La vecchiaia e il peso (per gli altri)

pensieri

Miei cari,

oggi post serio e forse pure un poco pesante ma è domenica e piove… insomma, capitemi. Sostanzialmente, dato ciò che è successo alla zia di mia mamma, mi trovo spesso a pensare quanto spesso gli anziani, a causa degli acciacchi dell’età, inizino a diventare un peso per la propria famiglia.

Spesso genitori, zii e parenti anche più alla lontana ci sono di grande aiuto: ci sostengono quando ne abbiamo bisogno, fornendoci aiuto economico o di diversi tipi e spesso il loro aiuto è davvero insostituibile. Lo vedo ogni giorno con la mia bambina, che viene accudita con amore da nonni e zii e certo, se loro non ci fossero potrei assumere una babysitter o mandarla in un asilo nido ma non sarebbe la stessa cosa. E questo è soltanto un esempio di ciò che le persone che ci sono vicine fanno per noi.

Ma quando una persona smette di essere un aiuto e diventa un peso? Quando la gratitudine per ciò che ci ha dato lascia posto all’indifferenza? Certo, è chiaro che ognuno ha la sua vita, il proprio lavoro, gli interessi e non è giusto sacrificarli in toto, anche perché non è che siamo nati per soffrire, però c’è una grande differenza tra il cercare di adoperarsi per risolvere un problema e l’ignorarlo bellamente.

La zia di mia madre non è mai stata sposata, quindi non ha una famiglia sua. Ha però sempre dato una mano ai suoi nipoti, i figli di sua sorella, rimasta vedova in giovane età. Come ho già raccontato, quando mia sorella ed io eravamo piccole eravamo quasi sempre con lei, che era molto felice di badare a noi quando i nostri genitori non potevano. Adesso è una donna molto diversa dalla dolce zia che vive ancora nei miei ricordi d’infanzia, la zia che mi regalava tazzine di ceramica e pentoline di metallo per farmi giocare. La malattia, il tempo, l’hanno trasformata completamente, portandosi via anche l’affetto che provava per me.

A tratti mi fa rabbia, vorrei  solo sentirmi dire un “grazie” quando passo del tempo con lei, le preparo qualcosa da mangiare o le sistemo i vestiti, ricevendo in cambio spesso soltanto improperi. Poi mi rendo conto che non è lei a parlare ma è la malattia, un qualcosa che io mi auguro di non avere mai, perché mai e poi mai vorrei che mia figlia un giorno si trovasse a provare i sentimenti che provo io adesso.

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About La Rockeuse

Eh, ce ne sarebbero di belle da dire.
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6 Responses to La vecchiaia e il peso (per gli altri)

  1. marymakeup says:

    dai amore e non ci pensare, non saprei quale altro consiglio darti. Sono cose brutte e quando succedono fanno davvero male al cuore, un abbraccio x

  2. Pier(ef)fect says:

    Come hai ben detto è la malattia a parlare ma non è finito l’affetto per te. Purtroppo con l’età e appunto la salute che vacilla emergono altri lati del carattere e sono spesso i più brutti. Ci vuole tanta pazienza e come sai ti sono vicino :*

    • La Rockeuse says:

      Eh lo so e meno male che ci sei tu ❤ comunque credo che tu abbia ragione, nel senso che in certi casi viene fuori la parte peggiore di noi, una parte che c'è sempre stata alla fine ma che magari abbiamo sempre cercato di nascondere.

  3. Adriana says:

    Di recente ho letto un romanzo che mi ha fatto riflettere sulla vecchiaia e la solitudine, si intitola “Mrs Palfrey all’Hotel Claremont”. Parla di una vedova anziana che va a vivere in un hotel perché i suoi familiari non intendono prendersi cura di lei e poi fa amicizia con un giovane aspirante scrittore. Se ti capita te lo consiglio, è un po’ malinconico ma a me è piaciuto.

    • La Rockeuse says:

      Grazie lo comprerò sicuramente! Io soffro tanto questa situazione perché alla fine io sono tra i pochi parenti che se ne occupa, dato che molti, pur avendo beneficiato largamente del suo aiuto, ora fanno orecchie da mercante, che è poi la cosa che mi fa stare male di più.

Dammi amore!

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