Le 5 persone che non hanno niente di meglio da fare nella vita che rompere l’anima al prossimo

Miei cari,

oggi post-sfogo su una delle tante bellurie che ci riserva la nostra talvolta mesta esistenza su questo pianeta, dopo le Fiction di Canale 5, gli editoriali di Antonio Polito e i rap improvvisati di Giuliano Ferrara.

Sono le persone che non hanno davvero niente di niente da fare nella loro vita e che dunque possono tranquillamente trascorrerla nel tentativo di dar fastidio al prossimo. Si trovano ovunque: in famiglia, a scuola, al lavoro, nel vicinato. Il loro scopo primigenio è rompere l’anima a chiunque e talvolta, ci riescono davvero bene. Ma vediamo insieme queste cinque categorie di amabili personaggi e come cercare di evitarli:

1 . L’Inciucione. Presumibilmente fan di Alfonso Signorini, l’inciucione non perde mai occasione di inventarsi storie più o meno plausibili su amici e conoscenti, spesso per metterli in cattiva luce davanti agli altri. Quello che racconta a volte è vero ma tendenzialmente viene infarcito di particolari inesistenti atti a rendere il pettegolezzo più appetibile. Si va da “tizio ha trombato con caio” a “mio cugino una volta è morto”, spesso senza soluzione di continuità. Questi esseri vengono annientati dall’indifferenza generale nei confronti dei loro inciuci, che li farà sentire inutili e demodé come un programma di Gigi Marzullo.

2. Il ficcanaso. Quando la propria vita è piatta e purtroppo non ci propina granché, la soluzione migliore è ficcanasare nelle esistenze altrui. Costoro cercano sempre di scoprire ciò che stiamo facendo, ivi compreso se andiamo a buttare la spazzatura, oppure le nostre abitudini, spesso per criticarle o per indicarci la retta via. Molti di questi personaggi trascorrono le giornate affacciati alla finestra, tipo rapace che attende la preda, nella speranza di cogliere qualcuno in fallo, presumibilmente in un fallo interessante. Per sconfiggerli, basta essere gentili, annuire quietamente alle loro osservazioni e rispondere con distacco un “Si, sono d’accordo”, per poi ovviamente tirare dritto per la propria strada.

3. Il telefonatore a ore improbabili. Meno invasivo dei primi due ma comunque molto molto fastidioso, il telefonatore seriale a ore improbabili è quello che abitualmente ci chiama appunto negli orari più assurdi (le 3 di notte, le 6 del mattino, quando ci stiamo facendo una pennichella), anche solo per dire “no, volevo sapere come stavi”. Ma come vuoi che stia alle tre di notte? Probabilmente nel meglio del sonno! L’unica soluzione in questo drammatico caso è staccare il telefono.

4. Il puntualizzatore. Categoria spesso presente sui social network, il puntualizzatore esiste per ricordarci delle virgole che omettiamo e di altre importanti dimenticanze, come ad esempio il non ricordarci che numero di piede portava Papa Bonifacio VIII. Quando meno te lo aspetti, ecco che arriva a correggerti, a rimproverarti, a farti notare l’errore, fiero ovviamente del suo atteggiamento da ipotetico paladino della giustizia. Se vi puntualizza sui social, un’idea per arginarlo è bloccarlo. Se invece lo fa nella vita reale, roteate lo sguardo sbuffando e non rispondete assolutamente. Si sentirà mancare la terra sotto ai piedi.

5. Il lamentatore seriale. Più che una categoria di persone, questa è una categoria dell’animo umano. A questi personaggi la loro vita non va bene, poco importa che lavoro facciano o quanti soldi hanno, per loro il fulcro di tutto è lamentarsi, attività dalla quale traggono un giovamento evidentemente maggiore rispetto al provare a cambiare le carte in tavola. I lamenti vanno dal “mia madre non mi capisce” al “il parrucchiere mi ha fatto una tinta di merda”, passando per “il salumiere mi fa pagare la roba di più” al classico “ho una pelle orribile/sono obesa” anche se pesano 50kg bagnati. Purtroppo quando incappate in un personaggio del genere, l’unica cosa saggia da fare è parlargli delle persone che sono veramente sfortunate (disoccupati, elettori del PD) sperando che capisca che sta esagerando.

Avete qualche altra categoria da aggiungere?

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About La Rockeuse

Eh, ce ne sarebbero di belle da dire.
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23 Responses to Le 5 persone che non hanno niente di meglio da fare nella vita che rompere l’anima al prossimo

  1. Giorgia says:

    Ciao Rockeuse! Scusami una domanda che non c’entra con questo post ma mi piacciono molto i tuoi capelli e vorrei farli anche io, ma il tuo colore-base è un castano rosso? E poi fai lo shatush? I miei sono un castano medio e non so se verrebbero bene, la mia paura è di diventare troppo bionda! Ciao e grazie 🙂

    • La Rockeuse says:

      Ciao a te! Non ho i capelli rossicci (lo sembrano ma la storia è lunga), sono castani! Faccio lo shatush e secondo me se vai da un bravo parrucchiere verrà proprio come il mio! L’unica cosa è che devi poi curarli molto, i capelli decolorati vanno sempre nutriti altrimenti diventano stoppa 🙂

  2. Pier(ef)fect says:

    Il lamentatore e ancora peggio il puntualizzatore dovrebbero essere rinchiusi a vita su un eremo, a mangiasi a vicenda!

  3. Gelsomina says:

    Con gli inciucioni ho avuto a che fare in passato nel lavoro e tra il vicinato; sono riuscita a allontanarli da me oltre che fisicamente anche mentalmente. Un puntualizzatore, anzi una puntualizzatrice, l’ho conosciuta su facebook. Sapeva tutto lei, era praticamente un pozzo di scienze, salvo poi scoprire che aveva anche un secondo profilo che usava per inciuciare e per il quale usava identità e foto false e credendo di non far capire che si trattava della stessa persona a volte usava il romanesco come lingua madre del secondo profilo. Ho avuto a che fare anche con una lamentatrice seriale. Che palle!! Era un vero e proprio strazio. E’ chiaro che le ho bloccate tutte e due, anche se forse la puntulizzatrice andava denunciata alla polizia postale perchè col secondo profilo inciucione deve aver danneggiato qualcuno, non me, anche se ci aveva provato, anzi mi aveva raccontato delle cose su un altro dei miei contatti del social, io non le credetti e prima di bloccarla glielo dissi che non le credevo. Si incazzò da morire!

    • La Rockeuse says:

      Purtroppo sui social molta gente perde il senso della realtà ed il ben dell’intelletto… le storie come la tua sono purtroppo oramai normali, nel senso che la follia è talmente diffusa che non ci si fa quasi più caso, anche se obiettivamente certi comportamenti a volte rasentano il reato (nel tuo caso, la diffamazione).
      Sugli inciucioni poi non ne parliamo… a parte che spesso si inventano storie di sana pianta e poi diventa complicato discenere il vero dal falso, la calunnia dal fatto reale. Personalmente, quando mi capita mi auguro sempre che chi mi conosce sappia giudicarmi per quella che sono e non vada a fidarsi di queste voci di corridoio!

  4. Luigi says:

    Ma il numero 3 deve morire! Menomale che vivo con il cellulare spento!
    Il 4 e il 5 hanno problemi di accettazione (anche fra sé!), vogliono sentirsi dire cose, ma l’1 e il 2 hanno un doppio ruolo, sono ufficialmente dei rompipalle, ma sono anche il sale di chi vuole fare “vetrinismo” senza dare troppo a vedere dell’intento, un po’ stile vip che si accordano con i fotografi che poi nell’opinione pubblica diventano sciacalli! 😀

    • La Rockeuse says:

      Ahahahah mi hai fatto morire XD comunque il tre è la morte dei sensi veramente, uno l’altro giorno mi ha chiamato alle 3 di notte “per fare due chiacchiere”.
      L’uno e il due effettivamente a certi soggetti a un certo punto possono anche dar soddisfazione… e questo mi terrorizza…

  5. il lamentatore è peggio dell’herpes. ce n’è una sottospecie particolarmente detestabile di cui pullula la mia scuola: il lamentatore-sessantottino! perché loro combattono per una scuola migliore, loro hanno le manifestazione studentesche con l’erba e le bandiere comuniste, loro sono quelli che “non possiamo restare a guardare mentre ci rubano il futuro!”, però poi non hanno voglia di studiare… e allora la scuola può essere anche la più bella del mondo, ma se alla fine non studi non serve a nulla!

    • La Rockeuse says:

      Eh mia cara, questa è una categoria molto diffusa dalla notte dei tempi 😀 ce ne erano analoghi anche quando andavo io al liceo. Il dramma è che il motivo di questo manifestare, come hai detto tu, è che appunto non si ha voglia di seguire le lezioni, di studiare…magari lottassero davvero per una scuola migliore!

      • Marco says:

        Un po’ io li capisco: considerando che per loro la scuola è strutturata malissimo (e non gli riesco a dare neanche troppo torto per certi settori) e che (specie per certe materie) porta a ben poco lavoro (non per colpa sua ma di selezionatori del personale ideologici in senso opposto, ovvero cultori del terra-terra) ne concludono (passando dalla parte del torto) che è non è meglio studiare meglio (cioè oltre certi schemi. L’avessi fatto io da giovane,invece…) ma è meglio non studiare proprio. Le canne poi non credo siano il flagello dell’umanità ma che ormai siano status symbol non ci piove. Magari poi i suddetti sessantottini neanche ci credono davvero alle loro idee, un po’ come le popstar che oggi sono zuccherose, domani seminude e dopodomani in crisi mistica

      • La Rockeuse says:

        Oddio, non studiare proprio no, nel senso che studiare è sempre importante, il discorso è che il panorama è desolante. E’ questo il problema. Spesso incontriamo gente priva di competenza che ricopre incarichi di prestigio, mentre chi ha studiato per anni si ritrova in mezzo alla strada. Questo è desolante. Il discorso canne è poi diverso, nel senso che servono a darsi un tono, a familiarizzare, tanto a sedici quanto a trent’anni.

  6. M.Elly says:

    E il depresso che ti scartavetra e sfrantugia le palle?
    Comunque, pessime persone, brutti incontri. La migliore arma, giustamente, è il sorriso, ma io li mando a quel paese.
    All’ennesima domanda del mio vicino, Gusmano (cazzo, Gusmano!!!) “allora, quando ti sposi?”, nonostante fosse stato inutile reiterare più volte la risposta del “ho 25 anni, sono giovane”, gli risposi con un “eh…magari presto, ma lo Stato non me lo permette. Sono gay”. Vedessi come si zittì.
    Poi il mio babbo si è pure incazzato, ma questa è un’altra storia…. l’incazzatura gli è passata quando Gusmano gli ha chiesto quanto gli mancava alla pensione.

    • La Rockeuse says:

      Ahaahhaah ti prego ❤ ti amo, hai dato una risposta ottima! Purtroppo con questi, come dici tu, l'unica è ignorarli o rispondergli a tono… così imparano 😀
      ps che bel nome Gusmano ❤

      • M.Elly says:

        che nome di merda. XD Oggi mi girano. Dovresti scrivere un post sui regali idioti, del tipo TUTTI SANNO CHE I MIEI LOBI NON TOLLERANO GLI ORECCHINI E I FORI SI CHIUDONO SEMPRE, MA LA GENTE CONTINUA A REGALARMELI.

      • La Rockeuse says:

        Ahe a chi lo dici 😀 mai avuto i fori ai lobi in 50 anni della mia vita e la gente continua a regalarmi orecchini! Io non me li faccio perché essendo molto allergica, temo appunto di non poterli mettere ugualmente!

      • M.Elly says:

        prova del 9: messi 10 minuti e mi sarei tagliata i lobi. Ma il meglio sono le mie amiche: fermate in tempo da mia cognata, LE MIE MIGLIORI AMICHE stavano comprando una scatola di bagnoschiuma. Sabato le becco io, vai…

      • La Rockeuse says:

        Ahahahah terribile! oddio a meno che non fosse un bagnoschiuma particolarmente buono! però in generale, io dico meglio nulla a un regalo niente di che, neanche troppo pensato…

      • M.Elly says:

        appunto. Credo che la scusa ufficiale fosse “ormai ha tutto, le abbiamo regalato tutto, almeno questo lo usa”. ./ Diciamo anche che i “cervello” della spedizione è una cara persona, però troppo nazional popolare, la classica che a natale regala mutande di intimissimi o dopo barba…

      • La Rockeuse says:

        ahahahah vabbè, allora è fatta così! Purtroppo ti capisco, ho una zia che fa regali terribili per Natale, al livello di grucce in stoffa per l’armadio… non capisco se ci prende per il culo o se è convinta che sian cose gradite…

      • M.Elly says:

        perchè “fanno comodo” :/

  7. Marco says:

    Sono un lamentatore seriale ma con costrutto. invece di lamentarmi del salumiere ne analizzo il comportamento, ne ricavo uno schema e ne traggo conclusioni antropologiche…
    Sebbene un ottanta per cento delle persone trovi tutto questo decisamente sproporzionato, l’altro venti pare (pare!) apprezzare. Io intanto, una volta collocato il mio torto subìto nel quadro generale della comune esistenza gli ho dato un perché e ho finito per trovarlo ingiusto ma motivato, dunque me ne sono fatto una ragione in attesa di cambiar salumiere…

Dammi amore!

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