Il boss, l’inchiesta, la giornalista aggredita: my 2 cents

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Miei cari,

dopo un’altra lunga assenza causata dal lavoro, of course (siamo in periodo elettorale e dobbiamo seguire TUTTO ed ovviamente ho anche degli arretrati mostruosi), volevo dire la mia, a titolo puramente sportivo, su quello che è successo ultimamente nel mondo dell’informazione napulegno e non.

Il sito fanpage ha fatto un’inchiesta assoldando un ex boss che si occupava di rifiuti, incastrando così due politici, uno di destra e uno di sinistra, Roberto De Luca, che poi è il figlio dell’attuale governatore della Campania. Non mi pronuncio circa le modalità di conduzione dell’inchiesta, a mio modesto avviso non del tutto deontologicamente corrette, né la sulla gravità della scoperta a cui ha condotto, su cui è stato già versato abbastanza inchiostro. Quello di cui volevo parlare è invece dell’aggressione che  a causa di questo ha subito una collega, Gaia Bozza, che è un’amica e che stimo moltissimo.

Gaia è andata ad un incontro elettorale col fratello di De Luca e qui è stata aggredita dalle sue fangirl, che la hanno buttata per aria, in maniera assolutamente gratuita, oltre che violenta. Fanpage può non piacere, l’inchiesta non può piacere, la giornalista può non stare simpatica o si può non condividere come lavora, però la violenza resta sempre e comunque inammissibile. Anche perché non riesco a comprendere perché si debba alzare le mani su una persona che alla fine sta facendo il suo lavoro. E’ un lavoro da scassacazzi, lo so però è un lavoro e come tale va rispettato.

Faccio lo stesso lavoro di Gaia e non posso non pensare che la sua sorte domani, dopodomani potrebbe toccare anche a me, che qualcuno potrebbe darmi una botta in testa così, aggratis. E quindi niente, questo mio piccolo post magari serve a molto poco, però è l’unico modo che conosco per esprimerle la mia solidarietà.

About La Rockeuse

Eh, ce ne sarebbero di belle da dire.
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2 Responses to Il boss, l’inchiesta, la giornalista aggredita: my 2 cents

  1. Pier(ef)fect says:

    Aggredire un giornalista mi è sempre (ok, quasi sempre) sembrato un modo per tarpare le ali della libertà di opinione ed oltre ovviamente l’aggressione fisica, questo è sempre sbagliato.

Dammi amore!

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