L’annosa questione del divieto dei bimbi nei locali

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Miei cari,

avrete tutti probabilmente letto la notizia circa il ristorante romano che vieta l’ingresso dei bambini. Ora lo sapete, sono mamma e quindi forse dovrei essere dispiaciuta per la cosa ma invece la trovo una cosa assolutamente giusta e civile. Si sa che i bambini di tutte le età, per un motivo o l’altro, possono essere molto fastidiosi e così come una persona è libera di averne o meno, dovrebbe essere libera di andare a prendere un caffè senza sentirseli nelle orecchie o, nel peggiore dei casi, vederli combinare disastri.

Non so se vi è capitato di avere vicino di treno/aereo un bambino particolarmente scostumato; a me si e vi assicuro che avrei voluto defenestrarlo in più di una occasione. Va detto che i bambini molto piccoli, tipo la mia, è normale che piangano anche immotivatamente e figurarsi, c’è poco da eccepire, così come i bimbi più grandi se sono scostumati è all’80% colpa dei genitori che non li educano né li redarguiscono neanche a pagarli perché alla fine sono dei cafoni pure loro ma, al netto delle attenuanti del caso, il punto è che il problema resta. Qualcuno lo ha paragonato al divieto di far entrare i cani nei locali e lo ha giudicato esagerato (“I bambini sono umani, mica animali”) ma ribadisco che a parer mio, sono entrambe misure giuste, anche se per motivi leggermente differenti.

La questione di fondo, a mio modesto avviso, è che ancora non si accetta chi non ama i bambini, perché probabilmente per molti è assurdo pensare che non ci sia qualcuno che non desidera riprodursi (!) o comunque non si bei della presenza di una creaturina saltellante e urlante. Invece è un sentimento molto diffuso e assolutamente da non condannare, anzi, ora che sono mamma penso di poterlo dire a pieno titolo. Occuparsi di un bambino ha tantissimi lati positivi ma anche lati negativi, talvolta può essere molto snervante e non mi sento di biasimare chi non ha questo desiderio e dunque preferisce frequentare locali dove rispettano questo suo sentimento.

 

E voi? Che ne pensate?

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About La Rockeuse

Eh, ce ne sarebbero di belle da dire.
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21 Responses to L’annosa questione del divieto dei bimbi nei locali

  1. rocknbioblog says:

    io non sono mamma e non vorró esserlo…e sono felice che qualcuno abbia finalmente detto che eiste una sorta di tabú su chi non vuole procreare: mi è stato detto perché sono giovane, perché non ho mai avuto a che fare con i bambini ecc ecc ma che arriverà il momento. Ho fatto e sto facendo da babysitter e non posso dire di odiare la bambina che tengo ma ogni volta che torno a casa il mio unico pensiero è “non voglio essere mamma”….e sono d’accordo con te che alcuni locali con questa restrizione non siano da condannare. chapeau!

  2. Dissenso. La convivenza più o meno civile passa dalla tolleranza anche verso i bambini. Facile farsi delle isole impenetrabili, ma così non si cresce mai.
    Un saluto

    • La Rockeuse says:

      Beh, ci sono tanti locali dove si può tranquillamente entrare coi bimbi, direi che la convivenza c’è e come 🙂 e non voler figli, a mio avviso ovviamente, non significa non voler crescere, anzi.

  3. jesslan says:

    Perfettamente d’accordo con te! Non è colpa dei bambini ma della cultura con cui crescono. Ricordo una cena al ristorante in Svezia, nel tavolo di fianco a noi c’erano i genitori con credo 5 figli e una ragazza più grande (ma non di molto) che poteva essere la babysitter…tipo 15 anni lei e dai 10 in giù i bimbi, ma erano tutti perfettamente seduti al tavolo, parlavano a voce bassa e giocavano tra loro ma nn li sentivi.
    Invece il viaggio di ritorno da Roma a Torino in treno a maggio è stato terribile: ero in un vagone con 40 ragazzini di 4 e 5 elementare in gita a Torino….un incubo! Abbiamo più volte detto alle maestre di far abbassare almeno il tono, ma dopo un attimo riprendevano…urla, schiamazzi, musica, telefonini! Lo dicemmo anche al controllore e ci disse che quelli ancora erano bravi e aveva visto ben peggio…

    • La Rockeuse says:

      Eh vedi? Alla fine è una questione di educazione, che è parte della cultura di una persona. Qui in italia tendiamo purtroppo a essere più caciaroni, a occuparci poco dell’educazione dei figli… ed ecco i risultati. Francamente ho anche io assistito a scene simili a quelle che mi hai raccontato e non biasimo quindi chi i bimbi li maltollera!

  4. Penso che tu sia una madre intelligente e rispettosa del prossimo. Io al momento non desidero figli (pur amando i bambini) e riconosco che spesso i genitori diano per scontato che il loro pargolo abbia anche per il resto del mondo la stessa importanza che ha per loro. Non è così. E io in primis so che i bimbi piccoli hanno come solo modo di comunicare il pianto e sono molto tollerante con i genitori disperati, ma così come ci sono locali e aree appositamente dedicate ai bambini, non trovo affatto scandaloso il sorgere di aree e locali child-free (per dire, Ryan Air da un bel po’ ha creato dei voli appositamente senza bimbi). E sì, un bambino non è un cane, ma non è nemmeno un adulto con una capacità di tolleranza adatta a stare per ore seduto ad un tavolo: penso che il gesto del proprietario del locale sia stato proprio dettato dall’esasperazione generata da genitori che hanno continuato a portare e a tenere i bimbi in un contesto sbagliato, o che se ne sono fregati del tenerli a bada insegnando loro il rispetto verso il prossimo. Essere genitori porta sicuramente una gioia enorme, ma comporta anche responsabilità, sacrifici e rinunce. Se non ci si può permettere una baby-sitter o che qualcuno tenga il bimbo durante una serata “di libertà”, allora sta al buon senso del genitore portarlo con sé ma non imponendo la propria “genitorialità” agli altri. E non è impossibile perché grazie al cielo conosco tanti genitori con figli che si comportano da bimbi e non da selvaggi 😛

    • La Rockeuse says:

      Parole santissime! E grazie degli (immeritati) complimenti ❤ Anche io che sono mamma la vedo come te, mia figlia non va imposta a nessuno e soprattutto, se si comporta come una pazza va sgridata e tenuta a bada perché non è giusto che altre persone la subiscano e soprattutto, va educata a essere una persona civile e non un animaluccio. Ad ogni modo, il gestore del locale ha fatto anche presente la giusta problematica di passeggini, carrozzine e cose varie che oggettivamente, specie in locali proprio piccoli, sono di una scomodità unica!

  5. Luigi says:

    Rietro nella categoria dei non amanti dei bambini e in quelli che non li desiderano anche avendone la possibilità. Nei luoghi pubblici faccio fatica a tollerarli.

  6. Pier(ef)fect says:

    Farei un applauso al ristoratore che ha avuto il coraggio di fare questa scelta. Voglio più ristoranti di questo genere.
    Ricordo che da bambino ( non sono nato nel ’34 come sai XD) se non ci comportavamo bene fuori casa, era uno schiaffo e si tornava subito a casa. Ora i genitori sono incuranti, menefreghisti, e soprattutto come dici tu i primi maleducati, e lasciano i loro figli come cani al parco, pretendendo che gli altri se li sorbiscano. (il paragone con i cani è puramente metaforico)
    Ma in un luogo piccolo, chiuso, magari elegante, tuo figlio che urla come un pazzo io non lo voglio, te lo tieni a casa se non sai fare il genitore.
    Mi è capitato su un volo, in cui c’era una bimba molto piccola che piangeva spesso, ma quello era perfettamente concepibile. La bambina credo fosse davvero piccola, e i genitori molto giovani, ma anche le hostess gli son stati un po’ dietro a cercare di dar loro una mano.
    Insomma c’è modo e modo.

    • La Rockeuse says:

      Tu sul volo con la bimba urlante come la nostra Creatura ❤ ad ogni modo, anche io come te sono stata educata che se facevo un capriccio o mi comportavo male quando eravamo fuori (ristorante, bar, negozi, casa di amici e parenti) erano frustate… vabbè non esageriamo, comunque i miei erano veramente severi, forse anche esagerati ma facevano bene alla fine! Ed è vero, se non sai gestire tuo figlio che fa il matto, è meglio che lo tieni a casa dato che non è un obbligo portarlo al ristorante o comunque in un luogo dove è giusto che uno possa star tranquillo, fare due chiacchiere senza essere infastidito. Io sono la prima che, quando esco col carrozzino, certo non mi vado a ficcare ad esempio in locali piccoli, dove darei solo fastidio!

  7. Stella says:

    Quanto scrivi è condivisibilissimo. Certo continuo a trovare assurdo il fatto che ci sia bisogno di leggi, divieti, cartelli, normative, insomma di tutti i possibili surrogati all’unica cosa che manca in larga misura agli esseri umani: il buon senso. Se ce ne fosse un po’ ognuno saperebbe da sé se il proprio figlio o il proprio cane possono essere portati in un locale pubblico senza creare disagio agli altri. In conclusione quella del gestore romano non la trovo un’iniziativa geniale e lodevole… mi appare piuttosto come un rimedio tristemente necessario.

    • La Rockeuse says:

      In effetti va detto che lui ha avuto il coraggio di fare qualcosa che molti pensano e desiderano da tempo, compiendo una scelta decisamente non facile. Come dici tu, è il buon senso che manca troppo spesso, perché la gente è maleducata e non c’è niente da fare. D’altronde, se le persone non fossero cafone, non crescerebbero figli urlanti e scostumati… :p

  8. Gelsomina says:

    Anche io penso che dipenda principalmente dai genitori. Io vado quasi sempre in vacanza a Sorrento che è frequentata per l’80% da Inglesi. Quando vai in un ristorante ti accorgi subito della differenza: i bambini italiani (pochi per fortuna!) li riconosci subito perchè non stanno mai fermi, sono vocianti e vanno avanti ed indietro per il locale e quando mangiano qualcuno di sporca pure; i bambini inglesi stanno a tavola tranquilli, sereni e parlano sempre a bassa voce e guardano i bambini italiani non con invidia ma come fossero dei marziani. Poi riguardo alle persone che non hanno figli ti voglio raccontare una cosa. Da quando è morto David Bowie io sto mettendo sue foto come sfondo del cellulare, la collega che lavora con me mi ha detto con un tono indisponente, che non aveva secondo me ragione d’essere, che lei sul cellulare mette le foto dei figli, io le ho risposto che figli non ho e metto chi mi pare.
    Un saluto.

    • La Rockeuse says:

      Ma infatti il punto è che l’abitudine fa la differenza e allora il bimbo inglese, abituato a comportarsi educatamente, guarda storto il bimbo italiano che fa un bordello di pazzi. E’ sempre quello il problema! La tua collega dovrebbe sapere invece che pure io ho David Bowie come sfondo e non mia figlia, forse mi piglierebbe per pazza! Questa gente mi fa incazzare perché è molto indelicata… esistono persone che non possono avere figli e ne soffrono anche molto, vuoi per un motivo, vuoi per l’altro… che mi dici a fare “io metto le foto dei miei figli?” che ne sai dei miei problemi. Odio queste facilonerie! Un bacio forte bella

  9. marymakeup says:

    il problema non sono i bambini, ma i genitori. Un bambino educato non ha mia dato fastidio a nessuno, ma in giro ci sono tantissimi bambini maleducati. Ho sentito spesso frasi del tipo “e’ un bambino”…sì ma è tuo non mio e quindi quando sei al ristorante non puoi permettergli di andare in giro, di correre di urlare come se fossi a casa tua, no? Tutti sconvolti dal divieto…nessuno che si sconvolge di come vengono tirate su queste povere creature che hanno un’unica colpa..una coppia di genitori maleducati. Senza offesa per nessuno, ma siamo stati tutti bambini e ai miei tempi (miiii come fa vecchia questa frase) si andava ai ristorante, si stava seduti a tavola, se ti alzavi senza permesso prendevi una sana sberla e non solo da mamma e papà, ma da tutta la sacra famiglia hahahhaha Baci cara, buon lunedì x

    • La Rockeuse says:

      Buon lunedì a te ❤ sottoscrivo parola per parola. Io non potevo fare niente altrimenti i miei mi avrebbero ampiamente rimproverata e anche se ne soffrivo, ora li ringrazio perché almeno so stare al mondo e non facevo scappare via la gente. Invece vedo bambini veramente incredibili attorno a me, non c'è giustificazione che tenga anche perché appunto, son tuoi e non miei, sciroppateli tu :p

  10. M.Elly says:

    alle porte di firenze ha aperto circa un anno e mezzo fa una meravigliosa spa, Asmana, che ha piscine riscaldate dentro e fuori, sala massaggi, idromassaggi ecc.. Ho preso il biglietto poraccio su grupon (16 euro anzichè 30) e non vedo l’ora di andarci. Si entra da 18 anni in su, vuoi perchè è un centro relax, vuoi perchè non ci si può tuffare o simili e, soprattutto, perchè le elevate temperature non sono adatte ai bambini. Non ti dico cosa ne è uscito fuori, come la gente si è indignata (son convinta che se fosse stato ingresso libero, i bambini non ce li avrebbero comunque portati, per ovvi motivi). Io sono d’accordo con questa ottima politica aziendale, che si rivolge ad un target molto specifico senza fare troppe eccezioni; così come sono contenta di entrare in un locale e non trovarci bambini. Ammetto anche che li evito io stessa posti come circoli o pizzerie affollatissime il sabato sera perchè so che ci trovo “animaletti” maleducati che corrono per i tavoli non i genitori non curanti di loro. Bene che in certi locali non entrino, non è discriminazione da parte di chi non ama i bambini, ma semplicemente una direzione di marketing aziendale, una scelta precisa.

    • La Rockeuse says:

      A parte che tipo ai bimbi fa male l’acqua termale ma come dici tu, la trovo un’ottima scelta al livello di marketing, in fin dei conti una Spa non ha come target di riferimento i bambini. Mi rendo conto che ci sono persone che non possono affidare i figli ad altri e devono portarli con se’ ma o li educano come esseri civili oppure si stanno a casa. Inoltre non si tratta, secondo me, di discriminazione. Semplicemente non è giusto che se a me non piacciono i bambini, io ci debba stare a contatto in un mio momento di relax/svago.

Dammi amore!

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