Crescere fa paura?

Crescere, maturare, lasciare il nostro piccolo mondo in favore di qualcosa di differente, che non conosciamo.

Perché fa così paura?

Ditemi la vostra.

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About La Rockeuse

Eh, ce ne sarebbero di belle da dire.
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18 Responses to Crescere fa paura?

  1. malarita says:

    L’ignoto…di questo ho paura… e della poca autostima in me stessa

  2. Il cambiamento fa sempre un po’ paura. Dagli abbracci della mamma si passa alla scuola materna, elementare, i grandi delle medie e gli adulti delle superiori….. e il mondo del lavoro. Crescere è un mutamento della nostra condizione sociale.

    • La Rockeuse says:

      E’ vero, crescere vuol dire cambiare e spesso è proprio il cambiamento che in un certo senso ci frena e ci fa paura. Penso a volte che il diventare grandi, l’essere potenzialmente noi genitori spaventi più di qualsiasi altra cosa.

      • Diventare genitore è il cambiamento che terrorizza maggiormente ma nello stesso tempo ti ridà più di quello che hai investito. Anch’io come tuo padre non ho mai cambiato lavoro per la paura di perderlo, la sicurezza economica era più importante del mio appagamento. Adesso invece mi ritrovo separato e senza famiglia e dovrò ricominciare da capo. Vedi, non si finisce mai di crescere.

      • La Rockeuse says:

        Mio padre più che altro non ha mai cambiato nulla per puro terrore e anche negli altri, i cambiamenti lo spaventano. Ma così facendo si è precluso tantissime cose e onestamente, peggio per lui. La tua può essere invece una bella occasione e magari sarà qualcosa di molto positivo, te lo auguro di cuore 🙂

      • Grazie, chissà….. nulla togliendo ai miei figli, che ormai sono adulti, penso che potrei anche ricrearmi una nuova famiglia, in fin dei conti mi sono sempre sentito nato per fare il padre.

      • La Rockeuse says:

        Perché no? Se trovi la persona adatta è sempre una cosa bellissima 🙂

  3. M.Elly says:

    l’ignoto è stupendo, io lo adoro. Crescere lo associo all’età anagrafica, all’invecchiamento, alla gente che mi dice che certe cose non posso più permettermele, alle tette che cadono, ai capelli bianchi, alla società che si aspetta un figlio da me. Questo lo detesto, ma non mi intimorisce.

    • La Rockeuse says:

      Ecco vedi? Non lo ami ma non ne hai paura. Io non capisco le persone di quarant’anni e oltre che sono terrorizzate dal lasciare la casa paterna o il proprio quartiere, ci trovo un qualcosa di patologico. Tu sei intelligente e quindi non temi il futuro ma penso che invece il non sapere che cosa ci aspetta spaventi tanto moltissime persone!

      • M.Elly says:

        la maggior parte delle persone ne ha paura e ti dirò di più, chi teme il cambiamento, soprattutto se repentino o radicale, non lo tollera neanche nelle persone vicine. Un amico non ti comprenderà mai (a meno che non sia un vero Amico), non ti appoggerà totalmente (o al limite lo farà in apparenza). Un cambiamento può essere la rottura di una cosa continua, di un lavoro, un rapporto di coppia, non è neanche necessario un trasferimento guarda, alla fine basta davvero poco per cambiare rotta e far tremare la gente più abitudinaria…

      • La Rockeuse says:

        Questo è verissimo, a volte basta un nulla per spaventare le persone, anche chi si professa tuo amico. Facci caso, spesso quando parli con alcuni amici di cambiare lavoro, ti guardano quasi spaesati, neppure stessi esprimendo la volontà di trasferirti in Nicaragua da un giorno all’altro. Non capiscono che magari decidi di cambiarlo per un malessere, perché vuoi fare qualcosa di diverso, per motivi tuoi. Per loro è solo un elemento di disturbo che non sanno affrontare. Mio padre è così e credimi, a volte lo picchierei, non puoi vivere nel terrore del cambiamento…

  4. marymakeup says:

    perché ci hanno educato così! Ci hanno sempre detto che il sicuro è meglio dell’ignoto, che rischiare non va bene, che la zona confort non si deve mai lasciare. Che cazzata. lo posso dire sì? Sai cosa c’è, quando scopri che l’ignoto è meglio della zona confort è un bel casino hahahahahha

  5. Marco says:

    Tutti a parlare di futuro. Io non lo vedo proprio, io vedo un peggioramento progressivo e cosa c’abbiamo guadagnato perdendo tante abitudini, tanta prosperità e tante idee ottime in favore di…pardon…cazzate e tecnologia non essenziale, io neanche questo lo vedo. Sarà per questo che il futuro, inteso come una perdita e non un’opportunità, fa paura. Non si tratta di avere un nuovo stile di vita ma di diventare degli uomini tristi, non di cambiare lavoro ma di perderlo. Poi per forza che questo cosiddetto “futuro” non piace.

  6. causofu says:

    E’ inutile nascondersi, la novità spaventa sempre tutti!
    C’è chi nega, chi prova a fare il finto coraggioso, ma in fondo lo sappiamo tutti che l’ignoto “non ci fa dormire la notte”. Bhe io sono la prima insonne (dato che sono le 2 A.M.), ma la paura del cambiamento, la paura di perdere tutte le mie sicurezze ed affrontare la novità mi fomenta e quasi mi dà sempre la carica di abbandonare la monotonia della quotidianità. A mio modesto avviso questo ci offre la possibilità di vivere la vita con quella costante adrenalina e quel pizzico di curiosità. Chi vive sempre nel suo habitat, muore di fame! Bisogna esporsi, rischiare, allontanarsi da mamma e papà e anche se la vita non ci riserva sempre belle sorprese, dobbiamo imparare ad essere forti. Forse è proprio questo il punto: affrontare l’ignoto con tenacia e riguardo.

    • La Rockeuse says:

      Ciò che dici è molto giusto e condivisibile. L’ignoto fa sempre paura o almeno, fa paura al novanta per cento delle persone. Sicuramente esiste chi riesce, con un pelo di incoscienza, a gettarsi in situazioni nuove senza pensarci due volte ma tendenzialmente, la novità fa sempre un po’ paura. Il rischio fa comunque parte della nostra vita, serve a migliorarsi, a testare le nostre capacità ma anche a farci acquisire nuove sicurezze. Per dire, ricordo quando presi per la prima volta da sola il treno o l’aereo: avevo paura ma se non lo avessi fatto, mi sarei persa tantissime cose. Avrei forse voluto avere meno timori nell’affrontare alcune cose, col famoso senno di poi, perché, sopratutto in passato, sono stata piena di timori purtroppo.

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