Sulla fede

Io nella simpatica attività di leggere “Il Maestro” di S.Agostino

Amati lettori,

stavo iniziando il post scrivendo “nonostante io sia così alternativa o voglia posare come tale, ho una grande fede in Dio” ma mi sono resa conto che non solo una cosa non esclude l’altra ma che al giorno d’oggi, con tutti questi mangiapreti e compagnia cantante, dire di credere è quasi più controcorrente del dire di non credere. Nessuna contraddizione, insomma.

Penso che la fede sia un dono, uno di quelli che però difficilmente può essere regalato. E’ una cosa che o possiedi dalla nascita oppure trovi nel corso della vita, qualche volta un’altra persona può anche donartela, nel senso di instradarti verso di essa ma è qualcosa di molto raro. Non credo, insomma, nella catechizzazione delle persone, soprattutto se è forzata o peggio. Certo, parlo di religione non solo con persone come Ciccio che come me credono ma non mi metterei mai a dire“devi credere per forza, altrimenti avrai la dannazione eterna” perché la fede è una scelta interiore ed io non sono nessuno per obbligare le altre persone. Tra l’altro, avere fede è una cosa complicata. Certo, si prega per ottenere qualcosa, per fare si che Dio illumini la tua strada ma non è una cosa che accade sempre o meglio, succede magari anche per vie traverse, tramite segni che vanno interpretati e sui cui c’è da riflettere. Insomma, quelli che pensano che la preghiera sia un gettone nel grande parcheggio di Dio sbagliano di grosso. Dio non è un distributore automatico di grazie e di desideri realizzati.

Vi dirò in breve la mia esperienza. Fino al liceo, non ero molto interessata alla religione; verso i quindici anni la rinnegavo e non credevo assolutamente in nulla, per me era tutto un aspettando Godot. Poi un giorno successe che ero disperata, stavo davvero male, uno di quegli psicodrammi adolescenziali. Entrai nella chiesa che c’è vicino al mio liceo, la mia Chiesa preferita. Stavo piangendo e uno dei gesuiti che prestano servizio lì mi abbracciò e mi consolò. Non so perché ma da allora iniziai a vedere le cose in modo diverso. Non ho mai più incontrato quel gesuita ma ho continuato ad andare in quella chiesa, soprattutto quando sono triste. Ancora oggi, a volte, mi seggo su una delle panche e piango in silenzio. Ma dopo esco sentendomi più forte, con la consapevolezza che riuscirò a superare il brutto momento o l’ostacolo che sto attraversando.

Non voglio fare la parte del Manzoni dei poveri, nè pretendo di spiegare in termini semplicistici il mio rapporto con la fede, anche perché non ne sono capace. Una cosa però è certa, so di non essere mai realmente da sola.

Advertisements

About La Rockeuse

Eh, ce ne sarebbero di belle da dire.
This entry was posted in Carolina Invernizio, Scoop!. Bookmark the permalink.

26 Responses to Sulla fede

  1. ladiesman7it says:

    da credente praticamente non praticante condivido ed è sicuramente meglio il tuo atteggiamento di “credi e lascia credere (o non credere)” che l’evengelizzazione quasi forzata.
    (era un pezzo non ricapitavo sul tuo blog… w Twitter :)) … non andare troppo sulla panca! 😛

  2. Carlo says:

    Per un periodo la religione è stata al centro della mia vita vista la frequentazione di scuole gestite da preti, ma quando sono uscito, mi sono fatto tante domande senza ricevere risposte.

    In breve, sono uscito ateo, ma ho un grande rispetto per tutte le religioni…conosco bene la bibbia, il Corano..
    sono il primo a correre in una chiesa per ammirare la sua storia e la sua arte.

  3. Demart81 says:

    Da non credente e mangiapreti ti dico: bel post. Spirituale, più che religioso in senso stretto o cristiano.

  4. JLPicard says:

    Sono un ragazzo di campagna (no, non come lui…) e come tale destinato all’impianto dei sacramenti di iniziazione abbastanza presto, con tutte le dovute ore di tedioso catechismo che solo le partite di pallone pre e post lezione mi consentivano di sopportare. Per il resto pura insofferenza, che a volte la stucchevolezza dei catechisti non mitigava di certo. Col tempo l’ambiente di paese, che pullula di Jesus freaks, i vari scandali e comportamenti ambigui della Chiesa Cattolica e gli studi di tipo scientifico mi hanno portato ad allontanarmi progressivamente dalla fede, contribuendo a far sorgere in me una vena agnostica.
    Eppure, eppure…
    Ancora oggi, quelle poche volte nelle quali mi ritrovo ad andare in Chiesa, avverto la presenza di qualcosa che mette addosso un senso di pace e serenità. Non so se questa cosa è quel che si definisce “fede”, oppure se è il ricordo inconscio della serenità e la spensieratezza delle ore pre e post catechismo passate lì da ragazzino o finanche pura e semplice suggestione. Magari in un futuro prossimo scopriremo che Dio non esiste e che quello che non riusciamo a spiegare oggi (chi siamo, da dove veniamo, dove andiamo) in futuro troveranno risposta in qualche astrusa e complessa teoria quantistica.
    Per il momento so solo che, proprio come te, nei momenti più difficili e brutti è proprio in Chiesa che vado per trovare sollievo.

    P.S.
    A proposito di Jesus freaks, credo che questo sia di tuo gradimento…

  5. Demart81 says:

    Perché sono uno scomunicato mangiapreti. 😀

  6. Demart81 says:

    E perché a volte trollo. Nella RL, non sul web.

  7. Demart81 says:

    Stavo tranquillo a leggere su una panchina un libro (Manuale di retorica di Armando Plebe e Pietro Emanuele, brrrrrrrrrrrrrrrr, non chiedermi che cosa ci facessi al centro del paese su una panchina con un libro del genere in mano in un pomeriggio di metà agosto). Si mette una signora anziana con la nipotina accanto a me (c’erano settordici panchine libere ma vabbè). Io non mi scazzico dalla panchina. Arriva l’amica della signora, si siede all’altro lato della panchina. Iniziano a chiacchierare dei cazzi loro CON ME IN MEZZO. Poi la nonna della bambina lascia la nipotina all’amica e va a comprare non so cosa, e io tiro un sospiro di sollievo.
    Illuso. L’amica sua, evidentemente si sentiva sola e abbandonata mi fa “cosa state leggendo, la Bibbia?”. Io con l’espressione più feroce che avessi: “Signò, ma qua’ Bibbia! DIO NON ESISTE”. Inizia così una dotta discussione con la signora che mi credeva musulmano, evidentemente non ci arrivava che qualcuno potesse non credere in una divinità. Fior da fiore: “Ma chi vi ha creato, non ci pensate a chi vi ha creato?” “Certo, i miei genitori”. “E i vostri genitori?” “I miei nonni”.

    • La Rockeuse says:

      Mi hai fatto scompisciare 😀
      povera vecchietta però, voleva solo fare due chiacchiere!

      • Demart81 says:

        Un’altra volta invece stavano facendo la messa in piazza (sai già quello che penso di processioni, messe in piazza eccetera). Io stavo ascoltando la cassetta (la macchina vecchia aveva l’autoradio a cassette) dove avevo messo Dark Side of the Moon. Mi avvicino alla piazza dove non sapevo si tenesse la messa, e i canti e le preghiere sovrastano i Pink Floyd. Ovviamente mi metto a strombazzare. Io che non strombazzo mai se non quando mi fanno rischiare l’incidente.

  8. Bob says:

    Piccoli cattolici crescono?

  9. Demart81 says:

    Altro episodio. Pullman per Napoli. Io stavo tranquillo. Sale una signora anziana e si mette accanto a me, poggiando borsa, borsetta e quant’altro praticamente addosso a me. Il posto dov’ero seduto, il primo, aveva una specie di ripiano d’appoggio avanti, che mi separava dalle scale d’accesso. Ci tenevo una cartellina piena di fogli poggiata su. La signora tira fuori non ricordo cosa, se un santino o un piccolo rosario.
    Idea geniale e malefica. Mi metto a scrivere un finto articolo di giornale sulla visita del Papa alla Sapienza, era quel periodo là. La signora ogni tanto buttava un occhio. Ovviamente non potevo pretendere che la signora capisse il mio corsivo, però a un certo punto scrivo la seguente frase, perché la leggesse: “Bisogna che nel ventunesimo secolo ci si renda conto che DIO NON ESISTE” (in stampatello la parte che qui ho messo in maiuscolo).
    La signora legge, oh se legge. E si fa il segno della croce.

  10. Hai ragione , la fede è un dono , ed io l’ho perso con il tempo….alcune volte mi capita di provare invidia per le persone che hanno fede,che hanno la certezza di non essere soli, di trovare conforto attraverso la preghiera .
    Quando ero piccolo prima di andare a dormire pregavo e leggevo la bibbia ,e all’età di 13 anni volevo diventare prete poi, le esperienze , il tempo cambiano il modo di vedere e di pensare, anche se il mio modo di vivere si basa principalmente su un concetto religioso:” Non fare agli altri ciò che non vorresti essere fatto a te” , ormai sono troppo lontano dal credere e avere fede in qualcosa che per me non è tangibile e che mi lascia troppe domande irrisolte.
    Quando sono triste , incomincio a camminare e navigo nei miei pensieri ….mi fermo solo in prossimità del mare, e li incomincio ad ascoltare .

Dammi amore!

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s