Ricordare

Oggi è il Giorno della Memoria. Vi evito pistolotti miei di cui non si sente alcun bisogno, però vi metto qui “Il testamento” di Marc Bloch, un testo sull’argomento che trovo particolarmente significativo, spero piaccia anche a voi.

Dovunque io muoia, in Francia o in terra straniera, e in qualsiasi momento ciò accada, lascio alla mia cara moglie o in sua mancanza ai miei figli la cura di provvedere ai miei funerali, come riterranno opportuno. Saranno funerali puramente civili: i miei cari sanno che non ne avrei voluti di diversi. Ma spero che quel giorno – nella camera ardente o al cimitero – un amico voglia dar lettura di queste poche parole:

Non ho chiesto che sulla mia tomba si recitassero le preghiere ebraiche la cui cadenza, purtuttavia, accompagnò all’ultimo riposo tanti miei antenati e il mio stesso padre. Per tutta la vita, come meglio ho potuto, ho teso a una totale sincerità d’espressione e di spirito. Ritengo la compiacenza alla menzogna, qualunque sia il pretesto che essa accampi, la peggior lebbra dell’animo. Come qualcuno tanto più grande di me, desidererei che la mia tomba, quale unico motto, portasse incise queste semplici parole: Dilexit veritatem. Per questo non potevo accettare che in quest’ora di supremi addii, quando ogni uomo ha il dovere di riassumere se stesso, si invocasse in mio nome l’ardore di una ortodossia di cui non riconosco il credo.

Ma ancora più odioso sarebbe per me se vi fosse chi, in questo atto di onestà, ravvisasse qualcosa di simile ad un vile rinnegamento. Affermo dunque se è necessario di fronte alla morte di essere nato ebreo; che mai ho pensato di negarlo, né mai ho avuto motivo di essere tentato di farlo. In un mondo assalito dalla più atroce barbarie, la generosa tradizione dei profeti ebrei, che il cristianesimo, in ciò che ebbe di più puro, riprese e diffuse, non resta forse una delle nostre migliori ragioni per vivere, credere, lottare?

Estraneo ad ogni formalismo confessionale come ad ogni presunta solidarietà razziale, per tutta la vita mi sono sentito anzitutto e semplicemente francese. Legato alla mia patria da una già lunga tradizione famigliare, nutrito della sua eredità spirituale e della sua storia, incapace, in verità, di concepirne un’altra in cui respirare a pieni polmoni, l’ho amata molto e servita con tutte le mie forze. Mai il mio essere ebreo mi è parso di ostacolo a questi sentimenti. Nel corso di due guerre, non mi è stato dato di morire per la Francia. Almeno, che io possa rendere a me stesso questa testimonianza: muoio, come ho vissuto, da buon francese.

Poi – se sarà possibile prodursene il testo – si dia lettura delle mie cinque citazioni.

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About La Rockeuse

Eh, ce ne sarebbero di belle da dire.
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11 Responses to Ricordare

  1. gp says:

    romain gary, educazione europea.anche da lì importanti spunti su quello che oggi noi ricordiamo.ciao

  2. Carlo says:

    impossibile dimenticare 😦

  3. Bob says:

    Bel brano, non me lo aspettavo da te.

  4. Brava, ho notato con grande tristezza che non siamo stati in molti a scrivere qualcosa su questa giornata.
    Quindi grazie anche a te per aver ricordato.

  5. La Rockeuse says:

    @Demart no semplicemente un mentecatto oggi mi ha detto che mi commento da sola firmandomi Bob. Quando gli ho fatto notare che sarei una pazza a scrivermi roba negativa da sola (siamo a livelli di CF la fescion blogger) non ha avuto il coraggio di ribattere.

    • Demart81 says:

      Fa piacere saperti circondata da persone che ti stimano e ti vogliono bene. 😉
      Sarei curioso di sapere chi è sto mentecatto.

      • La Rockeuse says:

        Non per fare la Kiarogna di turno (anche se la stoppa bionda in testa e i vestiti H&M ci sono, magari non la stessa promiscuità sessuale…) però il mondo è pieno di soloinvidiosi e pazzi. Vengo dalle tue parti a dirti chi è 😉

  6. Bob says:

    Si ciao sono Rory, una ragazza belloccia ed egocentrica che scrive su un blog finto alternativo.

Dammi amore!

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