Siamo tutti Antonio Ghirelli

Ghirelli forever!

Breve riflessione che ci tenevo a condividere con voi, cari lettori.

Come sapete, sono appassionata di calcio. Ora non mi fregio assolutamente di capirne molto o di capirne più degli altri, tutt’altro. Quello che so è per lo più legato alla mia squadra e onestamente non pontifico mai sulla regola del fuori gioco perché mi pare superfluo. Sapete che ho una videorubrica, però anche lì mi limito a dire quel che so, cercando più o meno di essere simpatica e nulla più.

Leggendo però alcuni articoli, anche su Young, mi sono resa conto che tantissime persone credono di essere dei superesperti di calcio, dei CT mancati, dei Ghirelli redivivi e così via. Addirittura c’è gente che pensa di essere arrivata perché scrive qualche articoletto su qualche sito scarsamente frequentato.  Fin qui non ci sarebbe nulla di male, certo si tratta di cose un po’ ridicole ma vabbè, contenti loro. Il dramma viene quando chi legge arriva a offendere pesantemente l’articolista o chi per esso, arrivando addirittura a minacciarlo di morte perché ha espresso la sua opinione e conseguenzialmente “non capisce un cazzo”.

Ultimamente mi sono capitate sott’occhio cose veramente mal scritte, castronerie allucinanti, soprattutto sullo scudetto e sulla Juventus tutta e mi sono offesa/incazzata anche io ma mai e poi mai arriverei a dire a uno “devi morire”, al massimo gli dico come la penso io. L’altra cosa triste è quando questi sedicenti “giornalisti” non accettano le critiche, oppure ti attaccano a loro volta, dando vita così a una reazione a catena che spesso sfocia nel trash.

Mi rendo conto che questo tipo di fenomeno non c’è solo nel calcio ma praticamente in tutto, solo che lo ritengo davvero fastidioso. Non si potrebbe pensare che:

– è solo un gioco

– è solo un articolo, non la Bibbia (se non siete credenti, sostituite col vostro libro preferito)

– la morte non si augura mai a nessuno (o comunque a pochi eletti)

– farsi il sangue amaro e insultarsi nei commenti sotto un articolo è quasi sempre inutile e dannoso, per le vostre coronarie e per la vostra salute mentale.

 E voi? Vi capita mai di imbattervi in sedicenti esperti e di lottare con loro nei commenti?

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About La Rockeuse

Eh, ce ne sarebbero di belle da dire.
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8 Responses to Siamo tutti Antonio Ghirelli

  1. Cavolo, se mi capita!
    L’altra sera, tanto per dirne una, si rideva e scherzava sulla foto di una tutta sexy pubblicata da un amico, interviene una la quale mi ha scritto che: 1. sono di coccio perchè non avevo capito cosa intendesse dire col suo commento (indecifrabile e alquanto enigmatico), 2. peso troppo le parole se mi sono “giustificata” affermando che non sono di coccio manco per niente e che questo pesar le parole è un “tabù” femminile, 3. quando le ho detto che io sono l’esatto contrario dei tabù ma se non ti conosco le parole le peso eccome, mi ha detto di far finta che la conosco perchè lei non può fare a meno di fare battute.
    Vado a sbirciare il suo profilo: è una psicologa con la foto del profilo fatta da sola allo specchio col cellulare!!!!!!! E lei dovrebbe curà gli altri? 🙂
    ahahahahahahaha

  2. JLPicard says:

    Due cose.
    La prima, sulla Juventus.
    Essendo stata una società gloriosa, che si è conquistata il palmares sul campo (di altri invece non abbiamo certezza), ha sempre generato invidie e gelosie. Finché il calcio rimaneva tutto sommato al livello “artigianale” degli anni passati, la rivalità rimaneva più o meno di natura meramente sportiva. Quando però, come in ogni cosa, cominciano a girare i soldi – e questo in Italia è avvenuta intorno alla fine degli anni ’80, quando ad un certo personaggio serviva costruirsi un’immagine di vincente e per farlo investì in una società calcistica all’epoca caduta in disgrazia – le criticità si esasperano fino a diventare odio e rancore. Questo clima, sapientemente alimentato da giornali sportivi color rosa maiale, ha fatto sì che nascesse un clima – che va sotto il nome di Sentimento Popolare™ – di giustificato e persino moralmente giusto odio verso la Juventus. E’ quasi politically correct insultare e persino picchiare un tifoso juventino, reo di tifare una squadra che, secondo la vulgata popolare si sarebbe macchiata di terribili delitti.
    Alla luce di ciò, venendo alla seconda parte del commento, ti restano due strade davanti a te:

    1) Tifare Juventus e interessarsi esclusivamente al gioco e alle partite ignorando le tonnellate di fango che le tifoserie delle altre squadre di calcio – residenti anche in giornali e televisioni – riservano quotidianamente alla Vecchia Signora;
    2) Studiare tutte le carte di processi e sentenze che hanno riguardato la Juventus in questi anni per poter rispondere colpo su colpo a questi cosiddetti esperti, depositari di ogni verità tecnico-calcistico-giudiziaria.

    Ovvio che il mio consiglio, detto da da uno che ha scelto la seconda opzione, è di seguire la prima strada in quanto la seconda è impervia, brutta e avara di soddisfazioni (il massimo che potrai ricavarne, al termine di un botta e risposta serrato, condito da vari epiteti e insulti, su fatti concreti è del tipo “Sì, ma tanto la Juve ha sempre rubato e continua a rubare”).

    P.P.S.
    Vuoi scommettere che riceverai molti commenti spam dopo questo mio commento?

    • La Rockeuse says:

      Ne sono più che certa (riguardo lo spam)!
      Guarda, io ho sempre optato per la prima via, un po’ perché non ne capisco di giurisprudenza e leggi varie, quindi non mi va nè di fare la wannabe avvocatessa, nè di fare l’ignorante che dice cose a caso, comportandomi alla stregua di molti criticatori della Juve. Tifo e basta, da quando ero piccola. E anche nella mia rubrica o altro, come ho detto, cerco di fare due chiacchiere in allegria e senza malanimi e anche lì se a qualcuno non piace, con grande calma invito a chiudere tutto e a guardare Fabio Caressa, che di certo è più competente di me.
      Per il resto, torno a ripetere: un conto è criticare la squadra, l’altro è augurare la morte a chi scrive gli articoli! è follia!

      • JLPicard says:

        Fai bene, è la scelta più sensata.
        Solo, se puoi, evita accuratamente Caressa e Bergomi, i telecronisti più faziosi che il giornalismo sportivo abbia mai avuto.
        Ce ne sono altri molto più equilibrati, tipo Compagnoni, Marianella, Marchegiani.

      • La Rockeuse says:

        Li detesto entrambi, dicevo per dire 😉

  3. says:

    “Fighting on the internet is like special olympics: win or lose, you’re still retard”.

    (e FORZA VIOLA!)

Dammi amore!

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