Beppe Severgnini was right

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Miei cari,

oggi breve post nato dalla lettura di questo pezzo tratto dal blog di Beppe Severgnini, giornalista nota firma del Corriere (e non solo), che agli inizi della mia carriera adoravo letteralmente, anzi è stato anche grazie a lui che ho deciso di diventare una giornalista. Nel post, BSev cerca di differenziare blogger e giornalisti, in un mondo che li accomuna sempre di più, soprattutto a causa della scarsa professionalità di chi adesso si fregia del titolo di “giornalista”.

Severgnini dice che giustamente sono finiti i tempi in cui un giornalista era imparziale e parlava di un qualcosa seguendo il criterio di obiettività; questo succede perché oramai questo lavoro è sempre meno libero di un tempo, tocca obbedire ad un padrone – quando tutto va bene – e giocare alle sue regole. Ancor più spesso, tocca buttarsi a fare di tutto, perché la concorrenza è tanta e spietata e chi ti commissiona un lavoro guarda sempre meno alla professionalità e sempre più a quanto meno potrà retribuire chi se ne dovrà occupare. E’ risaputo invece che i blogger spesso non sono imparziali, perché vengono retribuiti dalle aziende o viene dato loro un prodotto a patto che ne parlino bene; fateci caso, oramai sono sempre meno le ditte che inviano qualcosa chiedendo di esprimere il proprio parere, positivo o negativo che sia. La differenza è che appunto, chi legge sa che un blogger non è imparziale, mentre crede che un giornalista dovrebbe esserlo, quando spesso non è così.

Come sapete, sono sia blogger che giornalista, in queste cose sono dentro fino al collo e non posso che essere d’accordo con Severgnini. Mi vergogno a dirlo ma oramai essere obiettivi, sinceri, è sempre più difficile. Se non attacchi il ciuccio dove vuole il padrone, poi rischi di non lavorare più. Nella mia vita lavorativa mi è capitato davvero di tutto e anche qui, chi mi legge o conosce da tempo lo sa, tra licenziamenti perché ero malata (in realtà incinta ma va bene) a clienti pessimi pagatori o da cui ancora attendo pagamenti (sigh), centinaia di curriculum inviati e mai letti, varie ed eventuali.

Il vero problema è che non se ne vede una fine. Continuo a studiare, a documentarmi, a specializzarmi… ma poi che cosa succederà? I blogger soppianteranno veramente i giornalisti, perché tanto oramai per fare questo mestiere non serve alcuna competenza, alcun costosissimo master e soprattutto, perché tanto, marchetta per marchetta, fa più simpatia un bloggher che un anonimo giornalista?

Altro da aggiungere?

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Eh, ce ne sarebbero di belle da dire.
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10 Responses to Beppe Severgnini was right

  1. finzioniweb says:

    Non credo che sia una novità. Ambrose Bierce, nel suo dizionario del diavolo: “Sicofante: Chi si accosta al Potente prostrato a terra così da non ricevere l’ordine di voltarsi ed essere preso a calci. Talvolta è il direttore di un giornale” 🙂

Dammi amore!

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