Racconto romantico dall’esito incerto – III

Terzo episodio della Sagra dei miei racconti!

Oh baby, smile once again

And score your goal

And I’m not alone

Oh baby, if I’m a dog

Then you’re a bone

Damn, damn, damn – Merci Miss Monroe

 

“Hai sentito Engi? Sai come sta?” domandò Ettore al Gatto, interrompendo per un attimo il meticoloso lavoro che stavano facendo su di un articolo. Ettore lavorava per un noto quotidiano cittadino – anche lui era un giornalista – ed aveva chiesto al Gatto di aiutarlo per un progetto riguardante il Giubileo o chissà quale altra diavoleria (perdonate il pizzico di blasfemia) riguardante la Chiesa. Atti carampanici in quantità.

“Si, l’ho sentita proprio stamattina. Ha tagliato i capelli, quindi penso che stia meglio. Di sicuro, sta accettando i cambiamenti…” rispose il Gatto, con aria da fine psicologo.

“Sono contento…” rispose con un mezzo sorriso Ettore “l’ho sentita proprio triste e non è giusto, Engi è un tesoro.” Ettore era più grande di Engi e del Gatto e quindi si fregiava di un po’ di esperienza in più riguardo come gira il mondo.

Ma qual era il problema di Engi?

Perché è improvvisamente sparita dall’incipit del racconto?

E’ presto detto.

Nonostante ultimamente i suoi ormoni fossero smossi esclusivamente dal pensiero del Cantautore*, Engi aveva un ragazzo con cui oramai, dopo un paio d’anni, le cose non andavano più così bene. In realtà lei gli voleva bene ed anche molto ma era frenata dal fatto che in realtà lui non desiderasse prendere un reale impegno con lei e in fin dei conti non progettasse un futuro concreto con lei… non che Engi fosse il classico tipo di ragazza con cui progettare un futuro assieme, s’intende. Anche lei ne era consapevole, anche se non l’avrebbe mai ammesso.

Per farla breve, questo fantomatico ragazzo di Engi, di punto in bianco, era passato da “amore mio” a “ho bisogno di stare un po’ da solo” ed aveva smesso di rispondere a telefonate ed sms, arrivederci o addio, insomma. Peccato che non avesse 15 anni ma ben 27, il che abbassava di parecchio la soglia di giustificazioni da addurre al suo comportamento.

Engi ci era rimasta malissimo ed aveva angosciato per diversi giorni sia il Gatto che Ettore, assieme a qualche altro amico più di vecchia data, che conosceva bene le sue problematiche amorose. La cosa che però maggiormente la avviliva era il suo non essere davvero dispiaciuta per quanto era accaduto/stava per accadere,  per l’eventuale divorzio di spirito ma il fatto che alla fine la cosa non le interessasse più di tanto.

Non le interessava non perché fosse cattiva o disamorata, come le aveva detto la sua amica Marina ma perché pensava appunto al Cantautore e al loro amore impossibile, cosa che le occupava tutte le sinapsi e quindi era come se non riuscisse realmente a realizzare che stava perdendo la persona con cui aveva condiviso due anni della sua intricatissima vita. Ma “everything comes to an end”, avrebbe detto il Console del Regno Unito, quindi fondamentalmente andava bene così.

E a proposito di Consoli, Engi ed Ettore si erano conosciuti proprio al Consolato, però a quello Americano ed essendo entrambi giornalisti avevano subito fatto comunella.

“Engi merita di meglio” aveva sentenziato poi il Gatto, palesemente di parte. “E’ vero. E lo troverà” aveva annuito subito Ettore, proseguendo “Certo che è strano. Dopo anni, mica si sparisce così. Non è che lei… non so, l’aveva tradito?”.

Il Gatto rise sotto i baffi “Non lo so. Non credo, dai. Ma anche se fosse, se lui l’avesse scoperto le avrebbe suonato una padella in testa, prima di lasciarla. Non credo nemmeno che abbia un’altra…”

Ettore abbassò lo sguardo sul suo blackberry e sospirò “Neanche io. Probabilmente avrebbe tenuto il piede in due scarpe per un po’ e poi l’avrebbe lasciata in modo civile.”

“Vero” annuì il Gatto “mi sono fatta l’idea che lui avesse intuito che Engi aveva la testa altrove… sul Cantautore, diciamo. Non dico in che zona del Cantautore… ma insomma, ci siamo capiti.”

“Fabrizio! Che dici?” lo redarguì subito il collega “Anche se fosse vero… le questioni vanno affrontate, non si sparisce così. Anche perché non so che cosa consigliare ad Engi, ora come ora. Dire che si vuole star soli non vuol dire lasciarsi…”

“Per me dovrebbe mandarlo affanculo, nel fun cool, il freddo divertente. Tra parentesi, lui è profondo come una scatoletta di tonno RioMare, perciò probabilmente ha deciso che vuole star solo perché i suoi due amici sono tornati single e vogliono farsi gli strusci in centro il sabato sera. Bell’affare.” Il Gatto era categorico, oltre a non amare molto il ragazzo di Engi.

Ettore rise: “Stiamo parlando di un bancomat o di un essere umano? Uno che ha un briciolo di personalità mica fa le cose perché lo fanno gli amici… a meno che non sia un compagno di scuola di mia figlia, che va alle elementari, ti ricordo.”

 

*Note: Il Cantautore è un personaggio che nella storia fa appunto il cantautore. E’ l’amore semi-platonico di Engi, a cui lei dedica poesie sulla sua moleskine fuxia e canzoni sotto la doccia. Ma anche altre cose, che però non diremo per non alienarci le simpatie dell’UCSI.

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About La Rockeuse

Eh, ce ne sarebbero di belle da dire.
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2 Responses to Racconto romantico dall’esito incerto – III

  1. Bob says:

    Ho letto con grande attenzione i tuoi raccontini, che mi sembrano molto autobiografici:
    Engi sei sicuramente tu.
    Fabrizio è il tuo amico.
    Dunque, tu avevi il timore di lasciare il tuo (ex) ragazzo per il poco nobile motivo del tuo volerti bombare alla grande uno che ha parecchi annetti in più di te ma io non ti biasimo, non voglio dire niente, sono cose tue, però lui ti ha praticamente battuta sul tempo perché smettendo di farsi sentire ti ha praticamente dato il ben servito, senza però avere le palle di venirtelo a dire in faccia [Ma che cazzo di uomini frequenti? adolescenti del cazzo? Non mi pare che i diciottenni rientrino nei tuoi gusti…].
    Adesso che la cosa è conclusa a te dispiace quasi, perché alla fine volevi tanto bene a questo tuo ragazzo, proprio come ne vuoi a un cane o a un gatto, quindi ti dispiace tanto che tutto sia finito.
    Che poi, per me è finita perché questo poveraccio dava le capocciate sotto le porte…
    Ma conoscendoti, domani te ne troverai altri dieci anche meglio e soprattutto, quando ne avrai la possibilità, ti butterai al cento per cento nel letto di questo qui più vecchio di te e lo farai con grande gioia.

    • La Rockeuse says:

      Oh mamma!
      Ma è un racconto, mica la vita reale. Poi, anche se fosse la vita reale, di certo non devo renderne conto a te, quindi che io stia con adolescenti del cazzo o vecchi in terra (!) sono solo affari miei, no?
      😉

Dammi amore!

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