Disastri culinari (and other writings)

Call me Gatsby!

Miei amati,

devo dire che oggi per me è il giorno della pessima cucina. A dirla tutta, non sono una gran cuoca, né una gran donna di casa, né una gran donna in generale, diciamo che mi arrangio perché comunque do una mano a mia sorella e poi la casa è sua (beata lei), vi immaginate se mi butta fuori?! Non mi accoglierebbe nessuno, neanche mio cugino-mio cugino, visto che è stato sfrattato e poi è a lutto causa Chelsea-Napoli.

Ieri notte volevo tentare la sortita di fare dei muffin light seguendo la ricetta presa da un blog (che non linkerò per evitare querele, comunque è un blog su cui vado per sfogare la mia cattiveria e ridere perché la tenutaria è un gradino sotto la mia prof del ginnasio) ma il risultato è stato quanto più schifoso e immondo si possa immaginare (erano pure amari quei cosi malefici) quindi mi sono fortemente avvilita. Oggi a pranzo poi ho mangiato dei cosi di pesce, tipo i cugini dei bastoncini findus ma non fritti, davvero… no comment. Stasera credo mi farò una cheese steak alla birreria tamarra che c’è sotto da me, con la scusa di chiedere al tizio se posso vedermi Fiore-Juve da loro, visto che non voglio essere presa a calci da quelli che infestano casa mia.

Tornando alla cucina, poi mi sono messa anche a riordinare uno dei miei scatoloni-barboni di vestiti, visto che era ridotto in stato comatoso. Nonostante io sia una fanciullina tanto a modino, che comunque sa far poco ma si dà da fare, mi sono dovuta sorbire le critiche di un deficiente di amico di mia sorella, che avrei volentieri assassinato violentemente.

Premessa: questo tipo è MOLTO benestante ma proprio MOLTO benestante, oltre ad avere più di quarant’anni, quindi il fatto che venga a fare lezioncine di morale a me è discutibile. L’altro giorno, chiacchieravamo di una comune amica che purtroppo è un po’ sfortunata al livello lavorativo (un po’ come tutti, oserei dire) alché questo, a bruciapelo, mi fa “eh ma mica tutti sono come te, che papino ti ha comprato la casa…” con a seguire una tiratona moraleggiante che manco Catone il Censore sulla mia generazione che è viziata dai genitori e non fa una mazza.

Siccome odio le polemiche e non devo giustificarmi con lui, gli ho risposto semplicemente un “so di essere fortunata ma non credo che tutto mi sia dovuto”. Non ho esagerato (lodatemi) e non ho detto altro perché sono rimasta disgustata. Il fare i conti in tasca alle persone quando nemmeno si conosce la loro reale situazione è terribile. Che ti frega se mio padre mi ha comprato una casa (che poi la comprò a mia sorella ma vabbè… l’aveva comunque comprata per farci essere indipendenti)? Anche io ho problemi lavorativi ma non dimentico certo che i miei genitori mi hanno sempre permesso di studiare e fare quello che volevo ma non mi sono mai adagiata sugli allori e ho sempre studiato-lavorato-cercato di accocchiare qualcosa.

Alla fine ho concluso che certa gente pur di farsi figa, pur di elevarsi sugli altri, si riempie la bocca di luoghi comuni e spara a zero su tutti. Fateci caso, il 90% di loro sono persone che vengono da una condizione agiata e che non hanno mai dovuto lavorare per reale bisogno, quindi sono i primi a non sapere che cosa significhi non poter mangiare, altro che “la nostra generazione”.

 E voi? Siete brave/i donne-uomini di casa? Avete i vostri censori personali che vi ricordano quanto siate fortunati?! 

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About La Rockeuse

Eh, ce ne sarebbero di belle da dire.
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19 Responses to Disastri culinari (and other writings)

  1. Demart81 says:

    A volte mio padre fa sti discorsi e dice che ho la mangiatoia bassa.

    Comunque io so cucinare, lavare, stirare (non lo faccio ma all’occorrenza so farlo) e anche montare comodini.

    P.S. OOOOOO FIORENTINAAAAAAAA

    P.P.S Per la settimana prossima ci mettiamo d’accordo domani-dopodomani eh?

  2. JLPicard says:

    Posso permettermi di darti un consiglio?
    Noto che molti sono molti questi Grandi Maestri che ti riservano i loro speciali sermoni.
    Ebbene, essendo il loro ego ipertrofico, è lì che li puoi colpire. Come? Facile.
    Impara a osservarli, mentre parlano e cerca di carpire qualche dettaglio che, combinati insieme alle informazioni che hai già su di lui, ti permettono di individuarne i punti critici. E poi, il colpo di genio: una bella battuta pungente su una qualsiasi di quelle cose che hai individuato, possibilmente quella che ha cercato di nascondere meglio.
    Ad esempio, di lui sai che è di famiglia ricca e benestante, ergo non ha mai fatto un ca**o ed ha avuto sempre la pappa pronta. Inoltre se è partito col sermone è perché si vuole costruire l’immagine di quello che viene da un’altra e migliore epoca (e già questo è ridicolo, dato che ha solo poco più di 40 anni ed è quindi ancora giovane) e che ha sempre lavorato. Ecco, l’osservazione nasce spontanea, potevi rispondergli: “Hai ragione, mio padre ha dovuto comprarmela la casa. Non sono mica tutti come te che ce l’avevano già intestata quando erano ancora in fasce.”.
    Questo era magari una prima risposta di quello che potevi rispondergli, basadomi sulle informazioni che hai scritto su di lui. Ma potevi dirgli anche qualcos’altro, magari di più sarcastico.
    Poi, un’ultima cosa. Secondo me, con persone del genere, se rispondi in maniera anche solo minimamente sulla difensiva trasmetti l’idea che la cosa che ti ha detto era anche solo in parte vera.
    Difenditi anche tu, ma attaccando.

    Intanto, per riflettere ti consiglio questo (ok, non sarà certo un capolavoro di Hemingway, ma è un piacevole intermezzo fra un libro serio e un altro) e questa, che in napoletano è traducibile con cazzimma.
    Quella che devi mettere su.

    • JLPicard says:

      Pardon, mi è zompato il secondo link.
      Eccola qua la cazzimma.

      • JLPicard says:

        Dimenticavo: la partita contro i Lividi è domani sera, mica oggi.
        E speriamo che alcuni di quegli animali ci risparmino i soliti cori e striscioni por**ta sui 39 dell’Heysel.

    • La Rockeuse says:

      Hai ragione! devo dire che ero talmente incazzata che mi sono bloccata (mi capita spesso), perché questo tra l’altro è amico di mia sorella, non mio, non mi conosce bene, quindi ciò che sa di me, della mia famiglia, ecc è probabilmente ricavato dai racconti di mia sorella maggiore e anche alla luce di questo trovo che non si possa consentire di giudicare.
      Siccome mi ci gioco le palle che mi farà un altro tiratone, mi riservo la cazzimma per la prossima volta :p

      p.s. so che la partitona è domani ma mi informo stasera al volo per essere sicura di dove andare!

  3. dianadabagno says:

    1) Io sono una delle pochissime under trenta in Italia che può vantare da diversi anni un contratto a tempo indeterminato (in un ente che è sempre a passo dalla chiusura, ma oh, loro ci provano a farci stare tranquilli!). Purtroppo, e lo so che faccio la Maracarfagna della situazione a dirlo, se una giovane, anche se di belle, bellissime, speranze e gradevole aspetto può vantare una situazione lavorativa non dico invidiabile, ma per lo meno serena (quindi, invidiabile) è molto difficile che qualcuno creda che rivesta un certo ruolo perchè è brava, ma si dà per scontato che faccia buoni lavoretti di bocca.
    E quindi “oh, ma di che ti lamenti, che c’hai un buon lavoro” (mentre sputo sangue in giro per la Campania e torno a casa alle 22 di sera), by tutta l’umanità. Massì, io infatti non mi lamento: mi limito a dire che non vorrei fare l’impiegata tutta la vita avendo studiato altro, e che a volte non avere cinque minuti per sè sia pensante, ma so di essere fortunata (trovo incredibile però che oggi sia diventato un privilegio quelli che solo pochi anni fa erano i requisiti minimi di un lavoro).
    2) “Beata te che vivi in casa con tua sorella che ti pulisce, ti cucina e ti stira, visto che non lavora”.
    (anche qui: by tutti). E questo non è vero: in casa cucino, pulisco, lavo e stiro solo io, visto che lei è troppo occupata a guardare la TV (ah, approposito: cucina bene, lavatura…diciamo che ho una soglia di tolleranza al degrado parecchio alta, stiratura, nzomma)
    3) Beata te che hai una bella macchina (by tutti). Eh, mio padre non se l’è potuta portare nella tomba.

    • La Rockeuse says:

      Mamma mia, stiamo messe bene!

      Guarda sul posto di lavoro fisso non posso dire nulla perché c’è crisi ed è ovvio che uno dica “beata te” ma questo non significa che tu non lavori e non ti fai il tuo mazzo a tarallo, anzi. Il preoccupante è che molti pensano che si possa lavorare senza far nulla e ciò è un controsenso.

      Sulla sorella ecc (vedo che anche tu come me! compagna!) mia sorella poveraccia lavora tutto il giorno e di certo non si mette a stirare e ad ammirare per me. Per il resto, ripeto, sono di sicuro fortunata ad avere avuto un tetto sulla testa e a non avere una di quelle case studenti trishtissime e umide ma resta il fatto che la casa è sua e giocoforza me ne dovrò andare prima o poi, perché all’epoca fu intestata a lei che era maggiorenne e non a me.

      Sulla macchina… guido molto male e non ho la macchina, in realtà mia sorella ne ha una ma al momento l’abbiamo dovuta prestare a una nostra zia a cui serviva per andare a lavoro, quindi comunque ciccia. Alla fine credo mi ricomprerò un motorino (ne avevo uno che sfasciai)!

      • Demart81 says:

        Diana, tu trovi incredibile però che oggi sia diventato un privilegio quelli che solo pochi anni fa erano i requisiti minimi di un lavoro. Pensa che stanno tentando di far passare come privilegi avere una casa una macchina e un lavoro. A questo siamo arrivati. Meglio che non scendo nei dettagli che sennò mi scoppia il fegato.

  4. Demart81 says:

    Certo, un padre è più legittimato di un estraneo, però questo non toglie. Anche per il fatto che è un bel pezzo che non sono un ragazzino.

  5. Adriana says:

    Rory, scusa, ma i muffin light sono un ossimoro. Se muffin devono essere, falli golosi 😀 Per il resto, concordo con JL Picard, una bella risposta ironica è quello che ci vuole per questa gente. Un abbraccio :*

  6. Al mio primo stipendio in forte ritardo, nel postaccio molto bello ma molto schifoso a livello umano nel quale per il momento sono costretta a portare avanti i miei corsi, il proprietario che è MOLTO ma MOLTO ricco mi ha detto che tanto mio marito è ingegnere ed essendo benestante potevo pure aspettare. Ancora sono scioccata.Invece forse avrei dovuto ricordarmi quanto fossi fortunata!

Dammi amore!

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