L’ipocrisia e le altre miserie intellettuali

Una di quelle cose che non capirò mai è l’ipocrisia. Ma mai ma proprio mai-mai-mai-mai. Che bisogno c’è di fingere tutte le sante volte? Non è meglio liberarsi e confessare (come dicevano i Bluvertigo)? Non è preferibile dire quello che si pensa o, quantomeno, stare zitti?

Mi recondo conto che a volte, anzi, facciamo spesso, si deve fare buon viso a cattivo gioco. Ma questo non vuol dire che dobbiamo fare un sorrisino a chi vorremmo buttare in un cassonetto per l’indifferenziata. La gentilezza, il glissare, non sono nemmeno lontamente parenti dell’essere ipocriti.

Ho sempre detestato l’ipocrisia. Quando non sono libera di esprimermi, preferisco il silenzio, piuttosto che raccontare (e raccontarmi) cazzate. Se c’è qualcosa che non va, lo dico immediatamente, anche rischiando di generare un litigio o peggio.

Tempo fa, avevo un’amica molto cara; dico tempo fa perché adesso, purtroppo, non siamo più amiche e non ci vediamo più proprio dall’episodio che sto per raccontarvi. Questa amica era per me come una sorella: abitiamo molto vicine, frequentavamo lo stesso liceo, stavamo praticamente sempre insieme. Per me era veramente importante, insomma. Dopo anni di amicizia con annessi e connessi che questa comporta, lei si fidanzò con una persona che, purtroppo, non mi sopportava. Lei non me lo disse apertamente ma, ad un certo punto, iniziò a declinare tutti i miei inviti ad uscire o a fare qualcosa e così iniziammo a non vederci praticamente più. Io la affrontai, chiedendole il perché di quel cambiamento ma lei non mi rispose nemmeno, mi voltò le spalle.

Venni a sapere il reale motivo di quell’allontamento solo vari mesi dopo, grazie ad un comune amico che mi illuminò: lei non voleva più vedermi perché glielo aveva imposto la sua ragazza. Ci rimasi malissimo. Roba che non ci dormivo la notte. Avevo perso la mia migliore amica senza nemmeno capire come. Forse non si tratta tecnicamente di ipocrisia ma non saprei come altro definirla, visto che non aveva avuto il coraggio di spiegarmi le sue motivazioni.

Mi direte che è facile giudicare col famoso senno di poi ma sono convinta che se me lo avesse detto, avrei reagito molto, molto meglio… almeno me ne sarei fatta una ragione, anziché angustiarmi prima di scoprire tutto per caso, come in una puntata mal sceneggiata di un brutto telefilm americano. Preferisco un NO diretto, una porta in faccia, anche un colpo duro… ma che almeno sia diretto e sincero, senza nascondersi dietro un dito.

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About La Rockeuse

Eh, ce ne sarebbero di belle da dire.
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