I’d rather be dead (or out of my head)

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Quando ero veramente giovane, tipo al liceo, credevo che la cosa più complicata che la vita mi avesse piazzato davanti fossero le versioni di greco. Probabilmente, per l’epoca, avevo ragione. Più tardi, all’università, credetti invece che fossero i migliaia di esami da affrontare la problematica maggiore della mia esistenza; in effetti, anche li avevo ragione, prima di tutto perché era l’epoca in cui esistevano solo gli esami da 4 crediti, per cui ogni corso di laurea contava una cosa come 42 esami soltanto per la triennale, di cui la maggior parte rimasti immutati come volume rispetto a quelli che di crediti ne valevano 12, inoltre si presuppone che il conseguimento della laurea sia lo scopo primario di ogni studente universitario a tempo pieno, dunque anche qui tutto normale.

Ancora, quando dovevo sostenere l’esame per abilitarmi alla professione giornalistica, credevo che quella fosse l’ultima enorme difficoltà dinnanzi a cui la beffarda vita mi poneva e per un po’ è stato così, perché poche cose al mondo mi danno ansia come il dover affrontare un esame. Anni dopo, quando sono rimasta incinta, ho finalmente capito la verità: la difficoltà più grande che la vita ci pone davanti è la vita stessa. In ogni momento, in ogni età, per ogni aspetto della nostra esistenza, saremo chiamati a fronteggiare dei problemi, piccoli o grandi che siano, in cui spesso saremo soli, nel senso che dovremo fare appello esclusivamente alle nostre forze per superare il tutto.

Ci sono volte però in cui la forza di lottare viene meno, perché i problemi sono pesanti e c’è chi si sente soffocare pressato da questa morsa e dunque fatica ad uscirne. La mia amica Carmen che è un angelo mi dice sempre che il Signore non ci mette mai difronte ad avversità che non riusciremmo a superare, quindi in soldoni si tratta solo di trovare dentro di noi – o con qualche aiuto esterno – la famosa chiave di volta attorno cui ruota il nostro problema e quindi provare a risolverlo. Per un certo periodo di tempo è stato così anche per me, forse ora le cose sono cambiate perché sono io a vedere un po’ tutto nero ma forse è comprensibile, dato che sono messa a dura prova sotto diversi ambiti della mia vita e quindi devo solo trovare la forza di stringere i denti e di andare avanti in un modo o nell’altro.

I’d rather be high
I’d rather be flying
I’d rather be dead
Or out of my head
Than training these guns on the men in the sand

David Bowie – I’d rather be high

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About La Rockeuse

Eh, ce ne sarebbero di belle da dire.
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4 Responses to I’d rather be dead (or out of my head)

  1. Pier(ef)fect says:

    È una riflessione bella e giusta. Ci poniamo tanti limiti, ma poi non ci rendiamo conto di quanti ne superiamo giorno dopo giorno!

  2. jesslan says:

    Non scoraggiarti! Anche i momenti brutti passano, a volte sembrano non passare mai e spesso la ferita rimarrà sempre, ma si supera tutto. Ti abbraccio forte 💙

Dammi amore!

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