Ma a noi, veramente, che importa?

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Miei cari,

dopo questo lungo ponte in cui ho lavorato parecchio ma di cui poi vi parlerò, alla luce di diverse cose che ho visto, anche se non mi sono successe direttamente, mi è rimasto un dubbio: perché diamo tanta importanza a ciò che fanno gli altri?

E’ successo che sul solito social network blu, una mia amica si lamentasse del fatto che alcune persone che in modo manifesto non la sopportano, continuano a tenerla tra i propri contatti. Probabilmente sarà successo qualcosa di molto simile anche a voi, perché capita poi un po’ a tutti di avere tra i contatti qualcuno che non sopportiamo che però è lì perché è un collega-amico di vecchia data-amico di amici o verosimilmente, perché è qualcuno che in qualche modo ci serve e che quindi conviene tenerci buono. Il più delle volte ci conviviamo pacificamente, interagendoci il minimo indispensabile, anche perché in fin dei conti, i social non sono la vita reale, quindi non è che se sei mio amico su facebook significa che nella vita stiamo tazza e cucchiara.

Poiché la vita procede ad intrecci, come c’è chi ci ignora c’è anche chi, vuoi per noia, vuoi per curiosità o addirittura malignità, durante la sua giornata dedica ampio spazio a spiare – o lurkare – i profili altrui nella speranza di carpirne qualcosa – qualsiasi cosa- che serva a fargli fare quattro risate sul momento, giusto per perdere un po’ di tempo o all’occorrenza, a fornire elementi denigratori verso questa o quell’altra persona. Anche qui, sarà capitato un po’ a tutti di scoprire che alcune persone conoscevano presunti e fantasiosi dettagli delle vostre vite derivati da post di Facebook, foto di Instagram, Retweet su Twitter, varie ed eventuali.

Personalmente, ho sempre trovato questa forma di intrattenimento, se così possiamo chiamarla, molto noiosa, sebbene nella società odierna fornisca non pochi spunti da un punto di vista sociologico. Che cosa spinge una persona sana di mente a passare ore sui profili social di tizio o caio, cercando di individuare chissà quale verità rivelata o mistero irrisolto tramite un link condiviso un po’ a casaccio, la foto di un cesto di frutta o di un quadro del Masaccio? Qualsiasi sia il problema con essa, non sarebbe meglio affrontarla direttamente, senza perdere tempo dietro a queste cose?

Anni fa, un ragazzo che avevo frequentato per un certo periodo mi rivelò che in seguito alla nostra rottura, una sua amica riprendeva tutto ciò che pubblicavo sul mio profilo Facebook o qui sul blog per denigrarlo insieme a lui, poiché sosteneva che così avrebbe reso “più lieve” la nostra rottura. Quando invece ero nei primi mesi della gravidanza e lo avevo detto solo a poche persone, una mia ex collega che aveva notato la mia panzella incontrandomi per strada, iniziò a dire a destra e a manca che ero incinta, ovviamente senza minimamente peritarsi di farmi gli auguri, non so, oppure chiedermi conferma del fatto. Confesso che inizialmente queste cose mi avevano anche ferita, soprattutto nel secondo caso, perché non comprendo cosa ci sia di così criminoso in una gravidanza ma poi, superata la perplessità iniziale, decisi in entrambi i casi di non intervenire in nessuna maniera, d’altronde se una persona ha una esistenza così vuota da doverla riempire con ciò che accade in quella altrui, non è certo un mio problema.

In conclusione, mi chiedo e vi chiedo cosa ne pensate della cosa, se vi è mai capitato di affrontare una situazione del genere ma soprattutto vi invito a riflettere su due cose:

1 – Il coraggio: Qualcuno vi ha fatto un torto? Diteglielo. Non avete compreso un suo comportamento? Non vi nascondete, fatevi avanti e parlategliene, potreste scoprire che le cose sono diverse da quelle che sembrano e che magari, sono molto più semplici di come appaiono.

2 – Vivi e lascia vivere: Ma è veramente interessante la vita di una persona che conosciamo poco, con cui nemmeno ci andremmo a prendere un caffè? Il fatto che sia esecrabile o filogrillina ci toglie davvero qualcosa dalla tasca? Disprezzare può andar bene ma vale davvero la pena di rompere il tasto f5 per essere il primo a rivolgere uno sguardo carico di odio alla prossima scemenza che condividerà? Che senso ha tutto questo?

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About La Rockeuse

Eh, ce ne sarebbero di belle da dire.
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2 Responses to Ma a noi, veramente, che importa?

  1. Ginni says:

    Nessuno!!!! molta gente non ha veramente niente da fare e quindi sta su facebook a sparlare perché dire una cosa in faccia a qualcuno richiede attributi che non tutti hanno. Pure l’amica del tuo ex avrebbe potuto affrontarti e dirti che eri stata stronza a lasciarlo ma era più facile criticarti perché poi quando affronti qualcuno a volte scopri cose che ignoravi e che lo rendono meno stronzo di quello che credevi e questo manda in confusione, meglio nascondersi e criticare da dietro un cellulare…

    • La Rockeuse says:

      A parte che effettivamente non ricordo se ci eravamo lasciati di comunque accordo o era effettivamente stata colpa mia, mi trovi abbastanza d’accordo, nel senso che è più impegnativo anche ascoltare la campana delle altre persone rispetto al giudicarle e basta, che è sempre la vita più semplice. Ma ripeto, perché poi? Che importa?

Dammi amore!

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