E tu e noi e lei tra noi: le corna, queste (s)conosciute

Una gaia immagine di me che leggo il nuovo libro dell’amico e collega Gianni Riotta detto affettuosamente Johnny. Tale immagine ha fatto scalpore nella rete ma di questo ne parleremo poi, intanto vi consiglio di leggere questo suo testo perché è veramente bello!

Oggi parliamo delle famose corna, dette anche cornazze o, in italiano standard, tradimenti. Non mi fate i moralisti: tutti, almeno una volta, abbiamo tradito qualcuno. Magari anche solo col pensiero, magari anche col classico “what if” ma insomma, ci siamo passati tutti. L’idea mi è venuta ieri alle 4 di notte, mentre per tentare di addormentarmi ascoltavo “Io confesso” (chiariamo: la canzone non mi mette sonno, è che… va bene, meglio glissare).

La canzone dice proprio:

Lo so di aver tradito/ ma tradire poi cos’è/ non credo nel peccato, amore mio/ perché non credo in Dio

E nel testo, l’ipotetico “lui” torna dalla donna amata dopo averla cornificata perché capisce d’aver sbagliato ma capisce anche d’amarla davvero. Personalmente (anche se credo in Dio) sono concorde con l’ipotesi che il tradimento non costituisca peccato. Uno può tradire perché è un po’ brillo, perché l’ormone gli girava a tremila, perché magari in quel momento aveva dei dubbi esistenziali o peggio…

Con questo non intendo dire che il tradimento sia giustificabile ma semplicemente che succede e quindi va fronteggiato, nolenti o volenti dobbiamo fronteggiarlo. Si, perché tolte le frasi di circostanza tipo “tesoro scusa ero ubriaco”, poi come la mettiamo a nome, direbbero a Napoli?  Penso sia un melodramma sia per il tradente che per il tradito, non è una cosa certo facile, anche perché dissipare gli eventuali dubbi è cosa lunga e complicata.

Se si è i tradenti, le cose si mettono male, sia perché potremmo acchiappare le mazzate, sia perché siamo comunque costretti a riflettere sulle origini del nostro tradimento, che spesso e volentieri risiedono in qualcosa che non va nella nostra relazione, bisogna mettere sul piatto della bilancia i pro e i contro e c’è da capire se vale veramente la pena riparare al danno fatto oppure se è meglio tirare i remi in barca e chiudere in bellezza.

Se si è i traditi, i dolori sono anche maggiori. Innanzi tutto per il fantasma della domanda ricorrente “ma perché mi ha tradito? perché? perché proprio a me?” domanda ovviamente che ci sembrerà sempre priva di risposte. Anche qui, si dovrà operare un bilancio, quindi capire se il pentimento della persona è sincero e soprattutto, se vogliamo riprendercela, col dubbio di un nuovo tradimento che serpeggerà sempre dentro di noi.

Non fatico ad ammettere di aver tradito (ma non so se sono anche stata tradita… probabilmente sì), non sono tipo da tiratoni moraleggianti di tipo catoniano che mal si sopportano anche al liceo, però dopo varie esperienze anche molto dolorose, ho capito alcune cose che vorrei condividere con voi, o amati lettori:

Prima dell’atto del tradimento, conviene riflettere: perché lo stiamo facendo? Perché la persona che abbiamo davanti ci manda in subbuglio? Perché abbiamo bevuto troppo? Perché ogni lasciata e persa?

o forse…

accade perché qualcosa col nostro partner non va più come prima? o perché magari questo di questo fantomatico partner non è che ci interessa poi così tanto? C’è da riflettere. Se lo merita davvero questo ragazzo/a un simpatico palchetto di corna genere Festival di Sanscemo? Come reagirebbe se venisse a scoprirlo? Con che faccia lo guarderemo domani negli occhi? Ne vale davvero la pena?

Non per fare la solita marzulliana della situazione ma se vi fate delle domande, otterrete delle risposte e capirete (o almeno ci andrete vicini) quello che provate davvero e come vi dovete comportare.

E voi? Avete mai tradito? che ne pensate delle cornazze?

p.s. è uscito questo mio pezzo sul Cormezz, se vi fa piacere dateci un’occhiata!

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About La Rockeuse

Eh, ce ne sarebbero di belle da dire.
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20 Responses to E tu e noi e lei tra noi: le corna, queste (s)conosciute

  1. Demart81 says:

    Ci darei un’occhiata volentieri, se il link non rimandasse ai La Crus.

  2. Bob says:

    Cerchiobottismo è una parola gergale di origine giornalistica. Indica l’atteggiamento di chi, trovandosi a dover scegliere tra più alternative o ad esprimere una propria opinione, assume una posizione non netta, intermedia rispetto alle possibili opzioni. Questo non “entrare nel merito” ha in genere la finalità di non scontentare altri o di non esporsi a critiche o a giudizi altrui. A volte utilizzato come sinonimo di altri neologismi, quali: terzismo, paraculismo, doppiopesismo.

    La tua descrizione perfetta.

  3. dal chianti says:

    E voi, che ne pensate delle corna.. ?
    … e che vuoi, con un popolo da secoli plasmato da chi, o per chi, il nudo è un peccato … il toccarsi dei bambini diventato atti impuri … il preservativo minaccia alla procreazione d’ indesiderati, cosa auspicabile dai tanti, e tante pie perché nelle disgrazie questi ci sguazzano …
    costoro, che hanno rinunciato ad una vita comune per la folgorazione dello spirito santo, con le confessioni, estorte per l’ eucarestia, di queste arretratezze socio-culturali, approfittano per infilarlo in ogni dove financo scervellandosi sul sesso degli angeli (solo loro, rifiutando a priori il proprio ne vanno macchiavellando)
    cosa saran mai le corna se si tien presente che da dopo i legionari, chi s’ è riprodotto e duplicato fino al presente, sono gli schiavi, gl’ invasori e i preti ?? 😦

    • La Rockeuse says:

      Bella analisi, devo dire. E concordo, anche perché gli stessi che si riempiono erroneamente la bocca di belle parole sulla confessione, la castità, la fede, etc sono i primi a tradire ben contenti di farlo!

  4. Ciccio says:

    Sono certo che faccio leggere la tua inchiesta e ne parlo ovunque: trovo che meriterebbe di essere presentata a Porta a Porta. L’ho detto anche a Vespa stamane ma lui si è fissato con zio Michele e il plastico della villa.

    • La Rockeuse says:

      Uff gatto! Vespa è il solito, comunque se proprio ci vuole come suoi collaboratori, dovremo darci un pizzico sulla pancia. Intervisteremo zì Miché parlando come lui, che ne dici?

  5. Ciccio says:

    errata corrige: sono giorni che faccio leggere…

  6. ladiesman7it says:

    che dire… ne abbiamo già abbondantemente parlato.. comolimenti per l’articolo sul corriere 😛

  7. Adriana says:

    Ti dirò, concordo con dal chianti sull’ipocrisia. Penso però che se uno tradisce e ha un minimo di decenza dovrebbe riflettere sui motivi delle corna e essere sincero con il partner, che magari lì per lì ci resta male, ma poi si ripiglia (non è detto che si ripigli anche il cornificatore, ma questo è un rischio che bisogna correre).
    Bello l’articolo!

    • La Rockeuse says:

      Grazie tesoro :*
      Anche io penso che si dovrebbe riflettere sui motivi delle corna e parlarne anche con il partner ma la cosa non è facile, anche perché l’esito potrebbe essere assai poco piacevole…
      ma fa parte del gioco… e dell’accettare le conseguenze delle proprie azioni!

      • Demart81 says:

        A che pro dirlo, scusate giovincelle? Per pulirvi la coscienza? Perché far soffrire inutilmente il proprio compagno? Cioè, a sto punto è meglio non tradire proprio, o se è per qualcosa che non va nel rapporto, allora meglio lasciarsi.
        Cioè, la vedo proprio una cosa senza senso e francamente brutta. Molto brutta. E se non ha poi un futuro, meglio a sto punto il silenzio, non è ipocrisia, ma il male minore. O meglio, è ipocrisia ma è preferibile al far soffrire una persona cui si vuol bene, perché se glielo si confessa e non la si lascia significa che le si vuol bene.
        Mi sento moralista oggi, o piuttosto morale e leale.

  8. La Rockeuse says:

    Beh, per come la vedo io, parlargli della cosa potrebbe essere un modo per riflettere meglio anche sui propri sentimenti ma non è certo detto che sia la cosa più giusta o facile da fare… anzi! Le volte che ho tradito sono raramente riuscita a dirlo, un po’ perché non sapevo affrontare la questione, un po’ perché, non nascondiamoci, fare la figura degli stronzi non è certo una cosina piacevole.
    Per onestà intellettuale (tornando al discorso moralismo) probabilmente lo si dovrebbe dire, con tutti gli annessi e connessi!

  9. Demart81 says:

    Per onestà intellettuale non si dovrebbe proprio farlo, honey.

    • La Rockeuse says:

      Vero ma torniamo sempre al discorso di prima, cioè che tanto si fa lo stesso… poi è chiaro, massimo rispetto e tanto di cappello a chi non ha mai tradito. Ti confesso che spero anche io di trovare una persona che mi prenderà così tanto da farmi totalmente dimenticare del resto 🙂

  10. Adriana says:

    Certo, non è facile andare dal fidanzato e dirgli ‘Oh, senti, ti ho riempito di corna come un cesto di lumache’, personalmente però non credo che riuscirei a continuare una relazione sapendo che sto nascondendo una cosa del genere a una persona che si fida di me. Anche perché prima o poi i tradimenti saltano fuori e allora è anche peggio. E’ ovvio che la cosa migliore sarebbe non tradire proprio, ma per me se lo si fa poi bisognerebbe avere il coraggio di ammetterlo.

    • La Rockeuse says:

      In realtà se uno ci sta attento certe cose non saltano mai fuori ma questa non è una giustificazione, una volta che si è tradito tanto vale mettere le carte in tavola e non nascondersi dietro un dito, per quanto brutta e difficile sia la cosa.

Dammi amore!

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