Quote of the day #26

Wilde

Miei cari,

la frase che vi dedico oggi è dell’indimenticato Oscar Wilde, uno degli autori che preferisco anche se ultimamente viene citato un po’ troppo a sproposito. Questo è uno tra i suoi aforismi che preferisco, perché rispecchia un po’ ciò che penso su quello che accade oggi – e che evidentemente, succedeva anche ieri – rispetto ai libri.
Fateci caso: tutti ne scrivono, anche i personaggi più impensabili ma nessuno li legge, tanto che hanno dovuto anche lanciare la campagna #ioleggoetu, tanto vituperata dai social.

Il discorso è che oramai scrive libri anche chi non ha nulla da dire o ne ha molto poco, come gli Youtuber che scrivono autobiografie a 18 anni (ma che devi raccontare? Del trauma subito all’asilo quando ti fregavano la merenda) o instantbook zeppi di marchette per pubblicizzare questo o quell’altro. E intanto, nessuno legge se non appunto questi libri leggeri e privi di sostanza, che non invitano certo alla lettura gli adolescenti, che se acquistano il volume (???) di Benji e Fede non è detto che vogliano sciropparsi “Guerra e Pace”.

E quindi? Come si fa? Come si può invogliare a leggere un classico della letteratura piuttosto che un libro-spazzatura? Non lo so, miei cari, non lo so. Forse dovremmo rifletterci tutti.

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About La Rockeuse

Eh, ce ne sarebbero di belle da dire.
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8 Responses to Quote of the day #26

  1. francimakeup says:

    Io vorrei avere un po’ più di tempo per leggere

  2. SognidiRnR says:

    Il mondo dei lettori online è esasperante: tutti che leggono le stesse cose, pubblicizzano gli stessi libri, pensano ciò che serve per far sì che le CE gliene regalino altri… Sono rimasti in pochi a parlare di libri in maniera schietta ed indipendente e quei pochi li seguo volentieri! 🙂
    Ormai scrivere un libro è diventato il passo successivo dell’avere successo: se sei famoso DEVI scrivere un libro. Si parte dall’autore e non dalla sostanza della storia. Invece secondo me sarebbe fondamentale un ritorno all’importanza delle parole, mettere al centro dell’attenzione la storia che si ha da raccontare. Capisco anche che ognuno abbia i suoi gusti e non necessariamente si debbano leggere libri come “Guerra e Pace” o “cime tempestose” per essere considerati lettori anche perché abbiamo diversi generi letterari di cui disporre Però almeno cerchiamo di avvicinare le persone alla lettura in maniera onesta! A me sembra che per non far morire l’editoria ci si sia abbassati a pubblicare cose di dubbio gusto per usarli come specchietti per allodole. È abbastanza triste entrare in libreria e vedere facce di youtuber o opinionisti ovunque 😅

    • La Rockeuse says:

      che bella cosa hai scritto, l’importanza delle parole! Anche io mi auguro che in futuro la rotta si invertirà, anche perché questi “libri” scritti da personaggi come youtuber e compagnia cantante non hanno davvero niente da dire. Allora io capisco che in questo modo fai entrare la gente in libreria, proprio fisicamente ma alla fine, pure se ci entra, non è mica detto che comperi un testo classico dopo aver letto uno scemenzaio tipo Benji e Fede, anzi non vedo proprio come le due cose possano essere correlate! E poi oramai non è neppure più vero che i libri costano di più, anzi, ho visto in libreria proprio in questi giorni tantissimi sconti!

      • SognidiRnR says:

        Secondo me non gli interessa più cosa vendono, gli interessa vendere e basta. Quindi quantità e non qualità: a loro basta che le librerie non muoiano poi se grazie a un classico o un giallo o peggio un libro di poesie di uno youtuber non importa, importante è sopravvivere. Anche perché come dici tu,Chi legge Benji e Fede sono sicurissima che non comprerà un libro di Pirandello una volta in negozio ma solo il libro del suo “idolo” del momento.
        Per quanto riguarda i prezzi io qualche volta mi trovo a storcere il naso: le nuove uscite spesso costano tra i 18 e i 22 euro, Però è anche vero che le offerte non mancano e tra raccolte punti, sconti e 2×1 riusciamo a continuare a leggere lo stesso 😉

      • La Rockeuse says:

        Si questo è vero, le nuove uscite sono sempre più care e sicuramente più care rispetto a qualche anno fa però concordo con ciò che dici, riflettendoci loro vogliono salvare le librerie in senso stretto, non salvare la letteratura, missione in cui forse potrebbe solo la scuola e l’educazione che riceviamo/ricevono in casa ma che al giorno d’oggi è sempre più un punto interrogativo ahimé. Per dire, io vedo anche tra le persone a me vicine con figli più grandi della mia che non comprano mai loro un libro o un giornalino, manco per sbaglio :/

      • SognidiRnR says:

        Nel tempo ho notato che anche chi si professa “non amante della lettura” alla fine se ben incuriosito o consigliato finisce per apprezzare la compagnia di un buon libro. Ovviamente non dobbiamo per forza avere tutti l’hobby della lettura o divorare più di 50 libri l’anno però è necessario essere educati alla buona lettura e non sentirsi obbligati. Io ho visto regalare a ragazzine libri in versione teenager di 50 sfumature di grigio quando magari un buon romanzo avrebbe incuriosito lo stesso la ragazza e le avrebbe lasciato sicuramente un bagaglio culturale differente. I bambini andrebbero incuriositi invece non si regalano più i fumetti di topolino o libri per ragazzi. La scuola “ammazza” la curiosità di saperne di più e i genitori mi sembrano abbastanza indifferenti alla cosa… Per me sbagliamo tattica!

      • La Rockeuse says:

        Eh su questo hai ragione. Indubbiamente la scuola ti fa detestare capolavori come I promessi Sposi ad esempio, libro che ho riscoperto per fortuna all’università grazie all’approccio totalmente differente che aveva con esso il mio prof di critica letteraria. Ecco, forse è l’approccio che è sbagliato? oltre al fatto che ho visto anche io regalare libri stronzata alle teenager, quando ci sarebbe stato meglio tanto altro, anche perché poi loro si abituano a leggere questo scemenzaio tanto da scegliere solo quello piuttosto che un altro tipo di libro!

Dammi amore!

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