Quando ti rubano un articolo

Foto al telefono, con occhiaie.

Miei cari.

Oggi prima giornata di lavoro internascional. E’ stato stancante ma devo dire che è andata abbastanza bene. Ma poi vi dirò nel dettaglio a cose fatte, per il momento vi dico solo che sono un pelo stanca ma è normale.

Mi è successa una cosa però un po’ strana, non so se bella o pessima. Una persona, una pia donna, ossia lei, ha simpaticamente copiato e incollato un mio articolo (questo, da me tradotto dall’HuffPost, per giunta) senza ovviamente citare la fonte. Ora, non è la prima volta che mi scopiazzano un pezzo (e lo sapete che non lo dico per vantarmene), l’ha fatto anche Il Mattino o La Repubblica Napoli ma non è questo il punto… è che a me girano le scatole perché bisogna CITARE LE FONTI. A me non importa se la gente si fa figa con quello che scrivo io, figurarsi, è un  onore essere ripresi dai blog… però caspita, io ci ho lavorato su questa cosa, chi traduce sa che non è facile rendere in italiano cose scritte in un altra lingua… insomma, appropriarsi indebitamente del lavoro degli altri è davvero triste. Magari questa ragazza era pure in buona fede, ma un misero link a YOUng poteva pure mettercelo. Mah.

E voi? vi è mai capitato? Se sì, che avete fatto?

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Dio è Morto, Marx pure…

Foto di repertorio (con fianco tondo)

Miei amati,

oggi mi sento un po’ fiacca, dunque spero di non fare un post randomico troppo noioso.

E’ stata la festa della mamma ma siccome era anche il compleanno di mio padre, per non offendere nessuno ho portato di mattina la colazione a lei (con annesso regalo) e a pranzo sono stata con lui (con annesso regalo), il tutto essendo andata a dormire alle 4 sabato (!). E poi dicono che sono una pessima figlia.

A proposito di sabato, sono andata a un party anni Trenta, spero di avere presto qualche foto dell’evento, perché avevo un look carino con tanto di copricapo a tema davvero vintage, abitino a frange e collana lunga. Adoro le feste in maschera! A voi piacciono?

La Juve ha vinto lo scudetto, Alex se ne è andato e ieri moltissimi tifosi erano in lacrime. La qual cosa mi ha fatto un po’ strano… ok che ha giocato sempre nella Juve, ha fatto la storia della società, è stato un grande capitano e tutto quello che volete… ma non è mica morto, piangerselo mi sembra un tantino esagerato! Voi che ne pensate?

Domani verrà a trovarmi un amico americano che è venuto a trascorrere un mesetto a Roma! Sono molto contenta, anche perché lavoreremo assieme a un progettino simpatico di cui poi vi parlerò a cose fatte (e concrete). Spero di non rimbambirmi e di non dire, come al solito, una cosa per un’altra. Non so se vi capita mai quando parlate un’altra lingua, ma a volte confondo termini (anche non simili), soprattutto se sono stanca, cacciando fuori scarole mai viste.

Sono stata raggiunta dalla notizia che PURE LAPO ELKANN scriverà un libro. Sono veramente senza parole. Mi domando se sarà un’autobiografia in cui spiega dettagliatamente come si fa praticare lo sbiancamento anale oppure se sarà un romanzo sofisticato sulla storia di qualche trans. Si accettano scommesse.

Chiudo in tristezza, per chiedervi un consiglio. Oggi ho avuto una reazione parecchio violenta nei confronti di una persona a me vicina, è stato una specie di scatto d’ira. Tendenzialmente sono una molto pacata, che non s’incazzava mai manco quando la Juve andava male e perdeva ogni partita ai tempi di Ciro Ferrara e in generale, tendo a non arrabbiarmi troppo. Questa reazione mi ha spaventata perché è stata istintiva, era come se non riuscissi a controllarmi. Non vi preoccupate, non ho accoltellato nessuno, però non è da me. Sto diventando pazza? Vi è mai capitato? C’è un modo per evitarlo?

Il MANTRA della settimana sarà RIPIGLIAMOCI! Perché personalmente sono proprio fiacca e sento il bisogno di riprendermi!

E voi? Avete qualche bella news?

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Essere dei giornalisti arrivati

Casto Divo is My Homeboy.

Miei cari,

oggi piccola guida per autostoppisti che vi fa capire quando potete considerarvi giornalisti “arrivati”:

- Quando la gente vi tampina per essere intervistato/far uscire un articolo sulla sua attività (qualsiasi essa sia), finché voi, allo stremo, acconsentite e scrivete una cosa che è paragonabile a spazzatura più che a un articolo giornalistico.

- Quando la gente pubblica sulla vostra pagina facebook oppure vi menziona su twitter per pubblicizzare i propri eventi, che vanno dalla Sagra del Puparuolo Imbottunato di Panecuocolo (NA), al nuovo video di Giggione e Jo Donatello dal titolo accattivante e sexy. Ovviamente sperano che voi ci scriviate qualcosa, oppure che altra gente che interagisce abitualmente con voi li noti e ascolti i loro brani, vada alle loro sagre, etc etc etc.

- Quando la gente si rivolge a voi in modo troppo ossequioso. Chiaramente, vogliono qualcosa da voi.

- Quando vi invitano ad eventi dove si mangia gratis.

- Quando la vostra foto finisce (anche se per sbaglio o perché vi volevano perculare) su un noto quotidiano locale, possibilmente non in cronaca nera.

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Mean Girls, o della moda dell’antipatia

Mettersi l’indurente per unghie fa molto mean, devo ammetterlo.

Miei amati,

ricordo ancora con orrore quando scoprii all’università che alcune persone mi consideravano una specie di mean girl, ovvero una str… di prima categoria. Prima non ero mai stata considerata tale, nemmeno al liceo, che è il regno delle mean girls e anzi, a scuola mia non ce ne erano nemmeno (strano ma vero, c’era tutta gente abbastanza subnormale ma non troppo molesta) quindi non ero pronta ad affrontare la cosa.

Ultimamente però mi sono resa conto del nuovo fenomeno che sta prendendo piede, un qualcosa che è una specie di nuovo terribile trend, come fu qualche anno fa quell’orribile abito lungo a righe orizzontali di H&M, che addosso a me faceva subito carcere, ovvero quello dell’essere ANTIPATICI  a tutti i costi. La moda di applica nella vita reale e soprattutto sul web, perché dietro lo schermo siamo tutti più fighi e ha il sapore di quelle ribellioni adolescenziali che tutti abbiamo passato.

Come quando le mamme ci dicevano di sorridere, di essere carini e di comportarci bene con la polizia (ehm…), noi ci incazzavamo, indossavamo la nostra maglietta di Che Guevara e facevamo i rivoluzionari di piazza con la birra da 80 centesimi. L’antipatico modaiolo è così però in versione 2.0, quindi fa pure meno simpatia. Sono quelli che danno risposte di cazzo quando chiedi un’informazione, quelli che “nessuno mi capisce” pure se hanno trent’anni  o quasi (ma chi ti deve capire, figlio mio?), quelli che la loro vita è una merda, quelli che hanno una faccia da funerale per tutto e una pessima parola per tutti, quelli che malmostoso/malanimo is the new black e che rasentano a volte la cafonaggine.

Onestamente non li capisco, cerco sempre di essere positiva e di sorridere alla sorte avversa, anche perché credo che porsi in modo antipatico verso il prossimo sia negativo innanzi tutto per noi (chi ha voglia di fare due chiacchiere con uno scassacacchi?) e poi per essere antipatici si deve pure essere un poco cattivi e io mi ritengo una brava persona, alla fin fine.

E voi? Che ne pensate? Avete notato la nuova moda dell’antipatia?

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Come scrivere una cover letter (e non dare di matto)

Una faccia salubre.

Miei amati,

oggi torniamo sull’argomento cover letter, ovvero lettera di presentazione. Oramai pare sia una consuetudine non più solo degli States ma anche europea (e solo alla fine, italiana), quindi è meglio capire e imparare come si scrive una volta per tutte. Magari ve ne scrivete una, la salvate sul vostro bravo pc e la riutilizzate di volta in volta. Ho preso molte utili informazioni da questo sito ma ora vi scrivo come io le ho reinterpretate for dummies:

Cos’è una lettera di presentazione?

Accompagna il CV ed è una vera e propria lettera in cui il candidato si presenta per un dato lavoro e parla delle motivazioni per cui vorrebbe essere assunto.

Quanto deve essere lunga?

Deve essere breve. Non è la riedizione della Divina Commedia, orientatevi sulle dieci righe, anche perché poi c’è il CV che parla di noi e del nostro lavoro.

Meglio formale o informale?

Dipende da voi. Basta che non esageriate, avete comunque due strade:

Formale:

Salve,

vi scrivo dopo aver letto il vostro annuncio(…)

Informale:

Il mio sogno è lavorare con voi!

Però state attenti a :

- scrivere in prima persona

- scrivere in italiano corretto

- essere sintetici (come ho già detto)

Passiamo ora al CORPO della lettera:

Non iniziate mai (come dice il sito e c’ha ragione) con “Sono Peppeniello Passaguai” ma con un bel profescional “sono un giovane laureato/neolaureato” oppure, se avete già esperienze lavorative o vi state riferendo a un determinato posto di lavoro “sono un redattore/ingegnere/quello che volete”.  Quindi proseguite con le MOTIVAZIONI che vi spingono a volere questo lavoro, spiegando il perché pensate che sia fatto per voi; ad esempio: “la mia più grande passione è la filologia romanza e so che questo lavoro mi darebbe un’opportunità enorme per mettere a frutto le mie conoscenze in materia”. Sbizzarritevi e siate convincenti! Non dimenticate i BENEFICI che potreste portare all’ente o all’azienda, ad esempio “Credo che potrei fare un ottimo lavoro con voi. Sono una persona organizzata, molto capace col problem solving e lavorare parecchio non mi spaventa” anche qui, scrivete quello che volete purché siate convincenti. Rispetto a questo, potete poi fare riferimento ai vostri studi e alla vostra formazione, che vi ha portato a essere tanto capaci nel vostro lavoro, quindi laurea, corsi, stage, esperienze lavorative. Quindi concludete coi saluti et voilà, il gioco è fatto!

La lettera di presentazione è una rottura di scatole abnorme ma è una cosa logica. Se la fate breve, semplice e senza voli pindarici, sarà sicuramente efficace e non ci metterete molto tempo nel comporla!

Avete mai scritto una cover letter? Avete qualche consiglio da aggiungere? 

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Siamo tutti Antonio Ghirelli

Ghirelli forever!

Breve riflessione che ci tenevo a condividere con voi, cari lettori.

Come sapete, sono appassionata di calcio. Ora non mi fregio assolutamente di capirne molto o di capirne più degli altri, tutt’altro. Quello che so è per lo più legato alla mia squadra e onestamente non pontifico mai sulla regola del fuori gioco perché mi pare superfluo. Sapete che ho una videorubrica, però anche lì mi limito a dire quel che so, cercando più o meno di essere simpatica e nulla più.

Leggendo però alcuni articoli, anche su Young, mi sono resa conto che tantissime persone credono di essere dei superesperti di calcio, dei CT mancati, dei Ghirelli redivivi e così via. Addirittura c’è gente che pensa di essere arrivata perché scrive qualche articoletto su qualche sito scarsamente frequentato.  Fin qui non ci sarebbe nulla di male, certo si tratta di cose un po’ ridicole ma vabbè, contenti loro. Il dramma viene quando chi legge arriva a offendere pesantemente l’articolista o chi per esso, arrivando addirittura a minacciarlo di morte perché ha espresso la sua opinione e conseguenzialmente “non capisce un cazzo”.

Ultimamente mi sono capitate sott’occhio cose veramente mal scritte, castronerie allucinanti, soprattutto sullo scudetto e sulla Juventus tutta e mi sono offesa/incazzata anche io ma mai e poi mai arriverei a dire a uno “devi morire”, al massimo gli dico come la penso io. L’altra cosa triste è quando questi sedicenti “giornalisti” non accettano le critiche, oppure ti attaccano a loro volta, dando vita così a una reazione a catena che spesso sfocia nel trash.

Mi rendo conto che questo tipo di fenomeno non c’è solo nel calcio ma praticamente in tutto, solo che lo ritengo davvero fastidioso. Non si potrebbe pensare che:

- è solo un gioco

- è solo un articolo, non la Bibbia (se non siete credenti, sostituite col vostro libro preferito)

- la morte non si augura mai a nessuno (o comunque a pochi eletti)

- farsi il sangue amaro e insultarsi nei commenti sotto un articolo è quasi sempre inutile e dannoso, per le vostre coronarie e per la vostra salute mentale.

 E voi? Vi capita mai di imbattervi in sedicenti esperti e di lottare con loro nei commenti?

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I falsi amici

Ciao sono Rory e sono una signorina di buona famiglia dell’Ottocento. Questa maglietta è la mia vita oramai.

Miei cari,

ieri sono stata raggiunta dalla notizia che la mia compagna di banco delle elementari è incinta, così come quella del ginnasio. C’è da dire che quella del liceo ha già due figlie, dunque devo pensare che in qualche modo rendo le persone feconde. Comunque che ansia, tra l’altro io un figlio non saprei proprio dove mettermelo, quindi nisba.

Pensando e ripensando, al livello joyciano ma anche freudiano, mi sono venute in mente molte cose della mia giovinezza, tra cui le amicizie perdute, quelle che durano ancora, la gente che prima mi disprezzava e ora mi ama o viceversa, le cattiverie fatte, le follie perpetrate. In particolare ho ripensato ad un amico particolarmente insopportabile, uno di quelli come ne abbiamo avuti e ne abbiamo tanti, quelli che ci rompono l’anima e ci fanno domandare “Perché sono amico di questo qui?!” . Spesso la risposta sta nel fatto  che è figlio di amici dei vostri genitori, oppure lo conoscete dall’asilo e siete arrivati a scegliere pure la stessa facoltà, quindi ve lo subite da anni e non sapete assolutamente come scollarvelo. Diventa tipo un matrimonio che si regge solo sulla consuetudine della routine.

Con questo qui ci siamo fortunatamente allontanati per vari motivi, tra cui il fatto che attualmente risiede in Spagna ma ad ogni modo non mi manca affatto, anzi. Essendo amici da lungo corso, ho visto la sua evoluzione da semplice bimbo scassacazzi che mi buttava per terra ad adolescente che sapeva suonare meglio di me e che comunque era il migliore in tutto e per tutto (secondo lui). Ricordo ancora quando mi diceva, forse per accrescere la mia autostima, che “tanto nessuno ti sopporta”, sentendosi forse molto divertente o ironico… ma andiamo, a quale sedicenne fa piacere sentirsi dire che è insopportabile?

Poi ovviamente criticava tutti i miei filarini dell’epoca. Uno era brutto, uno scemo, uno deficiente. Ovviamente, lui non solo non era certo Raoul Bova ma usciva con delle tipe che definire allucinanti è dire poco. Ricordo con grande odio tutte le volte che per un motivo o l’altro, me lo ritrovavo davanti con la sua prosopopea veramente odiosa. Magari un giorno ripenserò a lui e mi verrà pure da ridere ma ora come ora, sono contenta di essermelo tolto dalle scatole.

E voi? Avete falsi amici? “Amici” veramente odiosi che vi siete tolti dalle scatole o di cui non vedete l’ora di liberarvene?

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