I dolori di un giovane giornalista: gente che se ne approfitta

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Giovini giornalisti all’opera

Miei cari,

oggi post-sfogo sul genere “i dolori del giovane giornalista”, tanto per condividere con voi gioia e dolori della mia tanto amata professione.

Un paio di settimane fa vengo contattata da una conoscente di una mia amica che desiderava assumere una persona come ufficio stampa. Vi dico la verità, raramente faccio ufficio stampa, non mi piace molto farlo e non mi ritengo neanche capacissima, quindi preferisco fare il redattore e bona l’è. Siccome però, come tutti, tengo bisogno, le do la mia disponibilità e lei mi dice che mi richiamerà per maggiori dettagli.

Effettivamente mi richiama, qualche giorno dopo, per dirmi però che non può più assumere un ufficio stampa perché deve pensare ai suoi figli che “sono in difficoltà” – ma va! Non sapevo che ci fosse gente in difficoltà a questo mondo, perdindirindina! – e soprattutto, può pensarci “benissimo da sola” a occuparsi della comunicazione della carampanata che stava preparando. Non dico niente, anche perché poco c’era da dire, salutandola anche in modo abbastanza cordiale.

Non le ho detto che anche io sono in difficoltà, come miliardi di altri figli del mondo, mi pareva superfluo. Non le ho neppure detto che mi sentivo offesa nel sentire che il mio lavoro può essere svolto benissimo da chiunque, anche questo mi sembrava evidente. Ero pronta a scrollare le spalle e a gettarmi alle spalle quest’altra insulsa storia, quando mi arriva una mail da questa signora che mi prega di pubblicare il comunicato stampa della sua carampanata sul mio giornale, YOUng. Ovviamente le ho risposto che non potevo farlo, perché dovevo pensare a me e ai miei colleghi che “siamo in difficoltà”.

Posso sembrare cattiva ma davvero, non ne posso più. La crisi c’è per tutti, tutti siamo in difficoltà oggettivamente ma questo non ci autorizza a sminuire il lavoro altrui e poi a comportarci come imbecilli e approfittatori, chiedendo ugualmente una prestazione lavorativa senza però pagarla. Certa gente mi avvilisce davvero.

Vi è mai capitato qualcosa di simile? E come avete mandato la persona a quel paese?

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About La Rockeuse

Eh, ce ne sarebbero di belle da dire.
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20 Responses to I dolori di un giovane giornalista: gente che se ne approfitta

  1. marymakeup says:

    ah tesoro mio, da dove vuoi che inizio? Tu sapessi quanti bocconi amari devo buttare giù ogni giorno e la cosa triste è che sono anche più “vecchia” di te, questo significa che di cacca (passami il termine) ne ho già ingerita tanta fino ad oggi. Sai però come la penso…stringo i denti e vado avanti, sono certa che alla lunga, le persone che veramente valgono arrivano.
    Tu sei stata gentile, io non le avrei risposto con tanta educazione!
    Ti abbraccio x

    • La Rockeuse says:

      Eh immagino, anche perché il tuo (come il mio) non è un mestiere facile e c’è tantissima competizione e gente che se ne approfitta. L’età però ti da tanta esperienza e anche credibilità, cose da non sottovalutare affatto perché comunque fanno la differenza! e poi tu sei quello che sei, cioè una grande!
      baci 🙂

  2. Pipkin says:

    Che bella gente che si trova sempre in giro….
    ora scusa ma vado a scrivere un intervento del blog come il tuo, tanto voglio dire, CHIUNQUE può scriverne uno uguale.
    Baci!

  3. Emily says:

    Non sono ancora entrata nel mondo del lavoro e già mi spaventa. La verità è che la gente è molto egoista, non capisce che le sue difficoltà sono anche le difficoltà di un altro.

    • La Rockeuse says:

      Ma guarda quando tu entrerai nel mondo del lavoro spero staremo un po’ meglio (questi sono veramente gli anni caldi della crisi, comunque in futuro le cose cambieranno)! Rimane vero il fatto che la gente non capisce che come loro hanno problemi, ne hanno tutti, dunque chiedere una prestazione lavorativa a mo’ di favore è una cosa sbagliata e irrispettosa, perché comunque per me è di fatto lavoro!

  4. Salvo says:

    Da qualunque parte si trova questa gente, purtroppo…soprattutto gente come questa!! Devono cambiare un po di cose per sperare in qualcosa di buono (con questo non voglio dire che non ci sia niente di buono, ma è raro da trovare in questi tempi)

    P.S. Ciao Rory, oltre questo spero che le cose vadano bene, io manco da un po dal tuo blog (sto in preparazione per la tesi, appena finisco mi faccio un giro sui post non visti ^^). Mi raccomando non perdere la speranza(non ricordo in quale post era il mantra ^^) e ti posto la frase di Batman begins che mi aiuta tuttora a non farmi mollare https://www.youtube.com/watch?v=B7WOY1iQCxA .
    Un abbraccio

  5. M.Elly says:

    penso tu l’abbia letto sul mio profilo di facebook, che il comune mi richiama (dopo due colloqui per due parti distinte dell’assessorato alla cultura e dove, in entrambi i casi, sono stata surclassata da una combo di raccomandati) per offrirmi un lavoro di 6 mesi e poi, dopo 20 minuti “scusa, mi sono sbagliata, ci serve qualcuno che abbia la laurea in storia dell’arte”.
    Ah, piccolo dettaglio: il bando non era nè promosso, nè comunicato nè pubblicato online, ed è lo stesso per cui mi sono sbattuta nell’ottobre scorso e per il quale la laurea non era necessaria, ma era preferibile quella in cultural management.
    Ero così a pezzi, che non mi usciva nè una bestemmia, nè una lacrima.
    Finchè trovi una testa di cazzo qualsiasi come è successo a te, giustamente ci resti a bocca aperta, ma quando ti scontri con un’Istituzione, o un Ente Pubblico (per il quale paghiamo pure le tasse!!), penso sia ancora peggio.
    Con questo, non voglio fare a gara con te a “chi ce l’ha più lungo”, voglio solo dirti: non preoccuparti, tesoro, c’è di peggio. C’è sempre di peggio.
    E sai che faccio? Me ne vado.
    Parto per lo SVE, 9 mesi in Spagna e, se me la gioco bene. ci sta che resti… ho il corso di catalano pagato e nessun italiano a Barcellona parla catalano…

    • La Rockeuse says:

      Ho letto e infatti mi è venuto in mente di scrivere questo post anche per quello! ti capisco e so che mi racconti la tua anche per consolarmi, in effetti è tosta veramente per tutti.
      Per me fai bene ad andare fuori, anche perché mi sembra una bella opportunità e comunque ti evita di stare ferma qui a rimuginare. Poi quando ritornerai potrebbero aprirsi nuove prospettive, insomma bisogna essere fiduciosi nonostante tutto questo schifo.
      Ultimamente ammetto di essere avvilita perché tra una cosa e l’altra, non me ne è andata bene una però mi rendo conto che avvilirsi non porta a nulla :/

      • M.Elly says:

        Lo so, non porta a nulla, ma come ho detto a Madre quando ero nello sconforto più totale, credo sia nostri diritto piangerci un po’ addosso. Un paio di giorni per abbrutirsi e sfogarsi e poi, via, si cambia registro e ci si continua a muovere nel mondo con positività e voglia di fare. Ma qualche oretta di avvilimento ci è dovuta, altrimenti non saremmo esseri umani!

      • La Rockeuse says:

        No ma infatti figurati, non è questo che dico (io sono la prima a lamentarmi qui sul blog), quel che volevo dire è che comunque uno non deve farsi scoraggiare 😉

      • M.Elly says:

        si, hai ragione… è una prova difficile però, a volte le delusioni sono così numerose e grandi che fronteggiarle sempre non è affatto semplice. Sicuramente la vecchie saremo delle sagge stupende, pozzi di scienza e di esperienze 😀

      • La Rockeuse says:

        Ahahahah speriamo 😀

  6. ylian89 says:

    Brava 🙂 La gente è Egoista con la E maiuscola

  7. Marco says:

    Quando si stava diciamo più larghi già c’era questa mentalità del conoscente (che se fosse più moderata e ragionata potrei anche capire, ma così no.) L’Italia come sempre soccombe ai vizi peggiori o li importa da fuori. Questo però è il suo vero e proprio distintivo: la raccomandazione. Come ho scritto potrebbe essere come in America o in Giappone e consistere nella segnalazione per conoscenza di una persona effettivamente capace ma passata inosservata. Ma ahimè così non è

    • La Rockeuse says:

      Ma infatti guarda, se uno ti segnala una persona competente io sono pure d’accordo, nel senso che va bene dargli una chance, però quando ti segnalano i caproni solo perché figli di o amici di mi viene davvero la nausea.
      Per quanto concerne quest’episodio, purtroppo molti credono che conoscenza (ma pure amicizia) voglia dire “approfittiamoci allegramente di questo/a”, senza capire che per quanto una persona possa esserti amica, comunque nel fare una determinata cosa perde del tempo, perciò se mi fai tutto il discorsetto “non posso permettermi di spendere soldi” io di conseguenza ti faccio quello del “Non posso permettermi di non guadagnare soldi”, perché veramente non è giusto!

  8. LifeLover says:

    Non sono ancora nel mondo del lavoro, ma te ne racconto una : circa un anno fa, sono stata chiamata a fare da hair model (quanto suona bene XD) per un’affermata scuola di parrucchieri di torino (quindi non dei poveracci sprovveduti e bisognosi). Qualche giorno prima la segretaria mi fa che impiegandoci e perdendoci tutta la domenica, (giorno che uno si fa i cavoli proprio)la cosa era retribuita (almeno un minimo e non sapeva ancora quanto). La domenica alla fine del tutto la tizia mi consegna un sacchettino con una crema autoabbronzante dell’azienda con cui collabora: alla faccia della retribuzione. Non mi sono messa a dirle qualcosa perche’ comunque ero andata per tagliarmi i capelli aggratisse (ma alla fine me ne sono pentita: me li ha fatti orrendi XD), pero’ almeno stai zitta e non dire nulla che ci fai piu’ bella figura. (Anche perche’ la gente che veniva a fare il corso di aggiornamento sborsava circa 600 euro e non erano proprio pochine le persone)

    • La Rockeuse says:

      Ma guarda purtroppo che io sappia spesso fanno di questi imbrogli quando si tratta di fare la make up o la hair model, è un vero schifo perché sono corsi mediamente costosi, tu comunque chiami della gente che alla fine spreca tempo per te e come la ripaghi? Non voglio sembrare esagerata ma per me è uno schifo autentico!

Dammi amore!

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