5 comportamenti da evitare

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Miei cari,

oggi tornano le mie pseudorubriche dei “cinque” e siccome sono molto infastidita, vi parlerò dei cinque comportamenti da evitare, cioé a dire quelli che mi mandano veramente in bestia.

1 – Parlare a telefono urlando accanto a qualcuno che si sta facendo i fatti suoi. Una delle cose che detesto, quando sono per fatti miei in una sala d’aspetto, in metro e ahimé anche in casa è quando qualcuno arriva ululando al telefono e si mette proprio di fianco a me. Ma io dico, non vedi che sto facendo altro e che presumibilmente voglio stare tranquilla? E soprattutto… ma pensi veramente che i fatti tuoi siano così interessanti da voler essere ascoltati da tutto il resto del mondo?

2 – I comportamenti invadenti. Premetto di essere una persona un po’ chiusa ma comunque quando qualcuno prova a farsi i fatti miei, ergo immediatamente il mio scudo difensivo mentale. Già non amo parlare delle mie cose ma poi quando arriva qualcuno che cerca di tirarmi le parole di bocca (stile “ma dai con me puoi parlare” o anche “puoi confidarti con me, sai che non riferirò nulla a nessuno”) mi arriva davvero il sangue al cervello. Ma è difficile capire che l’invadenza è urticante?

3 – Gli splendidi del web. Siamo chi siamo, nient’altro. So che è facile fare il leone dietro a una tastiera, come si suol dire, però anche se si prova ad essere qualcun’altro, raramente ci si riesce e questa cosa trasuda anche al di la dello schermo, è inutile girarci attorno.

4 – Chi sa tutto per partito preso. E’ universalmente noto che l’onniscienza è impossibile, almeno su questa terra. Quindi, cari miei, non sapete tutto, non sparatevi la posa.

5 – Gli ansiosi. Essendo io già molto ansiosa di mio, cerco sempre di dissimularlo ma naturalmente, se entro in contatto con altra gente ansiosa, di li a buttarmi dalla finestra il passo è breve. Capisco che la vita è difficile e ci mette dinnanzi a tanti problemi ma perché dobbiamo ansieggiarci vicendevolmente? Comprendo anche la volontà di fare mal comune mezzo gaudio e di sfruttare il potere catartico della lamentela che ci fa passare l’ansia… però davvero, NO grazie.

Altro da aggiungere? 

 

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Positive vibes

unicorno

Perché non dovremmo mai scoraggiarci e rinunciare ai nostri sogni.

Siamo tutti unicorni.

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Beauty Cues: Hair care routine estiva

magnifici

I magnifici 7!

Miei cari,

oggi torna l’amata rubrica Beauty Cues in collaborazione col Santo Subito Pier, che nonostante tutto continua a sopportarmi! E’ uno dei pochi al mondo! Tornando a noi, oggi vi parleremo della nostra hair care estiva, dunque dei prodotti utilizzati nella stagione più calda che, ahimé, ci ha abbandonato sempre troppo presto, dato che oramai anche l’Italia ha un clima monsonico. Vi dico subito che all’appello mi manca lo shampoo Klorane per capelli biondi, perché l’ho lasciato a casa al mare ma non è stata una gran perdita… (spoiler alert)!

Iniziamo subito, da sinistra a destra:

  • Maschera Elvive OIio Straordinario.
  • Mask Passion To Day di Erry&G Parrucchieri
  • Lozione Anticrespo Biofficina Toscana
  • Shampoo Elvive Olio Straordinario Rigenerante estate
  • Gelatina all’henné (rosso) di Phitofilos
  • Trattamento schiarente Klorane
  • Spazzola districante Wycon 

Come potete vedere, non c’è balsamo ma ci sono due maschere, perché, avendo io i capelli crespissimi e volendoli lasciare al naturale senza passare piastra o altro, ho pensato che la combo di due maschere mi avrebbe aiutato ad abbatterli un minimo, in modo tale da lasciarli riposare un po’ senza però sembrare appena scappata da un manicomio. Così applicavo una noce di una, sciacquavo e dunque una noce dell’altra e devo dire che mi sono trovata abbastanza bene.

Veniamo ora ai prodotti:

Maschera Elvive Olio Straordinario: Avevo sentito molto parlare di questa maschera e così, quando mia madre l’ha comprata, gliel’ho prontamente scroccata. Si tratta di una maschera nutriente, che promette di donare morbidezza, leggerezza e lucidità ai capelli spenti e secchi. Potete trovare qui l‘inci, che chiaramente non è certo bio e nemmeno un granché. Devo dire che ho trovato effettivamente i miei capelli più luminosi e più facili da pettinare e districare ma comunque se dovessi dire che li vedo più nutriti, ahimé non è così. Non mi sento di scartare questo prodotto, però di certo non fa miracoli. La confezione da 300 ml è stata pagata (in offerta) a 3 euro circa.

Mask Passion To Day di ErryeG Parrucchieri: Maschera nutriente e districante prodotta dal mio amato e magico parrucchiere Erry, che me ne ha fatto omaggio, con mia somma gioia. Promette di combattere il crespo e devo dire che lo fa davvero, anche quando l’ho usata assoluta, ha domato in modo soddisfacente la mia chioma e me ne sono abbastanza stupita perché è una cosa che raramente ho avuto la gioia di provare. L’inci non è bio naturalmente, perciò se siete amanti del green forse non fa troppo per voi. La confezione da 500ml è disponibile, spedizione inclusa a 30 euro oppure, per chi è di Napoli, nel loro salone.

maschera

Shampoo Elvive Olio Straordinario Rigenerante Estate: sempre grazie alla mia cara mamma, ho provato questo shampoo che aveva comprato insieme alla maschera di cui sopra proprio in previsione delle vacanze. Dovrebbe essere un prodotto che protegge i capelli dall’azione malefica di sole, mare, piscina, etc, lasciandoli morbidi e setosi. Ammetto che ha un buon profumo, basta poco prodotto per lavarsi bene tutta la testa, non fa troppa schiuma ed effettivamente lasciava i miei capelli abbastanza morbidi ma da qui a dire che erano “rigenerati” ce ne passa, insomma uno shampoo buono ma come tanti altri, non mi ha esaltato particolarmente, non credo lo ricomprerei ma piuttosto proverei qualcosa di nuovo. La confezione contiene 250 ml di prodotto ed è costata circa 2,70 euro.

shampoo

Shampoo alla camomilla Klorane: Ho acquistato questo shampoo trovandolo in offerta in farmacia (shampoo più minisize del trattamento schiarente a 5,90 euro). Spesso in estate utilizzo shampii alla camomilla per preservare il mio biondo ed evitare che ingallisca. Secondo Klorane, questo shampoo districa e lava dolcemente, lasciando anche ai capelli dei riflessi dorati. Devo dire che lavava bene, con non troppa schiuma, però non lo ho trovato particolarmente districante mentre non so giudicare sul riflesso più chiaro perché nonostante le protezioni, i miei capelli hanno comunque assunto il solito riflesso giallino che prendono col sole, quindi amen. Non ho più l’inci a disposizione avendo gettato via la scatola, non ci sono siliconi e parabeni però non è comunque un prodotto bio.

Trattamento Illuminante e schiarente alla camomilla e miele Klorane: In allegato allo shampoo di cui sopra, c’era questa minisize del trattamento (la full size da 125 ml costa circa 14 euro) senza risciacquo che dovrebbe schiarire progressivamente i capelli. L’ho provato per circa un mese, spruzzandolo sulla mia ricrescitona nel tentativo di sistemarla e ho fallito miseramente. I miei capelli sono un castano medio, forse troppo scuri perché questo trattamento funzionasse, comunque su di me non ho notato alcun imbiondimento, perciò non mi sento di promuoverlo. Forse funziona maggiormente sulle punte che sulle radici e di certo su chi è di base più chiara avrà un effetto più visibile ma dubito fortemente di acquistare la full size.

Per lo styling e per il mare:

Lozione Anticrespo Biofficina Toscana: Pur avendo comprato questa lozione senza grande trasporto, l’ho letteralmente bevuta! Non ho provato molti prodotti ecobio per capelli, convinta come sono che per la mia chioma ci voglia proprio il petrolio appena estratto ma comunque questo siero mi ha veramente impressionata. Lo utilizzavo prima di andare al mare, per ammorbidire i capelli dopo il bagno e anche dopo la doccia e devo dire che in ogni caso combatteva egregiamente il crespo lasciando la mia chioma sensibilmente più morbida. Non solo lo consiglio ma lo ricomprerò sicuramente! Qui trovate l’inci, mentre il prezzo è di circa 9 euro per 100 ml.

Gelatina all’henné Phitofilos: Proprio sotto consiglio di Pier (che ringrazio ancora), ho acquistato questa gelatina perché volevo mantenere il riflesso albicocca che il mio parrucchiere aveva conferito ai miei capelli. Non fatevi ingannare dal nome: non si tratta di  un gel sozzosone che incolla i capelli ma è un prodotto disciplinante che aiuta nello styling, oltre a ravvivare il tono di chi ha i capelli rossi o a conferire un tocco ramato a chi li ha biondi o castani chiari. Ne utilizzavo due piccoli quantitativi (ne basta poco, considerate poi che io ho i capelli piuttosto lunghetti), uno sui capelli umidi per contribuire ad abbattere il crespo e uno sui capelli appena asciutti per disciplinarli e sistemare la piega e devo dire che mi sono trovata benissimo e anche qui sono stata stupita dal fatto che si trattasse di un prodotto ecobio. Esiste anche con henné scuro e biondo e ve lo consiglio, soprattutto se avete i capelli crespi, è veramente valido. Qui l’inci, mentre il prezzo è di circa 9, 80 euro per 150 ml.

Dulcis in fundo, la spazzola districante Wycon (cioè a dire, il pezzotto della Tangle Teezer)

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Quando da Wycon ho trovato in offerta questa spazzolina a 4, 90 euro non potevo certo farmela scappare. Oramai sono la regina delle Tangle Teezer pezzotte, avendo già la spazzola Sibel a casa, però cercavo una spazzolina compatta da portare in spiaggia, in modo da non rovinare la mia. Ma altro che “pezzotto”, questa spazzola funziona una meraviglia, districa bene i capelli senza strapparli proprio come la sua sorella più blasonata, è molto maneggevole grazie all’impugnatura economica e visto anche il prezzo, batte la TT tipo 10 a 1, perciò ve la consiglio moltissimo anche come spazzola da tenere in borsa o da portare in palestra, anche perché io la utilizzo quotidianamente e non solo a capelli bagnati o annodati, mi ci trovo proprio bene.

Abbiamo qualche prodotto in comune? Vi incuriosisce qualcosa? Mi raccomando, andate anche  a fare una capatina da Pier!

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Birthday girl

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Buon compleanno a me!

Ma un bel pezzo di torta a voi, of course!

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Ai miei tempi

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Ai miei tempi, amici cari, le cose erano diverse.

All’inizio di settembre ci si preparava per iniziare nuovamente la scuola. C’erano le versioni di greco non fatte, gli esercizi di matematica  che a me sembravano peggio dei geroglifici, i capitoli di storia dal libro dell’anno precedente da recuperare. La cosa che mi piaceva di più era acquistare articoli di cancelleria; a dirla tutta, mi piacerebbe farlo tutt’ora, anche se purtroppo su supporti cartacei scrivo ogni giorno sempre meno.

Mi piaceva fare incetta di penne e quaderni da Amodio, storica cartoleria di via Port’Alba, dove quando ero alle elementari e alle medie andavo in compagnia di mia sorella, mia zia e i miei cugini, una sorta di rito propiziatorio che ho proseguito poi da sola negli anni della maturità, liceale e più o meno anagrafica.

Ora guardo a DB e so che il tempo volerà e ben presto mi troverò ad accompagnarla a scuola, a cercare di insegnarle a scrivere il suo lungo nome, io che sono negata poi all’insegnamento. La guardo e mi viene in mente che sarebbe bello conseguire anche la laurea specialistica, un bel traguardo per me e forse anche per lei, che se non altro avrebbe una madre più felice. Ma vedremo.

Ai miei tempi era diverso e so che sembra una frase scritta da una persona di ottant’anni, però è così. Me ne rendo conto quando vedo gli adolescenti con le teste chine sugli smartphone, che spesso a tutto pensano fuorché all’importanza di studiare e mi viene la rabbia, perché se ci penso a posteriori, avrei studiato di più anche io.

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Cucina con Rory: sugo light al coccio

Miei cari,

oggi torna l’amata (!!!) rubrica sulla cucina, ovviamente light perché ovviamente sono a dieta. Ci chiediamo tutti quando questi maledetti 3 g e mezzo si decideranno a lasciare questo corpo. La ricetta che vi propongo oggi è quella di un sugo leggero di pesce, nella fattispecie il coccio (anche se potete provare anche con altre tipologie), facile e rapido da realizzare, ideale quando non avete molta voglia di cucinare ma volete comunque mangiare una cosa sana e saporita.

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Ingredienti (per 4 persone)

  • 600 gr. di coccio già pulito
  • 300 gr. di pomodorini datterini
  • un ciuffone di prezzemolo
  • 2 cucchiai di olio
  • 1 spicchio di aglio
  • 1 pizzico di curcuma e 1 di peperoncino (opzionale)

NB: normalmente non salo i sughi di pesce perché appunto il pesce è già salato, tuttavia se vi piacciono le cose sapide potete sempre aggiungerne un pizzico.

Preparazione

  1. Mettete su una bella hit estiva che vi concili con la cucina. Lavate pomodori, prezzemolo e date una sciacquata anche al pesce. Tagliate quindi i pomodorini, in due o a cubetti.
  2. In una padella antiaderente di medie dimensioni, scaldate l’olio con l’aglio che, quando sarà imbiondito, eliminerete. Togliete quindi la padella dal fuoco e dopo qualche minuto, unite i pomodori e aggiungete la curcuma e il peperoncino se ne avete voglia. Girate il tutto e ponete nuovamente sul fuoco per circa 10 minuti.
  3. Trascorso questo tempo, aggiungete il pesce ai pomodori e lasciatelo cuocere un’altra decina di minuti, girandolo di tanto in tanto. Sarà pronto quando la carne diverrà bianca.
  4. Una volta cotto, spegnete il sugo, tirate fuori il coccio e deliscatelo (non vi preoccupate, non è difficile). Unite dunque nuovamente la polpa del pesce ai pomodorini e date ancora cinque minuti di cottura.
  5. Una volta pronto il sugo, aggiungete il prezzemolo tritato grossolanamente e calate gli spaghetti (o le linguine)!

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Fertility day e altre storie

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Miei cari,

avrete tutti letto/visto/ascoltato sulla vicenda del Fertility Day. Non voglio stare qui a dirvi cose già sentite o ovvietà varie, anche perché si tratta di un argomento molto delicato che forse non meriterebbe di stare così a casaccio sulla bocca di tutti.

Quello che vorrei dire è che forse bisognerebbe concentrarsi su qualcos’altro, come il lavoro, che qui manca sempre di più. Un bel Jobday al posto del Fertilityday, dove chi cerca occupazione può entrare in contatto facilmente con enti e aziende e magari presentare il proprio curriculum e le suddette aziende, qualora assumano personale, abbiano agevolazioni e sgravi fiscali. Mi rendo conto che è un’idea magari anche sciocca ma sarebbe un punto di partenza. Personalmente sono una di quelle persone che sono state penalizzate dalla gravidanza al livello lavorativo, anche se credetemi, non mi pento di nulla e sono certa che il futuro mi riserverà molte sorprese (o almeno, illudiamoci che sia così, o non ne si esce fuori), tuttavia credo che molte donne abbiano il timore di mettere su famiglia proprio per questo motivo.

Dunque, al genio che ha ideato questa baracconata, perché così possiamo chiamarla, direi solo che gli stessi soldi potevano essere investiti in maniera molto più fruttuosa.

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