Dicevamo? – Piccolo Haul primaverile estemporaneo

mde

Miei cari,

lo sapete oramai che tanto, anche se scompaio presa da mille cose, di base sono sempre qui tra voi a rompervi.

Oggi apriamo la settimana in bellezza, perché il lunedì ci stressa tutti, con un piccolo-haul primaverile che sembrerà una marchetta alla collezione Anna Glover per H&M ma non lo è perché ho comprato tutto!

Ho fatto qualche acquistuccio primaverile, giusto un paio di cose che mi servivano (me ne servirebbero anche altre ma magari presto arriverà anche un altro haul…!). Ma iniziamo!

Zara: 2 shirt basiche 5 euro l’una (una bianca, una a righe che vedete in foto) e le ballerine in pelle non proprio gialle ma gialle 30 euro. Personalmente compro sempre t-shirt basiche perché le uso tantissimo e ovviamente, costando poco non durano tanto, queste di Zara non sono male, soprattutto sono tra le più cheap in circolazione quindi ci piacciono.

H&M: due fantastici pantaloni della linea di Anna GloverxH&M (uno è questo e l’altro è quello che ha una delle ragazze in una foto pubblicitaria ma che inspiegabilmente non trovo sul sito e costa 19,90 euro). Sono entrambi carini, colorati ma non troppo (!) abbastanza leggeri e adeguati alla bella stagione, tra l’altro sono molto comodi, lavabili in lavatrice e secondo me perfetti anche in un ufficio se abbinati con una delle famose t-shirt basiche.

Tezenis: Ho preso un reggiseno ma vabbè, quelli servono sempre e una tuta nera (22, 90 euro) molto semplice passepartout da indossare con sneakers o con dei sandali quando farà più caldo. A essere sinceri la tuta è mooolto leggera, cioé secondo me è più adatta per l’estate, non la vedo bene con cardigan o altro sopra, quindi aspetterò ancora un po’ per utilizzarla.

E voi? Avete fatto acquisti interessanti? Vi piacciono i miei?

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Cucina con Rory: la brioche rustica di zia Mary

brioscio

Miei cari,

oggi torna la gloriosa rubrica #CucinaConRory e per l’occasione vi parlerò di una ricetta che mi ha girato la mia cara amica Mary Tribbiani e che io ho modificato leggermente. Si tratta di una brioche rustica (che all’occorrenza può diventare anche salata) che io ho farcito con dei salumi ma dentro potete metterci ciò che più vi aggrada. Tip per vegani: in questa brioche non c’è burro però c’è il latte, che può essere sostituito con del latte vegetale non dolce, tipo di riso e poi c’è un uovo, che può essere sostituito aggiungendo un altro po’ del già citato latte.

Ingredienti:

550 g di farina (metà 00 e metà manitoba)

250 g di latte tiepido

50 g di olio extravergine di oliva

1 cubetto di lievito di birra

1 cucchiaino di zucchero

1 uovo

1 cucchiaio di sale

1 tuorlo d’uovo + un uovo sbattuto per spennellare (o latte)

Per la farcitura:

100 gr. di provola affumicata o scamorza

100 gr. di prosciutto cotto

100 gr. di salame tipo Napoli

Procedimento

  1. Mettere una bella hit che vi dia energia, perché ci sarà da impastare. Lasciar intiepidire il latte. Metterne due dita in una tazza e sciogliere il lievito con il cucchiaino di zucchero, quindi lasciar riposare. Nel frattempo, mescolare le due farine con il sale.
  2. Aggiungere il lievito misto al latte nella farina, quindi incorporare piano anche il restante latte, l’olio e l’uovo, avendo cura di mischiare per bene.
  3. Una volta esauriti gli ingredienti, iniziate ad impastare energicamente. Se l’impasto vi sembra troppo molle, aggiungete un po’ di farina o se è troppo duro, un altro po’ di latte. Se avete una macchina del pane o una impastatrice, ovviamente potete impastare con quella, altrimenti fate a mano, che secondo me è molto più divertente.
  4. Una volta ottenuta una bella pallotta liscia e omogenea, mettetela in una ampia ciotola col fondo lievemente infarinato, che poi coprirete con della pellicola trasparente e farete lievitare al caldo per circa 2h.
  5. Passate le ore, riprendete velocemente l’impasto su una spianatoia infarinata, quindi stendetelo con un matterello (dovrà essere spesso circa 1 cm). Dividete la sfoglia in tre sezioni con un taglia pasta e quindi farcitele a più non posso, avendo cura di disporre la farcitura sul centro, per poi poter agevolmente chiudere a “salsicciotto” le varie sezioni sigillandole con le dita. Ovviamente potete dare al vostro brioscio la forma che più vi aggrada, compreso fare tante piccole pallette.
  6. Intrecciate le tre sezioni e ponetele su una leccarda foderata di cartaforno. Il treccione, o le briochine, dovranno lievitare per ancora una mezz’ora.
  7. Una volta trascorso questo tempo, spennellate con l’uovo battuto e quindi infornate per circa 35 minuti in forno preriscaldato a 180 gradi.                                                                                                                             Buon appetito!

 

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Dove eravamo rimasti?

unicorno

Miei cari,

come è andata la Pasqua?

La mia assenza non troppo lunga è stata dovuta alla classica stanchezza primaverile, dalla voglia di staccarmi un po’ dall’amato-odiato pc e anche dal cambio di linea telefonica (ora sono Telecom!) che ho fatto negli ultimi giorno, giusto per mantenermi viva e attiva.

  • La mia Pasqua è stata molto tranquilla, ovviamente a casa coi parenti e poi a riposare, giusto per essere più carica per la successiva settimana in cui ovviamente ho avuto anche la febbre ma va bene così, come si suol dire “sta girando”.
  • La primavera è giunta a Napoli e con essa anche i giubottini di pelle, le felpine leggere e i colori chiari. Io che già vorrei l’estate sono molto felice, la mia allergia e la mia stanchezza un po’ meno ma siccome odio l’inverno e il freddo con tutte le mie forze, ci teniamo le controindicazioni e amen.
  • Il lavoro prosegue abbastanza impegnativo ma comunque foriero di soddisfazioni. Se continuo così entro il 2300 sarò redattore capo di qualcosa (!) Si scherza perché come sapete, l’importante è lavorare.
  • Mi piacerebbe molto fare un piccolo viaggio, un weekend per staccare un po’ dallo stress cittadino ma ora come ora vedo la cosa moooolto lontana, per tutta una serie di motivi con cui non ho voglia di ammorbarvi. Ma comunque mai dire mai, speriamo bene.
  • Ho fatto qualche piccolo acquisto che vi mostrerò in un post ad hoc, mediamente a tema primavera, diciamo primavera dark e chiaramente non ho mancato di comprare cose di make up.
  • Per carenza di tempo, mi sto spesso allenando a casa. Avete per caso tutorial, app, qualsiasi cosa che mi possano dare un aiuto? Grazie!

E voi? Come sta andando? Aggiornatemi!

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Tipico post di preparazione alla Pasqua

jesus-christ

Miei cari,

la Pasqua sta arrivando anche per noi amanti del r’n’r. Vi state preparando a dovere?

Film da Vedere: Ovviamente Jesus Christ Superstar! Se non lo avete mai visto dovete assolutamente recuperare, è praticamente un must!

Canzoni da ascoltare: Tutte quelle della colonna sonora del film anche se tra le mie preferite (oltre a Superstar) c’è Hosanna.

Snack: ogni Regione d’Italia ha la sua pizza ripiena tradizionale che si prepara in questo periodo. Personalmente – chi segue il blog lo sa – io sono una fanatica del Casatiello da buona napoletana e se volete la mia ricetta personale ed esclusiva la trovate qui.

Luoghi da visitare: parchi (peccato che siamo maledetti dalla pioggia da mesi…) oppure chiese, possibilmente romaniche o comunque artistiche, per voltare il tutto ad esperienza storico-artistica. Se passate per Ravenna non perdetevi la mitica Basilica di Sant’Apollinare in Classe mentre se venite nella mia Napoli dovete obbligatoriamente visitare Santa Chiara.

Da bere: come cocktail da aperitivo, un bel Bloody Mary che con le varie pizze ripiene di cui sopra ci sta a meraviglia oppure, se preferite il vinello, un magico rosso corposo, come ad esempio i Taurasi.

E voi? Vi piace la Pasqua?

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Thalasso scrub Geomar: funziona davvero?

s-l640Miei cari,

oggi per la fortunata serie delle mie recensioni cosmetiche (!) vi parlerò di un prodotto che in passato non avevo mai considerato molto ma che, complice la curiosità e una buona offerta, ho voluto provare, ovvero il Thalasso Scrub anticellulite di Geomar.

Come si evince dalla scheda del prodotto (qui) si tratta di uno scrub corpo esfoliante contenente sale marino, oligoelementi del mar morto e oli essenziali che gli conferiscono funzioni appunto esfolianti e che al contempo donano una pelle morbida e luminosa. Ho preso una confezione monodose molto pratica, che si deve prima leggermente “massaggiare” in modo da fondere la parte oleosa con lo scrub e quindi va applicata con un leggero massaggio sulle zone interessate e risciacquata.

Sono sincera, fino a qualche anno fa consideravo un po’ inutili gli scrub corpo, non ne capivo molto il senso. Invece poi, complice la mia estetista e un pizzico di cultura in più a riguardo (grazie Pier!), ho iniziato ad utilizzarli soprattutto prima di fare una ceretta e prima dell’estate, per preparare la pelle all’abbronzatura. Inoltre ho scoperto che questi scrub sono un buon alleato alla lotta alla cellulite, perché comunque danno un aiuto (seppure piccolo) al rinnovo cellulare.

Ho trovato questo scrub Geomar molto buono, non solo perché è facile da applicare e da rimuovere (senza nemmeno lasciare molti lerci residui nella doccia) ma anche perché lascia davvero la pelle più liscia e luminosa, cosa che noto molto specie di questi periodi, dato che col freddo le mie gambe sono GRIGIO TOPO. Inoltre ha un ottimo rapporto qualità-prezzo, il che non gusta mai (la confezione monodose costa sui 2 euro, il barattolo grande sugli 8-11).

E voi? Avete mai provato gli scrub Geomar?

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La meravigliosa Franca Leosini

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Ma chi ci pensa ad uscire la domenica (gelo a parte) se in tv c’è sua maestà Franchina Leosini con Storie Maledette? Proprio come vi dicevo per Un giorno in pretura, anche questo è uno dei programmi che seguo e mi appassiona da più tempo, sempre a causa della mia passione per i fatti giudiziari.

Per chi non lo avesse mai visto: si tratta di un programma nel quale la conduttrice intervista chi si è macchiato dei crimini di alcuni dei casi di cronaca maggiori degli ultimi anni (dovrei dire decenni), ricostruendo così anche la vicenda ma cercando di far emergere anche il lato umano e più nascosto di chi ha commesso tali atti.

Oltre alla solita questione della morbosità che ci attira verso i fatti di cronaca e che mi rendo conto essere negativa (!) ma la peculiarità di Storie è proprio la conduzione della Leosini, che con un linguaggio aulico e metafore molto particolari rende il tutto un’esperienza multisensoriale, a metà tra l’angoscia per la crudezza delle storie raccontate e l’ironia che generano le battute che infila la Franchina.

Sebbene inizialmente non fossimo in tanti a vedere questo programma (only the brave e i più malati…) nel tempo è diventato una specie di cult soprattutto grazie alla personalità della sua istrionica conduttrice, infatti su facebook è pieno di meme che la ritraggono o di pagine un po’ trash tipo “Uccidere il proprio partner solo per farsi intervistare da Franca Leosini” e via discorrendo.

Se non lo avete mai visto, vi consiglio di vederlo in tv oppure di recuperarlo su Raiplay (vi ho messo il link più su) perché è veramente meritevole e secondo me può essere apprezzato anche da chi non è un grande estimatore della giudiziaria.

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Programmi che creano dipendenza: Un Giorno in Pretura

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Dovete sapere, miei cari, che quando ero ragazzina per circa 5 anni ho creduto che sarei diventata un avvocato penalista. Ora che ho trenta e rotti anni, penso che il mio pensiero derivasse dal fatto di avere vari avvocati in famiglia, tra cui mio nonno e mio zio e che ero una grande appassionata di programmi tv a sfondo legale, come “Perry Mason”, “Ally McBeal” e via discorrendo.

Un giorno però, non ricordo bene chi, sapendo di questo mio interesse verso la professione forense mi consigliò di vedere “Un giorno in Pretura”, il programma di RaiTre ideato proprio per far comprendere alle persone i procedimenti giudiziari. Nato come una striscia che intendeva spiegare più che altro l’andamento delle cause civili, poi si addentrò anche nell’affascinante mondo penale, esattamente come fa ancora adesso.

Così venni a scoprire che i processi che favoleggiavo nella mia testa erano in realtà fatte da persone assolutamente normali – giustamente ma io avevo 15 anni, ero una babbalona – talvolta anche molto semplici e che quindi si abbandonavano ad affermazioni ridicole e spesso involontariamente comiche. Questa cosa ha fatto sì che il programma avesse una fama trash ma in realtà, al netto dei commenti ricchi di pathos della conduttrice, volti a spiegare le varie fasi processuali, è un programma che ti fa davvero comprendere come funziona la giustizia in Italia, chiaramente tra i suoi alti e bassi ed è per questo motivo che continuo a guardarlo tutt’ora.

Come sapete, ho poi deciso di fare un altro lavoro, che poi a volte mi fa confrontare anche con la giurisprudenza e devo dire che, non essendo io un falco nella cronaca giudiziaria, alcune nozioni apprese grazie a UGIP mi hanno aiutato e mi aiutano a non brancolare completamente nel buio.

E voi? Avete mai visto Un giorno in pretura? 

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