Ai miei tempi

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Ai miei tempi, amici cari, le cose erano diverse.

All’inizio di settembre ci si preparava per iniziare nuovamente la scuola. C’erano le versioni di greco non fatte, gli esercizi di matematica  che a me sembravano peggio dei geroglifici, i capitoli di storia dal libro dell’anno precedente da recuperare. La cosa che mi piaceva di più era acquistare articoli di cancelleria; a dirla tutta, mi piacerebbe farlo tutt’ora, anche se purtroppo su supporti cartacei scrivo ogni giorno sempre meno.

Mi piaceva fare incetta di penne e quaderni da Amodio, storica cartoleria di via Port’Alba, dove quando ero alle elementari e alle medie andavo in compagnia di mia sorella, mia zia e i miei cugini, una sorta di rito propiziatorio che ho proseguito poi da sola negli anni della maturità, liceale e più o meno anagrafica.

Ora guardo a DB e so che il tempo volerà e ben presto mi troverò ad accompagnarla a scuola, a cercare di insegnarle a scrivere il suo lungo nome, io che sono negata poi all’insegnamento. La guardo e mi viene in mente che sarebbe bello conseguire anche la laurea specialistica, un bel traguardo per me e forse anche per lei, che se non altro avrebbe una madre più felice. Ma vedremo.

Ai miei tempi era diverso e so che sembra una frase scritta da una persona di ottant’anni, però è così. Me ne rendo conto quando vedo gli adolescenti con le teste chine sugli smartphone, che spesso a tutto pensano fuorché all’importanza di studiare e mi viene la rabbia, perché se ci penso a posteriori, avrei studiato di più anche io.

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About La Rockeuse

Eh, ce ne sarebbero di belle da dire.
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6 Responses to Ai miei tempi

  1. M.Elly says:

    tornassi indietro apprezzerei tutto di più. studierei di più, con la voglia e la passione che ci ho messo all’università. E i libri consigliati, quelli si che li leggerei, anzichè ribellarmi al sistema rifiutandomi di leggere qualcosa di imposto e scaricando il riassunto da internet.
    E che si lamentino poco i genitori di oggi dei compiti che hanno i figli: vorrei ricordare loro come ne eravamo sommersi noi, ma erano cazzi se arrivavi a settembre con la mole portata dietro da giugno.
    E per me lo erano a bestia, dalle elementari al liceo, cazzi super amari.

    • La Rockeuse says:

      Anche i miei erano molto severi e francamente per me facevano benissimo, nel senso che i problemi nascono spesso proprio perché al giorno d’oggi i genitori sono eccessivamente lassisti. Quanto al resto, sono d’accordo con te, avrei profuso maggiore in pegno ma anche all’università alla fine, ahimé io facevo una facoltà che non amavo molto :/

  2. Adoro la cancelleria anche io. Il Dipartimento me la offre “aggratis”.
    Ho fatto incetta di TUTTO. In duplice, e spesso triplice copia.

    Per quanto riguarda gli adolescenti dei tempi nostri e la loro avversione per la cultura, sono certo che DB crescerà in ben altro ambiente, ed imparerà ad amare il sapere e a farne tesoro. Dopotutto è circondata da gente colta.

    • La Rockeuse says:

      Speriamo per DB, perché talvolta ci si ispira più a compagnie non ottime che ai propri congiunti :p sei fortunato comunque ad avere la cancelleria aggratis, io avrei saccheggiato senza ritegno 😀

  3. Pier(ef)fect says:

    Ai miei tempi gli smartphone stavano giungendo da poco, ma credo che nessuno l’avesse ancora o comunque si sognasse di usarlo per farsi suggerire un compito in classe. Adesso suggeriscono anche gli esami di stato.
    La nostra DB avrà tutti altri valori, ne sono certo 🙂

    • La Rockeuse says:

      E prima era molto meglio se ci pensi, adesso anche a causa di queste cose i ragazzi sono ancora più asini di prima. Sicuramente qualche imbrogliuccio c’era pure ai miei tempi ma era roba da poco. Speriamo bene per DB, certo io farò il possibile!

Dammi amore!

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