Università impossibili

Fare capa e libro.

Miei cari,

oggi post in cui spiego come mai non amo l’Università.

Iniziamo dalla prima cosa, dunque l’iscrizione. Nei Paesi normali, civilizzati o in via di sviluppo, ci si iscrive online. Qui a Napoli purtroppo è un’impresa titanica. Tra sito che non funziona, iscrizioni da convalidare quando nessuno te lo dice  e quant’altro, il tutto diventa un vero e proprio incubo, senza contare che comunque devi passare per la segreteria per ritirare il libretto, perciò CHE SENSO HA TUTTO QUESTO? Non si poteva fare come prima e iscriversi in segreteria e amen? Bah.

Poi ci sono i programmi della guida dello studente che non corrispondono ai programmi effettivi, i professori che non rispondono alle email o che se ne partono per la tangente senza dire nulla a nessuno, gli emo riciclati, i truzzi, gli hipster e gli hardcore…e via discorrendo. I miei preferiti sono però quelli che ti guardano con un mix di terrore e raccapriccio quando sentono che tu devi “lavorare” e quindi non puoi seguire. Ma come è possibile mai? Come si fa?! Come puoi lavorare per comprarti inutile cibo (e pagarti inutili tasse universitarie…) anziché seguire quelle fantastiche lezioncine in sopprimenti aule?! E’ assurdo! GIAMMAI! Che poi io vorrei dire “ma come cazz vi permettete?” però poi mi gioco la laurea che se non prendo mia madre si uccide…oppure uccide me.

Ma la verità è che secondo me studiare spesso non serve o meglio, serve relativamente per quel che faccio io, ovvero la giornalista. Perciò mi direte “e allora che ti sei iscritta a fare alla magistrale?” e io vi dico “è mia madre che mi ci ha costretto”. Non voglio fare la lamentosa ma lei non mi capisce, non capisce che per me è inutile fare questo noioso corso di laurea dove devi studiare come un monaco benedettino del XV secolo per poi ritrovarti comunque disoccupato o comunque senza nulla in mano (per la cronaca: è la facoltà di Storia dell’Arte).  Ho provato a farglielo capire a parole mie ma lei ha fatto orecchie da mercante e mi ha fatto sentire anche male, dicendomi che devo-devo-devo laurearmi non si sa bene perché. Allora io vi chiedo un aiuto:

Come posso fare per far capire a mia madre che non mi va assolutamente di proseguire questi studi? Si accettano consigli!

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About La Rockeuse

Eh, ce ne sarebbero di belle da dire.
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23 Responses to Università impossibili

  1. Bob says:

    Ma sei sua figlia, deve capirti. Dille con chiarezza che ti dispiace di deluderla ma proprio non ami questa materia e non riesci a studiarla, poi fai la giornalista non penso vuoi fare la critica d’arte no? Parlale chiaro, dille che ci stai male, perchè si capisce che ci stai male ma proprio non è cosa tua.
    Io ti consiglio comunque di rifletterci bene, pensaci, magari anche se ci metti qualche anno in più una laurea di II livello può sempre fare comodo.

  2. Ma perché non te ne vai di casa e basta?

  3. Lifeislife says:

    Dipende dall’età. Oltre i 25 anni i genitori non possono costringere i figli a fare alcunchè. Per diritto naturale. E poi ancora legati alla laurea?! Con la gente che inventa ogni giorno il futuro sul web? Cara mamma sei la ragazza del Secolo scorso, il mondo dall’11Settembre 2001 è cambiato (e nn solo per l’euro)

  4. Bob says:

    Ad Harmonic ecc ecc: ma che consiglio è? Secondo te se Rory va a vivere anche in Giappone smette di essere figlia di qualcuno? I genitori smettono di romperle le palle? Non penso proprio.
    Se a te hanno smesso da quando sei andato in America facci sapere che ce ne andiamo tutti

    • La Rockeuse says:

      Ma secondo te mia mamma smetterà di rompere finché camperà? non credo affatto 😀

      • Mah sinceramente io penso che se fino a mo’ non c’è stato verso è meglio imporre la propria volontà ed andarsene a quel paese ed affermare la propria indipendenza. Dopotutto nella vita uno deve fare il cazzo che gli pare. Ma poi che significa che se uno se ne va in Giappone smette di essere figlio di qualcuno? Non ti pare di estremizzare? Dubito che nel caso dovesse andarsene a lavorare a NYC la mamma la chiamerebbe su skype per dirle di pigliarsi la laurea.
        In ogni caso non ti permetto assolutamente di rivolgerti a me con questo tono da guappo di cartone, se vuoi andartene da qualche parte fai pure, certo non ho voglia di doverti venire a dire il perché o peggio il come.

  5. Pipkin says:

    Mi viene in mente un mio amico della Puglia che, abitando fuori città, ogni volta deve andare in treno fino a Bari per vedere se sono usciti i voti degli esami (potenzialmente facendo un viaggio andata/ritorno a vuoto, quindi)…assurdo. Sarà che facendo informatica i voti venivano pubblicati tutti online, ma ormai direi che come MINIMO dovrebbe essere così dappertutto…ci vuole davvero poco a caricare due file su un sito 😐
    Riguardo alla scelta…perché non dici semplicemente la verità, tentando di farla ragionare? Io ai miei ho detto (un po’ ci sono arrivati anche da soli): con la voglia di studiare che ho al momento, che è pari a zero, non ESISTE che io faccia la magistrale, ci metterei altri 4-5 anni o mollerei prima di terminare. Invece di buttare il tempo in questo modo è MOLTO meglio che io inizi a lavorare (che poi, voglio dire, prima inizi e prima finisci – tolto che ci sarà ancora una fine, ma questo è un altro discorso), a farmi un curriculum e a guadagnare, che stare a casa a perdere tempo non fa bene né al mio futuro né a voi. Tanto se poi mi dovesse venire voglia di fare la magistrale (leggi: mai) potrò sempre riprendere, no?
    Conclusione: si sono accontentati di sapere che almeno ho preso la triennale

    • La Rockeuse says:

      Io sono d’accordo e le ho spiegato mille volte questa cosa ma non vuole assolutamente capire, infatti mi sento molto frustrata. Alla fine non riesco a capire a lei cosa entri in tasca se faccio la magistrale o meno, specie se la faccio come adesso, quindi senza alcuna voglia. So che lei lo dice per il mio bene, per affetto ma a volte esagera un po’ perché scade nel ricatto morale… spesso penso che non mi voglia molto bene, se mi volesse bene capirebbe le mie ragioni, no?

      • Pipkin says:

        Non so se lei, come mio padre, abbia mai frequentato l’università (lui no). Cioè, lui proprio non capisce cosa voglia dire frequentarla, per lui “basta studiare”, che ci vuole. Non capisce proprio che entrino in gioco TANTI fattori diversi e che non sia una cosa così banale…

      • La Rockeuse says:

        Lei ha frequentato l’università ottocento anni fa, quando le cose erano molto molto diverse. In più, lei voleva fare un lavoro connesso alla sua facoltà, mentre il mio è totalmente disgiunto. Secondo me non afferra proprio questa cosa, cioè che io lavoro e lavorerò sempre e comunque anche senza laurea magistrale perché non voglio fare la storica dell’arte. Tra le altre cose, io ho la triennale ed anche un master, il che equivale alla laurea specialistica praticamente, quindi non ho alcun bisogno teoricamente di un altra pergamena in cornice da spolverare…

      • Pipkin says:

        Ah…e allora sii decisa, alla fine conta quello che vuoi tu 😐 So che è facile dirlo e non farlo…però dovrà farsene una ragione e rendersi conto che ti fa solo buttare via del tempo, letteralmente!!! Non mollare :\

      • La Rockeuse says:

        Tieni le dita incrociate per me 😦
        uffa comunque non è giusto! non si può lottare con tutti e pure con i genitori scemi…

  6. La Rockeuse says:

    @Toto ma lascia stare, Bob ha detto la sua ma tu mi conosci e più o meno sai anche qual è la situazione, purtroppo mia madre sarebbe cazza di chiamarmi davvero su skype per dirmi “vai alla Columbia University”. Detto questo è ovvio che se a me non va di fare una cosa né lei né nessuno devono permettersi di interferire, il difficile è solo farglielo capire. Come dicevo anche a Pipkin, è chiaro che lei lo faccia per affetto e perché secondo lei è la cosa giusta da fare ma io penso che se mi volesse più bene, soprattutto se provasse davvero a capirmi, probabilmente capirebbe anche che questa non è la cosa giusta per me 🙂

    • Bob says:

      Odio quelli che dicono “eh ma vattene di casa” o cose del genere, come se uno non se ne volesse andare da solo… avrai visto il video della tua amica Barbie Xanax che diceva proprio queste cose qui. Chi dice cose del genere è fuori dal mondo, senza offesa per Harmonic, che probabilmente ti conosce benissimo ma ignora la difficoltà di trovare un lavoro soprattutto nel tuo mestiere. Che poi non ho capito se vivi sola o meno anche se non sei certo obbligata a scriverlo qui però torno a ripetere, i genitori non smetteranno mai di rompere i coglioni.

      • La Rockeuse says:

        Premesso che non volevo che si creassero polemiche su quella che è una sciocchezza alla fin fine, penso che comunque dire “vattene di casa” o “vai a vivere all’estero” non sia un suggerimento, perché scappare dai problemi non è mai una soluzione giusta 🙂

  7. iamnotweird says:

    madò che bella la specialistica, falla e goditi gli ultimi momenti da studente! io a torino per la cronaca sto facendo un master che è praticamente finito ma non è la stessa cosa! ❤

    • La Rockeuse says:

      Bello il master! No ma non riesco a farla come dovrei, ovvero studiando perché non mi interessa e comunque devo lavorare, quindi niente momenti da studente 😦

  8. Adriana says:

    Forse mi ripeto, comunque: spiega a tua mamma che quella magistrale non ti interessa minimamente e che se anche ti costringesse ci metteresti dieci anni a finirla, quindi sarebbe tempo perso e soldi buttati (quanto si paga lì di tasse universitarie?). Se insiste, a mali estremi, estremi rimedi: non frequentare più e ciao. E’ la tua vita, poi tu hai già la triennale e hai fatto la scuola di giornalismo, non sei stata con le mani in mano. Semmai puoi valutare se c’è una specialistica più attinente ai tuoi interessi, non c’è qualcosa tipo ‘Lettere e basta’? Potrebbe essere un buon compromesso. Io non scarterei a priori la specialistica per il discorso dell’accesso all’insegnamento, mi rendo conto che possa non interessarti ma potrebbe essere un piano B utile. Semmai controlla però quale specialistica fare, per entrare al Tfa non sono tutte uguali (conta più che altro la ripartizione dei crediti).
    P.s.: mia mamma passando ha notato la scritta ‘Dammi amore!’ e si è commossa, anche se ha pensato che fossi io che chiedevo amore a non si sa chi -.-

    • La Rockeuse says:

      Ahahaha amo tua madre ❤
      le hai detto che invece è solo la richiesta di una povera ragazza maltrattata dalla mamma?
      comunque sì, il tuo mi sembra un ottimo consiglio e proverò a fare così… se poi non capisce, amen io almeno ci ho provato a farmi capire :/

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