Istruzioni per l’odio – la recensione

istruzioni

La copertina del libro di Simone Montella!

Miei cari,

lo sapete, non mi ritengo proprio il top per quano riguarda la recensione dei libri (a meno che non siano cose a sfottere ma questa è un’altra storia…) per cui quando Simone Montella (che qualcuno conoscerà come Simone Disordina) mi ha regalato il suo libro chiedendomi un parere, mi sono sentita investita di una responsabilità troppo grande, difficile da fronteggiare.

Quindi mi sono detta: bando alle recensioni! Dirò la mia, come ho sempre fatto, senza alcuna pretesa. Non farò esegesi o critiche del testo, dirò soltanto quello che il libro mi ha suggerito e perché mi è piaciuto, sperando di incuriosirvi o quanto meno, di farvi capire quanto mi sia piaciuto.

Il protagonista è un ragazzo di circa trent’anni, originario di Napoli ma che vive a Mogliano, nonostante conservi tutta la sua napoletanità e qui ci metto una perla:

Tutto è giallo, giallo perché per me la paura ha quel colore lì, perché sono nato a Napoli e a Napoli quando prendi paura si dice che “hai fatt o giall”, sei diventato giallo in volto.

La vicenda è ambientata nl 2011 e nello specifico, al termine dell’ultimo governo Berlusconi perché è proprio su Mr.B. che la storia è incentrata, poiché il protagonista è in qualche modo ossessionato dalla sua figura e in particolare, da come ha mutato usi e costumi dell’Italia durante la sua “dominazione”. Il libro è un racconto in prima persona veloce, a tratti anche crudo, senza troppi fronzoli, in cui probabilmente ognuno di noi può un po’ identificarsi in questo ragazzo giovane, per cui la depressione è “un’ideologia”, che fatica a trovare una collocazione nella nostra società fin troppo politicizzata ma alla fine vuota di contenuti. E il bello che è il libro non ha toni troppo drammatici, non è un polpettone insomma ma riesce anche ad essere parecchio divertente (ci sono riportate un paio di “conversazioni da call center” davvero esilaranti!). Dal punto di vista stilistico, il libro è piuttosto ben scritto, in uno stile semplice un po’ cannibiale e a mio avviso, adattissimo all’argomento e alla tipologia del testo.Insomma, mi è piaciuto parecchio e spero d’aver incuriosito un po’ anche voi. In generale, vi consiglio di fare un giro sul blog di Simone e di leggere qualcuna delle sue considerazioni politiche, perché meritano parecchio.

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About La Rockeuse

Eh, ce ne sarebbero di belle da dire.
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4 Responses to Istruzioni per l’odio – la recensione

  1. è una recensione interessante, mi informerò! 🙂

  2. Domenico says:

    direi che hai colpito nel segno con questa recensione….spero di trovarlo in feltrinelli 😉

Dammi amore!

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