Il complesso del 2 maggio

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Miei cari,

come è andato questo lungo ponte del primo Maggio? A patto che ne abbiate fatto uno, è chiaro, perché se siete sfigati come me e avete fatto 2 giorni di festa vi stringo la mano e vi do una grande pacca sulla spalla.

Questo maggio spero francamente sia foriero di tanto sole, di caldo e magari di un po’ di stress in meno, perché davvero a volte torno a casa che mi sento nemmeno a pezzi, proprio a cubetti piccoli, motivo per cui mi piacerebbe distrarmi un po’, perdermi anche, perché no, allontanarmi comunque dal mio quotidiano o comunque, dalla parte più stressante di esso.

Vi chiedete mai in che direzione sta andando la vostra vita, se è quella giusta, se è quello che volevate /volete veramente fare? Me lo chiedo spessissimo ultimamente e la risposta è sempre no, purtroppo sia al livello personale che quello lavorativo. Sarà depressione primaverile (tipo depressione post parto) o forse influisce il fatto che da quando sono madre non posso più neppure andare in bagno da sola e devo ritagliarmi a fatica spazi per fare tutto, sarà tutto quello che voglio ma comunque non sono molto felice.

Supererà la nostra eroina questa depressione? Mi toccherà prendermi una vacanza dalla mia vita di tipo tre mesi? Dovrò andare in Tibet come Brad Pitt ma senza di lui?

E chi lo sa.

D’altro canto, viviamo in un paese senza governo da praticamente due mesi, senza governo uno perde i propri punti di riferimento, forse è per questo che mi sento così. Vorrei solo che la situazione migliorasse in fretta. Vorrei solo avere la forza d’animo per far migliorare questa situazione.

 

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Come farsi forza quando la fiducia manca – Post di Servizio

Dall’ “Enrico V” di William Shakespeare il discorso sulla battaglia di San Crispino:

ENRICO:
Chi è mai che desidera questo?
Mio cugino Westmoreland?
No, mio caro cugino.
Se è destino che si muoia, siamo già in numero più che sufficiente;
e se viviamo, meno siamo e più grande sarà la nostra parte di gloria.
In nome di Dio, ti prego, non desiderare un solo uomo di più.
Anzi, fai pure proclamare a tutto l’esercito che chi non si sente l’animo di battersi oggi, se ne vada a casa:
gli daremo il lasciapassare e gli metteremo anche in borsa i denari per il viaggio.
Non vorremmo morire in compagnia di alcuno che temesse di esserci compagno nella morte.
Oggi è la festa dei Santi Crispino e Crispiano; colui che sopravviverà quest’oggi e tornerà a casa,
si leverà sulle punte sentendo nominare questo giorno, e si farà più alto, al nome di Crispiano.
Chi vivrà questa giornata e arriverà alla vecchiaia, ogni anno alla vigilia festeggerà dicendo:
“Domani è San Crispino”;
poi farà vedere a tutti le sue cicatrici, e dirà:
“Queste ferite le ho ricevute il giorno di San Crispino”.
Da vecchi si dimentica, e come gli altri, egli dimenticherà tutto il resto, ma ricorderà con grande fierezza le gesta di quel giorno.
Allora i nostri nomi, a lui familiari come parole domestiche – Enrico il re, Bedford ed Exeter, Warwick e Talbot, Salisbury e Gloucester – saranno nei suoi brindisi rammentati e rivivranno questa storia.
Ogni brav’uomo racconterà al figlio, e il giorno di Crispino e Crispiano non passerà mai, da quest’oggi,
fino alla fine del mondo, senza che noi in esso non saremo menzionati; noi pochi.
Noi felici, pochi.
Noi manipolo di fratelli: poiché chi oggi verserà il suo sangue con me sarà mio fratello,
e per quanto umile la sua condizione, sarà da questo giorno elevata,
e tanti gentiluomini ora a letto in patria si sentiranno maledetti per non essersi trovati oggi qui,
e menomati nella loro virilità sentendo parlare chi ha combattuto con noi questo giorno di San Crispino!
C’è qualcosa che fate sempre, un riturale praticamente, quando vi sentite giù di morale e i vostri punti di riferimento sembrano venire a mancare?
Personalmente, rileggo questo famoso breve monologo tratto dall'”Enrico V” di Shakespeare, in cui Enrico spiega al cugino di non desiderare un esercito più numeroso, perché il valore dei suoi uomini è grande e la futura battaglia non lo intimorisce.
Spesso ci sono cose che non vanno bene, grandi o piccole e certo mi rendo conto che a volte non bastano mille dialoghi di Shakespeare per risollevarsi. Però, anche quando qualcosa non va come vorremmo, l’importante secondo me è cercare di trarne un insegnamento giusto, un qualcosa di positivo, non fosse altro che la forza per andare avanti e cercare di fare meglio nel futuro.
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Mascara Lash Paradise L’Oreal – La recensione


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Il suddetto, che potete trovare in profumeria e affini a circa 10 euro

Miei cari,

chi mi conosce lo sa, personalmente amo provare tutte le novità (o quasi), anche se spesso questa cosa mi si ritorce contro, nei termini in cui non sempre mi trovo bene con tutto ciò che provo e quindi devo poi combattere con la voglia di finire un prodotto contro il fatto che non mi piaccia assolutamente.

Così con entusiasmo e il timore di sbagliare solito, mi sono approcciata al nuovo mascara di L’oreal, il tanto favoleggiato Lash Paradise.

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Come potete vedere, ha uno scovolino abbastanza lungo ma non troppo ampio, è nero e piuttosto viscoso. La pubblicità ci dice che è volumizzante, non fa grumi, è nerissimo ed è piacevole da applicare.

Devo dire la verità, avendo io ciglia sfigatissime, ho notato che in effetti è vero che è volumizzante (e anche abbastanza allungante), è bello scuro, non fa grumi pur essendo viscoso ed in effetti bastano un paio di passate per far si che le vostre ciglia siano ben definite, separate e abbiano un bell’aspetto:

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Applicandolo per fortuna non ci si sporca, anzi è effettivamente facile da applicare senza fare pasticci e pur non essendo waterproof dura tutto il giorno senza problemi, anche se fate una vita sbattuta come la sottoscritta. Certo, non allunga le ciglia in modo esponenziale, ha un risultato naturale più che altro ma comunque molto bello.

Conclusione: Un mascara ottimo sotto ogni profilo, considerato il rapporto qualità-prezzo, con una decina di euro vi trovate un mascara che fa il suo lavoro, dura e non è neppure complicato da applicare, motivo per cui vi consiglio di non lasciarvelo scappare!

E voi? Avete mai provato questo mascara?

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Dicevamo? – Piccolo Haul primaverile estemporaneo

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Miei cari,

lo sapete oramai che tanto, anche se scompaio presa da mille cose, di base sono sempre qui tra voi a rompervi.

Oggi apriamo la settimana in bellezza, perché il lunedì ci stressa tutti, con un piccolo-haul primaverile che sembrerà una marchetta alla collezione Anna Glover per H&M ma non lo è perché ho comprato tutto!

Ho fatto qualche acquistuccio primaverile, giusto un paio di cose che mi servivano (me ne servirebbero anche altre ma magari presto arriverà anche un altro haul…!). Ma iniziamo!

Zara: 2 shirt basiche 5 euro l’una (una bianca, una a righe che vedete in foto) e le ballerine in pelle non proprio gialle ma gialle 30 euro. Personalmente compro sempre t-shirt basiche perché le uso tantissimo e ovviamente, costando poco non durano tanto, queste di Zara non sono male, soprattutto sono tra le più cheap in circolazione quindi ci piacciono.

H&M: due fantastici pantaloni della linea di Anna GloverxH&M (uno è questo e l’altro è quello che ha una delle ragazze in una foto pubblicitaria ma che inspiegabilmente non trovo sul sito e costa 19,90 euro). Sono entrambi carini, colorati ma non troppo (!) abbastanza leggeri e adeguati alla bella stagione, tra l’altro sono molto comodi, lavabili in lavatrice e secondo me perfetti anche in un ufficio se abbinati con una delle famose t-shirt basiche.

Tezenis: Ho preso un reggiseno ma vabbè, quelli servono sempre e una tuta nera (22, 90 euro) molto semplice passepartout da indossare con sneakers o con dei sandali quando farà più caldo. A essere sinceri la tuta è mooolto leggera, cioé secondo me è più adatta per l’estate, non la vedo bene con cardigan o altro sopra, quindi aspetterò ancora un po’ per utilizzarla.

E voi? Avete fatto acquisti interessanti? Vi piacciono i miei?

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Cucina con Rory: la brioche rustica di zia Mary

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Miei cari,

oggi torna la gloriosa rubrica #CucinaConRory e per l’occasione vi parlerò di una ricetta che mi ha girato la mia cara amica Mary Tribbiani e che io ho modificato leggermente. Si tratta di una brioche rustica (che all’occorrenza può diventare anche salata) che io ho farcito con dei salumi ma dentro potete metterci ciò che più vi aggrada. Tip per vegani: in questa brioche non c’è burro però c’è il latte, che può essere sostituito con del latte vegetale non dolce, tipo di riso e poi c’è un uovo, che può essere sostituito aggiungendo un altro po’ del già citato latte.

Ingredienti:

550 g di farina (metà 00 e metà manitoba)

250 g di latte tiepido

50 g di olio extravergine di oliva

1 cubetto di lievito di birra

1 cucchiaino di zucchero

1 uovo

1 cucchiaio di sale

1 tuorlo d’uovo + un uovo sbattuto per spennellare (o latte)

Per la farcitura:

100 gr. di provola affumicata o scamorza

100 gr. di prosciutto cotto

100 gr. di salame tipo Napoli

Procedimento

  1. Mettere una bella hit che vi dia energia, perché ci sarà da impastare. Lasciar intiepidire il latte. Metterne due dita in una tazza e sciogliere il lievito con il cucchiaino di zucchero, quindi lasciar riposare. Nel frattempo, mescolare le due farine con il sale.
  2. Aggiungere il lievito misto al latte nella farina, quindi incorporare piano anche il restante latte, l’olio e l’uovo, avendo cura di mischiare per bene.
  3. Una volta esauriti gli ingredienti, iniziate ad impastare energicamente. Se l’impasto vi sembra troppo molle, aggiungete un po’ di farina o se è troppo duro, un altro po’ di latte. Se avete una macchina del pane o una impastatrice, ovviamente potete impastare con quella, altrimenti fate a mano, che secondo me è molto più divertente.
  4. Una volta ottenuta una bella pallotta liscia e omogenea, mettetela in una ampia ciotola col fondo lievemente infarinato, che poi coprirete con della pellicola trasparente e farete lievitare al caldo per circa 2h.
  5. Passate le ore, riprendete velocemente l’impasto su una spianatoia infarinata, quindi stendetelo con un matterello (dovrà essere spesso circa 1 cm). Dividete la sfoglia in tre sezioni con un taglia pasta e quindi farcitele a più non posso, avendo cura di disporre la farcitura sul centro, per poi poter agevolmente chiudere a “salsicciotto” le varie sezioni sigillandole con le dita. Ovviamente potete dare al vostro brioscio la forma che più vi aggrada, compreso fare tante piccole pallette.
  6. Intrecciate le tre sezioni e ponetele su una leccarda foderata di cartaforno. Il treccione, o le briochine, dovranno lievitare per ancora una mezz’ora.
  7. Una volta trascorso questo tempo, spennellate con l’uovo battuto e quindi infornate per circa 35 minuti in forno preriscaldato a 180 gradi.                                                                                                                             Buon appetito!

 

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Dove eravamo rimasti?

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Miei cari,

come è andata la Pasqua?

La mia assenza non troppo lunga è stata dovuta alla classica stanchezza primaverile, dalla voglia di staccarmi un po’ dall’amato-odiato pc e anche dal cambio di linea telefonica (ora sono Telecom!) che ho fatto negli ultimi giorno, giusto per mantenermi viva e attiva.

  • La mia Pasqua è stata molto tranquilla, ovviamente a casa coi parenti e poi a riposare, giusto per essere più carica per la successiva settimana in cui ovviamente ho avuto anche la febbre ma va bene così, come si suol dire “sta girando”.
  • La primavera è giunta a Napoli e con essa anche i giubottini di pelle, le felpine leggere e i colori chiari. Io che già vorrei l’estate sono molto felice, la mia allergia e la mia stanchezza un po’ meno ma siccome odio l’inverno e il freddo con tutte le mie forze, ci teniamo le controindicazioni e amen.
  • Il lavoro prosegue abbastanza impegnativo ma comunque foriero di soddisfazioni. Se continuo così entro il 2300 sarò redattore capo di qualcosa (!) Si scherza perché come sapete, l’importante è lavorare.
  • Mi piacerebbe molto fare un piccolo viaggio, un weekend per staccare un po’ dallo stress cittadino ma ora come ora vedo la cosa moooolto lontana, per tutta una serie di motivi con cui non ho voglia di ammorbarvi. Ma comunque mai dire mai, speriamo bene.
  • Ho fatto qualche piccolo acquisto che vi mostrerò in un post ad hoc, mediamente a tema primavera, diciamo primavera dark e chiaramente non ho mancato di comprare cose di make up.
  • Per carenza di tempo, mi sto spesso allenando a casa. Avete per caso tutorial, app, qualsiasi cosa che mi possano dare un aiuto? Grazie!

E voi? Come sta andando? Aggiornatemi!

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Tipico post di preparazione alla Pasqua

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Miei cari,

la Pasqua sta arrivando anche per noi amanti del r’n’r. Vi state preparando a dovere?

Film da Vedere: Ovviamente Jesus Christ Superstar! Se non lo avete mai visto dovete assolutamente recuperare, è praticamente un must!

Canzoni da ascoltare: Tutte quelle della colonna sonora del film anche se tra le mie preferite (oltre a Superstar) c’è Hosanna.

Snack: ogni Regione d’Italia ha la sua pizza ripiena tradizionale che si prepara in questo periodo. Personalmente – chi segue il blog lo sa – io sono una fanatica del Casatiello da buona napoletana e se volete la mia ricetta personale ed esclusiva la trovate qui.

Luoghi da visitare: parchi (peccato che siamo maledetti dalla pioggia da mesi…) oppure chiese, possibilmente romaniche o comunque artistiche, per voltare il tutto ad esperienza storico-artistica. Se passate per Ravenna non perdetevi la mitica Basilica di Sant’Apollinare in Classe mentre se venite nella mia Napoli dovete obbligatoriamente visitare Santa Chiara.

Da bere: come cocktail da aperitivo, un bel Bloody Mary che con le varie pizze ripiene di cui sopra ci sta a meraviglia oppure, se preferite il vinello, un magico rosso corposo, come ad esempio i Taurasi.

E voi? Vi piace la Pasqua?

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