L’inatteso successo delle bambole Reborn

kandy3

Quando ero ancora giovane e i miei capelli erano piacevolmente mechati senza bisogno di ricorrere al parrucchiere, la zia di mia nonna acquistava riviste genere Postalmarket dove, al fianco di improbabili bermudoni – era una sorta di Zalando degli anni Novanta- venivano pubblicizzate delle inquietanti bambole simili a infanti, destinate prettamente a un pubblico adulto. Non sono mai stata una grande appassionata di bambole, inoltre all’epoca vidi anche la pubblicità di un film horror di nome Dolls, che finì di terrorizzarmi, tant’è che quando mi regalarono BabyMia, fui subito atterrita dalla possibilità che parlasse di notte. Comunque sia, il fatto che queste bambole fossero così realistiche mi terrorizzava parecchio.

In tempi recenti, Dio solo sa come mai, questi terrificanti bambolotti che credevamo di esserci buttati alle spalle con gli anni Novanta e Mauro Repetto stanno tornando di moda, si chiamano Reborn Baby e su Youtube impazzano video che le hanno come protagoniste. Come dicevo prima e come ci insegna la sempre santa Wikipedia, essendo le Reborn create per gli adulti, sono manufatti artigianali assai pregiati e complessi da creare, che spesso costano anche un bel fracco di soldi. Insomma, non è certo roba che dareste in mano a un bimbo ed infatti, a fare video su di loro sono prevalentemente persone adulte, soprattutto Statunitensi, perché l’America è un grande Paese.

La cosa più inquietante è il fatto che molte Youtuber di questo tipo creano una sorta di “gioco di ruolo” nel quale queste bambole sono trattate come bimbi veri, vengono cambiati, nutriti, coccolati e spesso posseggono anche delle vere e proprie camerette complete di culle, cullette, passeggini, seggiolini, cazzimbocchi e un quantitativo spropositato di vestiti e ciucciotti, roba che mia figlia non possiede neanche un terzo di tutto ciò (!).

Ora premesso che è possibile che per alcune persone queste bambole siano un metodo per elaborare il “lutto” scaturito dall’impossibilità di avere bambini, diventando così un qualcosa di utile, premessa anche la sacrosanta realtà secondo cui ognuno ha diritto di appicciarsi le carte di 100 euro come crede, così come di trascorrere il proprio tempo come più gli aggrada, senza contare che Youtube remunera pure i video, dunque se riprendi il tuo cambio pannolino a un bambolotto è capace pure che ti guadagni la sopraccitata 100 euro, ad ogni modo io continuo a credere che andarsene in giro, magari a fare spesa alla LIDL, con un bambolotto nel passeggino sia da disturbati.

ps. (Perdonatemi il cinismo) Che poi a volte mi viene da sorridere, pensando che ad alcune di queste persone troverebbero un bimbo vero ben poco divertente. Vorrei vederle alle prese con l’outfit tutto carino che il bimbo si scagazza o si rigurgita (perché, giustamente, è un bambino, è vivo), oppure quando si divincola a mo’ di anguilla e mettergli il pannolino è quasi impossibile, per non parlare che a letto alle 21 non ci va neppure a pagamento…

E voi che ne pensate? Avete visto queste agghiaccianti bambolelle?

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Eh, ce ne sarebbero di belle da dire.
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10 Responses to L’inatteso successo delle bambole Reborn

  1. Oddio me le ricordo! C’erano le pubblicità anche sulle riviste.. Mi hanno sempre inquietato un sacco o.O

  2. annailaria says:

    CHE ANSIA LE BAMBOLE.

  3. francimakeup says:

    Che incubo baby mia parlava in continuazione se non la spegnevi

  4. Gelsomina says:

    Fanno impressioni, sono inquietanti!

Dammi amore!

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