Illusioni giornalistiche

Il mio inquietato sguardo, con occhiaiazza annessa.

Amati lettori,

anche se forse sarò impopolare con questo post, vorrei esprimere cordoglio e amarezza per la vituperata professione del giornalista. Dapprima fu resa “impiegatizia” da quanti erano giornalisti solo dalle 10 alle 18, in orario di lavoro, poi tornavano nel loro letargo emotivo. Poi ancora fu resa ridicola e triste da quelli come Bruno Vespa, che coi loro programmi intendevano cibarsi delle disgrazie altrui. Infine fu resa simile al lavoro della capera, quando Minzolini prese le redini del TG1 e lo rilanciò come rotocalco dell’inciucio da bar di periferia.

Oggi mi è capitato di vedere alcuni video di una ragazza della mia città che desidera diventare giornalista, che non ha però il tesserino professionale ma si definisce già tale e, cosa ben più triste e infamante, parla e scrive in un italiano davvero stentato, pur dichiarando di avere una laurea (e qui ci vorrebbe il prof Mazzucchi a dire “tanto la laurea la prendono tutti, al giorno d’oggi!”).

Adesso lo sapete, io non mi metto in cattedra perché non mi interessa, né mi sparo pose da grande intellettuale/giornalista perché non lo sono affatto, però penso che questa professione andrebbe ridefinita e non parlo dell’abolizione dei pubblicisti o della Carta di Firenze, parlo di poche, semplici regole che ogni persona che intende fare il giornalista, dunque il comunicatore, dovrebbe sapere:

– Viviamo in Italia, parliamo italiano. NO italiano regionale, italiano standard. So bene che cancellare le inflessioni dialettali è grave ma  esprimersi correttamente e senza cadenze sguaiate è uno sforzo fattibile.

– Si è giornalisti se si ha conseguito l’esame di idoneità professionale. Se si ha il tesserino di pubblicista, si è pubblicista. Se non si ha nulla, non si è giornalista. Niente vieta di scrivere su un blog, su un quotidiano, su una rivista, di lavorare a TelePianura o al Tg2 ma se non si ha quello stramaledetto tesserino non si è giornalisti, quindi è meglio non fregiarsi di titoli (?) che non si hanno, anche perché ci si rende solo ridicoli.

– Quello del giornalista non è un lavoro alla moda, figo o quant’altro. Non serve solo a farvi avere qualche accredito per il concerto di Gigione o per la sfilata di Monella Vagabonda. E’ un lavoro molto duro, per il quale serve molto impegno. Se tu che leggi vuoi diventare giornalista, pensaci bene prima di imbarcarti in un’impresa simile, perché non sarà facile.

Mi rendo conto che c’è gente che si improvvisa in OGNI categoria professionale-mestiere ma la cosa, v’assicuro, mi avvilisce sempre più.

Advertisements

About La Rockeuse

Eh, ce ne sarebbero di belle da dire.
This entry was posted in Bimbominkiate, Giornalismi&giornalai, La sfiga, Lavoro, Legge di Murphy, Non vi drogate bambini, Orrore a 33 giri. Bookmark the permalink.

16 Responses to Illusioni giornalistiche

  1. Carlo says:

    mi avvilisce anche a me quando sento certe cose…ma, voltiamo pagina, con quello sguardo ti potrebbero assumere in un film di Dario Argento e ho detto tutto.

    Buon weekend
    Carlo

  2. Bob says:

    Dormi di più!

  3. Demart81 says:

    Anche “italiano dell’uso medio” va bene (ahahahahah la flemma mazzucchiana…)

    Ah, hai letto la mail vero?

  4. Ciccio says:

    Saggio post, quanti esempi impiegatizi che abbiamo visto Rory.

  5. Demart81 says:

    Io devo fare il ghostwriter dei calciatori, comunque. Quando fanno le interviste prima ancora che rispondano alle domande (vabbè, domande) dei giornalisti (vabbè, giornalisti) riesco a indovinare quello che diranno.
    Dici che mi pagherebbero bene?

    Ah, a proposito, ma com’è che non riesco a tirare i piedi a dovere ai tuoi amichetti che stasera indossano una maglietta fescion?

    • La Rockeuse says:

      Secondo me ti pagherebbero benissimo, almeno non direbbero cavolate enormi!
      Ma coi miei amichetti intendi la squadra della Signora? Perché io prego per loro costantemente!!!

      • Demart81 says:

        Eh, il team Hello Kitty.
        Credo che i miei poteri di tirapiedi si siano piuttosto offuscati, buon per te. 😉

        No no, farei dire ai calciatori esattamente le stesse prevedibili cavolate e banalità che dicono, solo che per suggerirgliele mi farei pagare.

  6. La Rockeuse says:

    La magliettina è effettivamente oscena. Ma resta il fatto che io tengo molto duro per loro (:p) e quindi non c’è sfiga nera che tenga!
    Io tenterei nella carriera di suggeritore… non si sa mai!

  7. Elettra says:

    E’ un lavoro che ti dovrebbe far ricordare di andare a pagare l’ordine (dei pubblicisti di intende) in tempo e non domani quando scade insieme a tutti gli altri polli.. maledizione, piango 😦

  8. vorrei ricordarti che la signora milena gabanelli è ‘pubblicista’ ed è un’autentica ‘giornalista’ così come molti altri che non hanno sostenuto l’esame di stato per l’idoneità professionale.

Dammi amore!

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s