Referendum: un po’ di chiarezza

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Miei cari,

oggi volevo utilizzare questo mio spazio per parlare di un argomento di attualità, come ahimè non faccio da un po’ di tempo. Naturalmente parlo del Referendum Costituzionale del prossimo 4 dicembre, che oramai monopolizza i quotidiani, i talk in tv e anche i social network come ci siamo ampiamente accorti. La carne a cuocere a riguardo è molta, infatti il referendum interessa la soppressione del Cnel, il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi del funzionamento delle istituzioni e la riforma del Titolo V della parte II della Costituzione. Gli approfondimenti a riguardo non mancano dentro e fuori dal web – e vi consiglio di dare un’occhiata prima di andare a votare! – ed io nel mio piccolo vorrei affrontare seppur in breve la riforma del Titolo V, che seguo oramai dai tempi dell’università, prima per motivi di studio e poi per ragioni lavorative.

Il Titolo V è inerente al rapporto tra Stato e Regioni; nel 2001, ne fu approvata una riforma, in base alla quale le Regioni assumevano un maggior potere legislativo rispetto anche ad argomenti di interesse nazionale, come i trasporti, l’energia e la scuola. Purtroppo, però, questo ha portato all’incrociarsi delle competenze esclusive delle Regioni con quelle concorrenti con lo Stato, che ha portato a numerosi contenziosi portati poi dinnanzi alla Corte Costituzionale. Molte sono le Regioni che hanno affrontato difficoltà soprattutto economiche, sfociate poi in numerose inchieste sulle spese eccessive da esse sostenute.

Con l’approvazione del referendum, tornerebbero ad essere competenza esclusiva dello stato i già citati trasporti, l’energia e l’istruzione e scomparirebbero le competenze concorrenti e così l’empasse ad esse collegate, che darebbero maggior respiro alla Corte Costituzionale. L’intento è insomma quello di riequilibrare il rapporto tra Stato-Regioni, rendendo più chiara la relazione tra centro e autonomie nonché le rispettive competenze. Certo, fondamentale sarà il lavoro della classe dirigente per rendere funzionale dal punto di vista pratico quest’innovazione ma di certo, il risultato del referendum sarà decisivo.

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Eh, ce ne sarebbero di belle da dire.
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6 Responses to Referendum: un po’ di chiarezza

  1. silvia says:

    grazie mille per il tuo articolo 😉
    avrei voluto tanto votare ma non so se cela faccio purtroppo questo venerdì dovrò fare il cambio di residenza in vista della nascita del piccoletto e non so se riuscirò a recuperare la scheda per l’elezione:( speriamo di si, ma stando a Roma è tutto più complicato magari la devo andare a prendere dall’altra parte del mondo e ora come ora nn cela posso fare…stiamo a vedere.
    un abbraccio

    • La Rockeuse says:

      Eh purtroppo so bene quanto sia complicato il cambio di residenza! vedi che ti dicono stesso al comune, magari è semplice, io purtroppo non riuscii ad andare a votare perché non sapevano dove fosse la mia scheda… ma Napoli è un casino 😦

    • jesslan says:

      @silvia: le liste degli elettori sono state chiuse il 15 di ottobre quindi tu devi votare nel seggio al quale appartenevi entro quella data. Ho esattamente il tuo stesso problema perché dopo un mese dalla mia richiesta hanno ha consentito oggi stesso al mio cambiamento di residenza ma anche la signora al telefono mi ha specificato che io voterò nel seggio del paese da cui provengo… ma considerato che sono presidente di quel seggio non avevo il minimo dubbio in merito.
      Quanto al cosa votare al referendum, ho sentite talmente tante cose, sia sul si sia sul no che ho solo confusione e non ho idea di cosa votare

      • silvia says:

        Grazie mille x il consiglio ho richiesto il cambio residenza e in circoscrizione mi.hanno confermato quello che tu mi.dici…..sul voto ho un pochino di confusione 😥

      • La Rockeuse says:

        alla fine siete state a votare? comunque il fatto dei seggi è un casino, io alle comunali di quest’anno sono letteralmente impazzita!

Dammi amore!

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