Economia, figli e genitori

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Miei cari,

oggi post un po’ veloce per parlarvi di un argomento su cui mi piacerebbe intavolare con voi una discussione, visto che di solito mi *piace sempre quello che viene fuori dopo che ho trattato un argomento qui sul blog.

Stavo chiacchierando con un amico di vecchia data (non facciamo nomi, solo cognomi! In realtà lui è stato avvisato di questo post quindi tutto ok) il quale, dopo un lungo periodo fuori, è stato trasferito nuovamente a Napoli, la sua (nostra) città. Lui è felice di essere tornato non solo perché si riavvicina a famiglia ed amici ma anche perché così può dare un aiuto economico alla madre che si trova in un momento di difficoltà. A sentire questo, un’altra amica che era con noi al bar ha subito detto che era ingiusto aiutare economicamente i propri genitori e che quando si continua a vivere in casa anche se si ha un ingresso/stipendio fisso, è bene serbarlo per se e non per le spese domestiche.

Ebbene, da qui il quesito: Secondo voi, se si ha un lavoro e si vive con i genitori, è giusto contribuire alle spese domestiche o è più giusto che siano sempre i nostri genitori ad occuparsi delle nostre esigenze?

Vi dico la mia: Penso che se la nostra famiglia è in difficoltà, è più che giusto dare una mano, tenendo sempre conto delle proprie possibilità. Se invece c’è una situazione di normalità, ritengo che comunque dare un aiuto anche se piccolo (pagare una bolletta ogni tanto, fare la spesa, oltre naturalmente a provvedere a noi stessi per quelli che sono i nostri acquisti personali.

E’ vero che spesso si lavora, anche in modo fisso ma non si hanno a disposizione budbget molto alti, perciò risulta difficile magari poter pagare un affitto et similia, però potendo non penso sia sbagliato dare un aiuto in casa. Pensate che anni fa, anche quando i nostri genitori erano giovani, soprattutto qui al Sud, quando si iniziava a lavorare i soldi si portavano in casa, spesso si davano alla mamma, proprio per aiutarla nella gestione domestica.

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Eh, ce ne sarebbero di belle da dire.
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21 Responses to Economia, figli e genitori

  1. Adriana says:

    I genitori di solito provvedono a un sacco di spese per i figli fino a una certa età (abiti, giocattoli, scuola etc), da parte dei figli mi sembrerebbe egoista non contribuire alle spese di casa quando si è in grado di farlo.

    • La Rockeuse says:

      Infatti sono d’accordo, anche perché poi ci sono genitori che non vogliono nemmeno, anche se i figli hanno 35 anni e l’indeterminato. Anche se io non condanno chi domanda ai figli di dare una mano, d’altro canto se si vive in casa è giusto contribuire, per dire io da sempre sono abituata a svolgere mansioni domestiche perché anche questo è contribuire!

  2. Io ho ventidue anni e i miei mi stanno pagando l’università. Non hai idea di quanto abbia voglia di trovare un lavoro per gestirmi autonomamente almeno le mie spese..E magari anche le loro, dove ce ne fosse il bisogno.

    • La Rockeuse says:

      Ti capisco molto bene perché anche io quando avevo la tua età (oh beata te!) ricorrevo ai miei genitori per farmi pagare l’università. Al contempo cercavo di fare qualche lavoretto per potermi consentire qualche sfizio per non chiedere niente, anche se loro sono sempre stati abbastanza generosi nei miei confronti. Ti consiglio di cercare qualcosa che puoi abbinare allo studio in modo da non sottrarre molto tempo a questo così da laurearti in tempo!

  3. lpelo2000 says:

    Ma non ci vedo niente di sbagliato ad aiutare i propri genitori in difficoltà. Nel concetto di famiglia rientra anche questo secondo me.

  4. Sai che proprio sabato scorso sono stata ad un matrimonio e il sacerdote ha sottolineato alcuni nuovi articoli del codice civile, tra cui uno che dice… che i figli devono contribuire, secondo le proprie possibilità, e quindi anche economicamente, alla famiglia? Non ricordo le parole esatte, ma il senso era quello. Credo che sia giusto, perché oggi molti ragazzi fino a trent’anni e oltre restano in casa con i genitori, non solo se sono disoccupati, anzi, spesso anche se già lavorano e potrebbero essere perfettamente autonomi; perciò essendo adulti, se c’è una situazione di difficoltà economica, o anche solo ristrettezza, bisogna assumersi le responsabilità e dare una mano, anzi… mettere mano al portafogli! 🙂
    Se i genitori non hanno difficoltà, penso che non serva dar loro dei soldi, ma mi sembra “ovvio” che in ogni caso un giovane adulto che percepisce uno stipendio provveda autonomamente alle spese personali (abbonamenti in palestra, cene fuori, vestiario, carburante dell’auto….).
    E’ vero quello che dici, un tempo, non troppo lontano, i ragazzi che lavoravano davano lo stipendio ai genitori, finché vivevano in famiglia. Però va detto che una volta i ragazzi iniziavano a lavorare presto, quando erano giovanissimi e forse fin troppo immaturi per gestire un seppur piccolo stipendio. In un certo senso era giusto e ragionevole che ci pensassero i genitori ad amministrarlo!
    Però probabilmente era anche una mentalità diversa, di condivisione e di economia familiare. Questo è il mio pensiero! 🙂

    • La Rockeuse says:

      Quello che dici è proprio vero, un tempo le cose erano differenti ed anche il denaro (ed il lavoro) era percepito in un modo completamente diverso, anche se si veniva da una famiglia molto benestante. Dare una mano in casa, secondo le proprie possibilità, anche facendo una spesa alimentare o pagando una bolletta è un qualcosa di fattibilissimo, specie se si ha uno stipendio e sicuramente secondo me non intacca il gruzzolo che un giovane può voler risparmiare magari per l’acquisto di una casa o semplicemente, per tenerlo da parte.

  5. gelsomina calattini says:

    Se la famiglia è in difficolta’ mi sembra giusto aiutare, come hanno fatto i nostri genitori e farebbero ancora . Dopotutto ci sono anche persone che aiutano i genitori non vivendo con loro, quando c’è uno stato di necessita’. Quando lavoravo alle poste un figlio che abitava lontano tutti i mesi inviava un vaglia alla madre che aveva bisogno di questo piccolo aiuto.

    • La Rockeuse says:

      Si infatti proprio stasera dal tabaccaio c’era una signora ucraina che inviava dei soldi a sua madre, ancora risiedente nel suo Paese di origine. Erano 100 euro che per molti sono una barzelletta, per tanti fanno la differenza e anche io, se ce ne fosse il bisogno, non esiterei a dare una mano ai miei genitori così come in passato, quando si sono trovati in ristrettezze, ho cercato di arrangiarmi da sola e di chiedere loro lo stretto indispensabile anche se ero ancora una studentessa e non avevo che lavoretti saltuari.

  6. Pier(ef)fect says:

    Secondo me anche se non si ha un grosso stipendio si può contribuire in casa, anche con poco, con un kilo di pane o pacco di pasta. Non farlo affatto mi sembra particolarmente egoista e non trovo le ragioni per cui non contribuire. Cioè capisco che siamo in un periodo di difficoltà economica specie per i giovani che a stento hanno (abbiamo!) uno stipendio, ma se anche i tuoi genitori fanno fatica ci si aiuta tutti!

    • La Rockeuse says:

      Bravissimo! io dico lo stesso, tante volte io ho cercato di contribuire con un po’ di spesa, cose minime sicuramente ma che comunque mi davano l’impressione di non pesare eccessivamente (anche quando non avevo la nostra cara Creatura). Non dare una mano in senso assoluto (per dire, anche non muovere un dito in casa al livello di menage domestico) è una cosa che non riesco proprio a capire!

  7. francimakeup says:

    Secondo me è giusto contribuire specialmente se i genitori sono in difficoltà. Ci sono poi genitori che non vogliono un aiuto perché preferiscono che i figli mettano i soldi da parte. In famiglia ci si aiuta.

  8. marymakeup says:

    Trovo che sia assolutamente giusto aiutare in casa…anche poco ed in base alle proprie possibilità, ma bisogna aiutare la famiglia. Io ti posso dire che sono rimasta a casa dai miei fino a 27 anni e contribuivo pagando tutte le mie spese, quindi non pesando minimamente sulla mia famiglia che già mi “dava” da mangiare e dormire a 27 anni suonati. Tieni anche presente che io sono uscita di casa per andare a vivere con quello che oggi è mio marito perché anche con un buono stipendio non mi potevo permettere una casa tutta mia (oggi è pure peggio). Ti confermo però che mia madre dava quasi tutti i soldi a sua madre quando viveva con lei e ti posso anche dire che da buona donna del sud, ha dato i soldi a mia nonna ogni mese (un tot per aiutarla) fino al giorno della sua morte, quindi….

    • La Rockeuse says:

      Ti capisco perché anche la mia mamma ha sempre contribuito in casa quando viveva con la sua famiglia, poi quando si è sposata non ne hanno avuto bisogno ma se ce ne fosse stata necessità lei lo avrebbe fatto. A me è capitato di vivere sola in diversi momenti della mia vita anche prima di andare a convivere e devo dire che mi hanno sempre aiutata economicamente, però io sono stata da sempre abituata a dare una mano in casa con le faccende, anche perché come ho scritto anche in altri commenti mi sembra giusto dare una mano ad ogni livello, dunque sia economicamente che svolgendo diverse mansioni. E poi come pulisco io il bagno nessuno :p

  9. jesslan says:

    Secondo me è obbligatorio contribuire alle spese familiari e aiutare a fare qualcosa (lavare, stirare, cucinare…). La mamma è la mamma, non la filippina. E papà non è un bancomat. Io la vedo così.

    • jesslan says:

      Ah aiutare non vuol dire dare tutto in casa eh!

    • La Rockeuse says:

      Bravissima! sicuramente dare una mano non vuol dire per forza dare tutto, anzi, è giustissimo che una persona che lavora tenga il denaro per se, anche perché appunto c’è aiuto e aiuto e per dare una mano si intende anche occuparsi delle mansioni domestiche che poi con quel che costano le colf, è una cosa veramente utile da fare :p

Dammi amore!

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