(S)Cortesie

setLa titolare durante un dj set un paio di settimane fa

Miei cari amanti del rnr,

ho pensato molto alla stesura di questo post, anche perché nasce in seguito a numerose esperienze purtroppo negative che ho sperimentato in diversi ambiti lavorativi e non. Non voglio però che sia un post di sole lamentele o di uno sfogo fine a se stesso ma spero anzi che scateni un dibattito, che faccia riflettere e che rimanga a mia eterna memoria, così che mi ricordi io per prima di non incorrere mai in errori di questo genere.

Da quando ho iniziato la mia vita lavorativa in ambito giornalistico, mi è purtroppo spesso capitato di avere a che fare con persone spesso più grandi di me che più che aiutarmi, o non mi degnavano di uno sguardo o, nel peggiore dei casi, cercavano letteralmente di mettermi i bastoni tra le ruote. Probabilmente, chi di voi ha fatto uno stage o lavora già sa perfettamente a che cosa mi riferisco, visto che sono cose che succedono non solo nell’ambiente delle redazioni ma al livello globale, anche se ovviamente ci sono settori in cui c’è maggiore competizione e in cui questa cosa la si avverte molto di più.

Ricordo quando avevo 22 anni e feci il primo stage in una grossa redazione, dove il 50% dei colleghi ti ignorava, il 30% cercava di impedirti di fare anche il minimo che potevi fare, il 10% si serviva di te per manovalanza al livello di fotocopie e cose del genere e solo il restante 10% cercava davvero di aiutarti. E sapete qual è la cosa più triste? Che chi ti dava una mano non erano i giornalisti più giovani, più vicini a te come età, che magari sapevano benissimo ciò che stavi passando visto che erano stati stagisti a loro volta ma quelli più anziani e con maggiore esperienza.

Non parlo ovviamente di persone con pochi anni più di me all’epoca ma di gente di più di trent’anni, con un bel contratto tra le mani, che avrebbe preferito tagliarsi le mani più che farmi vedere anche solo dove era ubicato l’archivio. Contrariamente a ciò che mi sarei aspettata, se non fosse stato per colleghi più attempati, probabilmente sarei stata tre mesi a scaldare la sedia e ora saprei ancor meno di ciò che so.

Da quando ho iniziato a fare questi dj set o meglio, a fare selezione musicale, seppure io parta non dal basso ma di più, proprio dalle viscere del discjocheismo, sto notando che succede la stessa cosa. Ho conosciuto tante persone (in primis Daniele di cui vi parlo spesso) che da subito mi hanno aiutata, mi hanno insegnato delle cose e si sono mostrati assolutamente gentili e collaborativi, altri invece che da subito hanno avuto un inspiegabile atteggiamento ostile. In questo caso, però, sono stati proprio i dj più anziani e con maggiore esperienza a cercare di danneggiarmi (letteralmente), mentre quelli più giovani e dunque miei potenziali rivali (potenziali perché il 90% è più bravo di me, quindi rivale un cazz).

Durante l’ultimo set che ho fatto in un grosso club di Napoli, il dj resident, un cinquantenne, badate bene, che inizialmente era stato anche gentile con me, inizia poi a lamentarsi e mi obbliga a spostare il mio settaggio, nonostante avessi già fatto il sound check, poiché doveva esibirsi prima lui. Fin qui non c’è nulla di male, peccato che quando sia tornata in consolle avesse pensato bene di staccarmi tutto. Ma lasciate stare il panico, il terrore e la figura di niente conseguenti a questa cosa, perché mentre stavo passando musica, questo signore arriva in consolle e inizia a sbraitare tipo donnicciola isterica che dovevo staccare prima perché doveva iniziare lui in quanto c’era una festa privata.

Ma ora io dico: tu sei resident, hai cinquant’anni, molta più esperienza di me, che motivo hai di porti in questa maniera con una povera sfigatella che ha iniziato da un anno scarso?

Già sono costretta a tollerare chi dice che i veri “dj” sono quelli che passano i vinili, nonostante sia una supercazzola secondo me perché ci sono dj e producer geniali che utilizzano “attrezzi” informatici ma quelli che si pongono in opposizione giusto per il gusto di far ostruzionismo davvero non li capisco. E questo vale ovviamente non solo nella musica ma ad ogni livello. Perché io che faccio la giornalista da anni dovrei mettermi a fare i dispettucci a una persona che si è appena avvicinata a questo mestiere? Perché non posso invece darle una mano e magari essere utile? Oppure, se non ho voglia di aiutare nessuno, non è meglio farmi i fatti miei senza intralciare nessuno?

Che ne pensate? Avete mai avuto esperienze simili?

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About La Rockeuse

Eh, ce ne sarebbero di belle da dire.
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11 Responses to (S)Cortesie

  1. Pier(ef)fect says:

    Io penso che queste persone che cercano di metterti i bastoni fra le ruote hanno poca stima di sé e delle proprie capacità, perché se tu sei convinto di ciò che sai fare (ed anche di ciò che NON sai fare, perché siamo umani), non provi invidia, gelosia o rivalità per chi magari si è affacciato da poco su un determinato ambito. Ovviamente queste persone temono di perdere terreno e quindi reagiscono come isteriche. Io la vedo così tesoro :/ Forse serve molta esperienza per capire che l’esperienza a volte è un bagaglio importante, e non sempre tutti ci arrivano, anche con gli anni.

    • La Rockeuse says:

      Ciò che dici è vero ed è quello che diceva anche Daniele qualche giorno fa quando ne parlavamo. Purtroppo sono poche quelle persone davvero sicure di sé, consce delle proprie possibilità e capacità, che non hanno bisogno di mettere in ombra gli altri per brillare!

  2. Gelsomina says:

    Io lavoro nella Pubblica Amministrazione ed anche da noi è purtroppo così! E nel mio ambiente di lavoro più che nel tuo non dovrebbe essere così perchè la pratiche devono camminare ed essere portate a termine secondo i termini di legge che non guardano le singole persone ma appunto una normativa che è uguale per tutti e che tutti, utenti ed erogatori, sono tenuti a rispettare. Ed invece c’è chi ti mette i bastoni tra le ruote, chi fa finta di non sapere niente, chi ti accusa di aver sbagliato la pratica per inesperienza mentre invece l’errore l’ha commesso proprio quella persona!
    E sai cosa diceva il mio ex-capostruttura, che per la pace di molti è finalmente andato in pensione? “Voi il lavoro più che impararlo ve lo dovete rubare!” Nella Pubblica Amministrazione un’affermazione del genere dovrebbe essere inammissibile, soprattutto da parte di un dirigente!

    • La Rockeuse says:

      Mamma mia che tristezza! Anche a me dicono spesso “devi rubare il lavoro” cosa che magari nel giornalismo può avere un senso ma nella PA, ambito delicato in cui tu fornisci soprattutto servizi e di certo non stai li a grattarti la panza, mi sembra allucinante una logica del genere. Voglio dire, chi ti insegna qualcosa lo fa perché tu possa servire meglio l’utenza, non certo perché tu possa farti i fatti tuoi (cosa impossibile sinceramente). Mah, che storia!

  3. Marco says:

    Semplicemente se uno sa di non avere molta solidità (e a volte questo è dovuto alle condizioni contrattuali difficili ma a volte è perché è un cialtrone e in fondo lo sa) elimina chiunque attorno a sé perché è l’unico suo modo di farsi notare.

    • La Rockeuse says:

      Anche questo è vero. Purtroppo ho avuto delusioni anche da persone amiche alle quali chiedevo dritte sul lavoro e non mi dicevano nulla poiché terrorizzate di mettere a repentaglio il proprio… una tristezza infinita.

  4. Sono le domande che mi faccio sempre anch’io….. ma credo che una spiegazione logica per questi comportamenti non esista ed è forse questa la cosa che fa più dispiacere.

  5. marymakeup says:

    La gente ha un sacco di problemi….poi noi siamo donne e questo da moltooooo fastidio!
    Tu sorridi, sorride sempre e vai avanti per la tua strada 😀

Dammi amore!

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