Quote of the day #31

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Miei cari,

la frase del giorno è dell’abusato filosofo Arthur Schopenhauer, che ne aveva veramente una per tutti in effetti e che resta un mito, nonostante chi lo citi non sappia spesso nemmeno chi sia, anche se vi giuro che non è il mio caso.

La frase in questione è molto bella ed effettivamente collima con la mia visione della vita: non sono una persona per niente invidiosa, anzi quando qualcuno ha un successo personale o professionale sono di solito la prima a complimentarsi. Credo però davvero che ognuno abbia i suoi guai personali e che magari, più che invidiare gli altri perché sono o hanno questo o quello, dovremmo guardare al nostro orticello e cercare di migliorare le nostre esistenze e di cercare di ottenere quello che desideriamo.

 

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Ride with me – Compilation del freddo inverno 2018

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Quanto tempo è che non facevo una compilation?!

TROPPO, VERO?

E quindi eccomi tornata con la compilation dei 5 brani che più amo in questo piovoso inverno 2018, tra vecchi e nuovi (relativamente), spero che vi piacciano, vi mettano allegria ed energia o che almeno vi tengano un po’ compagnia!

1 – Paint it black – GOB cover. Coverona del successo dei Rolling Stones ad opera dei GOB. Adoro questa versione perché la trovo bella energica e ogni volta che la metto mi viene voglia di ballare.

I see the girls walk by dressed in their summer clothes
I have to turn my head until my darkness goes

2 – Bondage – Immanuel Casto. Immancabile il Casto Divo con questo brano degli esordi che parla di bondage, quindi di legamenti vari, di piogge e di gatti a nove code. Imperdibile.

3 – Blue Monday – New Order. Perché questa vita è fatta di troppi lunedì del kaiser, ammettiamolo.

How does it feel to treat me like you do?
When you’ve laid your hands upon me and told me who you are
I thought I was mistaken, I thought I heard your words
Tell me how do I feel
Tell me now, how do I feel

4 – Fidatevi – Ministri. In realtà metto questa canzone perché sono innamorata alla follia di un membro della band. Chi indovina vince un premio! Però il pezzo è molto valido, mi ricorda i Ministri degli esordi, che poi sono quelli che amo.

5 – Roll with it – Oasis. Questa è la canzone che ascolto sempre quando mi dico che devo lasciar perdere le opinioni altrui e andare per la mia strada. Pazienza se non sempre vengo capita o apprezzata, il problema non è e non deve essere mio.

You gotta roll with it
You gotta take your time
You gotta say what you say
Don’t let anybody get in your way
‘Cause it’s all too much for me to take

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Il boss, l’inchiesta, la giornalista aggredita: my 2 cents

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Miei cari,

dopo un’altra lunga assenza causata dal lavoro, of course (siamo in periodo elettorale e dobbiamo seguire TUTTO ed ovviamente ho anche degli arretrati mostruosi), volevo dire la mia, a titolo puramente sportivo, su quello che è successo ultimamente nel mondo dell’informazione napulegno e non.

Il sito fanpage ha fatto un’inchiesta assoldando un ex boss che si occupava di rifiuti, incastrando così due politici, uno di destra e uno di sinistra, Roberto De Luca, che poi è il figlio dell’attuale governatore della Campania. Non mi pronuncio circa le modalità di conduzione dell’inchiesta, a mio modesto avviso non del tutto deontologicamente corrette, né la sulla gravità della scoperta a cui ha condotto, su cui è stato già versato abbastanza inchiostro. Quello di cui volevo parlare è invece dell’aggressione che  a causa di questo ha subito una collega, Gaia Bozza, che è un’amica e che stimo moltissimo.

Gaia è andata ad un incontro elettorale col fratello di De Luca e qui è stata aggredita dalle sue fangirl, che la hanno buttata per aria, in maniera assolutamente gratuita, oltre che violenta. Fanpage può non piacere, l’inchiesta non può piacere, la giornalista può non stare simpatica o si può non condividere come lavora, però la violenza resta sempre e comunque inammissibile. Anche perché non riesco a comprendere perché si debba alzare le mani su una persona che alla fine sta facendo il suo lavoro. E’ un lavoro da scassacazzi, lo so però è un lavoro e come tale va rispettato.

Faccio lo stesso lavoro di Gaia e non posso non pensare che la sua sorte domani, dopodomani potrebbe toccare anche a me, che qualcuno potrebbe darmi una botta in testa così, aggratis. E quindi niente, questo mio piccolo post magari serve a molto poco, però è l’unico modo che conosco per esprimerle la mia solidarietà.

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Quote of the day #31

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Miei cari,

oggi per la rubrica Quote of the day ho pensato a questa frase di Gandhi perché viviamo un periodo particolarmente duro, tra violenze di ogni tipo e secondo me dovremmo tutti riscoprire figure come quelle di Gandhi, che per la pace si è battuto fino alla fine.

La frase che ho scelto è sull’ansia, perché è una condizione che mi accompagna da sempre ma in effetti, essendo io credente, non dovrei avere tutto questo terrore, questa oppressione al petto, perché sarà quello che sarà e certe volte io credo davvero che ci sia un disegno più grande e incomprensibile, a cui dobbiamo solo affidarci per poterne fare parte al meglio, non so se rendo l’idea.

Quindi, anche se non credete, vi consiglio di affidarvi di più al destino e di farvi cogliere meno dall’ansia, anche perché in ogni caso, il malanimo che genera non ci aiuterà a risolvere proprio niente.

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Aggiornamenti sparsi

guido

Miei cari,

è tempo di qualche piccolo aggiornamento per voi che fedelmente seguite la mia ignobile e tormentata esistenza (marò, che esagerazione)!

Partiamo, ordunque, dalle cose importanti!

  • la mia bimba cresce fortunatamente abbastanza bene. Mi somiglia poco, per volto e carattere e forse è un bene, sicuramente ho il timore di capirla sempre meno, soprattutto quando crescerà ma d’altronde, chi è che si sente veramente capito dai propri genitori?
  • Vi ricordate il contratto da addetta stampa che avevo avuto? Bene, si è trasformato in un contratto da meno ore e nel quale non mi occupo più dell’ufficio stampa ma della traduzione di testi (molto basilari) in inglese. A parte il dispiacere per questo cambio di rotta, generato dalla poca volontà da parte dell’azienda di mettermi alla prova (anche perché di contro incensano gente che non sa manco scrivere l’italiano), la cosa più grave è che mi devono ancora pagare lo stipendio di dicembre perché hanno problemi di liquidità. Al paese mio, questo è spesso il preludio di un fallimento, motivo per cui, se continuano a non corrispondermi le mensilità, penso che lascerò la nave prima che affondi e tanti cari saluti. Comunque è uno schifo e se posso darvi un consiglio, se lavorate con privati ANDATECI SEMPRE COI PIEDI DI PIOMBO.
  • Ho un altro lavoro, stavolta per una media company che produce soprattutto servizi video e web. E’ un lavoro abbastanza impegnativo ma sono contenta perché rappresenta una sfida molto più allettante sotto il profilo giornalistico e francamente spero che prosegua bene, anche perché, rispetto all’altro lavoro, qui mi sento stimata, sia come essere umano che come professionista e ricordiamo che non è poco.
  • La mia vita sociale è praticamente estinta perché si può dire che lavoro solo. Però, come dice sempre un caro amico, c’è una stagione per tutto, quindi forse questa è la mia stagione per il lavoro? Speriamo bene.
  • Prosegue anche il mio master, anche qui abbastanza faticosamente perché cambiare lavoro ed entrare nei nuovi ritmi non è (sempre) semplicissimo, però spero di fare bene anche qui.
  • La verità è che a me manca organizzazione. Torno tardi di sera e sono travolta dalla bimba che ovviamente vuole le mie attenzioni ma io sono cotta e non riesco nemmeno a connettere certe volte. Praticamente avrei bisogno di una tata per lei e di una badante per me. Se avete consigli su come organizzare la propria vita tra lavoro full time e bimbi piccoli, vi prego aiutatemi!

E voi? Che news avete per me?

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Tangle Teezer Blow Styler: ne vale la pena?

Miei cari,

oggi finalmente (???) torno con una nuova recensione, ovvero quella della spazzola Tangle Teezer Blow Styler, mio oggetto del desiderio da tempo che finalmente ho potuto provare.

Innanzi tutto, la spazzola è disponibile presso vari rivenditori, ovviamente anche online e su Amazon, dove spesso si trova anche in offerta, infatti io la trovai a circa 14 euro.

Si tratta di una spazzola piatta, disponibile in due grandezze (half e full paddle), da utilizzare sui capelli bagnati esclusivamente per lo styling, dunque non è consigliata per spazzolare i capelli. Come le sorelle della famiglia Tangle, ha dentini di diverse grandezze e sfalsate, per contrastare l’effetto crespo, che spesso si viene a creare quando si asciugano i capelli.

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La utilizzo proprio come facevo con la mia vecchia spazzola piatta (che ha fatto brutta fine), ovvero passandola tra i capelli mentre li asciugo allegramente e devo dire che in effetti smorza un po’ l’effetto crespo ma chiaramente non fa miracoli, di certo già disciplina abbastanza la mia criniera, così dopo risulta più rapido passare la piastra o comunque acconciarli con qualche altro tool. La cosa che adoro è che poi si pulisce facilmente ed è completamente lavabile, perché oramai le spazzole in stoffa o altro materiale che mi sa di acaro e zozzimma mi fanno venire le lacrime agli occhi.

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i miei capelli asciugati con la suddetta

In sintesi: se volete una spazzola piatta e non sapete cosa comprare, questa è una buona alternativa, specie se trovata in offerta a 13-16 euro, perché è un prezzo congruo per un simile oggetto. Se però volete un oggetto unico, con cui spazzolarvi anche i capelli nel quotidiano, allora lascerei stare perché appunto non è ciò che fa per voi.

Francamente penso che sia una buona spazzola, resistente e di qualità, sicuramente non fa miracoli, però rispetto a spazzole simili io noto che davvero tira meno i capelli e fa meno “male”, un fattore che io considero sempre quando faccio di questi acquisti. Sono stata contenta di averla provata e non sono rimasta affatto delusa, come invece mi è successo con la spazzola piatta che avevo in precedenza targata Remington, con cui mi ero trovata molto bene ma poi si è ridotta veramente uno schifo nel giro di poco più di un anno.

E voi? Avete provato questa spazzola? vi intriga?

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Piccola riflessione

Libro Cantone Palazzo san teodoro (6)

La sottoscritta col collega Fede (foto di repertorio)

Premetto che la foto non è attinente al tema del post, la ho inserita perché mi fa ridere.

Ad ogni buon conto, più invecchio più mi interrogo sul tema del credere in se stessi. Quando ero ragazzina, mi dicevano che quando sarei cresciuta avrei imparato a “credere in me” e in un certo senso, mi è successo. Piano ho imparato a capire i miei punti di forza, quelli di debolezza ma anche e soprattutto a conoscermi, a indagare i diversi lati del mio carattere, positività e negatività e a sapermi accettare per ciò che sono, dunque individuare ciò che più o meno so fare  e cercare di farlo bene, credendo appunto nelle mie possibilità.

Credo che sia qualcosa che ogni adulto dovrebbe fare, più o meno, eppure vedo attorno a me tanti, tanti adulti molto poco maturi, spesso in cerca di continue conferme, proprio perché non hanno neppure un briciolo di fiducia in loro stessi.

Ma perché succede questo? Perché una persona adulta non impara a credere in se stesso?

Credo che accada perché in qualche modo si è insoddisfatti, di cose piccole o grandi, si crede di non valere nulla perché non si è riusciti a costruire una carriera solida, ad esempio, oppure una famiglia. Tutti abbiamo una qualche frustrazione ed è innegabile ma è anche qualcosa con cui dobbiamo scendere a patti, che non ci deve svilire, perché se ci è andata male una cosa non è detto che siamo degli incompetenti totali, anzi.

Personalmente, so di non aver raggiunto chissà quali obiettivi nella vita, eppure sono abbastanza soddisfatta, perché credo che per fortuna ci sia un margine di miglioramento e che magari, impegnandomi in quello che meglio so fare (o almeno, che credo di saper fare) un domani sicuramente succederà qualcosa di positivo, non dico che andrò a lavorare per Rolling Stones (possibilmente pagata) però mai mettere limite all’umana provvidenza.

Forse diventerò pure io così a 40 anni, sarò insicura e frustrata o forse anche peggio, non lo so, intanto mi godo le possibilità che mi vengono date, giorno per giorno, perché in fondo è così che dobbiamo prendere la vita, per gli attimi che ci porta.

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