Perché amare i musicisti ma non sposarne mai uno

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Rory, la ragazza dello zoo di Berlino.

Miei cari,

ieri notte, nell’insonnia, tra un video trash sul tubo e l’altro, improvvisamente ho pensato al mio enorme amore per coloro che suonano, che negli ultimi anni è stato accompagnato dalla consapevolezza che, benché i musicisti siano la mia passione, non ne sposerò mai uno.

Perché amo i musicisti?

– Perché hanno un’allure figa, anche quando si vestono come Andy Milonakis.

– Perché quasi sempre hanno delle mani stupende.

– Perché altrettanto spesso, hanno uno sguardo triste.

– Perché sono dei poeti. Voglio dire, chi sa tirare fuori una bella melodia da uno strumento (e non una cacofonia assordante) è un poeta.

– Perché spesso sono delle persone magnificamente infelici e viene voglia di entrare nelle loro teste per capirne i motivi.

Nonostante questo, non ne sposerei mai uno perché per quanto li adori, spesso sono delle persone che ti fanno soffrire, a volte anche senza (quasi) volerlo, è come se non se ne rendessero conto. Stando spesso fuori, c’è sempre la paura di un tradimento, senza contare che a volte penetrare nelle loro teste e nel loro mondo è davvero difficile e si finisce sempre col sentirsene un po’ tagliati fuori, il che in una relazione non è il massimo. E poi io sono una gelosa, pure parecchio, quindi un futuro in queste condizioni non so quanto sarebbe fattibile per me.

E voi? C’è qualcuno che adorate ma che non sposereste mai?

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About La Rockeuse

Eh, ce ne sarebbero di belle da dire.
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26 Responses to Perché amare i musicisti ma non sposarne mai uno

  1. jesslan says:

    Bah…io Kurt Cobain l’avrei sposato volentieri, se non fosse stato così tossico…

  2. Salvador Dalì, adoro gli artisti 😉

  3. Pier(ef)fect says:

    in generale gli artisti, chi vive di arte… persone interessanti ma molto volubili!

  4. Ellie says:

    La penso esattamente come te. I musicisti, ma gli artisti in generale, vanno benissimo da ammirare e rimirare. Ma sposarne uno, credo sarebbe una tragedia… Troppo emotivi e imprevedibili…

  5. Demart81 says:

    “E voi? C’è qualcuno che adorate ma che non sposereste mai?”
    Sì, tu. 😛

  6. Love is says:

    mmm…forse un militare…non riuscirei a vederlo partire per le missioni e non sopporterei di non capire cosa ha vissuto e di vederlo tornare a casa cambiato!

  7. …al di là che i musicisti sono davvero degli Dei per me…ricordati che il marito perfetto esiste…ma non è il tuo! detto questo 😉
    ahahahaha 🙂

  8. tereeffe says:

    L’unico musicista che voglio sposare (lui non mi vorrà mai: preferisce le modelle anoressiche) è Miles Kane.
    Per il resto, opto per la convivenza col musicista e, nel caso dovesse farmi soffrire, lo cornificherò con altri musicisti.

  9. Luigi says:

    Ma solo io conosco musicisti grettoni, vestiti tutti uguali, tozzi e SOPRATTUTTO invidiosi, sempre pronti a smerdare i colleghi, presuntuosi e anche abbastanza limitati come cultura, concetti e intelligenza pura? Guarda ti giuro che non sono pochi, anzi…
    Sarà la repressione dell’anonimato (per chi lo è), non so, però, delle volte, più salgono di notorietà e peggio è.
    Ho avuto modo di conoscere anche qualcuno più in alto, l’impressione è stata raramente positiva. Conosciuto, eh, averci passato la giornata, non aver ricevuto un autografo o fatto un’intervista mentre sorrideva a 75 denti.
    Però, bisogna pur sognare, e sono d’accordo…

    • La Rockeuse says:

      Su questo discorso, sono d’accordo con te. Nel senso che ho conosciuto veramente tanti e ti dico tanti musicisti, un po’ a tutti i livelli e ti dico che me ne hanno fatto simpatia 3.
      Come in tutti gli ambiti, ci sono sia le persone carismatiche, affascinanti, che i poveri stronzi… ed io mi sono rifatta, per così dire, ai primi :p
      Putroppo ci sono anche quelli estremamente affascinanti che poi si rivelano essere poveri stronzi ma fa un po’ parte del gioco.
      Mi è capitato di conoscere anche gente piuttosto famosa che alla fine si rivelava tanto essere una brava persona, tanto un montato pazzesco con atteggiamenti divistici che comunque non giustifico, perché il fatto che tu abbia un minimo di fama non ti consente comunque di trattare gli altri come spazzatura :/

      • Luigi says:

        Concordo specialmente con l’ultimo tuo periodo, mai e poi mai si è nella posizione di tirarsela giustificatamente, al contrario dell’idea dei molti,che dicono “può permetterselo”.
        Da qualcuno il mio discorso verrebbe etichettato come invidioso, ma io mi ritengo molto realista e a quelle conclusioni sono dovuto giungere con molto dispiacere, perché sono cose che alla musica fanno male. È vero che i minchioni ci sono fra i musicisti come fra gli operai, ma il tipo di prodotto porta i primi ad aver possibilità di maggior critica, il lavoro intellettuale, essendo più astratto, è più facile da bersagliare. Se in quelli più in alto puoi trovare facilmente situazioni da retorica spicciola, da “semplice” atteggiamento da divo, fra gli amatori ho spessissimo vissuto cose allucinanti forse più allucinanti. Ormai pare che non ci sia concerto senza stuolo di critici del campo (mi riferisco a chi è addetto ai lavori) alle spalle che contesta l’assolo o la timbrica, tutti navigati, tutti maestri, non esiste un essere umano che si concentri sul messaggio che vuole dare l’artista, anche se in quel momento sta dando semplici testate ad un ferro da stiro.
        Sono dovuto arrivare a dire che personalmente amo la musica ed odio l’ambiente musicale.
        Poi, le eccezioni non sono poche, e in quei casi mi sono davvero rifatto orecchie e CUORE!

      • La Rockeuse says:

        Quel che dici è tristemente vero. La mia idea è (perché non m’arrendo…) quella di occuparmi a tempo pieno, guadagnandoci anche un pelo di più di musica.
        Ebbene, io penso di avere una certa competenza, in quanto ne ascolto tanta, l’ho studiata ma comunque non mi ritengo Lester Bangs o Nick Kent. Per quanto io mi impegni, però, ci sono milioni di improvvisati, che non capiscono una mazza e che si spacciano per grandi intenditori, ovvero criticano ogni nota che viene fuori da qualsivoglia strumento musicale… e questa non è critica, nè tampoco giornalismo.
        Per non parlare dei gruppetti del cazzo che si sentono già delle star arrivate, quelli sono i peggiori. Anche io non amo affatto la gente che si atteggia, perché secondo me non c’è mai un vero buon motivo per atteggiarsi ma quando questo atteggio si fonda sulla poracceria…

        p.s. si facevo la groupie poraccia, non ero una vera groupie :p

  10. Luigi says:

    Sono proprio i gruppuscoli o singoli “arrivati” ad avermi leso di più, non avendo avuto molto a che fare con il giornalismo musicale professionista.
    Io “sogno” un ambiente dove il musicista va ad un concerto di un suo collega e ne trae ispirazione, magari lo stimola per le prossime creazioni, si sente UNITO a lui perché entrambi coltivatori della stessa magia, e non rivali in continua concorrenza, da smerdarsi reciprocamente e continuamente, in maniera superficiale e con la cattiveria di chi deve criticare in maniera fine a se stessa, anche se magari la cosa l’apprezza.

    p.s. ah ecco! 😀

    • La Rockeuse says:

      Qualcuno e dico qualcuno che ci riesce c’è (e ci mancherebbe) ma la stragrande maggioranza si schifa, un po’ per rivalità, che è anche giusta, un po’ proprio per cattiveria.
      Essendo una persona pochissimo competitiva, non capivo la cosa neppure quando avevo un gruppo, figurarsi ora… che poi a me pesa parlar male di band anche se i componenti mi stanno sulle palle, per farti capire :p
      Però davvero a volte ho visto atteggiamenti ridicoli che rasentavano il patetico.

      • Luigi says:

        È giusto anche un po’ di sano agonismo in stile concorso, ma spesso è proprio cattiveria data dall’insoddisfazione: non ho quello che ho, quindi critico. Una copia maligna di cogito ergo sum. 😀

      • La Rockeuse says:

        Esatto e a volte è anche semplicemente la voglia di criticare per il gusto di farlo, senza una reale e giusta motivazione!

Dammi amore!

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