Attenti a ciò che scrivete, potrebbero rispondervi

Immagine 004Io un po’ fescion, un po’ blogger

Miei cari,

ho fatto questa riflessione ieri, dopo uno scontro – verbale, ça va sans dire – con un conoscente. Costui è sempre solito dire o scrivere vari pistolotti di varia natura che spesso risultano soltanto noiosi, anche perché se provi a interagire un minimo rispondendo e dicendo la tua, costui ti cassa immediatamente.

Ora lo sapete, stiamo vivendo un  periodo un po’ nero a causa delle elezioni e quindi il pistolotto politico purtroppo sale facilmente alle nostre dita, che digitando sulla tastiera del pc, lo imprimono per sempre su facebook o sotto qualche articolo randomico di siti o quotidiani più o meno importanti.

Questa persona di cui sopra ha iniziato quasi a trollare un sito che leggo spesso, scrivendo commenti immensi dove inneggia quasi al papato-impero e amenità varie, del tutto fini a se stesse. Ultimamente però ha secondo me esagerato, perché ha scritto che per fortuna lui si laureerà a breve e siccome parla inglese, francese, tedesco, sanscrito, greco antico e calcinculo, fuggirà dalla serva Italia di dolore ostello per rifugiarsi verso lidi più sereni, ove di certo l’attendono a braccia aperte perché lui è bravo e tanto colto.

Gli ho detto di andare via e di restarci pure, senza mezzi termini forse, però con la convinzione che gente come lui sia inutile per questo Paese e questo, anziché replicare, mi ha detto solo che sono cattiva. Io sarò pure cattiva e antipatica ma sinceramente non trovo normali quelli che dicono di voler andar via e l’annunciano tronfi, come se poi chi resta sia costretto a campare nello schifo totale. Anche perché diciamocelo, se tutti potessimo andare via ed essere sicuri di trovare lavoro, gioia e felicità, lo faremmo senza pensarci troppo.

Ma non è così. E poi abbandonare una barca che affonda è troppo facile, un altra storia è invece tentare di rimboccarsi le maniche e salvare la situazione. Ma forse per questo ci vuole troppo coraggio.

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About La Rockeuse

Eh, ce ne sarebbero di belle da dire.
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29 Responses to Attenti a ciò che scrivete, potrebbero rispondervi

  1. Concordo, per restare ci vuole coraggio!

  2. Valentina says:

    Infatti. Anch’io su FB mi sono vista la home piena di tutti questi, e ad ognuno di loro (veramente non tutti perchè mi scocciava, ma qualcuno) ho risposto “perfetto, staremo più larghi”. 😉

  3. Luigi says:

    Uh, che noia, prima lo fanno con l’abbandono della città natale, poi con il Paese, poi con la Terra. Solo roba per farsi notare, sapranno le lingue, ma anche quella della banalità.

  4. Luigi says:

    Ma quella in foto è Catherine Spaak da giovane!

  5. Salvo says:

    Nel mio futuro campo di lavoro (aerospazio) è molto difficile restare in Italia, pero anche lasciarla in parte mi dispiace. Naturalmente sto sperando che questo campo evolvi un po anche qui, per poterci tornare o meglio anche restare senza andarmene(il che sarebbe ottimo 🙂 )… sono odiose le persone che se ne fregano di quello che puo accadere perché tanto se ne andrano di qui… Purtroppo è vero per rimanere ci vuole molto coraggio

    P.S. Sei molto bella nella foto (come sempre del resto ^//^ )

    • La Rockeuse says:

      Beh se il tuo lavoro ti porta lontano, è giusto che tu lo segua anche per realizzarti. Se invece vai via perché ti sei scocciato o scemenze del genere… mi pare una sciocchezza. Comunque è vero che per rimanere ci vuole un enorme coraggio, perché la situazione è quel che è!

      Grazie ❤

  6. Ellie says:

    Pur non vivendo la vostra situazione in Italia, condivido il tuo pensiero.
    Se sei così intelligente e dotato, perché non hai le palle per cercare di fare qualcosa per migliorare la tua nazione?

  7. Pier(ef)fect says:

    hai ragionissima cara amica! tutti a lamentarsi, a rompere le scatole e poi non vedono l’ora di andarsene o non si degnano a far nulla affinchè cambi la situazione! ma che tristezza!!!
    comunque sei fescionissima in quella foto! faresti il culo a molte blogger u.u

  8. Io parlo da Expat, e pure abbastanza lontano! Ormai sono piu di quattro anni che sono fuori, prima in Francia e ora a Hong Kong. Sinceramente io non ho mai fatto proclami di questo genere, le cose non mi andavano piu’ bene e credevo (e credo tuttora, soprattutto dopo queste elezioni) che non ci sarebbe stata alcuna soluzione, nonostante tutti gli impegni profusi. Nessun proclama guerrafondaio e tanta serenita’. Al contrario, un sacco di ribrotti da parte di chi stava in Italia “ma dove va, ma sei pazza, ma sei lontana da casa, ma te ne pentirai, andra’ male…”, pensa te!
    Concordo pienamente sull’odio verso chi sbraita che se andra, che fa tutto schifo, perche beh…poi alla fine son proprio quelli che non si schiodano. Pero e’ anche vero che sento spesso parlare con un po’ di astio nei confronti degli Italiani all’estero, come se fossero delle specie di traditori o non dovessero immischiarsi (ho sentito gente dire che e’ sbagliato darci il diritto di voto, per dire).
    Tutto questo per dire che palle la gente che taglia i giudizi con l’accetta.

    • La Rockeuse says:

      Sono d’accordo con te e ti dico, capisco persone come te che sono andate via, perché alla fine ci pensiamo un po’ tutti, oppure quanti sono costretti ad andar via per questioni lavorative. Quelli che non sopporto sono i famosi “Io me ne vado” che poi restano sempre a casa con mammà. Diciamocelo, le cose non sono semplici e il rimanere non è un desiderio di tutti, spesso la realizzazione e la serenità soprattutto si trovano altrove ma il discorso secondo me è che più che scrivere sui vari facebook, twitter e compagnia “me ne vado fate schifo” uno dovrebbe comprarsi un bel bigliettino, farsi la sua brava valigiuzza e andare via, senza scene madri da film. Come dicevo a Pipkin, il signore di cui parlavo nel post ha ora come sue mete super esotiche Milano, Firenze e Venezia che se non erro si trovano tutte e tre in Italia…

      • Ah beh, allora! Il problema italiano del resto e’ anche quello: quando sento gente che magari da Napoli e Bari si e’ spostata a Milano o Venezia che si autodefinisce “fuorisede” o comunque lamenta la lontananza con la terra natia…insomma, e’ Italia, sei a casa con un’ora di aereo!

  9. Pipkin says:

    In questi giorni ho una grande insofferenza anche io verso chiunque si metta a fare il catastrofista e il saccente, e con le elezioni (come ti dicevo nell’altro articolo) sono aumentate a dismisura queste figure “colte” (che di colto non hanno nemmeno il cellulare da per terra)…concordo con te, che sloggino. Staremo tutti un po’ meglio!

    • Pipkin says:

      p.s.
      Non mi chiedere come mi è uscita quella del cellulare, fai finta di non averla letta

    • La Rockeuse says:

      Questa del cellulare è bellissima ❤
      comunque veramente, se ne andassero e dimostrassero a tutti che le loro parole hanno anche delle conseguenze! per dire, il signore di cui sopra come mete esotiche ha Milano, Firenze o Venezia. Allora ho capito che Milano sembra un luogo lontano ma ci vogliono 4 ore di treno, oggettivamente è un po' poco!

  10. Luigi says:

    Io comunque rimango estremo e dico che si è veramente in crisi e disperati, non si perde di certo tempo a scriverlo proprio in generale, senza scuse di nessun genere. Voglio vedere quanta voglia avevano gli emigranti di una volta di mettere i manifesti della loro partenza. Chi lo fa è solo perché è in una situazione (se parte davvero) più rilassata, tale di permettergli la tranquillità emotiva per un post pubblico e cacate varie.
    Posso capire il volersi sfogare o cos’altro, ma qualche persona vicina per farlo, anche virtualmente, la si trova sempre.

    • La Rockeuse says:

      Questo è sicuro ma poi comunque anche all’estero stanno messi male, non è che proprio sbarchi a Londra e subito trovi lavoro perché aspettavano te… per come la vedo io a molti sfugge questo dettagliuccio…

      • Luigi says:

        Decisamente. Altri Paesi europei, UE non, non è che stanno aspettando i giovani italiani intraprendenti, è finito il tempo dell’Irlanda che offre, altrove è comunque difficile. Per quanto riguarda il resto del mondo c’è sempre La Repubblica Democratica Popolare di Corea ad aspettarli!

  11. Chiara says:

    Però Veronica, sono scelte, e non tutte sono dettate da un’ insofferenza boriosa, ora non facciamo l’errore di fare di qualche erba marcia un fascio unico.
    Paradossalmente dopo aver comprato il biglietto per l’Olanda poche settimane dopo mi si è presentata un’ottima occasione lavorativa che dovrebbe partire dal 31 maggio, quando mi scadrà il contratto del posto dove lavoro, e se tutto andrà bene, ho deciso di rimanere, ma qualora queste promesse non dovessero concretizzarsi me ne andrò. Forse dovevo smuovere un po’ il karma, non lo so, fatto sta che non sputo nel piatto dove vivo e mangio, perché se potrò fare il lavoro che amo, finalmente IN REGOLA, e con uno stipendio decente (non alto, decente) io ci proverò a rendere nel mio piccolo questo posto migliore impegnandomi a svolgere al meglio le mie mansioni. Ma sono anche stufa di vedere chi cerca opportunità all’estero tacciato di vigliaccheria e di codardia. Non per tutti è così, e non per tutti è un capriccio, per alcuni è una necessità.

    • La Rockeuse says:

      No aspetta non ho affatto detto questo, se leggi anche nei commenti più sotto vedi che io non accuso assolutamente la massa ma soltanto coloro che parlano, parlano e alla fine sempre qui stanno. Ripeto, l’idea di andare via viene in mente a tutti, prima o poi, senza contare che c’è chi proprio per percorso di studi è giocoforza costretto, per così dire, ad andare via. Ovviamente ci sono anche quelli che trovano la propria realizzazione umana e professionale all’estero e non in casa propria, perché è chiaro che può succedere e anche in questo caso, io mica mi accanisco. Semplicemente la gente che fa storie come questo mio conoscente mi infastidisce, anche perché il suo concetto di estero, esplicato ieri, è Firenze, Venezia o Milano…

      • Luigi says:

        Secondo me tu sei stata chiarissima, nei commenti ancor più che nei post.
        Io ribadisco la mia tesi e la spiego ancor meglio (sto rispondendo a te, Rockeuse): se il soggetto sceglie di andare via, per crisi, per realizzazione o quello che è, e ci aggiorna anche su come va, magari ci crea un blog o un sito a tema, come ne leggo tanti, diventa anche una cosa interessante e costruttiva, io ne seguo diverse di esperienze all’estero (che però non scadano anche quelle nel “vetrinismo”, sia chiaro), di persone che vivono situazioni differenti e hanno rispetto per chi rimane.
        Invece della frase ad effetto fine a se stessa, anche se il tizio poi va davvero oltre Firenze o Venezia non ce ne può sbattere un beneamato flauto, è una rottura che la comunità subisca i continui proclami di questi disagiati, insoddisfatti di se stessi che cercano così approvazione, applausi, invidie.

      • La Rockeuse says:

        Esatto, non capisco perché Chiara se la sia presa sinceramente. Come ho detto, ho pensato tante volte anche io ad andarmene ma non per questo scrivevo SIETE DELLE CHIAVICHE, ME NE VADO, anzi. Capisco perfettamente chi decide di andar via, però non condivido chi rompe così l’anima facendo proclami discutibili, salvo poi andare massimo a Bassano del Grappa, che proprio stato estero non è. Naturalmente ci vuole tanto coraggio pure a fare la valigiuzza e andare via, nessuno dice di no, però il medesimo coraggio ci vuole a restare, ancor più qui al Sud, non lo dico per vittimismo ma perché è la verità.

Dammi amore!

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