Terrorismo psicologico

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Francia, Libia, Stati Uniti, Indonesia… la lista degli attentati che hanno colpito (e colpiscono ancora) il mondo, che sia da parte dell’Isis o di emuli, è molto lunga. Allora sui social soprattutto impazzano i “pray for” questo e quell’altro, in piazza ci sono fiaccolate, manifestazioni, tutto molto bello, certo. Ma alla fine, questo cambia veramente le cose? Non ci stiamo assuefando a tutto il male che ci circonda, cullandoci con la vana certezza che a noi non capiterà mai, che nella nostra città non succederà nulla?

Basta davvero soltanto pregare?

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Eh, ce ne sarebbero di belle da dire.
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4 Responses to Terrorismo psicologico

  1. Pier(ef)fect says:

    Questi Pray, queste fiaccolate, servono solo a mettere in pace il proprio animo e sentirsi in qualche modo utile, tutto abbastanza inutile, infatti non è un atteggiamento che condivido al 100%. Ma penso anche che più di questo non possiamo fare.

  2. jesslan says:

    Direi che però pregare non è servito a molto…

Dammi amore!

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