5 peggiori modi di fare ufficio stampa

biondaMiei cari,

oggi affronteremo una vera e propria piaga del mondo giornalistico: gli uffici stampa. Talvolta, essi possono rivelarsi veri e propri stalker, che una volta appropiatisi indebitamente del vostro numero di cellulare, vi insameranno whatsapp con immagini, comunicati stampa agghiaccianti, emoticon, varie ed eventuali.

Non fraintendetemi: ho grande rispetto di chi fa SERIAMENTE e PROFESSIONALMENTE questo lavoro, che talvolta mi capita di fare io stessa, collaborando con un’agenzia di comunicazione. Ho anche io sempre timore di sbagliare ed essere invadente, per questo cerco sempre di essere meno rompiballe possibile anche perché diciamocelo: se ti attacchi agli zebedei di un collega uso gatto, è più facile che vi mandi a quel paese che vi pubblichi la notizia, dunque bisogna tenerseli cari e angosciare meno.

Vediamo insieme i cinque peggiori modi di fare ufficio stampa:

1 – Lo Stalker: Email, telefono, cellulare, telefono di casa, numero della scuola dei vostri figli, bar sotto casa: l’ufficio stampa stalker vi raggiungerà in ogni luogo, con qualsiasi mezzo. Non si arrende davanti a nulla e vi darà la morte finché non pubblicherete la sua fantastica notizia, spesso e volentieri pari all’importanza della Sagra del Puparuolo Imbottonato di Paolisi (BN). L’unico modo per evitarli è trasferirsi in papuasia o dichiarare che avete cambiato lavoro e ora fate i contadini.

2 – L’amicone: Di questi ne avevo un esempio a dir poco geniale. Era un tipo che gestiva un booking di band emergenti ma molto emergenti, diciamo pure sconosciute. Faceva l’amicone di tutto e tutti ed era anche campione olimpico nella disciplina dell’inciucio carpiato. Costui mi inviava comunicati settimanalmente su almeno due indirizzi email (non  so come li avesse reperiti) e poi mi contattava su Facebook, dove purtroppo lo avevo come amico, al grido di CARISSIMAAAAH mi pubblichi questa notizia? Iniziai a un certo punto a dirgli che ero in ferie o in vacanza, ovviamente per scollarmelo di dosso, sperando che capisse la mia difficoltà. Un giorno questo mi disse “ma comeeeh? Ma sei sempre in ferie, beata te!” (ma secondo te sto sempre in ferie? E’ chiaro che ti sto dicendo una scemenza per mandarti per i campi!) e grazie a questa battutina, mi sono finta indignata e l’ho sfanculato forever. Questo per non parlare delle persone che NON conosci ma hai su facebook e in virtù della vostra amicizia virtuale, pretendono che gli pubblichi qualsivoglia scemenza. Si, certo.

3 – Il muto: Il muto non parla, non alza il telefono, non si affida le email. Il muto utilizza whatsapp ma lo usa male, inondandoti di foto, comunicati stampa kilometrici e quant’altro relativi all’iniziativa di cui si sta occupando. La cosa comoda è che può essere serenamente ignorato bloccandolo e tanti saluti.

4 – Il “Butta dentro”: Fanno parte dei “butta dentro” quelli della categoria che si credono furbi ma furbi furbi una cifra. Loro infatti si insinuano in mezzo ad altri discorsi, spesso in occasioni non lavorative e dunque rilassate, esclamando con tempismo perfetto “aahhh ma tu ti occupi di musica? Allora ti mando questo comunicato di un’artista che sto seguendo! E’ bravissimo, è un dj austroungarico che passa solo musica neomelodica napoletana, lo amano tutti a Mugnano di Napoli!”. Insomma, cercano di “buttarti dentro” in ogni modo in situazioni assolutamente ambigue. La miglior tattica per sfuggire a loro è annuire, dargli una mail sbagliata e, se proprio vi trovano su qualche social, incolpare il vostro direttore che non ha trovato rilevante la notizia.

5. Il Businessman: Costoro non fanno ufficio stampa, loro fanno business. Perché a sentirli, pubblicare una notizia su ciò che stanno presentando ti porterà visibilità (come, non si sa), fama e soprattutto, denaro, tantissimo denaro (sempre non si sa come). Loro non inviano comunicati ma business plan. Talvolta propongono anche eventuali collaborazioni future, nelle quali sicuramente ci uscirà qualche invito al party tal dei tali e qualche cocktail a scrocco. Fargli capire che sapete benissimo che, se pure ci saranno, i possibili soldi finiranno al massimo solo nelle sue tasche, è probabilmente la strada per la vittoria.

Qualcosa da aggiungere?

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About La Rockeuse

Eh, ce ne sarebbero di belle da dire.
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7 Responses to 5 peggiori modi di fare ufficio stampa

  1. francimakeup says:

    Il dj austroungarico mi ha fatto morir dal ridere ahah

  2. marymakeup says:

    sì ci sono anche quelli che ti contattano non sapendo assolutamente cosa fai, di cosa ti occupi e quale sia il tuo nome. Ti dico solo, così ti fai una grossa risata, che recentemente sono stata contatta da un ufficio stampa che mi invitava ad una festa fantastica al centro di Roma per la presentazione della nuova mortadella Fiorucci…cioè a me? hahahahahahahhahaha Le ho cortesemente ed ironicamente risposto che non avrei partecipato perché sono vegana. Lei non contenta dalla figura di m….a mi ha anche risposto a sua volta dicendomi “prendo nota”. Non ci sono parole…Lavoro con pochissimi uffici stampa ormai, mi conoscono, sanno quello che faccio e mi stressano il dovuto e non di più e se mi contatta un nuovo ufficio stampa, generalmente metto subito le cose in chiaro,per evitare stress inutili da ambo le parti! 😀

  3. Marco says:

    Ormai tutto nella vita si fa per secondi fini, Rory…

Dammi amore!

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