutati da diverso tempo perché sono oggettivamente comodissimi e soprattutto l’anno scorso che ero incinta, mi ci sono trovata divinamente. Putroppo vengono vendute a cifre secondo me eccessive (si veleggia sui 60-80 euro), tendenzialmente perché sono diventate di moda soprattutto da quando le si vede ai piedi di molte celebs, anche se ammetto che hanno una buonissima durata, le mie hanno circa 7 anni e fanno ancora la loro figura, nonostante le abbia utilizzate parecchio.

Insomma, mi sono lanciata in quest’esperienza. L’offertissima partiva sabato 6 agosto alle ore 8 del mattino ed io, come una vera pazza, ho puntato la sveglia alle 7.30 per essere prontissima all’acquisto. Ora, forse c’è gente che come è molto poco sana di mente, o che soffre di insonnia o che non è ancora andata in vacanza, dunque sfoga con lo shopping online ma alle ore 8,03 tutti i numeri 39 dei modelli che mi interessavano erano già terminati. Incredibile ma vero. C’è da dire che la selezione offerta dal sito non era ampissima, mancavano ovviamente i modelli base che non credo vadano mai in forte sconto, comunque ci sono rimasta abbastanza male. Sono però riuscita a trovare un paio di scarpe decenti e così le ho infilate al volo nel carrello ma qui ho ricevuto un’altra sorpresa: il prodotto rimane nel carrello solo 20 minuti, ai termini del quale, se non lo avete acquistato, viene eliminato e voi siete fregati.

Ad ogni modo, ho subito fatto il mio acquisto e mi sono resa conto anche del fatto che, contrariamente a quanto avviene su Zalando, dove la spedizione è aggratis, qui c’è un costo di circa 5, 90 euro. I metodi di pagamento invece sono i soliti, quindi carte di credito, bonifici e contrassegno, che si può fare senza costi aggiuntivi. Un’altro dettaglio che non mi ha fatto impazzire è che la consegna del prodotto è prevista tra il 22 agosto e il 14 settembre, un bel po’ di giorni, pur considerando che un ordine fatto sabato parte giocoforza il lunedì successivo.

A conti fatti, il mio parere sul sito è comunque positivo. Come per i saldi, in queste vendite ci vuole un pizzico di fortuna (e il numero di zampa giusto), è normale, insomma, che ci sia la volta che ci dice bene e troviamo quel che ci piace e la volta in cui non si trova nulla; di certo, val la pena dare sempre un’occhiata alle varie offerte, proprio perché non si sa mai.

E voi? Avete mai acquistato tramite vendite private?

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Cucina con Rory: Gnocchi di quinoa all’insalata

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Miei cari,

era un po’ di tempo che non tornavo con la gloriosa rubrica “Cucina con Rory”, dunque eccomi qui!
La ricetta che vi propongo è perfetta se siete a dieta poiché è molto light ed è adatta anche a chi è celiaco e a chi segue un’alimentazione vegana, oppure a chi desidera portare in tavola un piatto fresco e veloce ma che sia anche gustoso e di bell’aspetto.

Iniziamo!

Ingredienti (per 4 persone)

2 confezioni (800gr. circa) di gnocchi di quinoa

500 gr. di pomodorini (se volete, potete prenderli sia rossi che gialli, conferiranno un tocco di colore in più al piatto)

20 foglie di basilico

4 cucchiai d’olio circa

sale, qb

facoltativo: aglio e pepe

 

Preparazione

  1. Mettete su una canzone estiva giusto per tenervi di buon umore. Mettete una pentola capiente con dell’acqua e portate a ebollizione (e salate dopo che bollirà!). Nel frattempo, lavate bene i pomodorini, che taglierete a metà e il basilico.
  2. Nel bicchiere del frullatore (normale o a immersione) spezzettate grossolanamente con le mani il basilico, aggiungete l’olio, un pizzico di sale e, se vi piace, l’aglio, quindi frullate il tutto fino a ottenere una sorta di cremina simile al pesto.
  3. Cuocete gli gnocchi, quindi scolateli e incorporate il pesto light e i pomodori, mescolate bene il tutto con delicatezza (o gli gnocchi si romperanno), unite un pizzico di pepe se vi piace e dell’altro sale se lo ritenete necessario, infine servite.
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Immunità saldamentare

Miei cari,

oggi il solito post dedicato ai saldi estivi 2016. A differenza di quest’inverno, quando, complice il chiattume post-parto ho comprato poca roba, in questo luglio mi sono data un po’ di più da fare ma sempre poco, perché comunque punto a perdere ancora qualche chilozzo (DEVO perderlo più che altro) e così ho pensato di prendere qualcosa che mi andasse bene ora ma che potessi sfruttare anche l’anno prossimo, qualora dovessi tornare a prendere la forma che avevo prima, sigh.

Al solito, i saldi iniziali non sono niente di che, coi cosiddetti secondi saldi si migliora un po’ ma poi tra saldi farlocchi, ovvero sconti minimi e cose che avevo puntato e che ovviamente NON erano in sconto, c’è sempre un pizzico di delusione quando vado a fare i miei giri di acquisti. Quest’anno poi avendo la piccola ho dovuto soprattutto badare alle sue esigenze e devo dire che mi sono trovata molto bene con gli abiti di Z generation, Primark e H&M, tutti con un buon rapporto qualità-prezzo, infatti mi hanno soddisfatta molto. Non mi prendete per poraccia ma secondo me non ha moltissimo senso spendere molto per l’abbigliamento quotidiano di un bimbo, specie così piccolo, che tende a sporcarsi parecchio, perché si rischia solo di buttare tempo – a smacchiare – e denaro.

Ad ogni modo, ho comprato prevalentemente dal solito triangolo delle Bermude Bershka, H&M e Zara, più qualcosa preso in qualche negozietto che vende prevalentemente cinesate.

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Da sinistra a destra: ballerine panna H&M, plasticose ma per 5 euro si poteva fare, bikini Tezenis trovato solo al 30% ma pazienza, sandali sempre H&M a 7 euro (presi anche in marrone scuro) e shorts largo sempre di H&M che non era scontato ma costava 9,90 perciò si poteva fare, ed effettivamente è carino e freschissimo.

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La donna dalle mille righe

Da sinistra a destra: pantaloni a righe bracaloni di Zara (circa 17 euro), canotta bianca semplice di Intimissimi 6 euro, tutina corta Bershka 7 euro (di una taglia enorme, ma oramai Bershka veste i Puffi), pantaloni a righe ampi sempre Zara (circa 15 euro) e di Zara manca all’appello una tutina corta plissettata arancio, che sto valutando come sistemare perché ovviamente le bretelline sono troppo lunghe, perché io sopra sono una taglia S ma sotto…

Da Motivi ho preso invece questo abitino giallo, che attualmente non mi sta benissimo perché ho la pelle color bianco latte ma con un po’ di abbronzatura sarà molto più carino, inoltre a seconda degli accessori può anche essere più elegante e fa tanto Serena Van der Woodsen dei poracci. Da Mango invece, dove avevo grosse aspettative, ho trovato molto poco e infatti mi sono accontentata di questo abitino in turchese, che si è rivelato molto comodo e, a dispetto di ciò che sembra, anche abbastanza fresco.

In uno dei negozietti filo-china ho preso un bikini blu molto carino che però è al lavaggio al folle costo (!) di 12 euro, dei pantaloni palazzo blu scuro con una stampa bianca a soli 5 euro e infine una tuta nera un po’ formale sempre a soli 5 euro che potete vedere qui indossata e che secondo me potrò indossare anche in autunno magari con una t-shirt bianca stile anni Novanta per un look più casual. Alla fine ho messo su un buon  bottino ma sono contenta perché ho comprato diversi pezzi carini che mi sono sia utili

E voi? Che acquisti avete fatto in questi saldi saldissimi?

 

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Amori del periodo

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Miei cari,

oggi un post leggero fresco (???) ed estivo per parlarvi di alcuni prodotti di varia natura che sto adorando in questo sudoriparo periodo dell’anno.

Iniziamo!

Il primo è ovviamente il nuovo Milk Shock di Muller che ho trovato per caso in una piccola cremeria che frequento al modico prezzo di 99 centesimi. Esiste in diversi gusti ma il mio preferito è questo pistacchio e cocco, sa un po’ di sintetico ma è veramente buono e poi è di un colore verdino che fa subito bevanda di Star Trek. In caso ve lo stiate chiedendo, non è neppure troppo calorico.

Passando invece al lato beauty, sto usando con gran soddisfazione la BB cream di Kihel’s, di cui vi avevo già parlato qui, perciò non mi dilungherò troppo ma è un prodotto veramente buono soprattutto per questa stagione, perché ha un alto fattore di protezione e sapete quant’è importante sempre essere ben protetti in estate. Sto usando anche con gran soddisfazione il detergente intimo al Tea Tree di Alkemilla, che ho comprato praticamente per caso poiché volevo provare un sapone liquido al Tea Tree appunto e me ne sono veramente innamorata. Lo uso sia per la zona cesarini che per il viso e devo dire che è ottimo per entrambi le funzioni, lascia la pelle molto fresca e se avete qualche piccola irritazione è veramente l’ideale. Il prezzo è sui 6, 50, abbastanza buono per questo tipo di prodotti (considerate che è bio), altro fattore che mi spinge a consigliarlo.

Terminerò invece con un programma televisivo – naturalmente all’insegna del trash e della sociologia spicciola – ovvero La Quinceanera in onda su Real Time. In pratica lo show parla dell’organizzazione della festa dei quindici anni di una ragazzina sudamericana, che segna il suo passaggio dall’età infantile a quella adulta. Chiaramente ogni cosa è a base di lustrini, tulle, paillettes e pacchianerie varie, che rendono il tutto veramente favoloso.

E voi? Avete qualcosa che state amando in questo periodo?

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Il pelo nell’uovo

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Miei cari amanti del r’n’r,

avrete letto un po’ tutti, dentro e fuori i social network, della questione della ragazza che dichiara di indossare fieramente shorts senza depilarsi e che ha sollevato una enorme querelle. Tra chi le dava ragione perché “ceretta e silk epil fanno male!” e quindi evviva il pelazzo, d’altronde che male c’è e i detrattori, per cui mai e poi mai si può andar in giro con cose esecrabili come cosce villose, sopracciglia non spinzettate e capelli con abbondante ricrescita. Qualche giorno prima, poi avevo letto invece di quanto fosse negativa la  depilazione integrale  della zona bikini, soprattutto a causa delle abrasioni causate dal rasoio, che effettivamente non è sempre il top dell’igiene.

Personalmente, a parte aver pensato immediatamente a mio cugino Nicola vedendo le cosce di questa fanciulla, sono una che detesta alla follia i peli e li toglierebbe col fucile ma immagino questo sia un problema mio (così come quello di non avere abbastanza soldi e tempo per fare una depilazione totale ma questa è un’altra storia…), tendenzialmente penso che se per una persona non è un problema andarsene in giro  con le gambe irsute, di certo non è affar mio. Ho curiosato sulla questione, leggendo diversi commenti soprattutto sulla pagina Facebook che aveva riportato l’immagine e onestamente l’unica cosa su cui mi sento di dissentire è il fatto che la ragazza sostenga che depilarsi è una sorta di “snaturalizzazione” del proprio corpo.

Mi spiego meglio: ci si depila, ci si trucca, ci si tinge i capelli per diversi motivi, tutti legati al sentirsi meglio con se stessi e con gli altri, al vedersi “bene” e ad accettarsi di più. Sono la prima a ricorrere a questo genere di cose da quando ero ragazzina, per aumentare la mia autostima perché di base non mi sono mai piaciuta granché. Non trovo che sia sbagliato aiutarsi in questa maniera, anzi, così come non credo che si debba demonizzare la chirurgia estetica qualora serva a risolvere un “problema” che non ci consente di stare bene con noi stessi.

Quindi, dove voglio andare a parare? Detesto i peli, adoro la mia pelle quando è liscia e morbida e per questo mi depilo, conscia della seccatura (e del dolore) che comporta la depilazione, che comunque è nullo rispetto a come mi sento quando indosso una gonna e vedo spuntare sotto le mie gambe belle glabre. Mi depilo perché coi peli NON sto bene con me stessa. Allo stesso modo, mi tingo i capelli perché oramai ne ho molti bianchi. Ci sono comunque dei giorni in cui non mi trucco molto perché mi vedo abbastanza bene o perché non ne ho voglia e vado comunque in giro senza vergognarmi troppo. Se i peli non fossero un problema per me, non li toglierei; se i capelli bianchi non fossero un problema, non li tingerei. Come io sono libera di fare queste cose, lo è anche chi decide di non farlo e questo è un dato di fatto.

Quando però si posta un’immagine su un social network e in particolare, su una pagina pubblica (come una fanpage su Facebook) si deve essere pronti a tutto, critiche e complimenti, semplicemente perché il mondo è vario e non possiamo piacere a tutti. Dunque alla ragazza che si è lamentata degli attacchi, direi banalmente che ha ogni diritto di girare piena di peli ma che se decide di condividere questa sua idea, deve accettare necessariamente che ci sarà chi non è dello stesso avviso e le dirà pure “ma che schifo”. Ho sempre pensato che quando si è convinti delle proprie idee, poco importa ciò che dicono gli altri, l’importante è andare per la propria strada ed essere fedeli a se stessi.

E voi? Peli o non peli?

ps: la depilazione totale all’inguine non è da condannare, basta farsela fare da una mano esperta e soprattutto pulita. Inoltre tenete presente che se fate qualche operazione all’utero, come il parto cesareo, vi depilano in ospedale perché un pelo che si infila nella ferita è solo un problema, dunque vi consiglio, qualora si tratti di un intervento programmato, di andare già… spiumate.

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