Amarcord: i 5 ricordi drammatici del liceo classico

greco

Immagine da “Roba da scrittori” su Fb

Miei cari,

siccome quest’anno ricorre il fausto anniversario del mio decimo anno dalla maturità (ebbene si sono vecchia) e la mia prof di latino e italiano del liceo ieri mi ha messo un like su fb, ho deciso di fare un post con i cinque ricordi più drammatici legati a quegli anni. Si tratta di roba più scolastica che personale, dunque se volete dirmi le vostre sono tutta orecchie!

1. L’Aoristo Fortissimo. Meglio conosciuto anche come Aoristo terzo, era uno dei complicatissimi verbi dinnanzi ai quali ci poneva davanti la malefica lingua greca. Se la batteva bene con la terrificante declinazione attica ma poiché questo era più frequente ma altrettanto meno riconoscibile, merita il primo posto di questa mia classifica. Una tempo verbale meschino e insidioso, nonché oscuro, poiché ignoto ai più. Che poi tanto una volta usciti dal liceo e chi se lo ricorda più st’aoristo fortissimo? In effetti, già durante il liceo uno non lo conosce, figuriamoci dopo.

2. Le poesie di Orazio. Ogni tanto i miei incubi sono ancora popolati dal dolce capretto della Fonte Bandusia, quello dal rubro sangue per capirci che poverino, ti veniva sgozzato così davanti agli occhi senza diritto di replica. In generale, ricorderò sempre le poesie di Orazio, che ho studiato così duramente che sono entrate  veramente a far parte del mio quotidiano, tanto che quando andai a far visita al Monte Soratte mi commossi quasi. La mia prof del liceo, sempre sia lodata, ci faceva analizzare, parafrasare e tradurre questi magnifici carmi in maniera così intensa da farti comprendere come mai a quel poveretto di Luca Canali è venuta la depressione.

3. La chimica in secondo liceo. Più che la chimica, io detestavo la mia professoressa di chimica che era terrificante. Ci si aspettava da me che andassi bene in questa materia esclusivamente perché mia sorella è un chimico e per carità, mi spiegava sempre tutto ma a parte che il talento in qualcosa non è genetico ma poi io e la scienza abbiamo litigato suppongo in prima elementare, dunque nisba. La professoressa comunque stimolò il mio lato artistico, tanto che composi una canzone dedicata a lei sulle note di “Asereje” e la disegnavo graziosamente in numerose strisce a fumetti con cui guarnivo libri e quaderni dei miei compagni. Indimenticabile la sua spiegazione sugli stadi della materia: “a materia è comm o burr. O burr int o frigorifer s’ fa tuost tuost, poi quann o jesc a for s squacchia” (trad: Il burro riposto in frigorifero diviene molto solido mentre quando viene esposto all’aria si ammorbidisce fin quasi a squagliarsi”).

4. Le equazioni di secondo grado. Non voglio fare l’esponente del clichè secondo cui uno va al classico perché non ama la matematica, il punto è che io non ci sono portata, come spiegavo e dunque per imparare queste malefiche equazioni di secondo grado quasi dovetti andare a dormire col libro sotto al cuscino sperando che per metempsicosi la scienza si infondesse dal libro al cuscino e dal cuscino a me. Morale della favola: ricordo ancora come si risolve una equazione di secondo grado ma comunque continuo a odiarle.

5. Le mostre d’arte con la prof di Storia dell’Arte. Ora so che penserete che io, che in Discipline storico-artistiche ho la laurea, mai dovrei parlar male della Storia dell’Arte ma la storia è assai più drammatica. Dovete sapere che io avevo una professoressa brava ma tostissima che inizialmente mi schifava così per farmi amare da lei, iniziai a fare di tutto, compreso studiare e prendere parte a ciò che lei organizzava, ovvero le mostre d’arte scolastiche. Alle mostre d’arte poteva partecipare tutta la scuola e per chi le organizzava era l’occasione per mostrare a tutti il proprio peso politico. La lotta era sull’allestimento della mostra, perché solo i veri cocchi della prof potevano deciderlo e si sapeva che alla fine dell’anno avrebbero avuto 9 in pagella. Praticamente un incubo. Alla fine indovinate chi riuscì ad avere la meglio e il 9 in pagella?

E voi? Quali sono i vostri ricordi traumatici legati alle scuole superiori?

Advertisements

About La Rockeuse

Eh, ce ne sarebbero di belle da dire.
This entry was posted in Bimbominkiate, Carolina Invernizio, Me, Non vi drogate bambini, Orrore a 33 giri and tagged , , , , , , , , , , . Bookmark the permalink.

25 Responses to Amarcord: i 5 ricordi drammatici del liceo classico

  1. 21 says:

    Bisogna ammettere che il pragmatismo della tua professoressa di chimica è ammirabile, anche se adesso hanno inventato il burro spalmabile che non si indurisce in frigo. Emmó?

  2. pennyvlane says:

    Aahahahaha beh dai non ti è andata così male! Almeno la tua prof di chimica non diceva che la velocità della luce è pari a 300 km/h e che la rosa del deserto è un fiore quando parliamo di sedimentazioni.

    Per quanto riguarda le equazioni facciamo un test, va, risolvi questa facile facile:
    (1−x)(3 + 2x) = −3

  3. Valentina says:

    La filosofia! La prof., ad ogni cosa che dicevo, rispondeva “e perchè?”; “e quindi?”, “e allora?”. Io volevo chiederle: “ma dove cavolo vuoi che arrivi????”.
    E pure la biologia. Non ci capivo una mazza, per me era arabo 😦

  4. tizy1289 says:

    Nonglielapossoffà, sto ridendo da mezz’ora!
    Ti dico solo che ho dovuto rileggere più volte prima di comprendere che c’è scritto Aoristo invece di Ariosto!
    La mia besta nera era il giapponese, al liceo. Mi faceva proprio schifo: non ho imparato manco un maledettissimo segno in tre anni. Battei ogni record in una verifica: presi 1/100, non azzeccai nemmeno lo spazietto in cui scrivere il nome. Per dire i livelli!
    D’altra parte fu un ripiego. Nel mio liceo al terzo anno spariva latino (che amavo tantissimo) per essere sostituito o da ore supplementari di diritto o da un’altra materia. Diritto mi faceva schifo, e ricordo che mi feci ingannare dalla docente di giappo che mi disse che lei non avrebbe insegnato i vari segni, ma solo cultura giapponese.
    Da allora odio il Giappone, la sua stramaledettissima lingua e i suoi tre stramaledettissimi alfabeti.

    • La Rockeuse says:

      Nooo hai studiato giapponese??? Invidia: amo le lingue, soprattutto orientali ma non mi sono mai azzardata a studiarle perché credo che sarei negata! comunque immagino lo schifo che hai provato… e quindi massima solidarietà, anche perché facile non è, per me è la versione 2.0 del greco (che per me era giapponese)

  5. Marco says:

    Io lo conosco, l’aoristo, perche’ parlo un po’ di greco! 😛
    Ecco i miei funesti ricordi del liceo:
    a) la prof di matematica in prima: “pagggina”, “seghimento”, “vi mando a casa senza la spiegata”, “1 al quadrato = 2”. Se penso che, vista la sua eta’, sta ancora insegnando e quindi adesso e’ mia collega (che bello parlare dei ricordi funesti quando si e’ insegnanti! xD), mi viene voglia di imparare a lavorare il vetro;
    b) la prima interrogazione di geografia: scena muta, mutissima. Mai aperto il libro in tutto il quadrimestre. Per recuperare tutto il programma in tre giorni, tanto mancava ad un compito scritto: e l’avrei recuperato!
    c) disegno. Odiavo quella materia e la prof che la insegnava: sempre fuori a fumare, non spiegava mai, e le tavole dovevamo ripassarle a china, il che significava che anche solo sbagliando di 0,5 mm dovevi rifare tutto! Pensai persino di passare al liceo classico pur di non avere piu’ disegno!
    d) il prof di educazione fisica in terza e in quarta: “Il Duce saprebbe cosa farne, di gente come voi! Siete solo capaci di mangiare pastasciutta!” Mi diede pure il debito, ma gli volevo bene xD
    e) le Semprevergini, come le chiamavo io, fresco di lettura di “Jack Frusciante e’ uscito dal gruppo” . Tre, una piu’ lecchina dell’altra. Odio allo stato brado.

    • La Rockeuse says:

      A parte che amo Jack Frusciante ma comunque hai avuto esperienze allucinanti tanto quanto le mie, adoro! Avrei però ucciso il prof di educazione fisica fascio… e adesso vado a casa senza la spiegata… 😀

  6. jesslan says:

    E di Lucrezio non ne vogliamo parlare? Mi è sempre stato sulle balle! L’abbiamo iniziato alla fine della quarta mi pare e portato avanti per tutta la quinta. E io facevo lingue!
    Il “quasi ingegnere” ha perfettamente ragione sul risultato dell’equazione! Ti traumatizzo un attimo:
    3+2x-3x+2x^2+3=0
    -2x^2-x+6=0
    2x^2+x-6=0
    x= [-1±√(1+48)]/4 = (-1±√49)/4
    Ok ok la smetto! Un bacino tesoro!

    • La Rockeuse says:

      oddiooo o_o sono sconvolta però sono felice perché comunque ero arrivata alla conclusione o quasi.. 😀
      Si effettivamente Lucrezio pure era allucinante, avevo quasi rimosso il mio disamore per lui!

  7. marymakeup says:

    oh mamma che tasto stai toccando! 🙂
    Ti dico solo che ho sognato la maturità per anni hahahhahaha

  8. francimakeup says:

    Ma perché le Prof. di chimica devono essere così tremende? La mia era terribile anche d’ aspetto

  9. Io mio incubo era la prof di economia, già la materia mi disgustava, in più lei era un’arpia acida fissata con le interrogazioni a sorpresa….. Non ti dico l’angoscia che ho avuto per due lunghiiiiiiisssssssssssimi anni!!!!

Dammi amore!

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s