Racconto generico delle vacanze Natalizie

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Buon anno nuovo miei cari!

Come sta andando questo inizio? Anche se le vacanze non sono ancora ufficialmente finite, volevo raccontarvi un po’ come ho trascorso le ultime giornate di festa (e non), se avrete voglia e pazienza di leggermi.

Nel complesso, le cose non sono andate troppo male, sebbene, grazie al cinismo raggiunto con gli anni da me trascorsi qui sulla terra, ho imparato a non avere più grosse aspettative praticamente su niente, così da non rimanere più delusa. E’ stato per me il secondo Natale diverso dal solito, anzi la seconda vigilia, perché l’ho trascorsa con il mio piccolo nuovo nucleo familiare e non col solito sgarrupo di parenti della famiglia di mia madre. Per quel che ho visto, sia il trascorrere le feste in modo più tranquillo e raccolto, sia il farlo in modo più caciarone e movimentato hanno rispettivamente lati positivi e negativi, forse è difficile dire che cosa si preferisce, o meglio, forse tendiamo a preferire una cosa o l’altra in base ai diversi momenti della nostra esistenza, ad ogni modo io li apprezzo entrambi, soprattutto se si passano in armonia con gli altri o quanto meno, in serenità.

Naturalmente, mi sono successe delle cose assurde. Ad esempio, nonostante il fatto che per la prima volta io abbia preparato e fritto le zeppoline in più di una occasione (anzi, se volete la ricetta fatemi sapere che sono ottime), praticamente ne ho mangiate solo due di numero, perché la prima volta non ne avevo voglia e non le ho assaggiate, la seconda erano per una cena e sono state letteralmente divorate dagli ospiti, la terza sono state aggredite da due amiche di mia mamma, una delle quali ha pure chiesto una doggy bag perché giustamente le voleva far assaggiare al consorte, lamentandosi poi di avere il colesterolo alle stelle, i trigliceridi su Marte e il caglio che le scorreva nelle vene in loco del sangue. Per non parlare del fatto che quei morti di fame dei miei parenti per parte di madre si sono pappati ben due teglie di baccalà alla livornese, senza contare che sempre la perfida genitrice, volendo friggere gli struffoli – come non faceva più oramai dal 1997, ndr – ha impuzzolentito di fritto tutta la casa sino alla settima generazione. Per chiudere il cerchio, durante il classico dj set di Capodanno, il mio computer si è rifiutato di funzionare (bah), impedendomi così di allietare gli avventori del Blue Lips Bar (ex Slovenly) con la mia favolosa musica.

Ma piccole sfighe a parte, non mi posso lamentare. Babbo Natale è stato con me molto generoso, mi ha donato moltissimo amore che è la cosa più importante e anche diverse cose più materiali che mi servivano ma soprattutto la consapevolezza che la vita è ricca di momenti brutti ma anche molto belli, basta cercarli sempre senza perdere la speranza e farci avvilire da quanto di negativo ci accade.

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Eh, ce ne sarebbero di belle da dire.
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4 Responses to Racconto generico delle vacanze Natalizie

  1. Pier(ef)fect says:

    Devo venire a Napoli a mangiare le zeppole *-*

  2. Zeppulelle. Il nettare degli dei.

Dammi amore!

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