Tradurre per routine

Nick Kent – The Dark Stuff

Miei cari,

post lampo per consigliarvi questo libro “The Dark Stuff” di Nick Kent, giornalista rock’n’roll che ha conosciuto, intervistato, viaggiato con alcuni miti come Iggy Pop, i Nirvana, i Sex Pistols. Non esiste in italiano (almeno che io sappia non è mai stato tradotto), però se ve la cavate con l’inglese leggetelo perché merita davvero.

E a proposito di traduzioni, poiché sono giorni questi in cui sto lavorando parecchio, vi racconto questo breve aneddoto: mentre ero al lavoro, mi è stato chiesto di tradurre dall’italiano all’inglese (AGGRATIS ET AMORE DEO) un testo parecchio lungo. Quando io gli ho fatto gentilmente notare che solitamente faccio questi lavori di traduzione per lavoro, quindi o si tratta di articoli che servono a me o a dei colleghi e che per farlo vengo retribuita, questo allibito fa “No ma io pensavo che lo facevi perché sei abituata a tradurre”.

Cioè io TRADUCO PER ROUTINE. C’è gente che butta la spazzatura, fa l’amore, beve birre per routine… e io traduco.

Traete le vostre conclusioni e buone risate!

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About La Rockeuse

Eh, ce ne sarebbero di belle da dire.
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6 Responses to Tradurre per routine

  1. ahahahahaha!!!!!!
    Allucinanteeeee…non mi lamento più per quando mi chiedono se oltre a ballà…lavoro pure!

  2. Ellie says:

    Oh. Mio. Dio. Assurdo! Senza offesa, ma quanto dev’essere uno per pensare una cosa simile? Hahaha!

  3. Adriana says:

    Mi sono resa conto che in Italia è ancora molto diffusa l’idea secondo la quale tradurre sia un mestiere che può fare chiunque abbia una minima conoscenza di una lingua straniera. I traduttori italiani sono quelli meno pagati in Europa. Per tradurre bene, invece, occorrono un’alta professionalità e competenze molto variegate. Inoltre, il tizio che ti ha detto ‘pensavo che lo facevi per abitudine’ ha anche dato per scontato che non sia obbligatorio retribuire chi traduce: lo trovo un vero insulto.

    • La Rockeuse says:

      Infatti io per questo mi sono davvero incazzata, anche perché poi ha aggiunto che lui non ha mai pagato una persona per delle traduzioni perché glielo hanno fatto “per amicizia”. Gli ho spiegato che io allora sono esonerata a prescindere perché lui non è amico mio!
      Comunque tra l’altro io non ho alcun “titolo” per tradurre, quindi non capisco perché venga proprio a rivolgersi a me!

Dammi amore!

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