Suspension of disbelief

Disclaimer:

Questo post potrebbe essere lievemente offensivo. Dunque se sei un benpensante, un mio parente o qualcuno che lavora con me e che di solito mi vede in tutt’altre vesti, qualcuno che non mi sopporta, non lo leggere perché fai prima. E se sei un mio ex, lontano o vicino, sappi che tutto questo è in gran parte rivolto a te e credimi, sono la prima a dolermene, soprattutto perché “visualizzato alle” non è una risposta ma una boutade internettiana.

Ogni brav’uomo racconterà al figlio, e il giorno di Crispino e Crispiano non passerà mai, da quest’oggi,
fino alla fine del mondo, senza che noi in esso non saremo menzionati; noi pochi.
Noi felici, pochi.
Noi manipolo di fratelli: poiché chi oggi verserà il suo sangue con me sarà mio fratello,
e per quanto umile la sua condizione, sarà da questo giorno elevata,
e tanti gentiluomini ora a letto in patria si sentiranno maledetti per non essersi trovati oggi qui,
e menomati nella loro virilità sentendo parlare chi ha combattuto con noi questo giorno di San Crispino!
Enrico V – W. Shakespeare

Qualche sera fa mi trovavo come al solito al Best. Stavo chiacchierando con Giuliano sull’argomento della settimana, ovvero la morte di Pino Daniele. Ad un certo punto si sono uniti a noi anche Ror e Chiara e con un pelo di imbarazzo, mi sono resa conto dell’ineluttabilità della questione, ovvero che a noi Pino Daniele non piace. Chiaramente non c’è niente di male in tutto questo ma quando muore qualcuno che per tanti è stato importante e che per te non ha una grandissima valenza, ti senti sempre un po’ tagliato fuori. E’ un po’ ciò che mi è successo l’anno scorso, quando è morto Lou Reed. Mi sarebbe tanto piaciuto che a Napoli avessero fatto una commemorazione, qualcosa anche se a rifletterci meglio, era praticamente impossibile che accadesse. Ai napoletani piace Pino Daniele, non Lou Reed. Quella strana sono io. Senza offesa per nessuno, sia chiaro, vi risparmio anche il pippone su come amo la musica.

Poi sono salita in consolle e ho messo un remix di Tiesto di un pezzo che in questo periodo sento molto mio, cioè Somebody that I used to know (se non l’avete mai sentita vi consiglio di darci un ascolto). In sostanza, la canzone parla di una cosa purtroppo comune quando ci si lascia e l’altro (o noi) taglia completamente i ponti con noi, in maniera spesso immotivata, neanche avessimo la lebbra o una cistite fulminante (!). Chiaramente è successo anche a me e non me ne capacito. Non perché la gente debba picchiarsi per parlare con me ma perché sono convinta che una risposta si dia anche ad un cane e soprattutto, che se proprio non si ha voglia di sentire un’altra persona, basta dirlo senza farsi troppi problemi, onde evitare eventuali masturbazioni mentali o peggio.

But you didn’t have to cut me off
Make out like it never happened and that we were nothing
And I don’t even need your love
But you treat me like a stranger and that feels so rough
No you didn’t have to stoop so low
Have your friends collect your records and then change your number
I guess that I don’t need that though
Now you’re just somebody that I used to know

Quel che io mi chiedo è: ma è veramente facile tagliare dall’oggi al domani una persona dalla propria vita? Non sentirla mai più da che la si sentiva tutti i giorni? Non chiederle mai neanche come sta? Se è viva o morta? E’ una cosa normale? Davvero qualcuno crede nella scemenza del “lontano dagli occhi/lontano dal cuore”, come se la vita reale fosse Facebook, per cui cancelli qualcuno dai tuoi contatti e lo cancelli in automatico anche dalla faccia della (tua) terra? Davvero si riesce a far questo, dicendo di contro che si vuole molto bene a quella persona che si amava e addirittura la si va a cercare la notte di Capodanno? Insomma, si può rifiutare a questo modo l’amore? Ditemi vi prego come si fa, perché magari imparo anche io, alla soglia dei favolosi trent’anni.

Allora inizio a farmi delle domande, a chiedere dei perché, dei per come. Spesso in questi casi qualcuno ti riferisce qualcosa, ti fa un commento strano che ti fa anche sorridere e, se sei fortunato, ti fa anche comprendere qualcosa. In effetti, nel mio caso, probabilmente sbaglio a farmi tutte queste domande, come dicono Chiara e Pier. “Se non hanno un deficit palese e dei cromosomi in meno non fanno per lui” mi ha detto sempre Chiara, strappandomi una bella risata neanche troppo soffocata. Ed anche qualcuno, che mi conosce meno di lei ma ha idea della situazione, mi ha detto che, conoscendo le ex del mio ex (scusate il discorso intricato) si è sempre meravigliata del fatto che stessimo insieme. Questo però succede perché purtroppo l’apparenza inganna e dietro la mia aria bionda e glamour, come dice Raffaele, non tutti colgono l’essenza reale, quella che sono veramente, cioé una persona buona, che quando vuole bene lo fa davvero, senza riserve, fino alla fine.

Ho un dolore dentro che parte dalle grandi labbra e arriva fino al cervello. Uno strazio continuo che mi insegue giorno e notte, dal quale non c’è preghiera che riesca a salvarmi, niente di niente, il vuoto pneumatico. D’altronde, meglio sentire dolore che non avvertire nulla, essere impassibile a tutto ciò che accade. Vorrei che questa vita fosse più facile, su tutti i livelli. Vorrei che la gente che amo non fosse così lontana, vorrei potermi perdere ogni giorno in un abbraccio, vorrei poter essere più forte. Il problema è che penso che tutto questo non ha assolutamente nessun senso.

And I want the one I can’t have
And it’s driving me mad
It’s all over, all over my face

La mia vita è questa. A tratti mi sembra di non esistere nemmeno. Qualcuno mi si avvicina e mi sorride, mi dice che gli piace la mia selezione musicale. Capisco a stento quello che dice perché la musica è alta ma gli sorrido anche io. Ho bisogno di un cazzo di paio di cuffie. E anche di piangere e di seppellirmi da qualche parte per un po’ di tempo. Vorrei sparire, questa è la verità. Eppure domani mi sveglierò, sorriderò e proporrò a tutti di uscire a fare casino, perché è più facile seppellire le proprie emozioni che seppellire se stessi dentro di esse, cedere veramente il passo al dolore e ammettere a gran voce che si, si sta male.

Love breaks the machine
Everything’s half apart, what can it mean?
How can I trust my fractious heart
Knowing I have the enemy Gene?

of Montreal – Enemy gene

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About La Rockeuse

Eh, ce ne sarebbero di belle da dire.
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21 Responses to Suspension of disbelief

  1. D. says:

    Una persona che non risponde a un messaggio, una telefonata, reiteratamente è un cafone rincoglionito, senti a me. Ci sta il fatto di non voler sentire un ex perché magari ti fa star male, ripensando a quando eravate insieme ma come dici tu basta dirlo. E comunque, se questo stronzo, passami il termine, pensa che sia vero il fatto che “lontano dagli occhi, lontano dal cuore”, è appunto proprio nu strunz e va lasciato dove sta, quindi affanculo. Tu sei una bella e cara ragazza, se ti ha lasciato andare via è perché evidentemente preferisce stare con lavaportoni come a lui. C’è una bella canzone dei Co’Sang che dice a un certo punto “ti tieni a femmina che t’ammieret strunz”, te la feci già sentire se ricordi (e hai capito chi sono) e sono convinto che sia veramente così, ognuno si tiene vicino la femmina che merita e se sei uno stronzo sicuramente non puoi avere vicino la nostra Rory. Ti voglio bene

  2. francimakeup says:

    Mi spiace dirlo ma forse non è amore. Conosco molto bene la sensazione di voler sparire per prendere una boccata d’ ossigeno, a me è sempre mancato il coraggio per fortuna

    • La Rockeuse says:

      Probabilmente hai ragione. In effetti neppure io ho troppo coraggio di andare via, ecco perché sono ancora qui :/

      • francimakeup says:

        Anche io pensavo che ognuno potesse amare a modo suo ma poi l’ esperienza mi ha fatto cambiare idea, secondo me è solo un’ illusione, romantica ma solo illusione

      • La Rockeuse says:

        Ragazzi non so, in effetti c’è da dire che è oggettivo che ognuno fa le cose a suo modo, compreso amare. Certo ognuno di noi ha le sue esperienze, belle e brutte, che a un certo punto ti portano a ragionare in una determinata maniera. Detto questo, sarò banale ma credo non si possa generalizzare, nel senso che anche se parlassimo tre ore, nei commenti ma anche davanti a un caffè, non giungeremmo mai alla stessa conclusione perché ognuno di noi ha un vissuto diverso e di conseguenza, una visione diversa delle cose 🙂

      • francimakeup says:

        E’ vero è proprio così 🙂

    • Non so; mi pare la solita scappatoia di chi vuole consolarsi di un torto subito.
      Come se l’amore potesse essere classificato, catalogato, sezionato e magari anche descritto. Come se si potesse giudicare o dare un voto al sentimento che prova o manifesta un’altra persona.

      Comunque ne conosco tante di storie simili. Probabilmente non c’è bisogno neppure di cercarne una spiegazione. It happens.
      Accade come accadono tante altre cose.

      • La Rockeuse says:

        Per come sono io di carattere, cerco sempre una spiegazione, possibilmente veritiera, magari è per questo che mi è venuta la folle idea di fare la giornalista. Ad ogni modo, credo anche io che l’amore non possa essere classificato e che anzi, ognuno ami a suo modo. Comunque, come dici tu, son cose che accadono, non è morto nessuno, tranne il mio cuore. Per la seconda volta.

  3. ylian89 says:

    Io conosco meglio delle mie tasche questa situazione.
    Si, ammetto che la politica del tagliare i ponti con le mie ex la uso dai lontani anni delle superiori. Tutto è iniziato da un semplice “trucco” che usavano le mie ex per cercare di non sentirsi in colpa su quello che facevano, ovvero scaricarmi per un’altro ragazzo (nel’80% dei casi), dopo aver deciso di scaricarmi usavano la frase “…ma restiamo amici” tradotto vuol dire “ti rovino la vita con la tua consapevolezza”. Ai giorni nostri si usa il termine “fiendzonare”.
    Dopo un pò ho capito il meccanismo che mi usurava, perchè fa male vedere un tuo ex che si diverte su quanto stai male, mentre loro ci godono come maiali.
    Tagliare i ponti vuol dire questo: “Chiudi con me = Tu per me sei morto”, l’effetto è sorprendete: tu stai male, ovviamente, ma non quanto staresti male vedendo loro che si divertono, perchè non prendiamoci in giro, alla fine finisce SEMPRE così.
    Viceversa, se qualche mia ex sparisce dopo avermi scaricato, mi risparmia la fatica di chiudere i ponti.
    Tutto questo vuol dire niente catene con il passato che non vuol dire cancellare il tuo ex, ma semplicemente fare in modo che la sua influenza ricada sul presente e sul futuro.
    Vedila così, quando sei fidanzata hai dei freni, dei paletti, ora non ne hai, sei libera, perchè continuare a tenere dei paletti se quella persona non ti vuole più e non si vuole far sentire più? Fai il suo gioco e convincilo che hai preso la situazione in pugno 😉

    Per il resto se ti va di parlarne sai come contattarmi 😉

    • La Rockeuse says:

      Emi che dire sei sempre un tesoro!
      Allora io ti dico la mia. Dopo diversi anni, sono diventata amica anche abbastanza stretta con due miei ex, a cui voglio un bene enorme. Detto questo, non è una cosa facile, nè che si ottiene dall’oggi al domani. Purtroppo per quella persona che appunto non mi vuole più io provo ancora dei sentimenti fortissimi, che non è facile cancellare. Ad ogni modo, magari ne parliamo in privato e ti racconto per bene, comunque sia insomma questa lontananza forzata è molto molto triste anche se forse è la cosa migliore.

      • Marco says:

        Insomma è come se tu fossi ancora la sua ragazza ma lui non è più il tuo ragazzo. Diffida dalle asimmetrie e da quelle cose che sulla carta sono paritarie ma grazie a cui di fatto uno ci guadagna e l’altro ci perde. Pensa te, credevo capitasse solo a noi uomini, sarà che il tempo m’ha fatto misogino…

      • La Rockeuse says:

        No io non sono proprio la ragazza di nessuno 😀
        semplicemente, i sentimenti non muoiono dall’oggi al domani…
        credo sia un fatto normale, voglio dire, se litighi con un amico mica smetti di volergli bene!
        Purtroppo questo tipo di situazione non è mai semplice, me ne rendo perfettamente conto :/

  4. vagoneidiota says:

    Posso solo stare zitto e sedermi qui?
    Panta rei.
    ’til the cops come knockin’ – maxwell

  5. M.Elly says:

    Penso che la cosa peggiore sia stata star male lontana da casa, non poter piangere davanti a sconosciuti che hai iniziato a frequentare da una settimana e non andare in giro per casa come un cencio con i coinquilini che a malapena sanno come ti chiami. Quel dolore lancinante, che ti prende dalle viscere e ti fa salire un groppo in gola, e poi la voglia assurda di piangere. Piangere per un uomo che non ha avuto le palle per affrontare qualcosa.
    Però penso anche che,come dici tu, meglio sentire qualcosa che non sentire nulla, che ti da la prova di non essere una persona arida e vuota, ma anzi, una di quelle che tanto può amare quanto può soffrire.
    Crogliolati un pochino (ma che sia pochino ehh) nel tuo momentaccio, ma goditi la fortuna di avere amici veri che ti “sopportano” amorevolmente in questo periodo. Poi, reagisci.
    Il fatto che un ex voglia tagliare i ponti non è cos’ negativo, perchè spesso ci si affonda nelle situazioni della friendzone e, a volte, dei trombamici.
    E dio, se fa male. Quella è sofferenza autolesionista, ma anche essere amici o troppo legati dopo la fine, è un bel casino… io ci penserei su, non tutto il male viene per nuocere in questo caso

    • La Rockeuse says:

      Eh povera 😦 posso solo immaginare quanto tu abbia sofferto quando ti è capitato, con l’aggravante di dover stare fuori casa e di avere tantissime cose a cui badare… insomma, non proprio una passeggiata, sei stata davvero brava e forte. Per quanto concerne me, lui è già lontano, non vivendo in Italia, quindi il pericolo friendzone era scampato. Desideravo appunto solo che mi dicesse che non voleva più sentirmi/vedermi, avrei preferito, piuttosto vederlo andare via all’improvviso, come chi scappa o chi muore. Ma comunque pazienza, è andata così. Magari un giorno crescerà, si paleserà e parlerà 🙂

      • M.Elly says:

        sembrerò cinica ma se c’è una cosa che ho imparato all’alba dei 30 anni è che non dobbiamo e non possiamo aspettarci nulla dagli altri. Non ti parlo di pretese eh, ma di semplici, piccole, aspettative.

      • La Rockeuse says:

        In generale, purtroppo io non mi aspetto più niente dalla vita. Nel senso che tutto ciò che succede è tanto di guadagnato ma aspettarsi qualcosa è sciocco ed inutile a questo punto, almeno per me. Spero vivamente di sbagliarmi ma mi rendo conto che dopo questa cosa, non sono più la persona positiva e allegra che ero prima.

      • M.Elly says:

        ma no, c’è sempre da esser positivi 🙂

      • La Rockeuse says:

        speriamo che ti voglio di 🙂

Dammi amore!

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