Una questione di rispetto

Sono stanca di stare a casa!

Miei cari,

com’è vero che solo quando hai qualche problema e con questo intendo sia malattie che altre difficoltà, riesci veramente a capire la qualità delle persone che ti stanno attorno, siano esse familiari, amici, conoscenti.

Non voglio lamentarmi, non temete… cioè un po’ si ma vabbè, vorrei solo fare una piccola riflessione su quanto ho capito in questo periodo. Innanzi tutto, come vi ho detto, non immaginavo di ricevere tanto sostegno da voi e non vi ringrazierò mai abbastanza, davvero. Allo stesso modo, soprattutto sul lavoro, dai miei colleghi, speravo di essere capita di più. Come sapete, non potendo indossare gli occhiali, non riesco a stare molte ore al computer, cosa fondamentale nel mio lavoro, che è di redattrice e content editor, in buona sostanza.

Questa mattina non mi sono sentita bene, motivo per cui tutto ho fatto, fuorché mettermi al pc a lavorare. Ebbene, mi sono arrivate tantissime chiamate, messaggi, segnali di fumo dai colleghi, disperati perché appunto non stavo lavorando. Chiaramente, loro sanno della mia situazione, quindi mi sono sentita ancora più ferita: perché non hanno rispetto del dolore e non pensano che una persona che si è operata da poco forse vuole un po’ di calma e tranquillità?

Sto cercando di lavorare, di non perdere tempo, di fare del mio meglio…ma credetemi, non è facile e cose di questo genere mi fanno sentire ancora più avvilita. Certo, non dimentico che c’è chi come mia sorella soprattutto, fa del suo meglio per aiutarmi, nonostante lavori molto anche lei, però, al contempo, ci sono certi parenti che mi vengono a trovare e poi si mettono a parlare di cazzi propri, con la pretesa che io serva loro il pranzo, il caffè e l’ammazza caffè. Non voglio sembrarvi cattiva, so che tutti hanno i propri problemi e spesso parlarne è una valvola di sfogo ma a me non verrebbe mai di piazzarmi in casa di una persona che non sta bene e farmi portare al tavolino pure il caffè.

Insomma, è tosta. 

Che poi dico io… ma è così complicato rispettare gli altri?

 

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About La Rockeuse

Eh, ce ne sarebbero di belle da dire.
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12 Responses to Una questione di rispetto

  1. c.strino@email.it says:

    Ciao cara,

     

    mi diresti quale PLUGIN e in quale VERSIONE

    stai usando per WORDPRESS per gestire la mailing list?

    Devo inserire lo stesso plugin per un cliente… vedo ke il tuo funge mooolto bene!

     

    Grassssie assaie!!

     

    PS: cumme staie??

     

  2. Ellie says:

    Ci sono troppe persone che non hanno ancora capito che la loro realtà non è l’unica ad esistere – cosa che invece di solito si capisce verso i 5 anni, se non sbaglio, il che è ancora più triste.
    E’ proprio vero che è nei momenti di difficoltà si capisce chi sono i veri amici. Magari chi pensavi che ti sarebbe stato vicino ti volta le spalle e invece ricompaiono persone che non ti aspettavi, che ci tengono davvero a te.

    • La Rockeuse says:

      E’ proprio così!
      per dire la verità, più o meno ho avuto quel che mi aspettavo in termini di vicinanza, solo mi aspettavo più comprensione sul lavoro e non mi aspettavo i parenti scrocconi… questa è stata la cosa più fastidiosa perché io poi penso sempre a me e non mi verrebbe mai in mente di andarmi a parcheggiare a casa di uno che non sta bene per farmi servire e riverire!

  3. tizy1289 says:

    Tesoro mio,
    Purtroppo esistono persone che credono di essere al centro del mondo, indi per cui non concepiscono che una collega possa stare male e conseguentemente avere più impegni sul lavoro. Stessa storia per i parenti..mia madre mi dice sempre che, quando ero neonata, aveva un via vai di parenti per casa che volevano vedermi, coccolarmi ecc, incuranti del fatto che io stessi dormendo o lei stessa volesse un attimi o stare sola con me…
    Un abbraccio grande grande!

    • La Rockeuse says:

      Ahahha povera tua mamma!
      comunque è vero, c’è gente che davvero non fa sforzi d’immaginazione, non so se perché se ne fotte o per pura cattiveria.
      Credimi, a me la gente per casa non da fastidio ma siccome io fatico già a prepararmi la cena per me stessa, figuriamoci se devo pensare anche alla scema della zia di mia madre che viene qui a pontificare. Non è per cattiveria, è che proprio non arrivo a capire come si possa essere così menefreghisti.

      bacini ❤

  4. Ma che assurdità. Purtroppo “ci sono gente” (come direbbe il buon Cesaroni 😉 che non ha un briciolo di sensibilità e che ti viene da augurargli qualcosa di maluccio, senza voler esagerare, per fargli capire come si sta quando si sta poco bene, poi scommetto che sarebbero i primi a pretendere attenzioni e a non capacitarsi di come questo diritto non solo sia sia ignorato ma anche calpestato.

    • La Rockeuse says:

      Ma guarda anche a me verrebbe da augurargli qualche malattia anche se ti dico che alcune parenti anziane di mia madre, quando sono malate, si fanno servire e riverire… altroché! Peccato che pretendano lo stesso trattamento anche quando a star male sono gli altri…
      ma che gentaglia guarda.

  5. le mille me says:

    è davvero difficile capire quando usciamo dai nostri spazi e sconfiniamo nei “territori altrui”… credo che, inconsapevolmente, lo facciamo tutti. quindi dobbiamo sopportare(a meno che non si superino certi limiti)…
    ps. che buffo però, senza aver letto il tuo post ho iniziato a chiedermi pure io la stessa cosa. uno spunto per un post 🙂
    un bacione e buona guarigione

Dammi amore!

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