Sangue caldo: la recensione (I episodio)

Dite la verità… già la presenza in una sola fiction di gente come Asia Argento, Gabriel Garko e Manuel Arcuri vi aveva fatto rabbrividire, eh?

Lo ammetto: ho guardato la fiction esclusivamente per Asia, di cui sono stata (e un po’ sono ancora) una grandissima carampana. Mi incuriosiva sapere il perché un’attrice come lei avesse detto di si al mainstream e avesse accettato di fare una fiction Mediaset.

Devo dire che la curiosità mi è ampiamente passata e dopo un solo episodio.. miracolo! Sarebbe meglio non avere mai certi tipi di curiosità…

La fiction è ambientata “molti anni fa” (cito didascalia in sovrimpressione), circa negli anni Cinquanta. Asia è Anna, una prostituta che lavora in un casino di Roma ed è fidanzata con un simpatico e bono malvivente, Il Mister aka Gabriel Garko, il quale vuole fare un’ultima rapina in banca prima di ritirarsi a vita privata con parte del bottino e, appunto, Anna, salvandola una volta per tutte dalla sua vitaccia.

Complici della rapina sono un gay che è fidanzato con una Drag Queen che lavora in un locale per drag queen (ma ne esistevano negli anni Cinquanta????) e un altro paio di poveri disgraziati. Ovviamente, la rapina finisce male, con tanto di scena delle macchine della polizia che avanzano a due all’ora (!!!!) ma il buon Gabriel riesce a fuggire col bottino. Non si sa bene come, infila il bottino nello sportello di una macchina, precisamente nell’intercapedine tra la lamiera e l’imbottitura e dice ad Anna di prendere la macchina e fuggire in Svizzera per depositare tutto in banca (certo, perché negli anni Cinquanta tutte le donne guidavano la macchina! of course!), lui l’avrebbe raggiunta dopo. Peccato che viene freddato brutalmente dal gay cattivaccio.

Questa è una fiction un po’ contro le donne. Perché la povera Anna, che aveva anche due figliuoli (uno dei quali sarà la Arcuri!), si impegna di brutto a cambiare vita, ad essere una buona mamma che dice ai suoi figliuoli di studiare… e invece che succede? Che il gay, unico sopravvissuto della banda della rapina, si mette sulle sue tracce per circuirla e fregarle i soldi!!! Quindi finge di corteggiarla, la sposa…e zac! Mette le mani sul malloppo! Ma che cosa ingiusta.

A fare da contorno a questa trama inconsistente, le varie prostitute del casino in cui lavorava Anna, tra cui una napoletana e una siciliana cafona, tutte super caricaturali ma che di certo parlavano dialetto meglio della buona Asia, visto che recitare in romanesco non è proprio affar suo (ma manco in italiano… e manco in inglese), il compagno drag queen- checca isterica del gay cattivo e ovviamente… Manuela Arcuri. Il suo personaggio si svilupperà nella seconda puntata ma vi dico solo che c’è già una cosa non realistica: ha lo stesso taglio di capelli con frangettone-paggesco dai 13 anni ai 30 anni. Forse gli sceneggiatori, i parrucchieri e chi di competenza hanno portato lo stesso taglio di capelli tutta la vita… ma ci terrei a sottolineare che la maggior parte delle persone dai 13 ai 30 anni cambia una ventina di pettinature minimo, per non parlare di quelli che perdono tutti i capelli. Mah. Arrivederci al secondo eppi-sodio!

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Eh, ce ne sarebbero di belle da dire.
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