Un momento solo mio

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Miei cari,

rivedendo delle vecchie foto qualche giorno fa, quelle scattate quando è nata la mia DB, ho avuto un piccolo momento Amarcord. Certo, direte voi, è un po’ presto per farsi prendere dalla nostalgia dato che la creatura ha appena dieci mesi, eppure appena mi capita sott’occhio qualche vecchia immagine scatta subito il momento “oooh” con annesso occhietto lucido.

Personalmente, pur non essendo una cima al livello tecnologico – sono giorni che cerco disperatamente di capire come eliminare un virus al mio pendrive – sono molto affascinata da questo mondo, diciamo pure che cerco sempre di cimentarmici e smanettare un po’, anche se non sempre con esiti positivi. Col computer ci lavoro e per questo motivo non amo starci attaccata troppe ore, anche se da quando sono diventata mamma, è diventato praticamente un lusso. Dal mio telefono, pardon smartphone, invece fatico a separarmi semplicemente perché contiene un po’ tutto il mio mondo e anche nei momenti in cui ho una mano impegnata dalla creatura, con l’altra riesco sempre a cercare qualcosa che mi serve su google, a fare una telefonata, a mandare una mail, tant’è che quando da segni di cedimento mi viene quasi un coccolone.

Sembrerà banale, però a fronte di questo so bene che ci sono momenti in cui non c’è video, foto, messaggio che tenga, bisogna afferrare l’attimo e viverlo per quel che è, immortalandolo unicamente nella nostra memoria. Certo, così sarà un ricordo esclusivamente nostro, non tangibile o mostrabile ad altri ma volete mettere l’emozione di chiudere gli occhi e pensare a un determinato evento, rivivendo quelle immagini un po’ offuscate, che hanno sede soltanto nel nostro cuore.

E’ per questo che la prima volta che ho visto DB non ho voluto fare alcuna fotografia. Era un momento così speciale, così bello da lasciarlo irripetibile così come si è presentato, senza tentare di eternarlo in una fotografia che mai avrebbe reso ai posteri le emozioni che io ho provato. Era un momento bellissimo e triste allo stesso tempo: con me non c’era il suo papà ma solo mia madre, che era l’unica a cui era consentito rimanere in ospedale, anche perché io ero mezza immobilizzata tra flebo, drenaggi e cateteri vari (sic) e muovevo agevolmente soltanto un braccio, quindi non ho potuto neppure prenderla con me e stringerla. Fu mia madre ad avvicinarmela, io le diedi un bacino, era microscopica, piena di capelli nerissimi e con un nasone grande grande; ero talmente stordita da non essere riuscita neppure a piangere. Serberò sempre nella mia memoria quel momento eppure sono certa che se non ve lo avessi descritto ma mi fossi limitata a postare qui un’immagine, non sarebbe stata la stessa cosa.

Quando ho visto il nuovo corto realizzato da Giuseppe Capotondi per Wind, ho ripensato subito a quello che mi è successo quando ho partorito. Mi sono sentita come l’adolescente protagonista del filmato che, nonostante passi tutta la giornata attaccata allo smartphone, durante il saggio di danza della sua sorellina decide di metterlo da parte per godersi il momento.

Insomma, vale veramente la pena, talvolta, di mettere via ogni device elettronico e di lasciare tutto soltanto ai nostri occhi.

E voi? Che ne pensate? Immortalate tutto o lasciate dei momenti solo per voi?

Buzzoole

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About La Rockeuse

Eh, ce ne sarebbero di belle da dire.
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4 Responses to Un momento solo mio

  1. Post molto interessante, come sempre.

    Ti dico la mia.

    Personalmente sono ossessionato dal ricordare, dall’immortalare, dal ricordare in maniera più efficace di quanto il mio cervello possa fare (e la mia memoria, ahimè, non è buona). Per anni ho tenuto un diario giornaliero, perchè volevo memorizzare tutto, mettere tutto nero su bianco…e persino questo non basta: quando rileggo quei diari mi ritornano alla mente tutti i dettagli di ciò che ho descritto, ma mi rendo conto che per ciascun evento che ho annotato ce ne sono tre che sono andati perduti. Forse è perchè ho paura dell’oblio, forse è una paura intrinseca della solitudine associata al non avere più un passato, non so: il fatto è che, se potessi, registrerei ogni singolo evento della mia vita, ogni dettaglio, bello o brutto che sia, in maniera da poter andare di nuovo indietro con la mente e fare tesoro in maniera più efficiente delle esperienze.

    …Però sono d’accordo con te sul fatto che talvolta sia necessario spegnere le fotocamere, fermare la penna che verga la cronistoria della nostra vita, e “vivere”, assaporando con tutti e cinque i sensi il momento che stiamo esperendo. Un esempio, apparentemente banale ma che sublima appieno questa attitudine: ho quasi completamente smesso di fare fotografie nei musei. A parte qualche opera maggiore, per mostrare al mondo che hey, guardate dove sono!, quando sono nei musei mi immergo completamente nelle opere, non perdo tempo a cercare l’angolazione migliore, combattere contro l’illuminazione, aspettare che la gente si tolga davanti, no. Entro nell’opera. La guardo da tutti i punti di vista, da lontano e da vicino, osservo le pennellate, cerco di notare i dettagli più piccoli, mi chiedo perchè l’artista abbia raffigurato il tal soggetto così invece che cosà, provo finanche ad immaginarlo all’opera, nel suo tempo, nel suo laboratorio, provo insomma a divenire tutt’uno con l’opera stessa. Non serve tecnologia per questo. Non serve ricordare, non ha senso. Se si vuole rinfrescare la propria memoria, si torna al museo, che fa sempre bene.

    La Fotografia è un’istantanea di un momento, estratto dallo scorrere della vita proiettato all’infinito nella sua immobilità. È un fantastico mezzo per ricordare, sì…ma non ritrae le emozioni. Ne comunica di nuove, sì, quindi è fondamentale per arricchire la propria memoria dell’istante, ma la chiave è proprio quella: la foto “arricchisce”, ma il momento va in primis “vissuto”.

    Un bacino alla piccina 🙂

  2. Franci says:

    Che bel momento, molto commovente. Non posso che darti ragione, alle volte si sconfina dell’esagerazione e anche nell’inutilità. Quando non c’erano i telefoni con le fotocamere non si aveva questa frenesia di fotografare praticamente tutto, la macchinetta fotografica si riservava solo ai giorni importanti… adesso invece si fanno tante fotografie anche inutili… per carità io sono la prima, ma soffermandomi a pensare è così!

    • La Rockeuse says:

      E’ vero, anche io sono tra quelli che son sempre lì a fotografare tutto, che poi se ci pensi, siccome le foto non si stampano più, si perdono anche molto più facilmente!

  3. francimakeup says:

    Io invece vorrei fotografare di più ma proprio non mi viene, infatti sono quasi sempre dall’ altra parte dell’ obbiettivo protagonista delle foto insieme alle bimbe. In definitiva ho tante foto scattate dagli altri e mi piace riguardarle, lo adoro. Mi spiace perché per questa mia mancanza le bimbe non hanno tante foto con il papà dovrò rimediare.

Dammi amore!

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